L’uomo che uccise il Pd
Ha ragione Paolo Franchi (sul Corriere di oggi): Nichi Vendola non va sottovalutato. Non vincerà mai le elezioni e probabilmente non vincerà neppure le primarie: ma potrebbe assestare una bella botta al microcefalo ceto politico che tiene in mano il Pd e quel che resta della “sinistra” italiana. Una botta, forse, definitiva.
Il primo a capirlo è stato Veltroni, che l’ha subito invitato al convegno della sua fondazione. La segreteria (ma il Pd ha una segreteria?) continua invece a far finta di niente. Qualche vecchio democristiano ha storto il naso; D’Alema, diligente come sempre, l’ha criticato sul piano politico. Ma è evidente a chiunque che la politica, come del resto l’intelligenza, hanno lasciato da tempo il Partito democratico. Come Veronesi, risultano incompatibili.
Tanto per cominciare, Vendola ha il campo completamente vuoto. Il Pd non ha una posizione su nulla, è privo di idee e di progetti, è politicamente afasico, non si sa neppure se sia o meno di sinistra. Se fosse una società quotata, sarebbe scalabile dall’ultimo dei raider. Ai giornali di “sinistra” Vendola piace perché dice cose di “sinistra”; agli altri perché dice meravigliose sciocchezze post-bertinottiane.
Il fenomeno s’ingrosserà in autunno, alla riapertura dei talk show, quando Matrix e Annozero, Ballarò e Porta a Porta, per motivi opposti e simmetrici, lo manderanno in onda ogni sera. Repubblica, in attesa che Saviano diventi grande, si scoprirà felicemente vendoliana, e con lei tutto il codazzo di mozzaorecchi, imbavagliati, violacei e quant’altro la sinistra giustizialista ha saputo seminare in questi anni. I giornali berlusconiani lo terranno in prima pagina per mettere in imbarazzo il Pd, e ogni volta che Vendola proclamerà qualcuno “eroe”, costruiranno una scoppiettante campagna contro l’opposizione. Tutti parleranno di Vendola.
Non è escluso che a questo punto anche a Largo del Nazareno qualcuno se ne accorga: ma sarà, come sempre, troppo tardi.
Nell’immaginario collettivo – e dunque nella realtà – Vendola sarà rapidamente diventato l’uomo nuovo della sinistra, l’anti-Berlusconi, l’Obama italiano. Poco importa che le elezioni, salvo novità peraltro da non escludere, si terranno nel 2013. Lo spazio politico della “sinistra” sarà, a partire dall’autunno, saldamente occupato da Nichi Vendola. E il Pd?
Personalmente, considero il Pd qualcosa di più, e di peggio, di un “amalgama non riuscito”. Da qualche tempo lo considero il tappo del nostro sistema politico: l’ostacolo più grande, se non l’unico, tanto alla costruzione di una sinistra moderna e liberale, quanto alla possibilità di battere democraticamente il Popolo delle libertà. Il Pd è un grande edificio dismesso, per i cui corridoi s’aggirano alcuni vecchi con il lifting e qualche giovane precocemente invecchiato, che occupa per inerzia un’area di grande pregio e di indubbie potenzialità. Finché non si abbatte l’edificio, non si potrà costruire niente.
La rapida ascesa di Vendola – rapida proprio perché si sta compiendo nel vuoto – è dunque un fenomeno positivo, ancorché del tutto interno alla dinamica settaria e autoreferenziale della “sinistra” italiana. Investirà il Pd come un ciclone, lo spaccherà come una mela, e in definitiva ne rivelerà drammaticamente l’inconsistenza di fondo: tutta la partita vendoliana, infatti, si giocherà altrove, fra Repubblica e la Cgil, fra le procure e le tv, fra i padroni e i loro giornali. È possibile che il risultato di questa partita, comunque si concluda, sprofondi l’edificio dismesso in un cumulo di macerie.
Bisognerà trovare qualcuno che le porti via, e poi si potrà costruire la casa della sinistra.


Che dire. Quando la sinistra spara sul suo quartier generale ha sempre buona mira…..
[...] Fonte Articolo: L'uomo che uccise il Pd | The Frontpage [...]
Mi sembra chiaro e condivisibile ciò che l’autore pensa del PD. Invece non sono riuscita a capire cosa sia per questo signore il contenuto di una casadi sinistra, di una sinistra.
FR vede bene. Gli farei una domanda e mi piacerebbe avere una risposta: se una nuova politica nasce dall’emarginazione del pensiero confuso della sinistra che è riuscita a far più danni di una destra imbecille, perché conservare il titolo “sinistra”, foriero del riflesso condizionato a pararsi i maroni quando viene citata?
Bene bene bene! Finalmente in questo paese di stamberghe male rattoppate si capisce il valore della demolizione! A demolire gli edifici obsoleti si risparmia terreno, si aumentano i risparmi energetici, si risana il paesaggio e non ci si affeziona ai comignoli da geometri. Bisognerebbe conservare solo le opere d’arte, e il PD mi sembra una villetta bifamiliare a schiera degli anni 70: brutta, inefficente, scomoda, e fatta con del cemento armato impoverito!
Demolire per ricostruire, con la speranza che il vicino segua l’esempio e butti giù la villa stile Hollywood Camorra e butti in un bel “termovalorizzatore” il Nano da Giardino (coi cactus).
Ole
FR non fa una piega, specialmente quando afferma che il PD non è il medico, ma la malattia.
L’ostacolo per la nascita di una forza riformista in grado di cambiare e modernizzare il paese.
Stantis rebus,dall’”area di grande pregio e di indubbia potenzialità” i pezzi buoni, che esistono, non emergono, non possono farlo.
E’ vero che il PD può esplodere, ma una leadership non può emergere esclusivamente da fattori esterni.
La lotta politica, la proposizione di nuove idee, la “lunga marcia” sono tutti elementi indispensabili per testare (e tastare gli attributi) una eventuale nuova classe dirigente, discontinua rispetto l’esistente.
Questo, purtroppo, oggi è drammaticamente assente.
Dato che metto il becco dappertutto vorrei dare qualche consiglio all’architetto: ecologica, trasparente, funzionale , sicura, con tutti i permessi a posto…e che si sappia chi la paga.
il Pd vincerà le elezioni quando avrà un disegno politico credibile. Quando abbondonerà l’antiberlusconismo di 4° categoria e quando metterà nell’angolo il partito “personale” Di Pietro, facendolo sbriciolare nel giro di pochi anni. C’è qualcono che ha gli attributi per fare questo a sx ?. Io non lo vedo e non sarà certo Vendola a farlo.
anche io, come scrivo da giorni su questi schermi, credo che sia necessario, per l’area progressista, mettere a punto una seria proposta politica – confortata da valori credibili e comprensibili – per poi ragionare su chi la porterà avanti. Ma poi debbo contraddirmi. Una proposta seria, moderata, liberale, sinceramente progressista, a chi frega? Non fa sognare, non fa sfogare la rabbia dei più, non ti fa organizzare quelle belle e felici manifestazioni antagoniste, non fa perdere tempo sui forum a scrivere ogni amenità che passa per la mente a chi ha un unico obiettivo, ovvero l’annientamento dell’avversario. La situazione è dunque davvero drammatica, e la soluzione è solo una. Autodissoluzione del pd senza confluenza dei suoi componenti in nulla. Così vediamo cosa saranno in grado di proporre il popolo dei post it, degli autoconvocati permanenti, dei poeti del retro pensiero.
Prima cade questo palazzo, prima si mettera’ mano a costruirne uno nuovo,il tempo stringe( il 2013 non è poi cosi lontano) e ferancamente Vendola mi sembra un buon, se non l’unico,” muratore”
[...] quel che resta della “sinistra” italianaContinua a leggere il post originale su The Front Page: L’uomo che uccise il PdPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli: India: 200 donne uccise ogni anno perché [...]
Rondolino, una domanda. Credi davvero che la corsa di Vendola sia tutta interna alla sinistra e che questa sia settaria, e che il suo campo sia vuoto?
Settaria è la nomenclatura della politica, tatno quella di destra quanto quella di sinistra. Vendola e il movimento che gli ruota attorno (che poco ha a che fare con il palazzo, questo si vuoto nello spirito e settario nei modi) nulla hanno a che fare con queste categorie. Anzi, si tratta di gente intenta a riconquistare gli spazi fisici e dialettici della politica e si dimostrano sono piuttosto libertari.
Settaria potrebbe sembrare questa tua afferazione.
Perdonami!
L’articolo si occupa di politichese e politicaglia.
Un fatto e’ invece che Vendola e’ un politico, che, miracolo, crede nei giovani, caso unico in Italia, ed e’ contraccambiato, e poi viene da una situazione di lavoro e di successo, mica da delle chiacchere. Orrendo l’inizio saccente..tanto perdera’
per sophia:
ecologica e funzionale va bene, ma trasparente? una casa tutta trasparente sarebbe un posto inquietante, un carcere postmoderno. «Io rivendico il diritto all’opacità. La troppa definizione, la trasparenza portano all’apartheid: di qua i neri, di là i bianchi. Non ci capiamo, si dice, e allora viviamo separati. No, dico io, non ci capiamo completamente, ma possiamo convivere. L’opacità non è un muro, lascia sempre filtrare qualcosa» (Edouart Glissant). E poi basta con tutti questi permessi: nei paesi civili c’è una legge, un Piano Regolatore; nessuno ti deve autorizzare a fare una cosa che puoi fare, e se sbagli o ci provi in galera committente e architetto. Ovviamente siamo nella metafora, ma questa iperproduzione di leggi è la miglior garanzia per i furfanti, anche in politica suppongo….
@alelanz : interessante…
@as il primo che ha creduto nei giovani e’ Berlusconi che ha nominato dei ministri giovani e delle donne al governo. E la sinistra cosa fa? Critica le donne nel modo più retrogrado possibile e non vede il rinnovamento sia pure molto piccolo tentato da Berlusconi di avere volti nuovi al governo.
ma come si fa a uccidere UN MORTO….COMPLIMENTI invece per esser riuscito A RIANiMaRE un cadavere………….
@ Liutprando: le parole, caro mio, sono flatus vocis… Diciamo che finché ci sarà una destra ci sarà una sinistra: oggi per esempio che siamo tutti, e giustamente, ‘liberali’, la destra è più ‘liberista’ e la sinistra dovrebbe essere più ‘libertaria’ (parlo di accenti, naturalmente, non di esclusività).
@ Giuseppe Vinci: sì, Vendola mi pare antichissimo e tutto interno al Palazzo, tanto biograficamente (eravamo insieme funzionari della Fgci nazionale) quanto politicamente (è un bertinottiano, cioè un epigono della sinistra sindacale dei primi anni 70).
@sophia: WOW
@FR
Ok, se ci fosse una destra.
La Lega non è di destra.
Fini non è di destra, ha dello Stato l’idea che ne ha Vendola. O sbaglio?
Berlusconi è sempre stato un radicale similPannella. Ora un po’ confuso, sul lato teorico, ma non su quello pratico e ciò non lo fa né di destra né di sinistra.
Ecco, Storace e la Mussolini sono di destra. Di antica memoria.
E noi vogliamo definirci di sinistra in opposizione a due cariatidi che tutti insieme, mutande comprese, non superano il 3%?
Perché non partiamo da un quanto storico? Troviamo una qualifica più aderente alla realtà. Capitalisti per forza (non è una ideologia ma una pratica economica positiva in uso in ogni regime, comunista compreso), liberali per intelligenza, pragmatici per necessità.
Dunque?
“Capitalisti per forza (non è una ideologia ma una pratica economica positiva in uso in ogni regime, comunista compreso), liberali per intelligenza, pragmatici per necessità.”
Lucidissimo Liut…..
“Capitalisti per forza (non è una ideologia ma una pratica economica positiva in uso in ogni regime, comunista compreso)”.
A me sembra leggermente e sinistramente in crisi anche il capitalismo, e il fatto che tiri tanto in Cina me lo conferma…
‘A me sembra leggermente e sinistramente in crisi anche il capitalismo, e il fatto che tiri tanto in Cina me lo conferma…’
Al contrario delle ideologie, le tecniche d’uso delle pratiche umane si evolvono.
Non ci sarà mai crisi del capitalismo fintanto che i rapporti tra umani si svolgeranno tramite l’uso del denaro.
Finché c’è denaro…… che c’era anche prima del capitalismo…
E che il capitalismo ha coltivato …
come le patate, c’erano prima del purè.
“Non vincerà mai le elezioni e probabilmente non vincerà neppure le primarie”
Sono parole già sentite nel 2005 e nel 2010