Giornalisti e Pm, la joint venture fuori controllo
Pier Paolo Zaccai ha 42 anni e ha iniziato l’attività politica giovanissimo a Ostia, nel Fronte della Gioventù. Era un uomo della destra sociale intrensigente, fondatore dell’Ordine dei Cavalieri di Anco Marzio (sic!). Alle sei del mattino gridava “Aiuto, aiuto mi hanno incastrato” all’indirizzo di un gruppo di transessuali con cui si era intrattenuto, in evidente stato confusionale per effetto di droghe che lui stesso ha dichiarato di aver assunto.
Un bell’esempio. Di che? Di incoerenza? Chissenefrega! Piuttosto un esempio di come sono andate le cose finora e un antipasto di come andranno nelle politica e nella comunicazione italiana, anche grazie alla levata di scudi in favore della “libertà” e contro la privacy di questi giorni. Ormai nel pianeta giustizialista, nella galassia “questione morale”, tutto è pervasivo, devastante, irriconoscibile, indistinto: politica, corruzione, sesso, droga, inefficienza, crisi.
Ai tempi di “abbiamo una banca” la Q.M. fu usata dalla destra contro Fassino e D’Alema, anticipata però da Rutelli e Parisi (vi ricordate?) contro le cooperative rosse. Poi, invece di fare un congresso, dopo le elezioni la utilizzò Veltroni contro una parte del gruppo dirigente: a Napoli , dove persino la Iervolino cercò di “intercettare” col registratore il segretario regionale del Pd Nicolais, si scagliò contro i suoi assessori indagati “sfrantummati” e poi assolti nonostante Rosetta avesse evocato il suicidio del povero Nugnes come l’unico atto di civiltà. L’uomo del Loft utilizzò la Q.M. anche contro il sindaco di Pescara, per prendere le distanze da Del Turco. C’è il nuovo al centro, ma localmente il partito è permeabile alla questione morale. Ne avevamo avuto sentore anche con il caso del povero on. Mele, beccato con coca e signorine ben prima del Cavaliere.
Ma la svolta è venuta con le riprese private della D’Addario, le Dieci domande della Repubblica che l’hanno poi portata ad essere la stella poco rispettata di trasmissioni e manifestazioni dell’opposizione. Quando da destra, con o senza mandato, i raiders alla Feltri e Belpietro hanno capito che c’era da vender copie e restituire qualche colpo… alè! Marrazzo avvisato e poi Marrazzo crocifisso a Brendona, che non è più tra noi. Poi su Fini e i suoi uomini e i contratti alla Rai, e insieme su Di Pietro, le liste svizzere, ecc. ecc. Nell’area giustizialista adesso sono Travaglio, de Magistris, Flores D’Arcais e Di Pietro che si processano tra loro. C’è stato il caso Boffo, su cui Feltri ha dovuto chiedere scusa, poi Tarantini e la gnocca e la cricca, prostitute e prostituti, abiti talari sollevati, pedofili nascosti e rintracciati, vite personali, fatti rilevanti e non, intercettati, esibiti, rinfacciati.
C’è un aspetto di mercato indubbio che unisce oggi editori e giornalisti di tutte le confessioni politiche in una impressionante, monolitica unità: il sesso, la droga e la casta fanno vendere quanto il sangue. E siccome la concorrenza è l’anima del mercato, l’autorità garante del vero common, cioè le intercettazioni, è la magistratura. Difendere questo mercato è difendere la joint venture che li fa immortali a cariere unificate, giornalisti e Pm, nella attuale configurazione di unico potere autogiudicante.
Sapete qual è la conseguenza: Nessun limite al frugare nelle “vite degli altri”, 10, 100, 1000 Marrazzo e Zoccai. La caccia è aperta: preti, politici, magistrati, giornalisti. Siamo/siete tutti bersagli, signori. “Intercettateci tutti” dice il Popolo Viola: meglio sarebbe “intercettetevi tutti e moltiplicate l’ascolto”. Questa è l’Italia della seconda decade del terzo millennio: niente banda larga, ma tanto grande orecchio e tutti contro tutti: sesso, droga e niente rock and roll. Divertitevi se potete: poi le fregnacce se le porterà via il tempo, la noia e internet, come fu per videocassette e dvd assieme alle copie che continueranno a calare…
Curioso: in questo clima tra Dama Bianca e Ballerine Brasiliane proprio Berlusconi (l’unico pratico dell’uso) non è riuscito a sfondare per distrarci da cosucce come la crisi: ci vorrebbero più Trans, ma mi sa che su questo il Cavaliere non si fa convincere.


Una bella situazione da fine impero.
In periferia i Centurioni ed i semplici Legionari si chiedono se abbia ancora un senso fare la guardia al bidone (pagare le tasse, alzare la saracinesca ogni mattina, accendere il camion o il trattore…..), mentre Roma è in preda alle comvulsioni ed a compulsioni autodistruttive.
Scioperano giornalisti e magistrati e nessuno, dico nessuno si indigna, nessuno reagisce, nessuno percepisce che stiamo danzando sull’orlo del burrone.
I “barbari”, differentemente dalla situazione precedente, non invaderanno proprio niente e nessuno.
Aspettano.
Aspettano pazientemente di cogliere il frutto che è già maturo, cioè quando buona parte del popolo sarà pronto per dire” basta, non se ne può più, fine dei giochi, ognuno per la sua strada”, ovvero “è impossibile riformare questo paese, teniamoci stretto solo quella parte che funziona”.
Ahem… guardate che Zaccai si è sporto strafatto da un balcone improvvisando un comizio…
Non mi sembra ci tenesse molto alla privacy…
Il problema è considerare cose serie giornali e internet. Una volta chiarito che sono paragonabili alle pareti dei cessi pubblici sarà più facile risolvere questa situazione paradossale.
E no, non ci siamo proprio caro Giuliano, non è vero!!
Sui giornali si vedono, tutti i giorni, un sacco di belle figliole poco o per nulla vestite. Nei cessi pubblici le rappresentazioni più in voga sono quelle dei piselloni giganti.
Concorderai con me che, anche dal punto di vista politico, vorrà pur dire qualcosa e io continuo per questo a preferire i giornali
l’ho sempre pensato che il primo reality l’ha inventato radio radicale con la diretta da montecitorio….
Era all’albergo venezia?
‘I “barbari”, differentemente dalla situazione precedente, non invaderanno proprio niente e nessuno.
Aspettano’.
Vero. Siamo già sul posto.
[...] Difendere questo mercato difendere la joint venture che li fa immortali a cariere unificate, giornalisti e Pm, nella attuale configurazione di unico potere autogiudicante. Sapete qual la conseguenza: Nessun limite al frugare nelle …Continued [...]
ma i barbari amano le trans di Rio?
‘ma i barbari amano le trans di Rio?’
Lo vuoi sapere per poterti convertire o perché ne hai da piazzare e chiedere non costa nulla?
Trans o non trans, mi pare che i barbari abbiano idee chiare: una bella riga profonda in Appennino e via andare.
O va bene così, o da qui in avanti occorre smettere di scherzare, cercare di raddrizzare la baracca, ricominciare.
Eh, sarebbe una gran bella cosa, se non lo sentissi ripetere da oltre mezzo secolo.
Ci resta meno di un lustra, ad essere ottimisti.
A Liut… non penso che il gusto per il sesso trans abbia limiti di latitudine…
A esul … ma chi se ne frega dei trans?