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Stampa: sciopero Giallo, Bianco, Viola e Rosa

Giallo. Lo sciopero indetto contro la legge bavaglio. Come la bile, itterico, isterico e fegatoso come i finti post-it Repubblichini che denunciano una violazione che “ci sarebbe stata… se ” ma omettono di citare, ad esempio, il bavaglio garantito alle intercettazioni di Pecoraro Scanio dall’arco democratico. Giallo come i sindacati padronali, quelli che si muovono all’unisono coi padroni, come avviene in questo caso: “Giornalisti, editori uniti nella lotta e  chi ci tocca il gossip è…”

La conseguenza più agognata  dalla destra alla sinistra giornalistica, con diverse sfumature, è che non se ne faccia nulla della legge sulle intercettazioni, che l’alleanza manettara con i Pm  possa dare la stura a nuove rivelazioni, oscene, pruriginose, mostruose, rallentando l’inevitabile declino della carta stampata. Come avvenne, per una breve stagione, con le figurine Panini di Veltroni  e con i panini di ogni genere e tipo. Com’è noto quando la gente ha scoperto che si poteva comprare il DVD anche senza il giornale… fine della pacchia, copie attaccate… nisba. Cecità politica e imprenditoriale che non ha ridotto la morìa di giornalisti ma ha solo reso più acidi e corporativi quelli rimasti in vita, per ora.

Viola come la rabbia, e ormai come le polo a porta portese, è il colore del popolo guidato da Di Pietro e seguito dalla Bindi. Quelli che… in nome della libertà su internet, solo contro il governo Berlusconi, manifestano oggi spalla a spalla con i più strenui oppositori della rete: gli editori dinosauri dell’era analogica,  che con Prodi e Berlusconi volevano i blogger sottoposti al regime della carta stampata, quelli che vogliono i diritti d’autore per ogni citazione e poi  vogliono pure soldi dagli operatori di telecomunicazioni  e dai service providers (come De Benedetti) perchè le loro aziende fanno acqua da prima che la rete  nascesse. Come ai tempi del Viet-nam: Internet  liberooo? Nooo Internet Rosso! (Anzi viola).

Bianco, per fortuna, è invece lo sciopero di quelli (pochi ma buoni) che si smarcheranno uscendo comunque in edicola, come il Foglio e il Riformista che in edicola ci saranno criticando la scelta dei loro colleghi. Ci aveva provato anche il più furbo degli antiberlusconiani, Marco Travaglio, a spiegargli che adesso essendo padroni de “Il Fatto Quotidiano” non conveniva scioperare . Ma siccome ha trovato “quelli più puri che poi ti espellono “, ha dovuto dichiarare come Ferrini “non capisco ma mi adeguo”.
Meno male, perchè così  sarà bianco anche il mio di sciopero. Andrò in edicola e comprerò una copia dei giornali che troverò “nonostante” lo sciopero. Solo i “crumiri” però, non quelli ipocriti che usciranno solidarizzando con i compagni  perchè editi da “cooperative di giornalisti”, perchè è come dire: scioperiamo, ma solo se i padroni non siamo noi. E poi gli darò sotto con internet e il mio google reader che di solito ha assai più notizie di tutta la rassegna stampa…

Rosa è la copertina del libro per i tipi di  Adelphi, “Privacy-Il sogno americano: cosa ne è stato” di William Faulkener . E’ la lettura che vivacemente consiglio, per contrasto, più  ai manettari, ai sostenitori dell’ “intercettateci tutti”. Nel 1955 Faulkner fu preso da una furia memorabile in conseguenza della caccia che i giornali americani stavano dando a fatti della sua vita privata (e amorosa). Faulkner si lanciò in un pamphlet micidiale, che investe non solo la stampa americana e la macchina dei media, ma l’intero “sogno americano”.
Oggi fate  uno sciopero “rosa” e rileggetelo, è bellissimo e aiuta a capire il rapporto tra privacy, media e democrazia.

5 commenti a “Stampa: sciopero Giallo, Bianco, Viola e Rosa”

  1. Ottodixit scrive:

    Il nostro fiero anticomunista (oggi costa poco) dimentica di dire che Faulkner scrisse quel pamphlet in piena epoca maccartista, quando cioè un senatore di destra, populista e fanfarone (le sue numerose accuse risultarono infondate) in piena guerra fredda scatenò una caccia alla spia comunista tanto ridicola quanto crudele: non fu smascherato un solo agente al servizio di Mosca ma vennero messe al bando tante menti fertili – molte fra i liberal americani – della letteratura e del cinema. Una pagina vergognosa nella storia della giovane democrazia americana che mai aveva sperimentato quel tipo di populismo.

    Che l’anti-maccartismo venga oggi sbandierato da quella destra che aveva istigato, ispirato e applaudito il fanfarone populista Joseph McCarthy è davvero un’ironia invereconda.

  2. [...] william faulkener0 commentiGiallo.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Stampa: sciopero Giallo, sciopero Bianco, Viola e RosaSharePotrebbero interessarti anche questi post:RomaFictionFest 2010: retrospettiva “Il giallo in [...]

  3. caino mediatico scrive:

    @ottodixit : appunto maccartista , è uno sciopero maccartista , promosso da un establishment mediatico giudiziario tipico dei tempi del maccartismo….una sinstra che un tempo era (lì ho imparato) per la libertà, contro le intercettazioni e la legge scelba ,contro lo stato di polizia, che oggi vorrebbe invece una vittoria politica nei tribunali e non nelle urne…

  4. mara scrive:

    ma io sono allibita. Ma come puoi pensare che questo governo sia contro lo stato di polizia? E’ l’esatto contrario. Come osi avvicinare lotte di un passato a questa roba vergognosa. Ma nemmeno la puzza. Il mondo capovolto.La vittoria nei tribunali??? ma il fondatore del partito di governo è mafioso-IL coordinatore si vedeva con il faccendiere CArboni per far passare il lodo Alfano e farla scampare all’altro mezzo governo di farabutti. La vittoria nei tribunali. Ma io non so ma avete sbattuto la testa a uno spigolo? Dite la verità!

  5. Ottodixit scrive:

    Uno sciopero maccartista?
    Promosso da un establishment mediatico giudiziario tipico dei tempi del maccartismo?
    Caino, ma cosa dice?

  6. Simone82 scrive:

    Poco altro d’aggiungere… Lasciamo che i trinariciuti si cuociano da soli la loro definitiva decadenza…

  7. [...] Link fonte: Stampa: sciopero Giallo, Bianco, Viola e Rosa [...]

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