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Quel Vendola
mi sembra Cofferati

Vendola come il Cofferati del 2003? Vi sono diverse analogia tra la breve stagione del sindacalista del “senza se e senza ma” e l’attuale protagonismo del presidente della Puglia. Entrambi candidati anti-establishment, interpreti di una linea più “radicale” (leggi conservatrice) rispetto alle maggioranze di Ds e Pd, entrambi adorati da folle desiderose di purezza rispetto al grigiore dei riformisti (allora i girotondi, oggi i viola e i partecipanti alle Fabbriche), entrambi con quell’aria da neofiti della politica pur essendone da decenni sperimentati professionisti, entrambi abili nel lasciare avvolti nella vaghezza i loro programmi.

Sergio Cofferati, Roma, 23 marzo 2002

La non trascurabile differenza riguarda il coraggio dell’autocandidatura mostrato da Vendola, mentre la pavidità dell’ex segretario della Cgil segnò il principale motivo del rapido svuotamento del cofferatismo: Cofferati si proponeva di guidare la sinistra, ma si ritrovò in minoranza nel suo partito, come rivelò il deludente risultato del “Correntone”. Così non gli rimase che ripiegare su Bologna, ove fu protagonista di una non indimenticabile esperienza amministrativa.

Il punto è capire quante probabilità abbia la rapida (e inaspettata) discesa in campo di Vendola di ripercorrere l’esito del suo predecessore. A parere di chi scrive molte. Con una variabile: produrre danni maggiori. Vediamone alcuni.

1) Dividere il Pd proprio nel momento in cui si sta consolidando la segreteria di Bersani e il metodo di un’opposizione riformista. Non a caso Vendola si è subito dichiarato ostile all’ipotesi di una grande coalizione, facendo propria la tesi delle elezioni anticipate in caso di caduta di Berlusconi.

2) Fornire un ghiotto assist alla destra, ponendo di nuovo al centro dell’attenzione il tema delle divisioni a sinistra.

3) Mettere in discussione il principio, dato per scontato in ogni democrazia dell’alternanza, che leadership del maggior partito e leadership della coalizione coalizione coincidono.

4) Ridurre il dibattito sul governo alla narrazione di “un nuovo mondo possibile”. Nuova aria fritta di cui non si sente francamente il bisogno. Nella sua Regione  Vendola è riuscito a dare vita ad esperienze di governo innovative (la Puglia film commission, su tutti), ma l’Italia è un’altra cosa. Ricordiamoci i fasti  bertinottiani delle 35 ore.

A tutto ciò va aggiunta l’oggettiva debolezza di un candidato premier rappresentante un partito che non arriva al 3% dell’elettorato, che non appare essere in grado di rappresentare altro che il volto presentabile della fu Rifondazione comunista.

Diverso il discorso se il Nostro si proponesse per la segreteria del Pd, scelta che comporterebbe un utile confronto fra riformisti e conservatori. Si scompaginerebbero così molte carte, ma la replica del miracolo pugliese non sembra neanche in questo caso possibile. Anche perché non si vede proprio chi potrebbe svolgere nel Pd il ruolo della Poli Bortone.

P.A.

21 commenti a “Quel Vendola
mi sembra Cofferati”

  1. angelo d'amore scrive:

    io la penso diversamente, pur non avendo mai votato a sinistra.
    http://nonsolonapoli.blogspot.com/2010/07/vendola-perche-no.html

  2. [...] da folle desiderose di purezza rispettoContinua a leggere il post originale su The Front Page: Quel Vendola mi sembra CofferatiPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli: L’accordo Vendola – don Verzé Il 28 maggio [...]

  3. leo scrive:

    e’ proprio da ciò che scrivete ed esprimete che si arrivano ad apprezzare ancora di più le posizioni di Vendola…

  4. Un esule scrive:

    Chiedo scusa. Il linguaggio e il progetto di Vendola stanno sui santissimi del PD senza se e senza ma….

  5. Giacomo scrive:

    Ma di che cosa stiamo parlando o piuttosto state parlando?
    Non vedo nessuna analogia tra il percorso politico di Sergio Cofferati e quello di Nichi Vendola, e anche dal punto di vista cronologico gli anni trascorsi equivalgono ad un era geologica nella travagliata storia della politica italiana degli ultimi tempi.

    Nichi Vendola è l’ultima speranza per un centro sinistra a pezzi, incapace di elaborare un minimo di strategia, guidato dai soliti nomi che non hanno fatto altro che collezionare sconfitte su sconfitte.
    Ma non avete ancora capito che di gente come D’Alema. Veltroni & company gli italiani non voglione sentirne più parlare.
    Bersani è il prodotto dello pseudo socialismo riformista del PCI emiliano, un laburista con trent’anni di ritardo, un discreto ministro ma niente di più, non certo un leader politico del futuro.

    Basta si facciano da parte con le loro alchimie e i loro giochetti da vecchia politica, altrimenti saranno le cose e gli elettori a cacciarli via (Puglia docet).

  6. [...] Per approfondire consulta la fonte: Quel Vendola mi sembra Cofferati [...]

  7. Raffaele scrive:

    Cofferati anti-establishment???? Ma questa è antistoria!!!

    Vendola nouvo???? Provate a vedere a quanti anni è entrato in parlamento! Bisogna che parliamo con un po’ di cognizione di causa! Sono pugliese e vorrei che, dopo averlo votato, vendola pensasse prima alla puglia e poi a sistemare il suo culo per il post!!
    E’ il nostro berlusconi di sinistra, anche lui alle europee si è candidato in quasi tutti i collegi con la consapevolezza che al parlamento europeo non ci sarebbe mai andato! La personalizzazione della politica porta al populismo! Il civismo dovrebbe essere una risora non un valore!

    Per tirar su qualche voto in più si cavalca l’antipolitica… ma è un boomerang che ti arriva dietro la nuca!

  8. melechov scrive:

    Meraviglioso, questo sobrio metodo della guerra preventiva, tanto per ammazzare l’infante nella culla, mi sembra mutuato dal miglior Bush.
    A mio parere si tratta solo di una variante della patologica rissosità a sinistra, ora imitata dal Pd.
    Paura preventiva?
    Tanto per consolarsi:nel centro destra la conflittualità è identica, ma poichè il Caimano paga la pizza ed il cinema (ehm…)a quasi tutti i suoi alleati-dipendenti, l’effetto Tafazzi è meno evidente.
    Ma clamorose e visibili sono le divisioni politiche esistenti.
    Come si fa a scambiare per liberale un caudillo mediatico, con lo stile del padrone delle ferriere?
    Vendola candidato: di quale purezza parliamo?
    Di quale grigiore?
    Cercare un candidato decente, che magari esprima un sogno culturale diverso dal berlusconismo d’accatto del Pd, non ha niente a che vedere con la purezza.
    Casomai con la serietà culturale, un po’ più impegnativa del culto per le figurine Panini.
    Perchè “aria fritta” un nuovo mondo possibile?
    Dopo la devastante crisi dell’iperliberismo dei Chicago boys, dobbiamo riproporre noi il mantra del valore salvifico del mercato?
    Ma persino Tremonti, per mero opportunismo, si smarca da queste minchiate!
    Dobbiamo accettare il meccanismo della politica-spettacolo, così ben analizzato dalla Guzzanti, senza cercare di difenderci?
    I generali di Caporetto del Pd , per mera arretratezza culturale camuffata da spocchia da “professionisti”, hanno consegnato il popolo italiano, inerme, al bombardamento mediatico del Caimano.
    Senza valutarne gli effetti devastanti sul “comune sentire”.
    Hanno a mandato al macello,inermi,intere generazioni modellate dal trash di Raiset.
    Non contenti, questi sprovveduti mediatici hanno anche lasciato soli i pochi giornalisti italiani che fanno informazione.
    Ora devono stare zitti.
    Non si è visto da parte loro nessun grigiore, sopratutto nessun riformismo: era “riformista” la scelta dell’ineffabile Riccardo Villari a presidente della Vigilanza?
    Non so se Vendola sarà una soluzione a tanta mediocrità, non so se sarà convincente.
    Tante critiche preventive però me lo rendono simpatico, forse più dei suoi meriti.
    Cerco purezza?
    Mi basterebbe non avere più come rappresentanti degli inciucisti mediaticamente sprovveduti.

  9. Roberto scrive:

    IL buon Walter, pur nonostante un difetto congenito ed un grave errore tattico, ha portato il PD al 33%, nonostante la “sciagura” e lo sfascio dei Prodi boys 2006- 2008 (due governi, uno caduto sull’Afghanistan).
    Difetto congenito: incapacità di coniugare le idee, anche nuove, con una sana pratica pragmatica e riformista.
    Grave errore tattico: l’alleanza con Di Pietro, che ha consentito all’IDV di superare lo scoglio del 4% per un nonnulla e, quindi, determinarne l’esistenza futura.
    Quel 33% poteva però rappresentare la premessa per ulteriore rinnovamento, preparazione di una nuova classe dirigente, consolidamento dell’opposizione su idee e progetti per l’Italia.Bersani è il frutto della vecchia classe dirigente ex comunista che si riprende il partito CONTRO l’idea di vocazione maggioritaria, bipolarismo, primarie e che, in assenza totale di un progetto politico, vive alla giornata l’iniziativa politica e gli eventi.
    Anche uno come Vendola, a questo punto, può farcela, può spacciarsi per il “nuovo”, ambire, con il 3% dei consensi ad “appropriarsi” del “corpaccione” elettorale del PD.
    Parte con una concezione mutuata dall’ABC della democrazia: se un governo non ce la fa, nonostante i seggi, a stare in piedi, allora si torna a votare: altro che larghe intese, governi tecnici, comitati di salute pubblica cui guardano Bersani e D’Alema.
    Gode di un altro vantaggio: Bindi,D’Alema, Franceschiello, Bersani e compagnia possono dire e fare di tutto, anche cose giuste e condivisibili (?): i loro volti, la loro storia, il loro racconto non è più credibile, non sposta niente e, spesso, si assiste ad “insofferenza preventiva” nei loro confronti.
    Ciò significa che questo gruppo dirigente PD non ha più un euro da spendere, anche il “nuovo” Vendola può muovere nuovi interessi, forse nuovi entusiasmi.
    Tuttavia Vendola, che non è certo un’emanazione dei “chicago boys” e delle teorie neo-liberiste, è certamente figlio della concezione opposta, cioè la completa “Irizzazione” dell’Italia.
    Il nuovo secolo, anzi, il nuovo millennio, dovrebbe averci insegnato qualcosa: se esce Vendola, allora non abbiamo imparato nulla.
    Le teorie marginaliste e dei “modelli matematici” hanno combinato macelli economici e macelleria sociale; i modelli “interventisti” e di spesa pubblica senza produzione di ricchezza stanno combinando macelli economici e macelleria sociale.
    Temo che la cura Vendola sia in realtà, al pari del liberismo puro, la malattia che si aggrava, dopo vent’anni di crescita “zero” del nostro paese.
    La prova?
    La campagna per l’acqua “pubblica”.
    Utilizzare i talebani e i mujiadin per cacciare i sovietici porta alle torri gemelle.
    Abbiamo ancora serie difficoltà per imparare questa lezione.

  10. p.a. scrive:

    Raffaele, veramente mi riferivo all’establishment del centro – sinistra rispetto al quale il Cofferati del 2002 era presentato come un uomo nuovo. Per di più legittimato da un largo consenso nel mondo del lavoro.
    p.a.

  11. Giuliano Torrestelli scrive:

    @ Melechov
    A sinistra sono più furbi: pizza e cinema se li fanno pagare dai soldi pubblici.

  12. Mauro scrive:

    Ho letto bene?
    Accusate Vendola di “Dividere il Pd proprio nel momento in cui si sta consolidando la segreteria di Bersani”?
    Vi sembra solida la segreteria Bersani?
    A me sembra rigida… diciamo in coma farmacologico più che solida.
    Al punto che basta quello che voi definite “rappresentante un partito che non arriva al 3%” a crearle dei problemi.
    Se il segreterio Bersani (e tutto il PD) fosse “consolidato”, avrebbe preso atto delle intenzioni di Vendola senza batter ciglio.
    Inoltre vi ricordo che – diversamente da quel che dite – Vendola non intende “Mettere in discussione il principio, dato per scontato in ogni democrazia dell’alternanza, che leadership del maggior partito e leadership della coalizione coalizione coincidono.”
    Vendola ha semplicemente annunciato che si candiderà alle primarie. Strumento previsto proprio dallo Statuto del PD.

  13. Liutprando scrive:

    ‘Vendola ha semplicemente annunciato che si candiderà alle primarie. Strumento previsto proprio dallo Statuto del PD’.

    Domanda senza polemiche (a me va benissimo che candidino il Vendola, vinciamo per altri 20 anni) ma se le primarie sono del PD che c’entra il farfallone?

  14. Mauro scrive:

    Perchè sono primarie di coalizione, caro Liutprando. Vatti a leggere lo Statuto del PD (partito a cui sono iscritto).
    Non ti ricordi di quando contro Prodi si candidarono Bertinotti, Mastella, Pecoraro, Di Pietro, ecc.?
    Allora Prodi fece più del 70%.
    Sono curioso di vedere quanto farà Bersani contro Vendola se continua nel suo immobilismo.
    E sono pure curioso di vedere cosa farà Di Pietro…

  15. Liutprando scrive:

    Grazie Mauro.
    Dunque il PD è in coalizione col partito di Vendola?
    A me va bene, vinciamo per i prossimi 40 anni, ammesso che ci sia ancora l’Italia.

  16. Mauro scrive:

    Se continuate a governare così finirà tutto molto prima di 40 anni…

  17. Liutprando scrive:

    ‘Se continuate a governare così finirà tutto molto prima di 40 anni…’

    Da uno che in due anni di governo, con 5 a disposizione, si è autodefinito il peggiore della repubblica, mi aspettavo dei complimenti, più che delle false insoddisfazioni.
    Perché credi che il PD non dica nulla di serio sull’operato del governo? Perché saprebbe fare di meglio?

  18. grigorji melechov scrive:

    signor Torrestelli, la sua polemica è gratuita. Ogni partito percepisce finanziamenti pubblici senza devolverli a nessun altro.
    Il padrone delle ferriere invece paga per gli altri, mettendoci del suo: secondo lei per generosità?
    Se vuole polemica spicciola, finora solo il ministro Scajola è riuscito a farsi pagare la casa da un privato.
    Ma non ricorda da chi.

  19. Un esule scrive:

    No, non saprebbero fare meglio. E Vendola ha vinto in puglia per la miopia di Fitto. Penso che pero’ ora sono assolutamente stanco di un coglione come Bondi che se la prende con una fighetta come Fini. Prprio non riescono a rilasciare dechiarazioni ai giornali. Deve essere una sindrome ossessiva compulsiva. Se non rispondessero a Fini quando filosofeggia, dopo una settimana tutti questi mal di pancia finirebbero. Ma certo che un narcisista come Berlusconi non regge che gli bacino l’anello. E fa dire stronzate a un verme come Bondi.

  20. Un esule scrive:

    Refuso.. a NON rilasciare dichiarazioni….

  21. Un esule scrive:

    Mio dio stasera mi si legano i diti… non regge che NON gli bacino….

  22. Roberto D. scrive:

    a me Vendola non piace, troppo fumo niente arrosto. A sx mi piace Matteo Renzi se non lo fanno fuori i “Soloni” del PD sarà lui il prossimo candidato premier fra 2 legislature, non la prossima però, troppo presto.

  23. Giuliano Torrestelli scrive:

    @ Melechov
    si fa finta di capire. A sinistra vivere alle spalle di altri è sistema, altro che Scajola. E’ filosofia di vita, nobilitata magari da richiami rousseauiani, ma sempre quello è. Vendola esprime tutto ciò: è la politica che non si pone mai la domanda “chi paga” e che privilegia la distribuzione delle risorse a scapito della loro produzione.

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