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Più bloccati di così…

Governi di questo tipo con i loro “sempre falliti tentativi hanno determinato il blocco e il ritardo dell’ammodernamento dello Stato, la paralisi del quadro politico, il progressivo distacco dei cittadini dalle istituzioni”. È evidente che simili parole, in bocca al senatore Renato Schifani – che per i distratti è la seconda carica dello Stato – non possono certo essere riferite all’esecutivo in carica, come qualcuno potrebbe aver pensato leggendole fuori contesto. Sono riferite invece all’ipotesi di governo tecnico o istituzionale, un grande classico del chiacchiericcio estivo politico-giornalistico che anche quest’anno è tornato puntuale, come le code sulle vie del mare, la zanzara tigre, il caos bagagli negli aeroporti e i consigli contro il gran caldo ai tg.

Governi tecnici e istituzionali non godono abitualmente di buona stampa e di buona pubblicità, e non è certo questa la sede per difenderli. Però, Presidente Schifani, se li vuole criticare, perché non scegliere argomentazioni diverse? Che ne so, dica che non sono rappresentativi della volontà popolare, o qualche altra cosa. Ma lasci perdere la “paralisi del quadro politico” e soprattutto il “distacco dei cittadini dalle istituzioni”. Altrimenti, guardi anche gli ultimi sondaggi pubblicati oggi, o apra un qualsiasi giornale, davvero nessuno potrà vedere la differenza tra il vituperato governo tecnico e l’attuale esecutivo Berlusconi.

2 commenti a “Più bloccati di così…”

  1. Liutprando scrive:

    ‘Presidente Schifani, se li vuole criticare, perché non scegliere argomentazioni diverse?’

    Perché non permettere al presidente di criticare come cazzo vuole. Il personaggio non è granché, ma che ci sia anche un suggeritore, non può che peggiorare la situazione.

  2. Professor Higgins scrive:

    …che la dialettica in Italia sia morta e sepolta oramai è una certezza. L’espressione efficace ed articolata del proprio pensiero è merce rarissima, sconosciuta ai più, che spesso pensano sia sufficiente esprimere i loro miseri pensieri con il loro vocabolario scarno,sguarnito, sempre uguale. Eppure la padronanza del linguaggio, l’uso accurato delle parole è un dono di impareggiabile valore. Le parole, quando la loro essenza viene rispettata e colta servono a creare e non certo a distruggere. Quando invece, come spesso mi capita di vedere, sono utilizzate per offendere, ricorrendo al turpiloquio gratuito, inopportuno, squallido, degradano per primo chi le utilizza, lasciando in chi le legge solamente la più totale indifferenza.

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