La tempesta perfetta
Al punto in cui siamo, che a palazzo Chigi sieda un governo di delinquenti o un governo di perseguitati fa poca differenza. Ammaestrati dalle vicende del ’92-’94, e da quello che ne seguì, non ci importa un fico secco delle inchieste in corso, delle intercettazioni e degli interrogatori diramati a tutte le gazzette, delle testimonianze e delle “prove”. Il punto, come si diceva una volta, è politico.
Berlusconi due anni fa ha vinto le elezioni con il miglior risultato di sempre. Oggi la sua maggioranza è vistosamente in difficoltà: alla rumorosa fronda finiana si è venuta aggiungendo una silenziosa insofferenza leghista; Tremonti pare giocare una partita personale; le virtù mediatorie di Letta sembrano appannate. Non sono buoni i rapporti con il Quirinale, nonostante lo sforzo dei pontieri. Non sono buoni i rapporti con i grandi gruppi industriali e finanziari, che hanno approfittato della legge sulle intercettazioni per scatenare i loro giornali contro palazzo Chigi. E forse non sono neppure buoni i rapporti con la Chiesa, dopo il maldestro caso Boffo.
Ma fino a qui siamo ancora nel campo della politica. Ciò che fa la differenza, ciò che alza lo scontro al livello più alto, bruciando alla radice la possibilità stessa della politica, è l’ondata giudiziaria. Le inchieste su Bertolaso, sulla Protezione civile e sulla “cricca”, oggi lontane dalle prime pagine, continuano in silenzio e presto torneranno in superficie. L’inchiesta sulla cosiddetta P3 è un fiume in piena che ci regala ogni giorno nuove rivelazioni e nuovi protagonisti. Infine – ed è questa la bomba nucleare – da Caltanisetta si lascia intuire che dietro la morte di Borsellino e/o la “trattativa” Stato-mafia c’era Berlusconi in persona.
La tempesta perfetta in cui si trova il presidente del Consiglio somiglia molto da vicino al ’92-’94; e anche le soluzioni fin qui adottate non vi si discostano troppo. Come negli anni di Tangentopoli, fioccano le dimissioni senza che queste arrestino la valanga. Come in quegli anni, la stampa è compattamente e acriticamente dalla parte della magistratura. Come allora, la maggioranza è divisa e c’è qualcuno che – non importa se in buona o in cattiva fede – gioca la carta della legalità e della questione morale per conquistarsi o difendere una posizione da spendere dopo, quando la tempesta sarà cessata. E come nel ’92-’94, non esiste in Parlamento e nel Paese un’opposizione credibile, matura, coerente e capace di dar vita ad un’alternativa di governo.
Berlusconi appare oggi, anche al più benevolo degli osservatori, incapace di reagire. Dissentire dalla propria maggioranza può riscaldare gli animi di qualche pasdaran, ma non risolve il problema. Semmai lo aggrava, perché è un gesto che allude alla solitudine e alla disperazione, più che alla leadership. È come se Berlusconi, per la prima volta in quindici anni, avesse perduto lo smalto del combattente. La ritirata sulle intercettazioni non è grave nel merito, ma per ciò che significa politicamente: l’incapacità di costruire una coalizione politica, sociale, istituzionale in grado di arginare lo strapotere della magistratura. Al contrario, in questa battaglia Berlusconi si è ritrovato da solo, e ha perso.
È facile prevedere che i prossimi dimissionari saranno Caliendo e Verdini; che nuovi nomi entreranno nell’inchiesta sulla P3 e che di nuovo si parlerà di “Cesare”; che la legge sulle intercettazioni slitterà a settembre o forse a novembre; che qualche indiscrezione comincerà a filtrare dalla procura di Caltanisetta; che Fini terrà aperta la “questione morale” a tempo indeterminato; che Bossi romperà il silenzio con qualche intemerata agostana… E poi? Che cosa c’è alla fine?
Può darsi che la guerra sia ad personam, e che una volta ottenuta la testa del Cavaliere le Procure si plachino e tornino, per un po’ almeno, al loro lavoro quotidiano. Ma anche un bambino sa che l’eliminazione giudiziaria di Berlusconi, con una maggioranza spaccata e un’opposizione politicamente e numericamente inabile a diventare maggioranza, aprirebbe un periodo fosco e dagli esiti incerti. In ogni caso, e al di là delle responsabilità dello stesso presidente del Consiglio, il buco nero che lo sta inghiottendo non promette nulla di buono per la democrazia italiana.


Direi che la democrazia italiana è da tempo in un buco nero e che – stanti le relazioni internazionali preesistenti all’attuale governo di delinquenti/perseguitati citato da FR – il futuro non potrà che essere meno fosco, qualora l’auspicata cacciata del B. si realizzasse. A meno che … a meno che a mister B. dovesse succedere per chissà quale malvagio destino la dinastia dei Bossi. Ipotesi azzardata? Tutto è possibile in questo paese, se mister B. è riuscito a rimanere in sella per ben 16 anni!
Mister B. è rimasto in sella 15 anni, grazie alla totale assenza nel panorama politico di una forza moderna, moderata e riformista, sul “lato sinistro” del terreno di gioco e, di conserva, la presenza in quel luogo di armate brancaleone, ex comunisti, ex democristiani, neo statalisti iperconservatori e miracolati dalle inchieste giudiziarie.
Ha perso due volte: la prima, perchè la Lega l’ha mollato; la seconda, perchè gli italiani sono rimasti stomacati dai balletti Bossi Fini Casini e da cinque anni di nulla, dopo promesse di più libertà, meno tasse, ecc.ecc.
Il delta sarebbe stato più importante se, a due settimane dalle elezioni, Diliberto, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Visco e Prodi non avessero cominciato a parlare di tasse, di aliquote, di stangata sui risparmi e su tutto.
Oggi, dopo aver vinto tutte le elezioni, anche le comunali in Romagna quando i candidati erano appena presentabili,siamo di nuovo allo stallo.
Niente libertà, niente intercettazioni, intese come legge simile a quella dei paesi più avanzati, niente riforme.
Certo, c’è la crisi.
Ma quando si fa più forte l’esigenza di cambiare, se non nel momento in cui il Paese non ce la fa più con queste regole e con questa politica?
Può darsi succeda qualcosa di positivamente imprevedibile, può darsi che, come in Spagna, l’Italia rischi di spezzarsi in due o tre tronconi, può darsi che retrocediamo da paese industrializzato di primo piano a seconda linea.
Come nel calcio: da testa di serie a sudarcela con Ucraina, Cipro, Malta e S.Marino.
Corsi e ricorsi storici. Analisi ineccepibile su intreccio mafia e politica. Rimango più possibilista (o speranzoso?) sulle soluzione alternative.
Credo che siano preocupazioni giornalistiche, piu` che verita` quotidiana della popolazione; ormai non capisce il ruolo che la politica sta svolgendo in modo cosi` astratto.
Dopo Berlusconi non c’e` niente e tutti, tranno il povero Fini, lo sanno; sinistra in primis, che non potrebbe mai governare senza mandare a puttane definitivamente la Nazione.
La maggior parte di loro non ama cosi` tanto la Lega.
Berlusconi governera` fino alla fine.
Penso che meno di 20 giorni fa ci sono state le elezioni tra i giudici e che “l’asse” si è spostato ancora una volta a destra, come in quelle precedenti. Questo, come d’abitudine per le cose sgradevoli, non ha visto nessun commento “a sinistra”.
Se mai avverrà che il cavaliere venga disarcionato, non sarà il “popolo di sinistra” o “il popolo democratico” a “goderne”.
Con buona pace di tutti, il popolo è a destra, profondamente a destra. Per chi è capace di avere una visione diversa e ha il coraggio, solo “una lunga marcia” incentrata su “valori universali” (riaggiornati, ma come?) e interessi condivisi (il win win in una “società liquida” non è cosa facile da capire e individuare) può portare il paese in condizioni migliori.
Intanto io, mio figlio, se vorrà continuare a studiare, lo manderò all’estero, del resto lo frequentà già abbastanza.
Chiaro?
@Liutprando
non sarei così sicuro.
Magistratura militante e “poteri forti” non sono tacchini quanto la bocciofila e L’italia dei valori immobiliari.
Hanno capito che in battaglie campali perdono, così è iniziata una fase nuova.
La cricca, la P3, le “rivelazioni sconvolgenti” di Caltanissetta prossime venture, l’occupazione di Procure e corti ancora “incerte”…..
A uno a uno cadono gli uomini del Cavaliere, Fini si rafforza forse conquistando quei “peones” in cerca di padrinati che garantiscano i loro seggi,Tremonti pare voglia giocarsela in prima persona, Bossi a sud degli appennini non conta un tubo.
Meglio mettersi l’elmetto.
@ Roberto
” può darsi che retrocediamo da paese industrializzato di primo piano a seconda linea”…può darsi? no…siamo già retrocessi… e non è detto che ci fermeremo in serie B.
Il reddito per capita non è un buon indicatore della salute economica di un paese: risente di troppa inerzia.
[...] Guarda Articolo Originale: La tempesta perfetta | The Frontpage [...]
Che la magistratura abbia cambiato tattica nel suo attacco eversivo lo avevo gia’ scritto. Berlusconi e’ un obiettivo troppo duro, e quindi sono passati ad attaccare alcuni di quelli che gli stanno attorno.
Poi che tutto questo polverone abbia solide basi e’ tutto da vedere. L’importante e’ accendere il ventilatore sperando che il flusso escrementizio colpisca di striscio il premier. Visto il precedente del ’94 aspettiamo e vediamo
Mah, io vedo la gente occupata ad altro e con altri problemi che quelli in voga nel giornalismo.
Finché si accenna a non alzare le tasse, problemi non esistono se non l’antipatia indotta verso il buon Berlusconi.
Come dice il detto: “Parlatene male, ma parlatene”.
Berlusconi rimane il numero uno.
Mah, che dire … mia figlia ha appena compiuto 27 anni, lavora in Svizzera con contratto a tempo indeterminato e becca (al primo impiego) più soldi (Franchi Svizzeri) di mia moglie che insegna da 30 anni. Che voglio di più ? Chi vuole restare qui che affondi con tutta la nave. Se lo merita: questa è una repubblica delle banane !
Io ho tre figli: uno in Norvegia, uno in Scozia, una a Barcellona.
Italia; che patria di merda è quella patria che allontana i propri figli dai padri?
@ Liut. Quoto, quoto, quoto.
Io sono più fortunata… l’aspirazione di mia figlia è,per ora, solo quella di emigrare al Nord….
@Mario Giardini
Lo so.Si avvicina il redde rationem.
L’economia è ciclica, stop and go.
Ad ogni stop lasciamo sul campo dai 5 agli 8 punti di PIL (per comodità uso questo parametro) e nei go risaliamo, se va bene, di 1,5-2 punti.
Abbiamo “coperto” questo dato con il cronico ricorso a risorse che non avevamo, cioè dilatando il debito.
Quando il vento è a burrasca, un buon marinaio riduce le vele e mette la prua perpendicolarmente alle onde; quando il vento è buono, si sciolgono tutti i “lacci e lacciuoli” e si mette al vento tutto ciò che si ha.
Con queste regole, norme, leggi, ecc., gli altri recuperano e noi stiamo al palo:+1%, se va bene.
@Liutprando, se uscissi or ora con il serto del neolaureato dall’Alma Mater di bologna ed avessi ancora 24 anni, andrei di corsa negli States.
L’Italia è una meravigliosa espressione geografica: sono gli Italiani che fanno lo Stato e la Nazione.
Loro (nostra) è la responsabilità di tutto questo casino.
L’Italia di mio padre era migliore e di gran lunga rispetto all’Italia saccheggiata dalla mia generazione.
Se Silvio c’è e D’Alema è ancora fra i maroni la responsabilità è la nostra.
E’ davvero paradossale che un governo che sta facendo bene contro la criminalità, che finalmente sembra mettere mano alle rendite parassitarie (enti, ordini professionali, pubblica ammnistrazione, suola e università, ecc.) venga messo sotto scacco per via di accuse che si riferiscono a fenomeni e comportamenti in fondo simili a quelli contro cui combatte. E che tristezza i “compagni” che per ragioni di propaganda e di bottega tradiscono ideali per i quali essi stessi hanno lottato per molti decenni con grande determinazione. Me è mai possibile che la classe dirigente meridionale (politica e non) non abbia niente da dire rispetto al tentativo di affossare l’ unico governo del dopoguerra che tenta di dare una prospettiva di sviluppo e di rinascita al mezzogiorno con politiche non demagogiche e da parastato?
Insomma caro FR i suoi commentatori non la seguono: non si interrogano angosciati sul dopo B. perché secondo loro, a larga maggioranza, e come per l’Uomo Mascherato, dopo B. ci sarà solo B.
C’è addirittura chi pensa che la colpa di avere da 16 anni B. al timone è della sinistra. E si nega che contrariamente a quanto sostengono Fini e Tremonti vi sia anche solo una questione morale.
Caro FR, ha sbagliato lettori.
Ormai questo blog è decisamente reazionario, filoberlusconiano, e sguaiatamente di destra, ma di quella becera.
Va bene tutto, ma i primi a non fare politica ma affari sporchi sono stati i vari personaggi del governo, premier in testa. Li beccano col sorcio in bocca, ed è un problema politico di strapotere della magistratura (problema che sarebbe reale in altre situazioni)? Ma per favore!
..o c’è qualcuno che ha sbagliato blog?
@Ottodixit: Se non c’è demerito della sinistra sarà merito della destra? Oppure B. è un flagello mandato da Dio come le cavallette?
@alelanz. allora è il posto giusto per far valere le proprie idee di sinistra. Quelle fresche, se vi riesce, però…molti interventi sembrano usciti da una puntata di Rai Storia anni 70…..
@brava Sophia
questa storia del destino cinico e baro, dei migliori che non governano per colpa della P2,P3,P4, mafia-camorra-ndrangheta e loro regime pattizio con Forza Italia, a un certo punto dovrà finire, mi auguro.
E anche la questione morale ha gonfiato le zampogne, fin dai tempi di Berlinguer.
So perfettamente che qualcuno si indignerà, ma non trovo nulla di morale nello stigmatizzare le malefatte degli altri, quando un flusso di rubli continuo permetteva la prosperità del PCI Italiano.
O gli stipendi venivano pagati dalla diffusione domenicale dell’Unità e dalle salsicce delle varie feste?
In quel PCI c’erano anche idee e uomini e donne in gamba, se no non si spiega il successo elettorale e la capacità di amministrare grandi e piccole città, al contrario di ciò che si evidenzia nella bocciofila attuale.
Anche l’autocritica faceva parte del costume di quei comunisti: gli attuali sono talmente belli, puliti e bravi che “addirittura” si scandalizzano solo a ipotizzare che il successo di Berlusconi dipenda anche e soprattutto dalle miserie di questa sinistra.
Questo blog mi sembra frequentato da persone intelligenti, Kuliscioff, Velardi, Rondolino ed altri lo sono, al di là di qualche sparata ed estremizzazione si discute e ci si confronta su problemi reali ed attuali.
Dite qualcosa sulle quote latte, sulle riforme (possibilmente di stampo libertario ed occidentale), sull’economia e sull’ambiente, tenendo però conto, come dice Sophia, che siamo nel 2010 e non più, per fortuna, negli anni’70.
Ha ragione Sophia. Qui siamo ancora all’Espresso anni ’70, che attribuiva a Rumor la responsabilità della bomba di piazza Fontana. Cosa si vuole di più per capire che il problema non è Berlusconi, ma una corporazione intrisa di elementi eversivi e anti-democratici, preoccupati di preservare solo se stessi a scapito dei migliori fra loro come Falcone, indicato come un venduto?
Ri-posto un mio precedente che mi sembra calzante :
Sono triste e arrabbiato.
Sono triste perché da uomo di destra sento il disperato bisogno che il mio paese avrebbe della sinistra. Ma di un “altra” sinistra.
Una sinistra capace di distinguere nel merito e nel metodo il “fare politica” dal “fare sindacato”;
che capisca la necessità di comprendere le ragioni autentiche dell’ avversario in una azione anche di pedagogia politica nei confronti di un elettorato rimasto orfano di ideali e per decenni educato all’ “antifascismo militante”;
che recuperi il valore della propria credibilità abbandonando, anche unilateralmente, un linguaggio ed una azione perennemente propagandistiche;
che riesca a superare definitivamente la logica del “compromesso storico” fallimentare, ipocrita, perdente e che rende impossibile imboccare un progetto politico finalmente calato nella realtà delle cose;
ma provo rabbia nel verificare che ogni volta che ne ha l’ occasione la dirigenza del PD va nella direzione contraria:
demagocica, ruffiana, invidiosa, alla ricerca della piccola ragione, riflesso politico e ideale del “piccolo borghese” per anni additato come il modello da evitare e da odiare.
‘Ormai questo blog è decisamente reazionario, filoberlusconiano, e sguaiatamente di destra, ma di quella becera’.
Ho ragione o no a definire questo modo di pensare una malattia cerebrale?
E’ imbarazzante la misura di quanto abbia ragione.
[...] = 60; Style TechRelated PostsIntermarket: perfetta correlazione–Intermarket and MoreLa tempesta perfetta | The Frontpage"Inter 102, la stagione perfetta": è record in libreria | Fatti di SiciliaFedersanità [...]
@Roberto
‘L’Italia di mio padre era migliore e di gran lunga rispetto all’Italia saccheggiata dalla mia generazione’.
Merito dei socialisti: hanno iniziato ad esercitare, con Craxi, l’idea che lo Stato dovesse fare tutto. Burocratizzando ogni possibile atto umano italico. Cosa resa ancor più grave dal non voler ammettere che l’Italia ha due anime, che, se lasciate libere, sarebbero grandissime realtà da far invidiare al mondo.
Invece siamo qui ad aspettare Godot, manco fossimo giudei in attesa del Messia.
@Liutprando
Craxi ha altre colpe: non aver creduto più possibile, ad un certo punto, riformare questo paese.
A Craxi non dispiaceva uno Stato che faceva formaggini ed automobili, in contraddizione con il programma liberal del Congresso di Rimini:
Craxi ha voluto il referendum sul nucleare, prendendo un colossale granchio.
Sarebbe sufficente prendere il programma di Rimini, liberalizzarlo un poco di più per far decollare il nostro paese.
@Roberto
ma così non è stato …
Sicché ciò che doveva accade, accadde.
Ci si dovrebbe impratichire un poco col pragmatismo dettato dall’osservazione dei fatti, più che delle interpretazioni degli stessi (lasciamolo fare ai ‘compagni’ che ne hanno fatto un’arte del ridicolo).
Si può dire: “Se non avessi usato il cianuro come insetticida, nel campo di pomodori, sarebbe stato meglio”. Peccato che non ci sia più nessuno a lamentarsene.
Craxi era socialista? Sì? Allora non poteva che sbagliare.
@ Ottodixit
Lei scrive: “c’è addirittura chi pensa che la colpa di avere da 16 anni B. al timone è della sinistra”.
Non entro nel merito delle “colpe” ma le segnalo che B. (se con B. intende Berlusconi) NON è al timone da 16 anni. Le dicono niente questi nomi ? Amato (1 e 2), Ciampi, Dini, D’Alema (1 e 2), Prodi (1 e 2). Si informi perchè sennò qualcuno potrebbe pensare che lei spaccia affermazioni false come se fossero vere. Mi viene il dubbio: lei per caso è di sinistra ?
@ Enrico
Al timone della sua corazzata, FI prima e PDL poi.
Pensi, prima di fare insinuazioni.
Quanto alla Sua domanda finale: sì, sono di sinistra. Embè?
Caro Liutprando,
la sinistra si è mangiata se stessa inseguendo modelli sociali, economici e culturali obsoleti; e questo probabilmente perché, mancando di fatto un normale partito socialista di massa, la sinistra era di fatto il Pci. E questo blog, come le cose di scritte da Rondolino, mi piace(va?) proprio perchè si discosta(va?) da questo schema ammuffito e illiberale, oltreché antisocialista. Detto questo, mi sembra che qui, per un giusto risentimento verso quell’orizzonte deprimente, si faccia passare per buona qualsiasi cosa, basta che ne sia lontana. Ora, come io sono critico con quelli che voto, per non fare un offesa alla tua intelligenza dovresti ammettere che lo spettacolino della destra attuale è becero, sguaiato, simile alle macchiette dei film di Alvaro Vitali.
Puttane (ops, escort!), cortigiani che diventano ministri, mafiosi, pidduisti, preti corrotti e pedofili portati in trionfo da credenti puttanieri iperdivorziati, imprenditori del peggior generone romano che tengono per le palle ministri, e una feroce avversione per qualsiasi cosa che ricordi vagamente la cultura e la civiltà. Appoggiare – e pure da sinistra, per FR – queste cose e buttarla in politica, da divertente gioco retorico sta diventando leggermente molesto. Riconoscere questo non è demenza, è solo esercizio critico, quella cosa basilare che precede la politica.
Che poi la soluzione non siano le cazzate populiste alla Di Pietro, le messe cantate rifondarole o le politiche indecise del PD è vero, però quando è troppo è troppo.
Io sono convinto che la mesta parabola di Berlusconi e compagnia sia stato uno strano tentativo liberale di scardinare uno stato allucinante, e quando iniziò era anche un fenomeno interessante, ma adesso è fallito, è diventato patetico, anarco-eversivo, becero.
E mi sembra assurdo che non ve ne rendete conto.
Caro Alelanz
trovo sano il tuo l’atteggiamento critico verso la sinistra in cui vorresti, ma non riesci, riconoscerti. A te la scelta di proseguire per migliorare o per rinunciare a partecipare a quel socialismo incapace ad essere fonte di miglioramento sociale. Incapace perché il suo presupposto ha il punto d’appoggio nello sfruttamento di ricchezza realizzata da altri e non dalla sua azione.
Mi chiedi di essere altrettanto critico con l’attuale destra. Nulla di più facile per me che non sono di destra.
Io non credo alla supremazia della politica, che considero accessoria alla vita partecipata della popolazione che serve, o che dovrebbe servire.
Cerco di essere pragmatico e, dunque, guardare ai fatti più che all’apparenza.
Non amerei la destra anche senza l’indegno spettacolo che il giornalismo ne dà. Ma è, appunto, giornalismo, non la realtà dei fatti.
In Italia c’è questa anomalia, l’ottimo presidente del consiglio è proprietario di alcuni media. Anche i suoi avversari.
Lo svizzero ed i potentati romani (tra questi ultimi questo vanno aggiunti Fini e Casini).
Se non ci fosse questa anomalia, l’ottimo Burlusconi sarebbe durato quanto una schiappa come D’Alema.
Per ciò ho imparato a non considerare in termini di giudizio la merda sparsa ad arte.
Guardo agli atti amministrativi e gestionali, anche prospettici, del governo e li trovo adeguati.
Avere un governo schifoso che fa le cose giuste è meglio che avere un governo di bellissimi incapaci. Nel nostro caso di bellissimi non ne vedo in giro, solo incapaci senza alcuna possibilità di sostituire Berlusconi.
Sarebbe bene che anche tu te ne renda conto.
Oh finalmente!. Almeno cominciamo a fare una esplorazione semiologica del malato prima di dire che morirà a momenti…
Dunque:” Escort”. trenta anni fa la sinistra faceva i cortei per i diritti delle prostitute. Oggi no. Visto che ne hanno troppi, sono puttane e basta.
“Cortigiani che diventano ministri”: sai che novità…
“Preti corrotti e pedofili ecc. “ Attento: potrebbero esserci anche tra le fila di quelli che vengono nei vostri cortei multicolore per la solidarietà, per l’acqua pubblica (!) ecc. ecc. e che il TG3 celebra ogniqualvolta dicono qualcosa contro il regime…
Mi sono rimasti “mafiosi, pidduisti, imprenditori del peggior genere”
Giusto. Lo sappiamo perché le cronache hanno portato e stanno continuando a portare a galle queste cose.
La sensazione , però, è che queste cose escano fuori non per una azione giornalistica, investigativa attribuibile alla sinistra ma come una operazione di spurgo fra chi governa. Perché la sinistra non mette cappello? Perché non si appropria decisamente della questione?
Perché la situazione è “gelatinosa” e nelle sabbie mobili nessuno può fare il buffone salvo sprofondare il giorno dopo…..
Conclusioni: a me non importa di quale colore politico sia l’operatore ecologico che viene a togliermi la spazzatura davanti il portone: basta che lo faccia!
Bene,bene.
Siamo arrivati ad un punto fermo: il gatto deve prendere i topi, non importa il suo colore, non importa se, ogni tanto, fa pipì in casa.
Vantaggi batte cialtroneria 2 a 0.
Il gatto ha preso i topi?
Sì; puzza un poco? Sì, ma è sopportabile.
Mi piacciono più i gatti rossi?
Sì, ma al pet shop non ne vedo di presentabili, perciò mi tengo questo, al quale però non vorrò mai bene.
Peccato Liutprando, perchè non riesco a spiegarmi su “socialismo e libertà”.
Attendo le critiche e gli anatemi del caso per eccesso di pragmatismo e deviazionismo.
@Roberto
E’ esattamente come penso debba essere la politica. A parte che io preferisco i gatti verdi a quelli rossi.
Tu, invece cosa pensi, volendo continuare a colpi di parabola, per tua figlia (solo in ipotesi fantasiosa, ovviamente), nel caso ne avesse bisogno? Un chirurgo bello, perfetto nella sua dialettica, onesto come una vergine all’altare e con ideali superlativi ma incapace o un chirurgo, brutto, sporco e cattivo che te la salva?
Per il socialismo, prendi ciò che di buono pensi vi sia e chiamalo in altro modo, perché se ci trovi del buono, non è socialismo.
@liutprando
la tua ipotesi fantasiosa ha colto nel segno, nel senso che fantasiosa non era.
Mia figlia,dopo 24 e forse più ore di travaglio, non riusciva a far nascere la sua creatura.
La macchina del tracciato iniziava a manifestare le prime (lievi) sofferenze per madre e nascituro.
Ci siamo guardati negli occhi, mio cognato ed io, abbiamo mandato affanculo le dotte teorie del primario riguardo la “naturalità” del parto, i troppi interventi che si facevano e blablabla; abbiamo “incantonato” la dottoressina giovane presente in turno e le abbiamo detto:”Tu adesso tagli!” e lei: “L’avrei fatto comunque, quando è troppo è troppo!”
Grazie a Dio non viviamo più nelle caverne e, se possiamo evitare il dolore, ciò è in fatto positivo, non una “colpa”.
Risultato: sono un nonno giovane e felice, so che mio genero ha le palle, mia figlia ha una nuova ginecologa (la dottoressina).
Il gatto deve prendere i topi, non fare della filosofia.
Appunto
Liutprando…
“Incapace perché il suo presupposto ha il punto d’appoggio nello sfruttamento di ricchezza realizzata da altri e non dalla sua azione” mi sembra un attimo una frase datata, come se da sinistra si continuasse a pensare ad una colpa originaria della “Borghesia”. Magari non ti definisci di destra, ma questa è di fatto una bella frase manifesto destrozza, da anni ’70.
E sinceramente non capisco che cacchio voglia dire, ora, in italia, almeno per me.
Per il resto, io non ho nessun problema con le “escort”, cavoli loro, gente normale: tuttavia, quando balzano alla ribalta invadendo politica, media, e società fino a diventare fari di sottile pensiero la cosa mi innervosisce. E questo sia quando vengono fatte candidate da destra, sia quando son santificate da sinistra (vedi Daddario).
Non ha senso continuare a dire “pure voi” lo fate, andate a Trans, vi mettete le dita nel naso etc etc. Intanto, io non lo faccio, e nessuno è autorizzato a fare lo stronzo perché il vicino lo è, se lo fa ci son solo due stronzi.
Adesso è il centrodestra che governa, e sta dando un pessimo spettacolo, e quindi o ritrova un minimo di decenza o è il caso che vada a casa, come due anni fa il centro sinistra, come Marrazzo, come il sindaco di Bologna, come sarebbe dovuto andare Bassolino.
Prima un minimo di decenza, poi per favore una politica, anche di destra, ma che sia una politica che mostri un minimo di prospettiva.
E per Sophia, io non vado acriticamente nei cortei multicolori, perché per i vari e sottopagati mestieri che faccio conosco le complessità dei processi sociali e odio le semplificazioni populiste, di qualsiasi colore siano. Serve un minimo di pensiero critico, difficile in questa sinfonia di rutti, in questa situazione gelatinosa in cui ci si immerge non appena ci si scontra con una pubblica amministrazione. Ci sono cose che non si fanno, e se le fai vai in a caso o in galera, punto. Poi ci sono le scelte e quella è politica: non la fa nessuno e tutto va in vacca. Non ho capito la questione: che si fa, si tace perché così fan tutti?
E per finire, la filosofia serve a gettare quelle minime basi civili in cui i gatti possano prendere i topi, i medici le operazioni, gli architetti le case belle: non la schiferei così. Questo paese sta iniziando a pagare una pesante tassa a questo filofobia, in cui al fin fine uno come Corona fa palate di quattrini e l’università funziona sfruttando Dottori di Ricerca con contratti GRATUITI, con i cosidetti professori strutturati che giocano alla guerra tra loro con l’unico obbligo di sfornare camionate di Laureati ignoranti.
Al prossimo giro chi mettiamo in cattedra, in parlamento, nei posti chiave della società? le due famossime ragazze di ostia che “magnano er calippo”?
‘Liutprando…
“Incapace perché il suo presupposto ha il punto d’appoggio nello sfruttamento di ricchezza realizzata da altri e non dalla sua azione” mi sembra un attimo una frase datata, come se da sinistra si continuasse a pensare ad una colpa originaria della “Borghesia”. Magari non ti definisci di destra, ma questa è di fatto una bella frase manifesto destrozza, da anni ‘70′.
No, quando scrivo di ricchezza creata dagli altri non ne faccio un riferimento classista. Osservo che la società moderna ha tre grossi blocchi: uno produttivo fatto di imprenditori, operai, impiegati, commercianti, artigiani che hanno il ruolo di procurare il necessario affinché la società possa qualificarsi come benestante; l’altra fatta di pubblico impiego, intellettuali dell’arte che hanno un ruolo di servizio e di supporto allo svolgimento in buona armonia delle azioni dei primi; poi ci sono i pensionati, gli assistiti e di inattivi per oggettive ragioni, fruitori garantiti di parte del benessere.
Gli ultimi due blocchi consumano senza integrare il benessere sviluppato.
Il socialismo è il rappresentante di questi ultimi e si mette in contrapposizione al primo, su cui esercita la propria influenza in un rapporto di forze privilegiato dal fatto che le istituzioni, offerte – mentendo – come al di sopra delle parti, in realtà sono parte integrante del secondo blocco.
E’ questa asimmetria rende impossibile lo sviluppo naturale della società poiché il potere dello Stato è esercitato da sé stesso anziché da chi ne avrebbe la forza.
Sarebbe pericoloso lasciare esercitare il potere solo da chi ne ha la forza ma è necessario un equilibrio tra le parti, tale che nessuno dei blocchi possa prevalere sull’altro.
L’esercizio di questo equilibrio si chiama liberalismo, ed è ottenibile, al meglio delle sue prestazioni, tramite il federalismo, che altro non è che la competizione istituzionale tra realtà diverse, con basi comuni.
Il socialismo è un concetto sbagliato e pericoloso al giorno d’oggi perché, così come i sindacati che controlla, è una fabbrica di conflitti sociali.
Il contrario di cui abbiamo bisogno.
Se poi vuoi per forza considerarmi di destra, fatti tuoi, a me interessa osservare i fatti, delle apparenze me ne frego.
Secondo me stai leggermente fuori fuoco…. stai regredendo dal passato XX secolo al XIX… la società di oggi è molto ma molto più complessa, intricata, sfocata dell’immagine che produci.
Io stesso non saprei più dove collocarmi in questa sclerotica categorizzazione sociale, queste identità sociali forti che metti in fila sono relitti di una modernità passata.
Oggi come oggi sia il socialismo che il liberalismo non funzionano più, come testimoniano la serie di crisi che dal 1989 stiamo vivendo. Ci vorrebbe un pensiero nuovo, adatto alla complessità della situazione, ma anche gli intellettuali latitano, o stanno ancora nascosti nelle indecisioni di un pre-pensiero.
La cosa più ironica è che se esiste un luogo dove non c’è mai stato né un pensiero liberale né uno socialdemocratico è proprio l’italia……
‘Ci vorrebbe un pensiero nuovo’
Quando l’hai trovato fammi un fischio.
Alelaz-Liutprando. La discussione è molto interessante. Secondo mè siete più vicini di quello che pensate. I ragionamenti dell’uno continuano quelli dell’altro. Volete (vogliamo) le stesse cose e mettete solo diversamente gli accenti. Ci si può stare.
La totale assenza della politica, oltre che dell’opposizione, dallo scenario descritto fanno [purtroppo] quasi sperare che non si sfaldi questo governo perché davvero l’ennesima governo istituzionale non si sopporta. D’Alema lo propone perché forse pensa che come nel dopo Dini quando si vinsero le elezioni.
Ma oggi quale centrosinistra? Per favore fate qualcosa perché non sia con Di Pietro… Credo siano molti i problemi per la democrazia sperando che si esca da un periodo così come dopo tangentopoli, questa volta sarebbe – temo – peggio.
[...] Maria Vernì – Web Designer, Fotografo, Grafico, Venezia, Treviso, Padova, Verona, VicenzaLa tempesta perfetta | The FrontpageUna perfetta coppia di stronzi. Le regole di un’unione felice secondo Danny [...]