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Le opposte concorrenze

Due collocazioni per atto di nascita agli antipodi. Contrarie. Nemiche. Per poi ritrovarsi alla medesima conclusione. Una volta c’erano gli opposti estremismi. Ora ci sono le interpretazioni di opposti che arrivano agli stessi risultati. Davvero strano. Accade infatti, in questi primi caldi giorni di luglio, che il quotidiano più anti berlusconiano che ci sia si ritrovi a pubblicare una notizia facendo lo stesso ragionamento che si fa tra i berlusconiani doc. “Il Fatto” e “Il Giornale” accomunati dal desiderio insopprimibile, da autentici fustigatori dei costumi altrui, come in un cattivo retroscena, di interpretare allo stesso modo un’iniziativa del centrosinistra, azzardata quanto si vuole, a proposito del Lodo Alfano prossimo venturo. Dietro l’emendamento Ceccanti c’era dunque l’intenzione di aiutare il nemico secondo i canoni del più bieco collaborazionismo? Oppure, cosa ancora più grave, di aiutare il Capo dello Stato in carica a non essere danneggiato nel caso si dovessero aprire presunti armadi custodi di antichi scheletri.

Le due bordate, partite da opposte postazioni, “destituite di ogni fondamento” si sono andate ad infrangere contro lo scudo che il Colle ha già di suo e che non ha nessuna necessità di rafforzare alla bisogna. Per il presente è fuor di dubbio. Napolitano non ha nessuna necessità e non ha alcun interesse che nella legge in questione ci siano difese straordinarie per il Capo dello Stato. Ne segue l’iter com’è giusto che sia. Alla fine valuterà, come gli spetta. Ma per ora ricorda duro e netto che “la presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell’una o nell’altra Camera, di proposte di legge d’iniziativa parlamentare”. Ed è stato costretto a prendere la decisione di rispondere agli attacchi davanti al “sensazionalismo” di esercitazioni giornalistiche dalla natura “provocatoria e calunniosa” mitigata dall’ipocrisia della seconda ora di cui si è dimostrato ancora una volta buon portatore un imbarazzato (e imbarazzante) presidente del Consiglio che del giornale di famiglia dice sempre di volersi liberare ma poi non lo fa mai.

L’inedito duo editoriale ha fornito la dimostrazione di quanto stia diventando allarmante il distacco dalle regole nella classe dirigente, o almeno in una parte consistente, di questo paese. In quelle insinuazione, nel desiderio di usare la bacchetta nei confronti di chi troppe volte è stato fin qui costretto a richiamare e ammonire, c’è tutto il rifiuto delle regole della democrazia. C’è la conferma, da una parte e dall’altra, della convinzione che il Parlamento non serva più. Meglio i proclami. Meglio la piazza. Meglio la fiducia che ammazza il dibattito. Si fa prima.

1 commento a “Le opposte concorrenze”

  1. [...] atto di nascita agli antipodi. Contrarie.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Le opposte concorrenzeSharePotrebbero interessarti anche questi post:Chi dissente fonda un altro partito? Se si volesse [...]

  2. la pravda scrive:

    Lei dice che il Giornale può,finalmente ,attaccare Napolitano senza remore,ma Sallusti ieri scriveva”l’emendamento servirebbe per salvare Napolitano da qualche cosa di terribile che gli potrebbe capitare addosso.Già,ma che cosa? Pur usando tutta la fantasia è difficile immaginare il Presidente intrallazzare col costruttore di turno,tantomeno intrattenersi,non sapendo di essere intercettato,in conversazioni leggere sui vizi umani”.La cosa ,scrive Sallusti ,sarebbe da liquidare con una risata se a firmare la proposta non fosse stato Ceccanti,autorevole costituzionalista del PD e l’ex magistrato Casson,entrambi impegnati in prima linea nel cercare di impedire l’introduzione di scudi giudiziari.Ceccanti così ha spiegato la sua proposta:”se un magistrato politicizzato decidesse di mettere sotto inchiesta Napolitano…”.voce dal sen fuggita….è una vita che nel PDL si adduce questa motivazione per giustificare l’introduzione di lodi a tutela di Berlusconi,solo che nel suo caso si parla di leggi ad personam,per Napolitano no.Quell’altro genio di Panho Pardi,più sempliciotto dice:” Li ho messi sull’avviso,perché a me pare chiaro il pericolo che al Colle possa salire Berlusconi.E allora che si fa?”. Quindi tutelare tutti,tranne Berlusconi.Dunque,la richiesta di un chiarimento politico al PD per questo suo emendamento,e non un attacco a Napolitano,che avrà pure sbagliato tutto politicamente dagli anni cinquanta agli anni novanta,ma se è per questo è in compagnia di milioni di connazionali.

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