I referendum sull’acqua
e le poltrone estive
Epifani rivendica ufficialmente 1,4 milioni di firme a favore del referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici. Per l’abrogazione delle leggi che prevedono la privatizzazione, la CGIL ha fornito la benzina alla promozione del grande evento che vede impegnata tutta la sinstra radicale, l’IDV e grande parte del PD, che pure aveva proposto un emendamento alla legge Ronchi di tutt’altra natura. Le firme verranno consegnate oggi 19 luglio, accompagnate da “musici e saltimbanchi” (annuncia il Forum) alla Cassazione.
Lo schieramento che, mentendo, parla di privatizzazione dell’acqua e non dei servizi idrici, mobilita da Vendola a Zanotelli, passando per la Serracchiani, Marino e Franceschini. Bersani è a New York, passando (v. Facebook di Chiara Geloni) dai cessi del Pentagono, e di sta roba non parla, ma simpatizza.
Gli amministratori di tanti comuni tremano davanti all’onda del comunismo idrico e tanti giovani amministratori democratici sono sbigottiti da tanta superficialità e silenzi. Qualcuno ricorda pure che i referendum da un pezzo portano solo sfiga alla sinistra, ma quella è la cosa cui la sinistra tiene di più.
Per capire le ragioni dell’impegno sindacale, però, si deve risalire al congresso CGIL, turarsi il naso davanti a chili di colonne di piombo in sindacalese, per scoprire che la componente di Podda (CGIL-FP) rimproverava ad Epifani una linea “morbida” sulla ripubblicizzazione, come dimostravano “alcuni voti contrari” che in qualche regione erano stati espressi… Così la mozione di Epifani doveva garantire con Oddi (dirigente Funzione Pubblica e autore di un lunghi saggi sull’acqua e la crisi del liberalismo e del riformismo di sinistra) che la Funzione Pubblica è come una sol uomo per restituire ad enti pubblici la gestione del patrimonio idrico.
Perchè a nessuno sfugga la ciccia in ballo: più dipendenti pubblici, più iscritti alla Funzione Pubblica CGIL, baluardo ormai inevitabile del pilastro più grosso dell’Altra Casta (quella sindacale appunto). Ecco spiegata la ragione dell’impegno del sindacato su un tema politico così specialistico come la presenza o meno del capitale privato (spacciata per svendita e privatizzazione) nella gestione dei servizi idrici.
Nulla a che vedere con la necessità di investimenti, la creazione di posti di lavoro, con la sorte dei lavoratori di quelle società che dovessero vedere il ritiro di capitali investiti, e nemmeno con il servizio che può essere reso bene o male da una gestione più o meno efficiente, ma semplicemente: più dipendenti pubblici e più posti per sindacalisti e politici negli organi di gestione. Ed ecco che a sinistra il poltronismo pubblico pansindacale della CGIL-FP è accompagnato dal poltronismo-leninismo di Sinistra e Libertà e di Rifondazione.
Questi due partiti, a meno di dieci giorni dalla consegna delle firme contro l’esistenza stessa delle società per azioni, hanno nominato due membri nel CDA dell’ARIN spa di Napoli: il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà (quella delle fabbriche di Nichi) Peppe De Cristofaro, e Domenico De Falco, membro di Rifondazione Comunista. I quali di fronte alle ovvie rimostranze dei loro compagni e naturalmente di Padre Zanotelli, esperto da sempre di amministrazione delle acque, hanno spiegato che il mandato è “sostenere la ripubblicizzazione ” dall’interno della Arin SpA. di Napoli. In spirito i compagni De Cristofaro e De Falco sono accanto ai musici e ai saltimbanchi
che recano oltre un milione di firme alla Cassazione grazie alla macchina del sindacato , col cuore sono in piazza, col culo sulle loro poltrone.


Hahahahhhaaa……….! Allora ha ragione il Pantani quando dice che Napoli è la sala parto del mondo!
Basterebbe osservarla per sapere cosa accadrà nel futuro (di brutto) all’Italia nei prossimi 10 anni….
@Sophia,non volere così male alla tua città…..
ti garantisco che anche in Pianura padana esistono saltimbanchi ed equilibristi che si spendono per la “compagna acqua”, salvo poi tenere il sedere sulle poltrone della SpA demi-privata.
Che pena!
Vendola, Zanotelli, Marino, Seracchiani….
non si sa mai.
Forse è meglio acquistare grosse partite di acqua minerale ed immagazzinarle, forse è meglio cominciare a scavare pozzi artesiani.
Non si sa mai.
Anche negli anni ’90 sottovalutammo le leggi verdissime di tal figuro noto come Ministro Ronchi; oggi ne paghiamo il fio (immondizia, tia, termovalorizzatori, discariche, ATO e via andare).
@roberto. Lo sapevo che veniva il pat pat consolatorio sulla spalla …..
Guarda che sono altri che hanno voluto male alla mia città.
Di alcuni conosco nomi e cognomi.
“Basterebbe osservarla per sapere cosa accadrà nel futuro (di brutto) all’Italia nei prossimi 10 anni…”.
Perfetta sintesi. Realistica tanto quanto lucida.
@Sophia
li conosco anch’io.
Solo che 10 e più anni fa, Bassolino già ministro del Lavoro ed “astro nascente” della sinistra, quando parlava di “nuovo rinascimento napoletano” mi spaventava e non poco.
Temevo una figuraccia, mai avrei pensato ad un disastro di quelle proporzioni.
Qui da noi non fanno disastri, ma sono talmente conservatori ed abbarbicati a parole d’ordine e ad un mondo che non esiste più, da consentire che PDL (uomini e donne poco presentabili) e soprattutto Lega “rosichino” 7-8 punti ad elezione (Comunale, Provincial e Regionale).
Siamo arrivati in fondo: 52 a 48.
Vendola arriva tardi: vuole “sparigliare” il PD, ma ci siamo già riusciti da soli.
@Roberto
L’Emilia-Romagna e` stategica e di primaria importanza. Una volta conquistata, la rivoluzione autonomista sara` realizzata.
[...] di rioccuparsi di temi importanti. “Per capire le ragioni dell’impegno sindacale – si legge sul sito – si deve risalire al congresso CGIL, turarsi il naso davanti a chili di colonne di piombo in [...]
@Liutprando
forse un pò di opposizione potrà aiutare la “rigenerazione” del PD.
Oramai manca poco: il centro destra deve solo individuare candidati decenti.
Prima li trova, prima vince.
@Roberto
Rilassati un attimo e pensa a quel che potrebbe essere la politica in Italia senza la sinistra, o meglio senza il socialismo.
Non trovi che possa essere un posto migliore dove anche i giovani possano sentirsi bene?
Il PD e dintorni è una discarica puzzolente di vecchi rimbambiti e che, grazie ad una scuola pubblica pessima, infetta di senilità anche una parte delle nuove generazioni.
Smettiamo di considerarli: fanno solo danni.
@iutprando
“Che ne sarà di noi senza Cartagine?”
Così pensava Tiberio Gracco, mentre saccheggiava la città rivale.
E’ pur vero che, in questa fase, il PDL interpreta due parti in commedia (maggioranza ed auto-opposizione), ma non credi che il principio di alternanza fra opposti sia garanzia di democrazia, ricambi generazionali, competizione sana per il bene del paese?
Conosco tanta gente nel PD che non ne può più della bocciofila: non pensi che sia interesse anche di Lega e PDL avere interlocutori credibili?
Se il centro destra facesse davvero le cose che promette da anni (riforma della giustizia, riforma fiscale, stop alla spesa pubblica, deregulation…), forse i riformisti ed i pragmatici avrebbero più voce, più coraggio e più chances di dare un calcio nel sedere a Bindi, Franceschiello, Bersani, D’alema, LaTorre….. e di rendere credibile e presentabile un’alternativa.
@Roberto
‘il principio di alternanza fra opposti sia garanzia di democrazia, ricambi generazionali, competizione sana per il bene del paese?’
Ne sono assolutamente convinto: è il principio della concorrenza.
Ma come dici tu, c’è il PdL che è governo ed opposizione contemporaneamente. Togliamoci dalle palle la sinistra che non ha più nulla da dire e fare e sviluppiamo la concorrenza tra due visioni antagoniste della società che nel PdL si stanno divaricando sempre più.
Da una lato i reazionari/conservatori dell’ultimo rappresentante socialista, il fascista Fini, e dall’altro, integrazionismo europeo in forma autonomista.
Stato egemone contro Stato democratico.
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