rss twitter facebook youtube search
top

La politica dei “nostri”

“La Lega ha già portato a casa 15 miliardi per i Comuni, ma bisogna trovare l’accordo con Tremonti e vedrete che ce la farò. Potrebbero girare nelle casse dei nostri Comuni l’Irpef e anche l’Iva”. Sì, come no. E magari i proventi del Superenalotto, l’incasso della partita del cuore, le offerte dei fedeli nelle parrocchie e il ricavato degli abbonamenti a Sky.

Che la Lega Nord non abbia valori o ideali, ma soltanto un calcolatore (o magari un pallottoliere) è cosa nota e risaputa, così come “carta conosciuta” sono le sparate del suo leader Bossi, autore dell’esplicito virgolettato iniziale, che si intensificano particolarmente al caldo dei mesi estivi e nell’allegria delle sagre paesane.

Colpiscono però la rozzezza e la volgarità con le quali il Senatùr non perde occasione per batter cassa, insieme a quell’aggettivo che non dimentica mai, “nostri”. Come se la politica non andasse fatta per l’interesse generale, ma solo per i propri, siano amministratori locali, allevatori di bovini o arrampicatori del campanile di San Marco. Tutto lecito, ma per favore evitiamo poi le sparate contro le clientele del Sud, quelle del Nord sono ben peggiori e più visibili. Nonché molto costose.

44 commenti a “La politica dei “nostri””

  1. Liutprando scrive:

    ‘Tutto lecito, ma per favore evitiamo poi le sparate contro le clientele del Sud, quelle del Nord sono ben peggiori e più visibili. Nonché molto costose’.

    E sopratutto ambedue pagate dalle produttori del nord. Se poi vogliamo chiarire come siano peggiori di quelle occulte e mafiose del sud e come risolvi che siano anche più costose dello sfacelo che ne hanno fatto al sud, ci farai un ottimo servizio, Cyrano.

  2. Liutprando scrive:

    Hai troppa fretta di attaccare la Lega. Come i suoi nemici.

    http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=17&IDalbum=28300&tipo=VIDEO

  3. Roberto scrive:

    Le Regioni moltiplicavano la spesa, i Comuni hanno le pezze al culo.
    La Lega non mi piace, ma il gatto deve prendere i topi.
    La strategia?
    Se arrivasse anche il catasto e la sovranità dei Consigli Comunali in materia urbanistica (oggi in mano a Province e Regioni, di fatto) e di attività produttive, abbiamo fatto la riforma dello Stato, quella che serve.
    Non mi interessa più il nominalismo, o disquisire se è federalismo, sussidiarietà o decentramento: bisogna cominciare a prendere “tanti topi”.

  4. grigorji melechov scrive:

    Bossi straparla da sempre, solo in un Paese miserabile e disperato come l’Italia( che vuole distruggere) lo si poteva ritenere un leader nazionale: in realtà è solo un inventore di fole celtiche per cerebrolesi ed un aizzatore di sentimenti localisti e xenofobi.
    Il peggio della provincia ignorante che vuole poteri locali, pretendendo di saperli gestire meglio dello Stato.
    Esempio?
    Il quartiere santa Giulia a Milano è sintomo di come i poteri regionali o locali(in questo caso l’Arpa) spesso siano assenti o distratti:tra compaesani non è fine farsi dispetti.
    Ricordate lo scandalo dei semafori “intelligenti”?
    Il risultato dei “poteri ai comuni” fu l’incriminazione di decine di sindaci e comandanti dei vigili urbani per truffa.
    L’assunto idelogico del druido della Scuola radio Elettra è maniacale nella sua semplicità:
    i poteri locali “nostri” non hanno i difetti di quelli statali.
    Noi rubiamo, ma in dialetto è un’altra cosa.
    Da piangere.

  5. Un esule scrive:

    Ci andrei cauto nell’accusare la Lega di rubare. Sarebbe miope non volere vedere che oggi la Lega ha una classe dirigente robusta e attenta alle esigenze dei propri elettori. Dei propri elettori, non certo degli avversari.
    Penso vada riconosciuto che i ministri leghisti, oltre il folklore, hanno visioni chiarissime su come condurre le ammisnistrazioni. Non riconoscere che Maroni e’ il miglior ministro degli interni da almeno 20 anni e’ anch’essa miopia.
    Certo che la lega ha un progetto, magari brutale, connesso con la sua origine ed ideologia. Che sara’ anche per cerebrolesi, ma che sfonda esattamente nella piu’ improbabile delle direzioni. A sinistra. Io sono troppo snob per votare Lega, ma non sono accecato dalle ideologie.

  6. melechov scrive:

    caro esule,
    é l’assessore Prosperini? E l’immortale clinica del prof Poggio-Longostrevi?
    E la recente indagine sulla ndrangheta alla cassoeula nella Brianza Felix?
    Lì, dove i fessi accecati dal localismo etnico pensavano non attecchisse malaffare, immuni ed immunizzati in quanto parlanti il dialetto del Porta.
    Il valore taumaturgico del dialetto…poveri noi.

  7. Liutprando scrive:

    L’assessore Prosperini è di AN finiano.

    La clinica Poggio-Longostrevi è la fotocopia della sanità nazionale.
    Per la ‘ndrangheta è senza dubbio colpa dell’unità nazionale e dei controlli fiscali politicizzati alla sudista: non ci fosse l’unità d’Italia, la mafiosità sudista non farebbe danni, una regione “povera” che fa affari multimilardari andrebbe messa in galera tutta.

    Quanta ai cerebrolesi lei ne è il prototipo significativo, un bue che dà del cornuto al cavallo.

  8. ginoginetto scrive:

    Ma come si può credere che “ il senatur” possa dire cazzatte del genere, possa pensare cazzate del genere, possa pensare. Loro sono duri e puri, duri al doppio viagra e puri al latte (Parmalat o Granarolo, meglio al barachin dell’onto)

  9. Cyrano scrive:

    @ Liutprando
    Le tue valutazioni sulle conseguenze dell’unità d’Italia sarebbero esilaranti, se non provocassero una profonda tristezza. Affermare che “se non ci fosse l’unità d’Italia, la mafiosità sudista non farebbe danni” può essere solo frutto di un riflesso pavloviano conseguenza di una mente troppo permeabile ai colpi della propaganda. Tanto per attenersi ai fatti -buona pratica prima di parlare- la ‘ndrangheta fa sì affari in Lombardia, ma ne fa molti di più in Germania e in Centro e Sud America, in Canada e in tanti altri paesi con i quali non risulta esista alcuna forma di unità nazionale.
    Ti pregherei infine di spiegarmi dettagliatamente cosa sarebbero i “controlli fiscali politicizzati alla sudista” perché, pur con tutta la buona volontà, i miei poveri mezzi non sono sufficienti a comprendere un concetto tanto ardito

  10. Liutprando scrive:

    @Cyrano
    Semplice. A fronte di una evasione fiscale della Lombardia del 13%, i controlli sono eseguiti al 24% del campione; a fronte del 94% dell’evasione fiscale della Calabria sono effettuati solo al 16% del campione.

    Se poi pensi che la ‘ndrangheta non sia facilitata nella sua penetrazione dall’unità d’Italia, sei un ingenuo, nel migliori dei casi. La cultura mafiosa è una concezione della gerarchia sociale assai precisa ed assomiglia, nella sua forma, a quella teorizzata dal socialismo.
    Ci sono due modi di considerare le mafie: attività criminali attuate da malati cerebrali, cioè una malattia che fa della società qualcosa da depredare e distruggere; oppure una attività attuata da uomini d’onore rispettabili e vincenti.

    Tu come li consideri?

  11. Brigante scrive:

    A proposito di mafie.
    Sti stronzi, attraverso i loro “imprenditori” che ci facevano e ci fanno affari, pensavano di relegare il fenomeno al sud ed oggi scoprono che ce l’hanno sotto casa.
    E’ il giusto contrappasso per chi, al momento dell’unità d’Italia, strinse un patto scellerato con la borghesia corrotta meridionale (mafia) in funzione antipopolare.
    Da quella borghesia corrotta, messa al potere dai piemontesi, il sud non si è più ripreso ma è stato capace di esportare il fenomeno.

  12. Liutprando scrive:

    La differenza è che ‘sti stronzi li mettono in galera, gli altri stronzi che ‘sti pezzi di merda hanno cagato, li fanno parlamentari della repubblica.

  13. Roberto scrive:

    Ribadisco che non mi piace la Lega, come non mi piaceva il vecchio PCI.
    Ciò non mi impedì e non mi impedisce di valutare positivamente alcuni uomini e la capacità amministrativa del vecchio PCI e dell’attuale Lega.
    Perchè questo parallelismo?
    PCI e Lega hanno tratti comuni.
    La capillarità di presenza nel territorio fondata su presenza politica di volontariato, un lungo tirocinio di “scuola di partito”, di volantinaggio e di cottura salsicce prima di essere candidati al Consiglio Comunale, a Sindaco, a Deputato; il “centralismo democratico” come prassi per raggiungere (e condividere) decisioni, l’ambiguità (o doppiezza, come si diceva una volta) di coinvolgere la base con argomenti forti e “rivoluzionari” e, contemporaneamente, il pragmatismo nelle responsabilità di governo.
    Dalla Lega escono ministri capaci (Maroni su tutti, poi Zaia all’agricoltura), Sindaci in gamba, Presidenti di regione affidabili.
    Come succedeva al vecchio PCI, al parlamento Europeo andavano e vanno gli “elefanti” (quelli a fine corsa) e gli impresentabili alla Borghezio.
    Come per il vecchio PCI, ogni tanto, dalle foto di gruppo, “scompare” qualcuno che siedeva vicino a Bossi o scala posizioni verso i margini della stessa.
    Andrei piano a dichiarare cerebrolesi i votanti della Lega, per evitare che, continuando a far finta di non capire con questa spocchiosità questa sì provinciale e becera, la Lega passi Pò ed Appennini e conquisti Emilia, Romagna, Toscana e Marche.
    Ciò che oggi appare impossibile, domani con Emilia e Toscana può divenire maledettamente fattibile.
    Il PCI e la Lega avevano ed hanno Sindaci bravi, ma ogni volta che il PCI guadagnava voti era più in grado di condizionare i governi, la spesa pubblica aumentava, lo statalismo aumentava,l’autonomia locale diminuiva (decreti Stammati), aumentavano i “piè di lista” sull’assunto che i Comuni “buoni” spendevano meglio dello Stato “cattivo”.
    Oggi occorre fare le cose al livello ottimale di territorio e di responsabilità, senza sovrapposizioni o accavallamenti.
    Se ai Comuni toccasse una parte di IRPEF, una di IVA, se ad essi venisse restituita la sovranità riguardo urbanistica ed attività produttive, se le Province e Regioni fungessero da coordinamento e controllo, se lo Stato riassumesse il controllo sulle questioni di valenza nazionale (grandi infrastrutture, grandi complessi produttivi, centrali elettriche, ecc.),potremo fare grandi passi avanti.
    Sembra che Tremonti e Lega la pensino così.
    Se ce la faranno, saranno premiati anche elettoralmente.
    Un segnale?
    Il dibattito che si è aperto Fiat, Governo,Sindacato, territorio, contratto nazionale.
    La sinistra è troppo impegnata nella difesa di Granata dai probiviri del suo partito per accorgersi che siamo davvero ad un punto di svolta.
    Chi starà sul pezzo, vince e governa.
    Chi segue con trepidazione le sorti di Granata, starà all’opposizione per altri lunghissimi anni.

  14. Cyrano scrive:

    @ Liutprando, ancora
    I mafiosi non sono uomini d’onore rispettati e vincenti, né malati mentali, il fatto che tu restringa la possibilità di scelta a queste sole due ipotesi testimonia di quanto poco, anzi pochissimo, tu comprenda (e conosca, evidentemente solo tramite propaganda e sentito dire) il fenomeno.
    I mafiosi sono menti criminali, violente, spietate, spesso acute, certamente capaci di sfruttare le tantissime debolezze del sistema socio-economico per perseguire il loro personalissimo fine che è l’arricchimento. Anche il potere, il famoso controllo del territorio, non sono fini in sé, ma mezzi per giungere al vero obiettivo che è la ricchezza. Una ricchezza spesso nutrita di soldi pubblici e facilitata dalla corruzione e dalla corruttibilità dell’amministrazione pubblica: per ogni mafioso che vince un appalto, c’è sempre un pubblico ufficiale, funzionario o amministratore, che nella migliore delle ipotesi non ha vigilato, nella peggiore è colluso.
    Se le mafie fanno affari al Nord, non è perché 150 anni fa il Regno di Sardegna ha concluso una vittoriosa guerra di conquista sull’Italia peninsulare, è perché imprenditori e amministratori “padani” di oggi hanno il loro tornaconto a fare affari con la mafia.

  15. Brigante scrive:

    La differenza è che ’sti stronzi li mettono in galera, gli altri stronzi che ’sti pezzi di merda hanno cagato, li fanno parlamentari della repubblica.
    Guarda che Cosentino, Di Gregorio, ecc. “li hanno fatti parlamentari della repubblica” i tuoi amici lombardi.

  16. Liutprando scrive:

    ‘Se le mafie fanno affari al Nord’

    Al Nord le mafie sono come i cinesi.
    Isolate nei ghetti. Il fatto che la politica consenta un salto di qualità, fa della politica un potenziale nemico della civiltà.
    La politica è espressione dell’unità nazionale che non vuole vedere le differenti anime della penisola. Punto.

    Se si continua a considerare la mafiosità non come una malattia cerebrale sarà difficile sostenere azioni di guarigioni ‘forti’.
    I mafiosi, ‘ndranghetari, camorristi sono rifiuti, e come tali vanno trattati.
    Il fatto che non si abbia idea di cosa sia l’idea di lavoro, e non di affari, nella cultura dell’impresa rende deboli di fronti a ‘sti cani merdosi ogni opera di bonifica dalla loro presenza.

  17. Liutprando scrive:

    ‘Guarda che Cosentino, Di Gregorio, ecc. “li hanno fatti parlamentari della repubblica” i tuoi amici lombardi’.

    Sempre roba vostra, come bassolino, bocchino, mastella e tutti gli altri.

    Non fare finta di non capire.

  18. Brigante scrive:

    Comunque, Liuprando, secessione prima di subito.

  19. ginoginetto scrive:

    «Il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio.» Vittorio Sgarbi. Questa è la filosofia dominante, parlare di legalità e rispetto delle regole è totalmente inutile, la maggioranza di governo sottoscrive e chi la pensa diversamente è un traditore o malato di mente. L’unico vero eroe nazionale rimane sempre Vittorio Mangano, alla facciacia nostra.

  20. Liutprando scrive:

    ‘Comunque, Liuprando, secessione prima di subito’.

    Dillo ai tuoi amici. Non mi sembra che la cosa vada per la maggiore dalle tue parti.

  21. Liutprando scrive:

    «Il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio.»

    L’unico modo per liberarci da questa verità allucinante è liberarci dal sistema che l’ha prodotto: quello italiano.

  22. Brigante scrive:

    “Sempre roba vostra, come bassolino, bocchino, mastella e tutti gli altri.”
    Craxi, Berlusconi, Prodi, Burlando, Verdini, Prandini, Bossi
    (8 mesi definitivi per tangente Enimont), ecc. ecc. sono notoriamente meridionali.
    Secessione prima di subito.

  23. Brigante scrive:

    “Dillo ai tuoi amici. Non mi sembra che la cosa vada per la maggiore dalle tue parti.”
    Mi sa che anche dalle tue parti non è che ci sia tutta sta voglia. Mi sa che questo finto federalismo serva a legalizzare ciò che è sempre stato: risorse al nord, elemosina al sud.
    Secessione prima di subito.

  24. Liutprando scrive:

    ‘Secessione prima di subito’.

    Qualsiasi le giustificazioni fantasiose a cui alludi, su “secessione prima di subito” mi troverai sempre d’accordo.

    Per il resto è tempo perso far chiacchiere. Ai fatti.

  25. grigorji melechov scrive:

    Ribadisco, l’immortale Prosperini dello slogan televisivo “ciapa su al camèl e va a càa” è stato consigliere comunale della Lega Nord, che ne ha formato principi e morale.
    Il sig Liutprando, per gli amici nordici Gian Galeazzo, è la dimostrazione di come anche questo sito richieda un esame anti-doping.
    Aldilà della sua persona, ahimè leggermente invasiva, il pensiero (se così si può dire…) del fanatico leghista è significativo:il Nord è virtuoso, produttivo e salubre, ogni male viene dal Sud.
    E’ il razzismo localista della provincia abbruttita che emerge.
    Il nemico è sempre chi viene “da fuori”,sia cinese sia della frazione vicina.
    Gente così, xenofoba,anti-italiana, secessionista, per di più si nutre del dio Po e di simbologie celtiche da avanspettacolo.
    Li devo chiamare scienziati?Meglio cerebrolesi, drammaticamente pericolosi.

  26. Liutprando scrive:

    Bravo, lei sì che ha capito tutto. Da razzista qual’è.
    “Prosperini è stato”, lei si conferma un untore psicolabile.

  27. sophia colpiacca scrive:

    @liutprando: io non credo ad una sola parola che questo sig.grigorji melechov dice nei tuoi confronti.

    Soprattutto non credo che ti chiami Gian Galeazzo. E’ troppo brutto….

  28. Liutprando scrive:

    @Sophia
    Grazie. E’ ovvio che sia in malafede.
    Non mi chiamo Gian Galeazzo. :)

  29. Brigante scrive:

    “Per il resto è tempo perso far chiacchiere. Ai fatti.”
    In un paese governato dai tuoi compatrioti i fatti me li aspetto da loro.
    O fino ad ora hanno scherzato con la padania, l’ampolla, i milioni di fucili delle valli ?

  30. Liutprando scrive:

    ‘In un paese governato dai tuoi compatrioti i fatti me li aspetto da loro’.

    Me l’aspettavo. Come da sempre è colpa di altri, per cui non si vedranno mai i fatti da parte vostra, perché ti ‘aspetti’ (come per tutto) che siano gli altri a farlo.

    Storia vecchia.

  31. melechov scrive:

    Signora Sophia,
    “nomina sunt substantia rerum”, come dice Calderoli in bresciano.
    Il nome visconteo nasce dal fatto che la metrica e la rima baciata hanno esigenze ferree….

  32. Brigante scrive:

    Sai com’è, qui da me la secessione non è ancora invocata dalla maggioranza.
    Visto che al nord vi siete portati avanti col lavoro (sono 20 anni che ve la menate con sta padania), visto che governate il paese, mi sembra più logico che la diate voi sta botta di adrenalina al sud.
    Per l’ultima volta, fate qualcosa per il sud.

  33. Liutprando scrive:

    Dunque il vero nome di melechov finisce per ‘tana’.

  34. Liutprando scrive:

    ‘mi sembra più logico che la diate voi sta botta di adrenalina al sud’.

    Ti sembra? La logica vorrebbe che le vittime si liberassero dal carnefice di proprio pugno.

    Se lo facesse il Nord, ci aspetteremmo un altro paio di secoli di frgnii. Ben pagati, possibilmente.

  35. Brigante scrive:

    Sai com’è qui al caldo è difficile prendere iniziative che presuppongono un dispendio di energie. Poi siamo impegnati a contare i soldi che, seppure a malincuore, ci mandate.
    Fateci un favore interrompete il flusso.

  36. Liutprando scrive:

    E’ sufficiente che non ne chiediate più, sempre che anche quello non sia di troppo disturbo.

  37. Un esule scrive:

    Siete due dita sotto il livello dei ragazzini

  38. Liutprando scrive:

    Solo due?

  39. Brigante scrive:

    Io personalmente non ho mai chiesto niente a nessuno, non ho mai avuto nulla da questo Stato e mi girano i coglioni quando sento che arrivano ste vagonate di soldi per farci dormire all’ombra dei sombrero.
    Dato che qui c’è chi (la maggioranza) continua a pensare che senza l’elemosina non si può vivere e, ti do ragione, continua a chiederla, avevo sperato che con l’avvento di gente seria al governo del paese, gente con le palle, avrei potuto beneficiare della fine dello stato unitario.
    Ora se spiegate a Calderoli, dopo avergli consigliato un buon dentista, che dietro il federalismo si deve nascondere la fine vera dello stato unitario, il gioco è fatto.
    Cosa accadrà al sud: forse è vero, all’inizio un pò di pianti ma in pochi anni erigeremo statue a Bossi e C. per averci liberati.

  40. Liutprando scrive:

    @Brigante

    Non c’è nulla da spiegare a Calderoli e nessun monumento da erigere per Bossi e C.

    La Lega agisce in nome e per conto del nord.

    Vi dovete arrangiare, è il migliore degli aiuti che si può dare. L’interferenza, anche se organica al progetto, sarebbe l’antitesi del federalismo.

  41. ginoginetto scrive:

    L’ultimo vero uomo morto per la causa secessionista è stato un meridionale. Questi qua hanno il ministero dell’interno e caso mai mandano i loro carabinieri (meridionali)a manganellare chi prova a manifestare qualche dissenso al loro potere costituito. In pratica voglio fare i culattoni col culo degli altri. Dovevano sorgere le ronde padane…centinaia di camice verdi pronte a scendere in piazza (Liutprando caporale), quando hanno capito che non si guadagnava un cazzo….armiamoci e partite la marcia su Roma si ferma sicuramente ad Arcore.

  42. Liutprando scrive:

    @ginoginetto

    Caporale ci sarà tuo nonno. Scrivi tutte le pirlate che ti pare ma non nominarmi che non abbiamo nulla da spartire.

  43. Roberto scrive:

    Ieri sera ho rivisto volentieri un bel film.Un poco datato, ma un gran bel film di Pietro Germi.
    “Il brigante di tacca di Lupo”.
    Lega, Borbonici ecc. ecc.:guardate questo film.
    Se ce la fate, abbassate i toni, anche perchè sono certo,per gli elettori Leghisti e di Lombardo la secessione è l’ultimo dei problemi.
    Tutti ci accontenteremmo di uno stato più efficente e meglio organizzato (Stato, per i Sindaci che vogliono restituire la fascia ma non la poltrona e per i Presidenti di Regione che vogliono restituire le Deleghe, ma dall’alto del Pirellone e delle torri di Kenzo Tange sono anche e soprattutto Comuni e Regioni), di delegificazione, di maggiori libertà individuali, di meno burocrazia, di giornali un po più liberi e di una magistratura che conservi i criminali al fresco, lontano da luci e riflettori….
    Se ci sono idee ed energie, non varrebbe la pena spenderle in questa direzione?

Che ne pensi? Commenta!

top