rss twitter facebook youtube search
top

Il filosofo della Magna Grecia

Avevamo cominciato a leggere con vivo interesse e curiosità l’intervista a Repubblica di Giulio Tremonti. E’ lui l’uomo del giorno, il candidato in pectore a tutti i possibili governi post-berlusconiani.

L’intervista comincia così: “Governo tecnico? Governo di unità nazionale? Sono figure che sembrano stagionalmente incastrarsi nella forma di una geometria variabile che ricorda un vecchio caleidoscopio. Avrei preferito proseguire il discorso che abbiamo iniziato come discorso sulla ‘democrazia dei contemporanei’…”.

Pensavamo di leggere Tremonti, e ci siamo ritrovati una parodia di De Mita.

11 commenti a “Il filosofo della Magna Grecia”

  1. sabina scrive:

    ma quando avevate letto Tremonti diverso da questo?

  2. Liutprando scrive:

    Tremonti mi piace. Un po’ troppo socialista ultimamente, ma credo che lo sia per tattica.
    Mi fido. Uno dei tre che può salvare l’Italia.

  3. Liutprando scrive:

    Dargli del filosofo della Magna Grecia è un insulto, se il riferimento è De Mita.

  4. John Doe scrive:

    Poi magari lo faccio più sveglio di quello che è ma….l’intervista è una roba che si fa in due. Vogliamo parlare delle domande, oltre che delle deludenti risposte?
    Se uno intervista un ministro economico, di che parla e cosa chiede, almeno prevalentemente?

    Ma siccome nei sogni di rep e di Giannini quello non è il ministro dell’economia ma il prossimo amministratore del condominio ….allora tutte le domande sono sulla pulizia delle scale, sugli orari in cui accendere la caldaia, e altre amenità simili. Hanno parlato di tutto meno che del core business. Sarà mica un po’ tendenzioso?

    E allora la butti in filosofia, almeno li sfotti un po’. E poi francamente, ma Giannini a me sembra il nonno (un po’ rincoglionito) di Scalfari.
    A vederlo sembra giovane ma, secondo me, è tutto merito del botox e in realtà a leggerlo ha almeno un’ottantina di anni.

  5. Enrico scrive:

    Giannini è semplicemente un personaggio patetico, degno prodotto della coltura (coltura, proprio così, come un batterio coliforme) della quale è il risultato. Tremonti (lo vedo) si sarà divertito un sacco a menarlo per il naso senza che questi se ne rendesse nemmeno conto (infatti ha pubblicato l’intervista nella quale si dimostra quanto sia stato preso per i fondelli). Finchè a sinistra ci saranno dei mediocri come Giannini possiamo stare tranquilli; basta lasciar loro credere di essere intelligenti e ignorarli … (come fa Tremonti)

  6. Enrico scrive:

    @ sabina

    Per risolvere il problema delle tasse chiameremo Prodi … o magari qualche oculato ex-Presidente di Regione del Pd (adesso sono disoccupati) che sono così bravi a fare quadrare i conti (Bassolino, Marrazzo, Soru, Loiero, ecc.ecc.).

  7. Ciro scrive:

    @ Enrico, sono dannosi, autolesionisti. Sono come quei bambini viziati che piangono sempre senza neanche saper dire cosa vogliono. Giusto per rompere….

    Saccenti autoreferenziali incapaci di fare ma sempre pronti a criticare tutto e tutti. Nessuno dice che negli ultimi 16 anni di governo 8 li hanno fatti loro e 8 Berlusconi. E non ammettono neanche che loro hanno avuto sempre il periodo della ripresa economica che hanno puntualmente azzerato.

    Quello che invece rimprovero al Governo e di non aver lanciato una vera campagna per la riforma della PA che non è fatta di proclami ma di assegnazione di ruoli, assegnazione di responsabilità e verifica puntuale dei risultati. La PA è il vero freno allo sviluppo del Paese. E i sindacati (tutti) ne sono complici. E purtroppo trovano anche sostegno in gente che è refrattaria al cambiamento anche nel centro-destra (la coppia Fini-Casini?)

  8. andrea lucangeli scrive:

    Una intervista di Giannini a Tremonti?
    Allora facciamo pure intervistare Obama dal KKK….
    Sono due “mondi” che nulla hanno in comune, nemmeno si toccano, sono solo incidentalmente “contemporanei” tra loro ma non c’è alcuna possibilità di dialogo o di comprensione.

  9. Francesco Predelli scrive:

    Sono triste e arrabbiato.
    Sono triste perché da uomo di destra sento il disperato bisogno che il mio paese avrebbe della sinistra. Ma di un “altra” sinistra.
    Una sinistra capace di distinguere nel merito e nel metodo il “fare politica” dal “fare sindacato”;
    che capisca la necessità di comprendere le ragioni autentiche dell’ avversario in una azione anche di pedagogia politica nei confronti di un elettorato rimasto orfano di ideali e per decenni educato all’ “antifascismo militante”;
    che recuperi il valore della propria credibilità abbandonando, anche unilateralmente, un linguaggio ed una azione perennemente propagandistiche;
    che riesca a superare definitivamente la logica del “compromesso storico” fallimentare, ipocrita, perdente e che rende impossibile imboccare un progetto politico finalmente calato nella realtà delle cose;
    ma provo rabbia nel verificare che ogni volta che ne ha l’ occasione la dirigenza del PD va nella direzione contraria:
    demagocica, ruffiana, invidiosa, alla ricerca della piccola ragione, riflesso politico e ideale del “piccolo borghese” per anni additato come il modello da evitare e da odiare.

  10. Liutprando scrive:

    Caro Predelli, la sinistra, ma anche il socialismo di destra, è inutile.
    Completamente inutile. Non c’è alcuna possibilità di dialogo, completamente inebetiti della retorica fascista dell’antifascismo, hanno perso, se mai l’hanno avuto, il senso della realtà e continuano imperterriti a ripetere da quarant’anni le stesse fesserie.

    Lasciamoli perdere, è tempo perso.
    Lo scontro tra rapporti di forze dominanti è altrove.

Che ne pensi? Commenta!

top