rss twitter facebook youtube search
top

L’errore di Berlusconi

Da 16 anni l’Italia ruota intorno a Berlusconi. Nel 1994 creò un partito in pochi mesi e vinse le elezioni. La sua maggioranza si ruppe, e fu cacciato due anni dopo. Pareva spacciato per sempre, ma nel 2001 rivinse, anche se in buona misura per il fallimento del centrosinistra. Fu di nuovo sconfitto nel 2006, avendo perso per strada altri pezzi di maggioranza. E’ tornato nel 2008, dopo il nuovo disastro del centrosinistra. E ora, passati due anni, siamo ad una nuova crisi, che tutti dipingono come particolarmente seria.

In 16 anni Berlusconi ha rotto con Bossi, Casini, Mastella, Follini, Fini e diversi altri. Potrebbe interessare poco, se non fosse che queste rotture hanno sempre determinato crisi politiche o istituzionali, cioè hanno concretamente danneggiato il Paese.

Da 16 anni Berlusconi sostiene di volere rivoltare l’Italia come un calzino. Meno tasse, meno burocrazia, liberalizzazioni, fine dell’oppressione giudiziaria, semplificazione del sistema politico. Nei suoi 8 anni di governo nulla di tutto questo è accaduto (neppure negli altri 8). Nessuna riforma degna di nota è stata realizzata (non annunciata, realizzata): neppure quelle che direttamente interessano Berlusconi. Adottando benchmarking internazionali, tutti gli indicatori ci dicono che l’Italia è meno ricca e funziona peggio di 16 anni fa.

Grosso modo – a meno di prossime svolte clamorose – possiamo già dire che, quando il ciclo di Berlusconi finirà (tra un mese, un anno o un decennio), l’Italia non sarà un paese nuovo, trasformato dalle fondamenta. Berlusconi entrerà nei libri di storia solo per avere occupato la scena per molto tempo, non per avere cambiato l’Italia. E di questo non siamo per nulla contenti, augurandoci – da cittadini – il bene di questo Paese, chiunque lo governi.

Il dramma è che Berlusconi continua ad avere teoricamente ragione, più o meno su tutto. Nel merito dei problemi, prende solitamente posizioni giuste (al netto di rozzezze, barzellette, sbotti narcisistici). Pensa sia da cambiare una Costituzione nata in un’altra era politica. Disegna un Paese fondato sul mercato e sulla competizione. Ha ragione sull’insopportabile e antidemocratico strapotere dei giudici. Ha ragione quando chiede più potere per chi governa. Così come è comprensibile che si infastidisca per il cosiddetto teatrino della politica, per i suoi tempi, le sue pratiche, i bizantinismi, i veti, i piccoli ricatti.

Ma, al di là del fastidio, Berlusconi può mettere in pratica le cose che pensa solo attraverso la politica. Non sono stati inventati altri modi, altre tecniche. D’altro canto, i suoi (non molti) successi pubblici li ha realizzati in questi anni solo quando (per usare l’espressione classica) ha “fatto politica”.

Per questo oggi sbaglia con Fini, come ha sbagliato in passato – pagando – con Bossi, Casini, ecc… Ma lo sbaglio, questa volta, è più serio. Perché, accettando la sfida di Fini, potrebbe (avrebbe potuto) fare un significativo passo avanti nel suo profilo di uomo pubblico, accreditandosi come il leader di un grande partito democratico moderno, funzionante con delle regole, una dialettica interna, e così via. Un partito, insomma, in grado di sopravvivergli. E quindi legittimando la forma storicamente riconosciuta più alta di organizzazione della politica. Invece, beandosi delle simpatiche cazzate sul partito a vocazione leaderistica e carismatica (purtroppo dette anche da uno che ha studiato, come Quagliariello), darà una mano a chi pensa che sia (stato) per l’Italia più un problema che una risorsa.

77 commenti a “L’errore di Berlusconi”

  1. Roberto D. scrive:

    il discorso che Berlusconi è un fenomeno di populismo non convince più nessuno. Guardiamo i fatti. Berlusconi vince nel 1994 le elezioni subito silurato con un ribaltone. Nel 1996 le elezioni le vince PRODI cade subito ma il governo lo tiene la sinistra fino al 2001. Di nuovo elezioni vince Berlusoni fino al 2006. Nuove elezioni vince Prodi che cade subito dopo 18 mesi. Nel 2008 vince di nuovo Berlusconi. Dopo 16 anni Berlusconi ha governato poco più della metà. Ora mi spieghi che cosa c’entra il fenomeno populista ? Il fenomeno populista è a corrente alternata ? Dura 5 anni dopo vince la sx e si interrompe ? Scusa ma di che cosa parliamo ? Cosa c’entra Berlusconi con Mussolini ? Vorresti farci credere come di pietro, che siamo in una dittatura ? Con l’unica differenza che chi faceva discorsi contro Mussolini è andato sottoterra mentre chi li fà contro Berlusconi è diventato milionario. Non è Berlusconi finito, siete voi che siete finiti e nemmeno ve ne siete accorti.

  2. fabio scrive:

    roberto, berlusconi è un fenomeno populista da manuale.
    non gli interessa fare la cosa migliore, ma solo rimanere il re.
    sull’enciclopedia alla voce “populista” andrebbe messa la sua fotografia.

  3. Roberto D. scrive:

    convinti voi. inutile discutere.

  4. Luigi Rintallo scrive:

    Mi colpisce come in questi commenti si dia molta importanza ai – passeggeri – leader politici e poca agli italiani, alla loro conformazione sociale, alle caratteristiche generali di un assetto nazionale inserito in un contesto europeo. Le divisioni da tener presenti nel paese non sono fra berluconiani e anti-, fra leghisti e popolo viola. Ma sono fra chi pensa alla persona e chi pensa al gregge; fra chi è attivo e chi è passivo… E queste divisioni, ringraziando il cielo, attraversano tutti gli schieramenti politici. Dunque si tratta di vedere quale modello di vita prevarrà. Guai se avessimo, anche politicamente, tutti schierati da una o dall’altra parte. Per questo è essenziale per il Pd riagganciare le domande inevase del nord, secondo un’ottica che non può essere – tanto per essere chiari – quella vendoliana.

  5. sophia colpiacca scrive:

    Mi ritrovo nell’analisi ,come sempre “a bersaglio”, dell’ottimo CV.
    Per ciò che riguarda il rinnovamento ritengo che le leggi più significative, ovvero i tagli alle amministrazioni scialaquone, allungamento del limite dell’età pensionabile, scudo fiscale e, mi voglio rovinare, anche la vera rivoluzione copernicana del mondo operaio avvenuta a Pomigliano siano scaturite, paradossalmente, dalla contingente situazione di crisi.
    Pure le inchieste sui grandi appalti, sui ministri corrotti sono figlie della chiusura dei rubinetti auriferi.
    Sotto questo profilo , meno male che c’è stata, la crisi….

    Concordo pienamente sul fatto che ha fondato un partito a conduzione carismatica ma non dimentichiamoci che è stata la chiave del successo di FI: un partito che dichiara con orgoglio l’assenza di una ideologia ma che si fida solo delle idee del suo leader ,che è chiamato a governare l’Italia come fosse una delle sue aziende di successo.
    Continuando con questa ingenua metafora potremmo dire che nel CDA Italia siedono anche Lega e Fini. Anzi Fini è il vice.
    Cosa fare quando ci si accorge che un componente sta preparando, o semplicemente attendendo il fallimento dell’azienda per poi portarla all’estero (nella Padania, appunto) ?
    Bossi possiede il “quadri” migliori.
    Ministri competenti, validissimi e pensanti di proprio, esponenti che rispondono puntualmente alle esigenze del territorio, moralità ed etica da vantarsene …mentre tra le file dei berlusconiani ci sono ministri “avatar” e nomi impresentabili , Cosentino e dell’Utri sopra tutti, che però non vengono licenziati…
    A questo punto il presidente tenta di non farsi soffiare l’azienda blandendo il più forte.

    Secondo me Fini ha iniziato troppo tardi l’opera di risanamento.
    La Lega ci sta lavorando faticosamente da anni , quando tutti i politici pensavano che l’elettore, buttato qualche osso, sarebbe tornato a cuccia.
    La Lega ha avuto rispetto di chi la votava.
    Bye bye, Italia.

  6. Gulag2010 scrive:

    In un paese veramente democratico,si governa con il consenso dell’elettorato.In un paese democratico si risponde all’elettorato di riferimento con l’assunzione di responsabilità nel perseguire il programma politico promesso.In un paese democratico le idee vengono presentate agli elettori e sottoposte al loro giudizio.In un paese democratico chi dissente dalla maggioranza eletta va all’opposizione.In un paese democratico il raggiungimento del potere avviene attraverso contrapposizione delle idee e non attraverso strumenti altri(metodi giudiziari,mediatici,etc…….).
    Qualcuno si è mai domandato perchè la maggioranza del paese non vota i partiti della così detta sinistra?Per favore non date la risposta che gli elettori di destra sono stati irretiti da Berlusconi.Si vota Berlusconi perché nella scelta è comunque il meno peggio!

  7. Gulag2010 scrive:

    Provate a fare uno sforzo di immaginazione.
    Di Pietro presidente della Repubblica,Bersani presidente del consiglio(invece di affiancare Valentino Rossi nella pubblicità di una nota marca di telecomunicazioni) Nichi Vendola ministro del tesoro,Rosi Bindi ministra del lavoro,Belisario ministro della giustizia,Ignazio Marino ministro della sanità con diritto ai rimborsi a piè di lista,Massimo d’Alema ministro della marina.Meglio fermarsi…….Alternative cercasi.

  8. Un esule scrive:

    Pare che il Cav lo abbia ammesso. Forse ho fatto una pirlata. La prossima volta dell’Utri faccia meglio i conti insieme a Calderoli

  9. Alelanz scrive:

    “Si è permesso al socialismo d’ogni fatta di penetrare il patrimonio comune e ne hanno fatto cosa loro. Il putridume collettivista è prevalente e, dunque, il destino della nazione è segnato: è quello dei paesi dell’orbita sovietica.”
    Liutprando, che stai preparando l’olio di ricino e i fili elettrici? Ormai siamo all’avanspettacolo, sembra un testo di Elio e le storie tese….

  10. Roberto scrive:

    @Alelanz
    è probabile che Liutprando si esprima “al limite”, in piena zona provocazione, è sicuro che non opera nessuna differenza fra “socialismo” e “comunismo”, ma sicuramente è degno di attenzione quando parla di involuzione illiberale ed antidemocratica dell’Italia.
    Anche io penso che alcuni tratti legislativi, l’impianto della funzione pubblica ed il pensiero sconcertante di alcuni leader/forze politiche facciano pensare ad una deriva filo-DDR anzichè all’evoluzione di libertà e democrazia.
    Tutto questo straparlare di governi tecnici, ad esempio, rispecchia la profonda cultura “bizantina”, illiberale ed antioccidentale prevalente in molti leader e forze politiche, sostenuti da una stampa orribile e da “lobbies” elitarie, che concepiscono la democrazia utile, solo a patto che il “popolo” ne stia fuori e per i quali il voto è solo un’espressione, nemmeno la più importante, attraverso cui si articola la “complessità” dell’azione di governo.
    Il “popolo” si deve limitare all’indicazione della rappresentanza; altra cosa, cioè, dal possedere la “stock option” decisiva su chi deve governare.
    Questa concezione, presente ovunque nella società, nelle associazioni, nelle “gilde”, nelle professioni e corporazioni, ancorchè minoritaria è da sempre in grado di condizionare l’azione di governo in Italia ed è tanto più forte, pericolosa e paralizzante, quanto più qualcuno, magari al governo, prova a cambiare le regole del gioco, tenta di modernizzare il paese.
    Tutto nasce da una “preoccupazione” che si è fatta norma, inserita nella nostra Costituzione, cioè che potessero ricrearsi, magari per via “democratica”, le condizioni per la rinascita di un nuovo fascismo.
    Preoccupazione legittima: anche i Costituenti americani avevano l’assillo che il Presidente potesse diventare una sorta di monarca o imperatore, senza controllo alcuno.
    Ciò non ha impedito che il giusto equilibrio fra pesi e contrappesi consegnasse alla nazione un esecutivo fortissimo, prestigioso, in grado di decidere con rapidità ed efficacia.
    Senza andare troppo indietro nel tempo, è sufficiente vedere come altri paesi abbiano “approcciato” il problema: il nodo delle moderne democrazie non sta nella rappresentanza, pur importantissima, ma nell’esecutivo, con poteri certi e facilmente visibili (e giudicabili negli atti) dal corpo sociale ed elettorale.
    Abbiamo introdotto l’elezione diretta dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione, poi ci siamo fermati, inspiegabilmente.
    Se un Sindaco perde la maggioranza per strada, si torna a votare -punto-.
    Questa”organizzazione” dei poteri non serve più:non serve al paese, non serve per un’efficace azione di governo, non serve alla dialettica maggioranza-minoranza, non serve al confronto di idee e programmi.
    Serve per mantenere autoreferenzialità al parlamento, per reiterare riti e liturgie incomprensibili e dannose per il paese, per implementare i gruppi parlamentari, per aumentare poteri di disponibilità, poichè con un pugno di deputati si può tenere sotto scacco il governo, serve a moltiplicare la spesa senza alcun controllo.
    Serve a coloro i quali spiegano la necessità di governi tecnici, balneari o chissà cos’altro, di non rendersi neppure conto della bestialità di una cosa simile.
    L’elettore, puntualmente, li stronca in cabina.
    Ma loro sono sempre lì, sempre gli stessi, sempre i soliti discorsi.
    Ogni volta peggio.
    Più scontri, più messaggi apocalittici, più manifestazioni di piazza, più “sante alleanze” contro l’eversione, la mafia, la camorra, la P2, la P3…….
    Che tristezza, che squallore!

  11. Alelanz scrive:

    E chi dice di no, solo che non c’è sinistra meno socialista di quella italiana, e mi dispiace tanto ma l’identikit: “alcuni leader/forze politiche che fanno pensare ad una deriva filo-DDR anzichè all’evoluzione di libertà e democrazia” calza a pennello a quelli di destra, che è quanto di più illiberale c’è in giro. La situazione è talmente comica che un ex fascista forma un nuovo partito perché nel suo non c’è uno spazio democratico….
    Ma questi in fin dei conti son dettagli, come continuare ad evocare pensieri nati in altri mondi ssecoli fa.
    Io faccio un lavoro che è creativo ma anche legato ad alcune logiche stringenti, e quello che quest’attività mi ha insegnato è semplice semplice: un edificio ha bisogno di un progetto, che si basa su un certo numero limitato di concetti che possono essere bellissimi e profondi, ma non possono prescidere dalla struttura, dalla funzione e dalla percezione; il paradiso del passato dell’architettura classica è ormai irraggiungile, cerchiamo di crearne piano piano uno del presente guardando al futuro.
    Qui tutti si continuano a rinfacciare le colpe dei nonni, ma di fatto è successo questo: il progetto di società socialista è andato a puttane 20-30 anni fa (almeno), quello di una società liberale sta andando a scatafascio adesso, ed è normale: siamo post/sur/iper moderni, e i paradigmi della modernità fanno acqua.
    Sarà allora possibile campare in un paese che uscendo da questo giochetto molto redditizio per i reazionari neri, rossi e bianchi, diventi decente? Dove ci siano pochi e rigorosi paletti che se oltrepassi te ne vai a casa o in galera, se rubi?
    O per raggiungere un surreale “paradiso liberale” (ormai completamente astorico anche lui), siete disposti a mantenere uno stuolo di criminali, mafiosi, maneggioni, puttanieri, fascistoidi o semplicemente buffoni?
    Almeno a sinistra l’area “communista rifondarola” non esiste più; lo so che è ancora poco, ma rispetto ad una destra che si inchina ad un vecchio palazzinaro arricchito con tette, culi e patti più o meno leciti con mafiosi e massoni, stanno in fondo meglio….
    Se si riesce a mandare aff… la vecchia classe politica del Pci e il gemello diverso di Berlusconi (di Pietro) magari ne vien pure fuori qualcosa…..
    Ma la destra come ne vien fuori da sto bordello?

  12. Liutprando scrive:

    ‘Liberalismo:
    Dottrina politica che si basa sull’affermazione e la rivendicazione di un nucleo di diritti individuali inalienabili che costituiscono il fondamento di ogni convivenza civile, e che devono essere garantiti a ciascuno dall’autorità dello Stato’

    (… per raggiungere un surreale “paradiso liberale” (ormai completamente astorico anche lui), siete disposti a mantenere uno stuolo di criminali, mafiosi, maneggioni, puttanieri, fascistoidi o semplicemente buffoni?…)

  13. Alelanz scrive:

    “Dottrina politica che si basa sull’affermazione e la rivendicazione di un nucleo di diritti individuali inalienabili che costituiscono il fondamento di ogni convivenza civile, e che devono essere garantiti a ciascuno dall’autorità dello Stato”.
    Viviamo in un’epoca dove le autorità degli stati sono rispettate dalle altre forze in campo, quelle economiche sovranazionali?
    Beh, ho l’impressione che il sol dell’avvenire non sorgerà neanche per te, caro amico….

  14. Liutprando scrive:

    A dir la verità quel “sol dell’avvenire”, che non ha nulla di socialista, è già sorto da tempo. E’ probabile che chi si aspetta altro, non se ne accorga.

    ‘Viviamo in un’epoca dove le autorità degli stati sono rispettate dalle altre forze in campo, quelle economiche sovranazionali?’

    Pure troppo. La BP britannica risponde eccome dei danni fatti agli USA.
    Il problema è opposto: lasciare la libertà di agire in ambiti autonomi rispettando la microeconomia di mercato locale.

  15. Alelanz scrive:

    Già, in Italia è sorto Berlusconi: monopolista, autoritario, implicato in una marea di scandali e reati economici (a minimizzare) più o meno pesanti. Questo sarebbe liberale? Mi sembra che alla base del pensiero liberale ci siano le regole: poche, ottimiste, ma infrangibili; non mi pare che siamo in quel contesto, come che B chi si avvicini come pensiero (sempre che ce lo ha…)
    Senza polemiche, mi sembri l’ultimo dei Mohicani, una versione liberale dei compagni rifondaroli, che analogamente analizzano la società con strumenti obsoleti e la interpretano travisandola in un sogno allucinato. In cui rimediare a un disastro ambientale (frutto della massima cialtroneria e del minimo senso di responsabilità comune) è “pure troppo” per un agognato idilliaco paradiso liberale.
    Ma va bene così…

  16. Roberto scrive:

    Ancora troppo Berlusconi, Alelanz.
    Berlusconi c’è perchè manca una sinistra credibile, moderna, riformista e con un progetto su società, energia, giustizia….
    Il “popolo” ci ha dato due occasioni, sette anni di governo.
    Gli ultimi due…..uno schifo senza se e senza ma….
    Ci ha dato due occasioni perchè Berlusconi ha fatto poco o nulla, grandi annunci di rivoluzioni imminenti e poca sostanza.
    Ma se Berlusconi dice:”il parlamento non funziona” (vero) e la sinistra dice “attentato alla Costituzione”, questo gioco, prima o poi, farà macerie e disastri.
    E l’Italia diventa, piano piano, la DDR.
    Fino a quando non si spezzerà.

  17. Liutprando scrive:

    Che si spezzi è ovvio, se vogliamo tornare ad essere nazioni funzionanti.

    Il difetto peggiore degli italiani, soprattutto del Sud, è che hanno sempre bisogno di qualcuno che li esaudisca nelle loro aspirazioni. Sono passati 60 anni ma son rimasti sudditi.

    Si deve realizzare ciò che si desidera con ciò che si ha. Oggi si chiama Berlusconi.

  18. Roberto D. scrive:

    E’ sempre la solita solfa. tutto il male dell’Italia è Berlusconi indagato, sospetto mafioso, ha messo le bombe. A me quello che mi fa specie non è Berlusconi, ma che non esiste alternativa a lui. Gli italiani votano e scelgono il meno peggio sempre. quando entreranno in quest’ottica quelli di sinistra ? Dovrà scomparire per un periodo e dopo che si sono chiarite le idee ricomparire con qualche idea concreta. E’ rimasta l’unica soluzione oramai.

  19. Alelanz scrive:

    Bel concertino!
    Peccato che non c’entra nulla: definirsi liberali ed appoggiare Berlusconi è un ossimoro surreale, e a parer mio lui c’è perché una maggioranza di destra che lo vota. Che cosa c’entra la sinistra e le sue enormi carenze? Qui Berlusconi lo tirate fuori voi, lo inneggiate acriticamente, senza vederne gli incredibili limiti. Vi manca un minimo di pensiero critico, state facendo la simmetrica recita della sinistra che s’è fatta affondare dall’intransigenza bertinottiana.
    Sembra quasi che non si possa prescindere da questa caricatura di Albertone per definirsi liberali. Che a parere mio, ripeto, è inoltre un pensiero politico ormai inadeguato, come il socialismo tout court.
    E’ questa stanca battaglia tra ideologie spompate che alimenta il perdurare dell’eterna crisi Italiana. Ma nei paesi decenti tutto questo sarebbe possibile?
    ma va!

  20. Roberto D. scrive:

    Alelanz. Berlusconi l’ha tirato fuori lei. Berlusconi giganteggia in questo grigiere che è la politica italiana. L

  21. Roberto D. scrive:

    la sinistra fatta di sola politica giudiziaria non è un ossimoro ? nel mondo una sinistra degna di questo nome non appoggia il giustizialismo più sfrenato per colpire i suoi avversari. una sinistra deve avere programmi e una politica seria per il paese. io non l’ho ancora capita. mi aiuti lei se l’ha capita.

  22. Alelanz scrive:

    Ma la finite di rispondere ad una domanda sulla destra con un urletto sulla sinistra? eddai….. non siamo in tv da Ballarò-San Toro-Vespa!

  23. Liutprando scrive:

    ‘Sembra quasi che non si possa prescindere da questa caricatura di Albertone per definirsi liberali. Che a parere mio, ripeto, è inoltre un pensiero politico ormai inadeguato, come il socialismo tout court’.

    ‘diritti individuali inalienabili che costituiscono il fondamento di ogni convivenza civile’

    Il liberalismo non è inadeguato poiché non è ideologico.
    Sarebbe come affermare che la base dell’istruzione non debba essere garantita a tutti dall’organizzazione dello Stato. Anacronistico, tutte le nazioni hanno come base di sviluppo economico la produzione di beni che siano servili al concetto di benessere e
    di difesa armata del territorio, capacità strettamente legata alla buona scolarizzazione.

    Considerare il liberalismo alla stregua di quella merda del socialismo è un’ingenuità o è il non avere alcuna idea su come si deve guarire questo Paese. E’ il problema di quasi la metà degli italiani.

  24. Alelanz scrive:

    Io direi che se uno definisce merda un pensiero, uno qualsiasi, è a prescindere poco liberale.
    Credo, magari mi sbaglio, che al momento in Italia non ci sia affatto né una sinistra né una destra; e questo per molte ragioni che altri possono spiegare meglio di me, ma sicuramente anche perché per molti anni non si sono potuti sviluppare dei normali partiti socialdemocratici e liberali. Ora è tardi, questi pensieri sono in crisi ovunque, figuriamoci qui dove non si sono mai compiuti del tutto; toccherebbe rinnovare tutte e due i campi, ma i personaggi alla ribalta in italia non sono minimamente adeguati: sono i figli, pure un po’ viziati e degeneri, della situazione precedente. Il risultato evidente è una sinistra allo sbando che insegue gli eventi senza un minimo di coscienza critica e prospettiva storica, e non riesce ad avere un pensiero politico, e quindi programmi. Buttarla sul giustizialismo (tema storicamente caro alla destra più reazionaria) serve a nascondere questa impossibilità di immaginare un futuro, ancorandosi ad un passato di norme e leggi deliranti ma rassicuranti. Per non parlare del lavoro, istruzione etc etc. Ex di professione (ex Pci,Pds,Ds, ex Dci,Ppi,Margheriti, ex frikkettoni, verdi, e ex di chissà che)portano a casa la pagnotta con sofismi ormai ridicoli, mangiando molto e spesso in maniera illecita.
    Ma il risultato a destra è pure peggio: un tycon vecchio e spompato e parecchio malavitoso tiene in ostaggio da sedici anni un paese sui cavoli suoi. Si parla di lui e non si agisce, non vedo nessuna riforma liberale nè fatta né in programma, e non vedo nessuna critica che possa riformulare le basi di questo pensiero; come la potrebbe fare una classe dirigente che non sa neanche che è? Siamo al punto surreale che l’ex segretario dell’MSI sembra un faro di liberal democrazia! Nel primo Governo berlusconi qualche liberale c’era pure: epurati. Poi se la lega è liberale, ditemi voi.
    Credo che i due campi si tengono assieme, e semplicemente perché son fatti da apparati e persone vecchie, inadeguate, educate ad obbedire al segretario di partito o al capo della fabbrichetta, del tutto impreparati a “criticare” la realtà perchè gli è troppo comoda. Una melassa che si protegge a vicenda (se no non si capirebbe come da vent’anni i nomi son sempre gli stessi con politiche inesistenti).
    Tutto questo durerà ancor pochino, fino a che accadrà qualcosa che li spazzerà via tutt’e due, ma temo che non sarà una cosa bellissima per noi…..

  25. Liutprando scrive:

    ‘Io direi che se uno definisce merda un pensiero, uno qualsiasi, è a prescindere poco liberale’.

    Io non ho mai detto di essere liberale.
    Manco mi piace troppo. Dico che il liberalismo offre opportunità che quella merda di socialismo nega.

    ‘Tutto questo durerà ancor pochino, fino a che accadrà qualcosa che li spazzerà via tutt’e due, ma temo che non sarà una cosa bellissima per noi…’.

    Vero. E’ un po’ che ci si lavora ma è stato molto facile arrivarci.

  26. Alelanz scrive:

    E allora definisciti per quello che sei: un pochino fascistoide?

  27. Liutprando scrive:

    ‘E allora definisciti per quello che sei: un pochino fascistoide?’

    Non mi piacciono le etichette, di cui evidentemente tu non puoi fare a meno, ma per in questo caso, visto che insisti, ci proviamo: non sono socialista, dunque non posso essere fascista. Diciamo che non sono come te.
    Gran bella cosa.

  28. Alelanz scrive:

    Ma nessuna etichetta, figuriamoci, se no avrei detto direttamente fascista. Ho aggiunto appositamente “oide” perché leggendo quel che scrivi viene il sospetto che il tuo pensiero sia venato di una sorte di anarchico qualunquismo, che ti fa confondere comunismo, socialismo, fascismo e che presenta una curiosa e intollerante versione del liberalismo. Quella adesso in voga in Italia, del resto.
    Ci mancherebbe essere simili, e meno male!

  29. Liutprando scrive:

    La mia sarà una curiosa e intollerante versione del liberalismo (anche questo sa di etichetta) ma avrai notato che non ho usato alcun aggettivo o qualifica rivolgendomi di te.
    Oltretutto ricevere il titolo di fascista o fascistoide (non vedo ‘sta gran differenza) lo riterrei offensivo, se non fossi sicuro della tua buona fede.

  30. Alelanz scrive:

    Se ti sei offeso mi scuso, rimango tuttavia un po’ confuso su quello che dici. Ma del resto anche io non credo di essere socialista proprio per le questioni affrontate sopra, e collocarsi ormai è difficile, se non inutile.

Che ne pensi? Commenta!

top