L’idea nuova per il Pdl
“Un partito che crea un rapporto diretto tra il leader, Silvio Berlusconi, e gli elettori. Il Pdl dovrebbe essere lo strumento di collegamento, a sostegno del leader”. Obbedienza assoluta? “Metterla così è riduttivo. Si tratta di un’idea nuova. Di un progetto, la costruzione di un partito che al suo centro ha Silvio Berlusconi. Passa tutto attraverso il Presidente”. Il Pdl è dunque questo, e se ad affermarlo è uno dei suoi coordinatori, Denis Verdini, ci sarà pure da credergli.
Ora, per carità, le opinioni sono tutte legittime, e chiunque è libero di creare e sostenere un partito leaderistico e populista come quello tracciato a tinte nette nelle parole di Verdini. Però spacciare tutto questo per “un’idea nuova” proprio no!
Proprio no perché la storia è piena di rapporti diretti tra il leader e il suo popolo, da Commodo a Hitler, da Napoleone a Peron a Fidel Castro, e si potrebbe continuare all’infinito. Nella Germania nazional-socialista lo slogan era “ein Volk, ein Reich, ein Führer”, che a parte l’Impero sembra pari pari quanto affermato da Verdini. Modello rispettabilissimo, per carità, solo che a questo punto nella sigla Pdl la parola libertà che c’entra?


Sicché gli USA sono sempre stati un paese nazional socialista e ce l’hanno sempre nascosto. Bastardo di un Obama.
Nel primo periodo dell’articolo di Cyrano il virgolettato attribuito al coordinatore Verdini spiega il perchè delle continue scosse telluriche tra i finiani e Berlusconi. Bossi ha un suo partito, è alleato di Berlusconi e quindi il problema non esiste, ma il Presidente del Consiglio ha trasformato il Pdl in un’azienda in cui le decisioni scaturiscono solamente dall’alto e poi, attraverso i “quadri” coordinatori, farle attuare, non sempre facilmente, a causa della mancanza alle decisioni del convitato Fini e di qualche suo sodale. A parte le figuracce di quei traditori e palloni gonfiati dei finiani che col loro capo, da soli, non contano nulla a livello centrale e periferico, – l’idea nuova per il Pdl- sarebbe quella di dare una nuova struttura al movimento, meno ingessato e verticistico, più flessibile: scenda un po dal piedistallo il signor Presidente del Consiglio, stia direttamente tra la gente, metta sempre la sua faccia, non parli attraverso i suoi più stretti collaboratori, nei limiti del possibile faccia meno viaggi all’estero, sia più presente in Parlamento, eviti gli interventi in video-conferenza e lasci perdere l’intesa con quegli altri traditori degli Udicini. Tutte queste cose e il modo di operare sinora, secondo me, sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso portando la bava alla bocca per sete di potere a Fini, Bocchino e cosi via.