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Cari amici, i passatisti siete voi

Prendiamo a pretesto l’articolo recentemente pubblicato su FrontPage a proposito dei Giovani democratici, trascurando qualche sgradevole insinuazione, per spiegare meglio le nostre scelte. E’curioso, infatti, sentirsi accusare di veterocomunismo da chi, evidentemente, pensa che il mondo si sia fermato agli anni ’90.

Il paradigma culturale della sinistra di quegli anni infatti, ci sembra, specie dopo la crisi finanziaria del 2008, non solo ampiamente sorpassato ma anche completamente subalterno rispetto alle logiche del cosiddetto Washington consensus. Non rincorriamo di certo modelli culturali anni ’50 ma il fatto che si parli di Marx più al forum di Davos che all’interno della sinistra italiana ci sembra una spia del provincialismo di chi teme, per l’appunto, di essere tacciato di atteggiamenti “vetero”.

Poco ci importa di cosa dica La Repubblica: non abbiamo mai inseguito campagne anti-bavaglio e poche cose sono lontane da noi come la cultura giustizialista. Più di una volta ci siamo schierati contro i modelli della cosiddetta Seconda repubblica con più forza e chiarezza di molti dirigenti del Pd.

Proprio per questo non stiamo alla logica della semplificazione. Non è sufficiente che a dire no all’accordo per il futuro della Fiat di Pomigliano sia la Fiom per tirare automaticamente le conclusioni e chiamare riformisti i sindacati che hanno firmato ed estremisti gli altri. Delle modalità di conduzione della trattativa giudicheranno i lavoratori. Quello che a noi interessa sottolineare (e che orienta il nostro giudizio) è altro. La crisi ha severamente punito tutti i paesi che avevano interpretato la competizione internazionale sui paramentri del FMI. In Italia la declinazione di quel modello è stata centrata su una crescente riduzione del costo del lavoro e della sua qualità (le cose hanno camminato di pari passo, a dimostrazione del fatto che i problemi salariali non sono separabili da quelli concernenti il come il lavoro è concretamente organizzato).

Marchionne, che per anni ha interpretato il ruolo di manager illuminato, li ha improvvismante svestiti per proporre un accordo che ha due punti fermi: l’abrogazione del diritto di sciopero e l’impossibilità, per i lavoratori, di mettere in discussione i turni di lavoro. Il ministro Sacconi si è limitato ad aggiungere il carico: indicare questo accordo come modello, avendo come bersaglio la contrattazione nazionale. Finchè l’Italia si acconcerà a competere così sul mercato internazionale non avremo speranze. Se anzichè fare della qualità e dei diritti del lavoro il perno di un sistema di sviluppo centrato sull’investimento sul capitale umano e sull’economia reale continueremo a seguire (anche da sinistra) i modelli di venti anni fa, ne usciremo in ginocchio tutti.

Gentile Redazione, i veri passatisti sono questi. Noi ci limitiamo a chiamare le cose col loro nome, preoccupati per il futuro della nostra generazione. Vetero è chi scrive dei problemi di oggi pensando ancora ai duelli tra D’Alema e Cofferati.

Fausto Raciti
Segretario nazionale Gd

Michele Grimaldi
Segretario regionale Gd Campania

8 commenti a “Cari amici, i passatisti siete voi”

  1. jaramillo scrive:

    confermo, il linguaggio del compagno raciti è anestetico

  2. Giovanni Grande scrive:

    Un diritto (come quello al lavoro) è tale quando è generalizzato. Questa crisi, se qualcosa ha dimostrato, è l’inadeguatezza dell’attuale sistema di welfare a rispondere alle sfide della globalizzazione: un modello che crea esclusione sociale (e i diritti dei precari, dei lavoratori irregolari?); un modello che voi, cari compagni, dovreste proporre di cambiare (non è più compito della sinistra arginare l’esclusione?). Quanto a Marx, proprio la questione di Pomigliano lo fa cadere a fagiolo. I diritti sono espressione della condizione materiale di una società: vanno riplasmati, adattati alle condizioni reali. Anziché arroccarsi ad una difesa nominale la Fiom avrebbe potuto rilanciare pretendendo più servizi alla persona (asili, trasporto, sanità integrativa) e, perché no?, partecipazione agli utili futuri. Il resto è fuffa.

  3. Ciro scrive:

    “Delle modalità di conduzione della trattativa giudicheranno i lavoratori” e poi tutti speriamo che ne prenderete finalmente atto.

  4. caino mediatico scrive:

    Il forum di Davos Marx sarà trendy, come è trendy il forum ma tra i giovani democratici ci si aspetterebbe sentir parlare di più anche di castells,stiglitz,baumann, di lessig, di benkler , persino Obama (cui al tempo della contesa molti di voi preferivano la Clinton “più politica”) o anche questi autori hanno subito la politica del Washinghton Consensus ? Del resto vedo che il dibattito resta alto e rivolto al futuro : sulla massoneria, e sul recente “compagni si compagni no” . Comunque spero che le alte considerazioni e la fermezza di principi della leadership siculo-campana dei GD, terranno conto di un’altro elemento imprevedibile ma pur sempre marxianamente assoggettabile ad esegesi : il voto degli operai di Pomigliano che non sono nè riformisti, nè radicali, ma addirittura “la classe”…

  5. luigi scrive:

    ai commentatori che aspettano che vinca il si per dire l’avevo detto….
    se vi punto una pistola in testa me lo date il portafoglio o preferite morire?
    ecco questo è l’esempio delle nuove relazioni sindacali inaugurate da fiat…….vincerà il si perchè vincerà la fame e la paura di perdere il posto non vinceranno libertà e diritti..e finitela di fare i turboriformisti che a forza di differenziarvi siete diventati peggio dei veterofascisti dei primi anni 50

  6. civetta contest scrive:

    siete semplicemente un caso già visto, mi ricordate i racconti di mio nonno sul partito comunista.

  7. napoli scrive:

    ma come fa a parlare di lavoro, diritti, turni, contrattazione, salari, chi, sebbene ventenne, non ha mai lavorato un solo giorno nella sua vita e probabilmente non lo farà mai. L’assunto fondamentale dell’analisi di Marx è che devono essere i lavoratori ad occuparsi delle loro questioni. I “politici” se ne stiano fuori a chiacchierare…..

  8. Alessandro A scrive:

    Non entro nella polemica, sono solo felice che sia stato citato Benkler. Più Benkler per tutti: qui (http://www.benkler.org/) si può scaricare tutto o quasi.

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