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Caro Berlusconi, ci pensi lei

Si è venuto ricompattando in queste settimane il blocco giudiziario-mediatico che nel ’92-’94 mise fuori gioco con successo i partiti democratici, e che oggi combatte la legge sulle intercettazioni. Quel blocco, estraneo per natura ai meccanismi democratici e ostile all’idea di sovranità popolare perché convinto che il popolo, lasciato a se stesso, combini soltanto dei guai, non è mai davvero scomparso dalla scena politica: è anzi, per molti aspetti, il tratto caratteristico, la malattia inguaribile della Seconda repubblica.

Abbiamo parlato di blocco giudiziario-mediatico, ma sarebbe più corretto parlare di blocco giudiziario-padronale. I giornali in Italia non sono infatti il cane da guardia del potere, ma una sua articolazione ben precisa. Non rappresentano l’opinione pubblica, ma l’opinione e gli interessi dei grandi gruppi industriali, bancari e finanziari che li pubblicano ogni giorno.

Negli anni di Tangentopoli, questi gruppi strinsero un matrimonio d’interesse con la procura di Milano: i corruttori, cioè loro stessi, sarebbero rimasti fuori dalle inchieste; in compenso i loro giornali avrebbero appoggiato senza riserve l’azione dei magistrati contro i corrotti, cioè i politici. Così è stato, e così è ancora oggi.

La legge sulle intercettazioni colpisce al cuore questo meccanismo. Senza verbali da pubblicare entusiasticamente in prima pagina, il potere di condizionamento e di ricatto della magistratura e della grande industria sulla vita democratica del Paese si riduce praticamente a zero. Per questo la reazione è violentissima, e lo scontro può farsi definitivo.

Come nel ’92-’94, il blocco giudiziario-(mediatico)-padronale sferra il suo attacco direttamente al potere costituito, cioè al Parlamento liberamente eletto e al governo cui questo Parlamento ha accordato la propria fiducia. L’obiettivo immediato è il rinvio sine die della legge sulle intercettazioni; ma l’obiettivo vero è la liquidazione di Berlusconi e la sostituzione del governo legittimo con un esecutivo “tecnico” o di “larghe intese” o “istituzionale”. Avanzata esplicitamente da Bersani e da Casini, l’idea potrebbe non dispiacere a Fini.

Berlusconi ha capito benissimo la gravità della posta in gioco, e per questo ha annunciato che ci penserà lui. Ci permettiamo di avanzare al presidente del Consiglio alcuni consigli non richiesti.

1. Chiudere il contenzioso con il Quirinale. Nelle mosse successive della partita che si è aperta, il presidente della Repubblica avrà un ruolo decisivo: Berlusconi non lo dimentichi, sacrifichi Brancher, porti a casa con successo la manovra nei tempi e nei modi previsti.

2. Separare i magistrati dai giornalisti. La legge sulle intercettazioni si divide, grosso modo, in due parti. La prima disciplina le intercettazioni stesse: è ragionevole che qui i tempi siano allungati, che le procedure di proroga siano semplificate, e in generale che siano accolte quelle modifiche che effettivamente possono aiutare la magistratura a svolgere in modo efficace le indagini. L’altra parte della legge, che impedisce la pubblicazione di ogni tipo di intercettazione, e che costituisce un elemento irrinunciabile di civiltà, potrà così essere difesa con più forza e più energia.

3. Stanare Fini. Il presidente della Camera chiede più democrazia interna? Gliela dia senz’altro, Berlusconi, perché il primo ad avvantaggiarsene sarà proprio lui. Un grande partito popolare, proprio perché è grande, non può non avere un’articolazione interna. Condividere con un gruppo dirigente più ampio, comprensivo della minoranza, le scelte di partito e di governo (per esempio, l’improvvida nomina di Brancher o certe misure della manovra) significa, almeno formalmente, valorizzare le opinioni differenti; ma significa soprattutto, nella sostanza politica, proteggere e rafforzare le proprie scelte, che diventano per l’appunto condivise. Stanare Fini significa, in una parola, farlo parlare prima e non dopo una decisione.

In un sistema democratico a suffragio universale, né i magistrati né gli industriali (attraverso i loro giornali) hanno il diritto di interferire sulle libere scelte del libero Parlamento, inceppandone i meccanismi o condizionandone le decisioni. Oggi, come nel ’92-’94, siamo precisamente in questa condizione. Berlusconi renderà un servizio alla democrazia se saprà affrontare la situazione con decisione e con fermezza.

61 commenti a “Caro Berlusconi, ci pensi lei”

  1. Fabrizio Gritti scrive:

    Mha io credo che l’autore sopravvaluti di molto le intenzioni di Berlusconi. Questi non ha alcuna voglia di risolvere qualsiasi delle anomalie e delle questioni aperte sullo stato della democrazia in italia e sui rapporti tra le varie forme di potere ( politico,giudiziario,economico-finanziario,mass-mediatico). Berlusconi ha un suo preciso schema da compiere e se non ci riesce pazienza…il grosso,per la cronaca, lo ha gia fatto.

  2. Sabina scrive:

    Ora berlusconi che rende servigio alla democrazia e’ un ossimoro. Non sapevo di questo vostro ruolo di spin del nostro. Sono tuttavia incredibilmente d ‘ accordo col post e contenuti. se non fosse che siamo in Italia e non parlerei piu’ di popolo ma di audience che non e’ affatto sovrana da tempo.

  3. la pravda scrive:

    1.Non è facile chiudere il contenzioso con un uomo che per oltre cinquanta anni non ne ha azzeccata una sul piano democratico.2.Qui potrebbe essere vana l’azione di separazione fin quando che ci sono dei Procuratori Generali che, rivolgendosi alla Corte, spiegano che, nel processo Dell’Utri, è il Potere a essere giudicato (…).3.Questa è l’impresa più ardua.La tana in argomento è senza fine.Pensi che ancora oggi sulla stampa compaiono dichiarazioni del versipelle che afferma di essere il cofondatore del PDL,dimenticando di essere stato il capocomico delle comiche finali.Berlusconi renderà un servizio alla democrazia se saprà affrontare la situazione con decisione e con fermezza,e non perdendo la pazienza mandandoci tutti a quel paese.

  4. Vittorio scrive:

    Il quarto consiglio non rischiesto a Berlusconi.

    4. Godersi finalmente la meritata pensione nel suo resort dei caraibi, lontano migliaia di chilometri dall’Italia.

  5. [...] Fonte: Caro Berlusconi, ci pensi lei | The Frontpage [...]

  6. sabina scrive:

    @vittorio esatto!! :-D
    c’è skype però. O gli ologrammi. non ce ne liberiamo più diventa come la barzelletta del nonno…

  7. maurizio giorgio scrive:

    l’aspetto piu’ triste di tutta questa vicenda storica e’ il ruolo della sinistra : lo zerbino, dove ogni tanto, chi vuole puo’ pulirsi i piedi.(ora e’ il momento di fini e dei finiani)

  8. Augusto scrive:

    @Maurizio & tutti
    Il secondo aspetto piú triste é che si continua a parlare (commentare) di Berlusconi si, Berlusconi no.
    Quando, invece, FR ci pone due problemi gravissimi:
    commistione di giustizia e potere (economico)
    diritto alla riservatezza

    Come suggerito nel post, io risolverei i due NON limitando le intercettazioni, ma rendendo il richiedente, della intercettazione, penalmente responsabile in caso di indebita pubblicazione; e prevedendo, in caso positivo, punizioni molto drastiche.

    Certo non posso non chiedermi, con Maurizio, che fine ha fatto la sinistra?
    Quella di un tempo, quella libertaria; é mai veramente esistita?

  9. Liutprando scrive:

    Non sono di sinistra e ho mai votato Berlusconi, tanto per tagliarla corta con chi vorebbe dire che sarei un servo bastonatore al servizio del padrone.
    Concordo con Rondolino.
    Sarei concorde anche col terzo punto se non fossi convinto che sarebbe una perdita di tempo.
    Preferibile che Fini si levi dalle palle: non ha idee, è reazionario ed appartiene a quel socilismo di destra che è bene che si collochi a sinistra, come è naturale. Socialismo e fascismo hanno le stesse radici.

  10. luca scrive:

    ma… la situazione non mi sembra così complottistica.. più complessa invece.
    I blocchi di potere, cosiddetti, a volte si muovono per motivi che ritengono giusti, e può succedere che lo siano. O che siano quantomeno legittimi.
    Alcuni giornali certo rappresentano un blocco economico, ma anche politico e di pensiero, hanno un seguito reale nel paese. Fingere che non sia così è superficiale e poco attento.
    Questo “blocco”vuole, desidera fortemente, l’uscita di scena di berlusconi.
    Possiamo trovare poco ortodossa la sintonia tra una parte del paese e un giornale, ma non fuorilegge toucourt.
    Se attraverso una forte pressione nel sociale (manifestazioni e proteste) e sui media (articoli quotidiani) questo scopo lo si riesce ad ottenere, assistiamo ad accadimento direi tipico delle democrazie e non certo ad un golpe.
    Nei paesi anglosassoni questo tipo di pressione spesso provoca risultati politici e nessuno grida allo scandalo.
    Diverso è il ragionamento sulla magistratura che probabilmente strumentalizza questo blocco per scopi propri alcuni forse corporativi, ma senza dubbio altri leciti.
    In questo viluppo tra ragioni lecite dell’opinione pubblica e ragioni più strumentali dei magistrati sta forse un nodo del problema.
    Questo lavacro poi per qui l’unica azione politica permessa e quella degli eletti onestamente nell’era della rete mi sembra una stramberia.

  11. Liutprando scrive:

    ‘Questo “blocco”vuole, desidera fortemente, l’uscita di scena di Berlusconi’.

    C’è un blocco, ed è la maggioranza, che vuole fortemente che Berlusconi governi.
    Se è lecito che l’opposizione si opponga con tutti i mezzi democratici, è altrettanto lecito che la maggioranza usi tutti i mezzi democratici per governare.

  12. [...] This post was mentioned on Twitter by armando pepe. armando pepe said: Caro Berlusconi, ci pensi lei – http://b2l.me/8sehw (via @http://twitter.com/TheFrontPageRV/) [...]

  13. Paolo Pantani scrive:

    Uno che dice “ghe pensi mi” è una macchietta, meglio Tino Scotti, la spalla naturale d’avanspettacolo, il meneghino benpensante e zerbino di tutti quelli che fanno i prepotenti, regimi, padroni e “usurpatori” di altrui diritti.

  14. Alfredo Manzella scrive:

    Una disamina ineccepibile. Per la democrazia interna al Pdl però, anzichè far parlare Fini prima e non dopo una decisione, anch’io darei un consiglio non richiesto a Berlusconi, emuli il libertario D’Alema e dica al sinistro Presidente della Camera: “vai a farti fottere, io non ti faccio parlare più”.

  15. Un esule scrive:

    Quello che Berlusconi capisce poco e’ il dovere politico di risolvee i problemi, non di crearli.
    Sono sempre stato d’accordo sulle leggi ad personam, dato che la magistratura e il blocco Repubblica, sono in guerra contram personam, ma, per esempio sulla finanziaria, sembra che ognuno se ne vada per i fatti suoi.
    L’opposizione non e’ uno zerbino, e’ solo troppo debole e disorientata per dire ai vai Travaglio .. ghe pensi mi.. anzi ghe pensi me.. mi pare che in emiliano si dica cosi’…

  16. maurizio giorgio scrive:

    x luca. non solo e’ lecito ma auspicabile che ci sia un “movimento” che voglia mandare a casa berlusconi.
    il problema e’ il modo.(e quindi i risultati)
    da molto tempo questo modo e’ monopolizzato dal blocco descritto da rondolino. e i risultati, finora, non mi sembrano entusiasmanti.
    ma ammesso, e non concesso, che riescano ad eliminare berlusconi ( e ce la stanno mettendo tutta, a tartaglia per poco non gli davano una medaglia!), non e’ che poi saranno solo rose e fiori.
    con una magistratura fortemente sputtanata (quello che chiami, bonta’ tua, un nodo del problema), un’informazione strumentale, e, sopratutto, un partito(il PD) senza un’idea una, non e’ detto che arriveranno anche i voti.
    perche’, sara’ vero che non solo gli eletti possono fare politica, ma ancor piu’ vero e’ che senza voti non si va da nessuna parte.
    se la strategia finora vista in azione crea il disgusto anche nella minoranza di sinistra(e non solo a rondolino) sara’ molto difficile che conquisti i cuori e i voti della maggioranza.

  17. maurizio giorgio scrive:

    x esule: troppo debole e disorientata e quindi zerbino. non ci vedo contraddizione.
    vogliamo anche aggiungere che non ha idee o se le ha le tiene nascoste.
    sull’intercettazioni, ad esempio.
    ai tempi di prodi mi pareva avesse una posizione non molto dissimile alla pdl ora si capisce solo che non vuole il bavaglio.
    in concreto, cosa vogliono, cosa propongono? tu l’hai capito? io no.

  18. Decio scrive:

    la GIUSTIZIA è un problema di DESTRA e SINISTRA, che mi dite cari esponenti del PD della caduta di Prodi (per arresto moglie di MASTELLA e dell’Abruzzo per l’arresto di DEL TURCO, per ora etrambi innocenti)?

  19. [...] degli articoli di Fabrizio Rondolino è sempre molto divertente. Un pezzo, dal titolo “Caro Berlusconi ci pensi lei” ha attirato la nostra attenzione. Ecco il magnifico [...]

  20. sabina scrive:

    ma di che stiamo parlando? il nodo… la magistratura? oggi si dimette brancher uno eletto ministro con processi pendenti, mezzo parlamento tra indagati e mignotte.. , il fondatore del partito del governo che è mafioso, qull’alltro camorrista e qua si parla come se stessimo in Svezia. Ma non so… Ma vedi che se non ci metti i delinquenti in parlamento come si scioglie il nodo dei magistrati.

  21. stefano scrive:

    senza tanti giri di parole che sono palestra di retorica piuttosto stanca da qualunque parte arrivi concordo con Sabina

  22. Pietro scrive:

    Che cumulo gigantesco di vaccate. La democrazia è l’equilibrio dei poteri, non il voto del popolo.

  23. luca scrive:

    per maurizio
    sono d’accordo.
    Non ho detto che le iniziative in corso ora siano efficaci (anzi sono spesso velleitarie, tipo il popolo viola) rispondendo però a questo articolo tenevo a ricordare che non è proibito provare a mandare a casa un governo a forza di articoli di giornale e manifestazioni di piazza.
    Berlusconi è così nervoso forse perchè ricorda cofferati e la manifestazione di roma, che qualcosina riuscirono a fare…
    (E per inciso mi stupisco che questo discorso lo faccia Rondolino… che ha lavorato con un primo ministro come d’alema frutto dei più squisiti giochi di palazzo…)

    per sabina.
    no sabina io non volevo dire che la magistratura è il problema, ci mancherebbe.
    rilevo semplicemente che nelle condizioni attuali di grande debolezza della politica la magistratura “ci marci” come si dice..
    Stoppa con azioni forti delle iniziative sbagliate, trova alleati, ma travolge anche l’intero dibattito su come cambiare e migliorare il sistema giustizia.
    a poca politica corrisponde spesso più società, ma anche più corporativismo. solo che se lo fanno i tassisti ci incazziamo…
    Per concludere sappiamo che l’attacco ai magistrati è strumentale e che vanno difesi.
    Se berlusconi se ne andasse potremmo affrontare anche una riforma della magistratura fatta da persone perbene e non da cialtroni.
    E i magistrati, sono sicuro, sarebbero più disponibili ad un interlocutore credibile. anche di destra.

  24. ale b. scrive:

    Anch’io ritengo che l’autore dell’articolo sopravvaluti le intenzioni del Presidente del Consiglio.
    Continuo a pensare che sia mosso più da interessi personali che dalla ricerca del bene comune. Ma visto che la speranza è l’ultima a morire, sarei disposta a ricredermi se, tra i consigli non richiesti, realizzasse anche questi: abolizione della legge sul legittimo impedimento, approvazione di una legge seria sul conflitto d’interessi, abrogazione della proposta di legge sulle intercettazioni limitatamente alla modifica delle norme relative al potere dei magistrati di servirsi di questo mezzo di indagine (che deve rimanere invariato).

  25. sabina scrive:

    ma sì.. solo che mi fa ridere parlare di magistrati politicizzati quando ci sono delinquenti comuni in politica. Te credo che si politicizzano.. a fortiori. C’è un ladrone parlamentare? subito il magistrato che lo indaga è politicizzato. Ma insomma finirà questa ipnosi da tg4? Considerato anche il fatto che un magistrato comunista non è che dice: sai che c’è? oggi indago Berlusconi. Sono valanghe di collegi di gente la più disparata che giudica . E soprattutto se uno commmette un reato non si sa chi lo giudicherà. Magari a Pescara, a Roma, a Canicattì.. Come cazzo succede che i minsitri del pdl cascano sempre in quelli politicizzati. Insomma hanno mischiato per bene le carte. E questi discorsi non le riordinano.
    Sono 15 anni che ci occupiamo de ‘ste puttanat. Un dato basta per tutti: dal 2000 l’Italia è a crescita zero. Ancora ghe pesni mi’… Soprattutto non ci deve pensare lui.

  26. Un esule scrive:

    Cara Sabina. Il fatto e’ che se io o lei ci comportassimo come i magistrati finiremmo in galera. Loro mai.
    I giudici di Palermo che vogliono usare Spatuzza, sono politicizzati? Si’. Come lo e’ il giudice, si fa per dire, Ingroia, che frequenta i salotti radical chic della TV di stato a pubblicizzare il suo libro e a sparlare degli imputati, cosa che io considero indegna.
    I giudici di Trani che sono passati dalle carte revolver a Berlusconi? Cosa sono. La giudice, anche qui mi viene da ridere, attivista comunista che giudica Mills e per un pelo anche SB?
    Questi sono i mali della giustizia. Che invece se uno li denuncia viene accusato di essere un fedele di Fede.
    La mia dose di informazione quotidiana viene prodotta leggendo la stampa e guardando i media “de sinistra”. E avendo fatto anche l’addetto stampa riesco a leggere tra le righe. Non che sia difficile…

  27. Ciro scrive:

    Carissima Sabina, l’Italia cresce poco e spesso meno della media Europea anche perché abbiamo un sistema giudiziario ed in generale una Pubblica Amministrazione che fanno accqua da tutte le parti. Sono inefficienti e costosi e non svolgono il ruolo per cui sono preposti. Questa non è un’opinione ma un fatto acclarato dalla Corte di giustizia Europea e da tanti organismi internazionali che in materia di Giustizia, piaccia o no ai democratici come te, collocano l’Italia sempre nei posti a 3 cifre.

  28. Paolo Pantani scrive:

    Non è disorientata e non è zerbino, contiene solo più anime; liberale, cattolico impegnata, socialista e radicale.
    Ma meglio più anime che una sola anima nera, anzi un buco nero profondissimo, “il cuore nero dell’Italia”: gli spartitori di bottino.
    Per riempirlo ci vorrebbe una rifondazione del paese: nè con Romolo Augustolo, nè con Odoacre e tanpoco con Costantino, ma quale “donazione”, un’altra triste trastola fu.
    Le insegne della Repubblica Italiana vanno preservate e ‘sta volta si riparte dal Sud, altrimenti si soccombe insieme, la ex-Italia in balia dela procella Mediterranea, la nostra area, ormai… e qui i puntini ci vogliono.
    Ma noi, minoranza culturale, faremo la nostra parte, del resto E’ UNA BELLA BATTAGLIA!

  29. sabina scrive:

    i magistrati narcisi infatti sono insopportabili. Meglio però che parlino male di un imputato che un imputato come dell’utri faccia conferenza stampa per parlare male dei magistrati, come fanno tonnellate di ore televisive e tg del menga e dibattiti vespiani che servono solo a confondere le idee, sulle quali questo governo di pippe ha fondato la sua gloria. Esattamente sulla confusione di idee.
    http://www.repubblica.it/economia/2010/07/05/news/inchiesta_redditi-5392064/?ref=HREC1-2

    può non piacere il giornale, ma riporta dati incontestabili, frutto del governo del fare, che ricordo non fa una mazza dal 2001, con una pausa insignificante di due anni. Ecco trovo pertanto discettare su questioni che non ci rigaurdano più come democrazia, equilibrio tra poteri e via così, assolutamente delirante. Ma sono mie opinioni, deliranti, infatti.

  30. Antonio Bruno scrive:

    Un articolo ragionevole e condivisibile. Non è una novità, FP è uno dei pochi luoghi virtuali dove si discute di politica. Molti hanno ritenuto e ritengono ancora oggi che sia possibile fare politica con i bollettini delle procure.
    Anche da questa fase Berlusconi ne uscirà da vincitore. Inizi a governare però.

  31. roberto scrive:

    Niente di nuovo.
    Osservo che la storia non insegna nulla.
    Il problema della democrazia nasce e si sviluppa quando la vita pubblica, le regole, la costruzione sociale sono fondamentali per i portatori ed i produttori dinamici di ricchezza e di idee: la borghesia, il popolo “grasso” (quello che lavora e produce).
    Spesso l’alleanza fra magnati e proletari ha determinato bruschi “stop” al cambiamento ed all’ accelerazione del processo democratico.
    Fin troppo facile per “i nuovi Ciompi” attaccare questo Parlamento, la “casta”,il responso elettorale, riproponendo un modello, il governo degli onesti, tecnico, di larghe intese, di convergenze costituzionali, che tutto rappresenta, tranne la volontà popolare….
    Scopro poi che qualcuno declina la democrazia come “equilibrio” dei poteri ( i meno moderati parlano addirittura di contropoteri….) e che il popolo potrebbe quasi fare a meno di votare….
    Certo che la democrazia è anche scontro, a volte feroce, sui singoli problemi e sulla base di coagulo di interessi diversi, ma in un paese civile mai nessuno sognerebbe di prescindere dalla volontà popolare e dal verdetto delle urne.
    Mai nessuno sarebbe così filantropo e disinteressato fino al punto di voler togliere al popolo, perchè troppo gravoso, troppo importante, troppo specialistico per povere menti, l’onere della decisione.
    C’è solo un modo per definire le azioni che, per il bene supremo e per il bene del popolo e della nazione, sollevano lo stesso dal compito di decidere: golpe, colpo di mano,fuoriuscita dalla Costituzione? Non so, decidete voi, in particolare Sabina, Pietro, Stefano…..
    Io sono di sinistra, tranquilli, non sono un “traditore”, ma questa sinistra è la prima responsabile dell’esplosione del Berlusconismo e del Leghismo in Italia.
    Così la percepiscono tre italiani su quattro e, se prende ancora voti in periferia è perchè gente per bene “ci mette la faccia” come Sindaco o assessore.
    Caro Luca, non è che se Berlusconi scomparisse, troveremo improvvisamente magistrati entusiasti di “belle Riforme”.
    Non possiamo umanamente chiedere ai tacchini di festeggiare il Natale, poichè è di questo che si tratta, se volessimo una giustizia accettabile nel nostro paese.
    Falcone voleva abolire il “concorso esterno”, giudicandolo un mostro di illiberalità e di anticostituzionalità.
    In democrazia si processano gli uomini e le donne, non “il sistema”, sulla base di prove “provate”.
    Le prove necessitano di poche righe, mentre i teoremi abbisognano di pagine su pagine, libri, fascicoli, dossier.
    Le prove si confutano in tribunale, mentre i dossier riempiono giornali e palinsesti TV.
    Falcone è morto, isolato in primis dai suoi colleghi e celebrato oggi da politicanti che ieri lo accusavano di tenere la verità nei cassetti e che sollevavano dubbi sull’attentato dell’Addaura, quasi fosse un’”autoattentato”…..
    Dopo Berlusconi, quasi sicuramente ne arriverà un altro: se il popolo vuole caffè, può darsi si accontenti anche del peggior orzo macinato, ma sicuramente rifiuterà di nuovo il “pacco confezione” di lor signori, perchè incompatibile con libertà, democrazia, riforme, cambiamento.

  32. sabina scrive:

    senonché la tv è di papi

  33. roberto scrive:

    @sabina
    La Tv sarà sempre di un “papi”, si chiami Murdoch o Berlusconi o Abramovich.
    Per questo esistono BBC ed altre, ad eccezione della RAI, che fagocita canone e pubblicità, è specializzata in tette e culi, respira a seconda del governo in carica e della rete lottizzata, è infarcita di annizeri in tutte le salse e per tutti gli stomaci, i giornalisti sono ventriloqui dell’Usigrai e della FNSI (gli altri, per antonomasia, non sono giornalisti ma “a libro paga”).
    Ma riesci ad essere un poco “terza”, ad uscire dall’abbraccio mortale “berlusconismo-antiberlusconismo” per vedere come è ridotto il tuo ed il mio paese?
    Se continua così, basta conoscere l’ABC della storia per capire che non finirà con un radioso e rivoluzionario avvenire di democrazia, pulizia ed onestà, ma molto probabilmente con la restaurazione, il corporativismo, la separazione.

  34. maurizio giorgio scrive:

    “la democrazia e’ l’equilibrio dei poteri, non il voto del popolo”.
    il concetto e’ aberrante, eppure in questa sinistra senza voti e’ diventato quasi un luogo comune.

    “ci sono i delinquenti in parlamento, quindi e’ normale il comportamento della magistratura”.
    qui siamo al post-aberrante, all’horror giuridico.

    il modo di fare l’opposizione conta, se fai e dici cazzate, magari comprensibili vista la foga, poi le paghi tutte.
    ripeto: tutte.

    ma voglio dire, possibile che nessuno ricordi cosa e’ successo con tangentopoli. saranno anche riusciti a cacciare craxi, ma poi cosa e’ successo?
    sono finiti i craxiani? non mi pare proprio anzi governano loro l’italia.
    hanno trionfato gli onesti comunisti? manco per sogno! e di pietro, la leggenda? riesce si e no a raccogliere il 7%!e una decina di appartamenti.

    la politica si fa seriamente (sopratutto se uno ha un passato come quello della sinistra): con idee e proposte.
    non con l’uso e l’abuso della magistratura e non con la menzogna in prima pagina.
    il popolo, che conta, ancora, un tantino di piu’ dei controllori istituzionali se non altro per il fatto che e’ lui a pagare i loro grassi stipendi, e’ piu’ saggio di quel che pensano i cretinissimi sociologi de sinistra.

    ecco, quando la sinistra comincera’ ad avere fiducia nel popolo, forse allora potra’ sperare di conquistarne la fiducia. e i voti. caro pietro, quello delle vaccate.

  35. l'esule scrive:

    @ Sabina.
    Nel sistema giuridico anglosassone, a un imputato e’ concesso mentire, o non puo’ essere costretto a testimoniare contro se’ stesso.
    Quindi dell’Utri puo’ dire quello che vuole, il giudice no. Deve rimanere ai fatti e non essere “animoso” nei confronti degli imputati. Solo in Italia si puo leggere sul sito di Magistratura Democratica quello che io definirei “un progetto golpista”.
    Mi piacerebbe vedere le reazioni del contadino molisano se su qualche sito che si richiama alle forze di polizia o delle forze armate si leggesse :

    “la protezione delle differenze tra gli esseri umani e dei diritti delle minoranze, specialmente dei diritti degli immigrati e dei meno abbienti, in una prospettiva di emancipazione sociale dei più deboli; (Sic)
    “la democratizzazione della magistratura, nel reclutamento e nelle condizioni di esercizio della professione, sostituendo il principio democratico a quello gerarchico, specialmente nel governo del corpo giudiziario;

    Chi la pensa come me si schifa a leggere cosa sta dietro queste auliche parole.

  36. Liutprando scrive:

    Evidentemente si credono all’ONU.
    La magistratura pagata dagli italiani ha il compito di servire gli italiani, non l’universo.

  37. sabina scrive:

    Dio mio che casino che pastone di roba

  38. sabina scrive:

    ma poi che significa terza…? non sono io a pensare che è tutta colpa di berlusconi e che una volta fuori le cose cambiano. Trovo solo affascinante come sia riuscito a creare gregari che lo difendono a ogni costo. Ma che altro deve fare? pisciare in testa ai passanti ? Sputare in un occhio a un mendicante, far mangiare..merda a Bondi come in Salò le 120 giornate di Sodoma.. ma insomma, va al di là di ogni plausibile difesa. L’evidenza delle stronzate raccontate è talmente certificata da tutto il mondo.., da dati incotrovertibili, dalla evidenza non di cose raccontate ma basta, cavolo, vedere quello che fa..Che altro accidento potebbe farvi? E’ questo che non capisco.. aarrghhhh. Ancora qui a spendere parole su il fallimento di un fallito, che per me era chiaro i primi coinque minuti. Bastava aver lavorato nelle sue aziende, come è il mio caso, per capire che se l’Italia fosse somigliata a queste sarebbe stato uno s-fascio..boh. Davvero la mente umana mi affascina

  39. Un esule scrive:

    @Sabina, a me finora Berlusconi non mi ha fatto nulla, contrariamente a Prodi.
    Le lenzuolate di Bersani mi sono costate ad occhio in 4 anni 15.000 euro netti, e berlusconi me ne ha restituiti, con l’abolizione dell’ICI, 2000 e spiccioli.
    Capisco non sia il momento, ma ogni anno ci rimetto 5.000 euro…. Io e qualcosa anche mia moglie.
    Se ti pare poco.. ma aiuta a capire perche’ odio ferocemente la sinistra.

  40. Alelanz scrive:

    Caro Rondolino e commentatori, secondo voi tutto questo immane frullatore che va avanti almeno dal 1992 ha un regista? O che Berlusconi sia ralmente responsabile di certe situazioni? L’Italia è un paese stremato, per vecchi, reduce da un cinquattennio di democrazia bloccata (anche a buon ragione, forse) dopo un ventennio fascista. Un luogo dove i giovani invecchiano consumandosi in un perenne e sfiancante praticantato, dove di fatto non è mai esistito un normale partito liberale e un normale partito socialista. E lo sblocco di una situazione simile si risolve in 15 anni, e senza equivoci e strane fibrillazioni? Io sono di sinistra, lo sono sempre stato, ma ho l’impressione che sia Berlusconi che l’antiberlusconismo spinto siamo semplicemente la manifestazione concreta di una volontà inconscia di distruggere alle fondamenta un sistema perverso. Una schizofrenia che finirà quando qualcosa di forte, concreto, solido e democratico sarà necessario.
    Toccherà però pagare, e tanto…

  41. Un esule scrive:

    Berlusconi e’ l’effetto, non la causa.
    Ma esiste una leggenda metropolitana, quella dei giovani destinati al precariato a vita.
    Ho una figlia di 25 anni, dato che e’ iscritta a medicina prevedo di averla a carico ancora per un 5/6 anni, non per colpa del sistema, ma i suoi amici, quelli serii, bravi e intelligenti lavorano a tempo indeterminato con gli stessi stipendi che avevo io alla loro eta’. Certo che sono lauerati in facolta’ utili e serie.
    Non e’ che parliamo dei laureati in scienza della comunicazione….? quelli e’ giusto che facciano i disoccupati a vita.

  42. Sabina scrive:

    Scusate e’ impossibile rispondere. Meno che meno a chi vota Berlusconi perché lo fa risparmiare sull ici e poi pensa che i disoccupati precari non c entrano con la sua politica . Io non ho onestamente gli strumenti ne la vocazione per spiegare tutto questo. Che lui sia un effetto e’ verissimo, ma questo non
    lo fa smettere di essere causa e responsabile di fronte alla storia di quello che sta facendo. Per la figlia da mantenere mettiti l anima in pace … Hai voglia a mAntenerla… Almeno altri dieci anni se siete fortunati. Scienze della comunicazioni che nn mi riguarda perché ho due lauree diverse, e’ fatta dal mucchi Mediaset che ricicla stronzate. I m sorry non mi riguarda.

  43. anna scrive:

    I consigli sono perfetti, tranne che quelli riservati a Fini. Credo che Fini si sia ritagliata la parte già all’atto della fusione, tantè che non ha perso tempo gia nel ptrimno anno a fare le pulci a Berlusconi, come se lo scoprisse per la prima volta. Il suo obiettivo è ambizioso : far scoppiare il PDL e Berlusconi soprattutto. Per questo ritengo che che come le serpi si debbano eliminare perchè nocive senza batter ciglio, lo stesso, Berlusconi dovrebbe fare con Fini, non tanto per la persona , quanto per la strategia che ha posto in essere. Ciò che conta è far implodere il PDl, per raccogliere i cocci, anche a costo di far saltare il PD. Basta guardare i potenziali aspiranti (Casini, Fioroni, Marini, Rutelli, Buttiglione per citare solo i più esperti)come si muovonno e come commentano i fatti.

  44. anna scrive:

    I consigli sono perfetti, tranne che quelli riservati a Fini. Credo che Fini si sia ritagliata la parte già all’atto della fusione, tantè che non ha perso tempo gia nel primo anno a fare le pulci a Berlusconi, come se lo scoprisse per la prima volta. Il suo obiettivo è ambizioso : far scoppiare il PDL e Berlusconi soprattutto. Per questo ritengo che come le serpi si debbano eliminare perchè nocive senza batter ciglio, lo stesso, Berlusconi dovrebbe fare con Fini, non tanto per la persona , quanto per la strategia che ha posto in essere. Ciò che conta è far implodere il PDl, per raccogliere i cocci, anche a costo di far saltare il PD. Basta guardare i potenziali aspiranti (Casini, Fioroni, Marini, Rutelli, Buttiglione per citare solo i più esperti)come si muovono e come commentano i fatti.

  45. Ciro scrive:

    Cara Sabina, qui non si tratta di convinzioni ma di fatti. La Banca Mondiale che redige la classifica internazionale sui tempi processuali, per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire assegna per il 2009 all’Italia il 156° posto su 181 Paesi nel Mondo, quanto a efficienza della giustizia.

    Se non volete capire quale è il problema e pensate solo che il problema sia la vita sessuale del Presidente del Consiglio allora vuol dire che non vi stanno a cuore le cose concrete ed i bisogni della gente come ad esempio lavorare, disporre della propria casa, essere pagati per un servizio reso, essere difesi per un sopruso subito.

  46. Un esule scrive:

    @Sabina,
    non conosco la sua eta’. Ma negli anni ’80 io ero gia’ marito e padre, e la disoccupazione era al 18%. Quindi non saprei se allora si stesse meglio. E anche allra esistevano i precari. Infatti io ho fatto tre anni da precario.
    Non ho capito la connessione Mediaset- scienza della comunicazione.
    Che non si possa capire la selezione tra un blocco politico che sai che ti punira’ fiscalmente ed uno che probabilmente no, e’ strano. Mi sembra il piu’ alto esercizio di democrazia liberale.
    Mantengo e manterro’ volentieri mia figlia, anche se vedo che i giovani medici che fanno le scelte giuste trovano subito lavoro.

  47. Alelanz scrive:

    Ma anche se tutti i giovani fossero occupati che c’entra? Il praticantato odierno è più odioso perché gratuito, ma pure se fosse pagato sarebbe insopportabile. Perchè in questo paese per diventare qualcosa devi essere completamente rincoglionito? Per diventare politico, professore universitario, manager, anche calciatore della nazionale! Poi rispetto alla disoccupazione ho un sospetto: una generazione di narcisi come quella dei 60-70anni attuali, che dilaga e comanda in ogni campo del paese, gode nel togliere alle nuove generazioni di 20-30-40enni opportunità e risorse, per poi finanziarli dalle famiglie. Non muore di fame nesuno, ma si stabiliscono gerarchie: noi controlliamo tutto, e voi dipendete da noi….

  48. sophia colpiacca scrive:

    Stanotte ho sognato la Palermi che con la sua voce resa catarrosa dalle troppe liti con gli altri rappresentanti della sua stessa parte politica ,faceva il punto delle cose fatte nei due anni di governo Prodi.
    Ha parlato per venti minuti solo della moratoria contro la pena di morte ad una platea di Sabine applaudenti .Poi, non avendo più niente da dire, se l’è presa con Emilio Fede.
    Mi sono svegliata tutta sudata.

    Non potete nelle discussioni non ricordare l’antefatto: i due anni di governo Prodi sono stati insopportabili, ridicoli, avvilenti per molti della sinistra, figuriamoci per l’altra metà del popolo italiano (ricordate la mezza mela?) che già allora non lo aveva votato.

    Ora, visto l’inferno, tutto è meglio.

    Dobbiamo solo sperare che Berlusconi abbia pietà di noi.
    Perché da questa sinistra ( ben delineata da FR) non c’è scampo.

  49. Sabina scrive:

    Effettivamente un paese a crescita zero deve essere colpa di quei due anni di Prodi. Non ho capito l incubo di sophia ms c erano delle sabine che non mi somigliano. Non sono nata serva e prima che un politico mi strappa un applauso ce ne vuole. Anche se sono contro la pena di morte, come del resto anche gli amici della vita che rompono le scatole e arraffano voti con aborti , inni alla croce , e ai principi cristiani. Senza dire parola sulle torture che stanno subendo gli eritrei in Libia in questi giorni. Ma sappiamo che il ministro del fare degli affari Esteri ha così da fare che ancora non dice parola. Ma certo deve essere colpa di Prodi .

  50. Liutprando scrive:

    Per fare di un’impresa un’attività consolidata ci vogliono 15/20 anni di duro lavoro, intelligenza, passione e stoicismo.
    Bastano 5 minuti di un deficiente messo a un posto di potere per farla andare a puttane.
    I governi di Prodi hanno questa caratteristica. Abilità maturata con molti anni di esercizio. Un esempio? Alfa Romeo.

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