L’errore di Berlusconi
Da 16 anni l’Italia ruota intorno a Berlusconi. Nel 1994 creò un partito in pochi mesi e vinse le elezioni. La sua maggioranza si ruppe, e fu cacciato due anni dopo. Pareva spacciato per sempre, ma nel 2001 rivinse, anche se in buona misura per il fallimento del centrosinistra. Fu di nuovo sconfitto nel 2006, avendo perso per strada altri pezzi di maggioranza. E’ tornato nel 2008, dopo il nuovo disastro del centrosinistra. E ora, passati due anni, siamo ad una nuova crisi, che tutti dipingono come particolarmente seria.
In 16 anni Berlusconi ha rotto con Bossi, Casini, Mastella, Follini, Fini e diversi altri. Potrebbe interessare poco, se non fosse che queste rotture hanno sempre determinato crisi politiche o istituzionali, cioè hanno concretamente danneggiato il Paese.
Da 16 anni Berlusconi sostiene di volere rivoltare l’Italia come un calzino. Meno tasse, meno burocrazia, liberalizzazioni, fine dell’oppressione giudiziaria, semplificazione del sistema politico. Nei suoi 8 anni di governo nulla di tutto questo è accaduto (neppure negli altri 8). Nessuna riforma degna di nota è stata realizzata (non annunciata, realizzata): neppure quelle che direttamente interessano Berlusconi. Adottando benchmarking internazionali, tutti gli indicatori ci dicono che l’Italia è meno ricca e funziona peggio di 16 anni fa.
Grosso modo – a meno di prossime svolte clamorose – possiamo già dire che, quando il ciclo di Berlusconi finirà (tra un mese, un anno o un decennio), l’Italia non sarà un paese nuovo, trasformato dalle fondamenta. Berlusconi entrerà nei libri di storia solo per avere occupato la scena per molto tempo, non per avere cambiato l’Italia. E di questo non siamo per nulla contenti, augurandoci – da cittadini – il bene di questo Paese, chiunque lo governi.
Il dramma è che Berlusconi continua ad avere teoricamente ragione, più o meno su tutto. Nel merito dei problemi, prende solitamente posizioni giuste (al netto di rozzezze, barzellette, sbotti narcisistici). Pensa sia da cambiare una Costituzione nata in un’altra era politica. Disegna un Paese fondato sul mercato e sulla competizione. Ha ragione sull’insopportabile e antidemocratico strapotere dei giudici. Ha ragione quando chiede più potere per chi governa. Così come è comprensibile che si infastidisca per il cosiddetto teatrino della politica, per i suoi tempi, le sue pratiche, i bizantinismi, i veti, i piccoli ricatti.
Ma, al di là del fastidio, Berlusconi può mettere in pratica le cose che pensa solo attraverso la politica. Non sono stati inventati altri modi, altre tecniche. D’altro canto, i suoi (non molti) successi pubblici li ha realizzati in questi anni solo quando (per usare l’espressione classica) ha “fatto politica”.
Per questo oggi sbaglia con Fini, come ha sbagliato in passato – pagando – con Bossi, Casini, ecc… Ma lo sbaglio, questa volta, è più serio. Perché, accettando la sfida di Fini, potrebbe (avrebbe potuto) fare un significativo passo avanti nel suo profilo di uomo pubblico, accreditandosi come il leader di un grande partito democratico moderno, funzionante con delle regole, una dialettica interna, e così via. Un partito, insomma, in grado di sopravvivergli. E quindi legittimando la forma storicamente riconosciuta più alta di organizzazione della politica. Invece, beandosi delle simpatiche cazzate sul partito a vocazione leaderistica e carismatica (purtroppo dette anche da uno che ha studiato, come Quagliariello), darà una mano a chi pensa che sia (stato) per l’Italia più un problema che una risorsa.


Penso che il problema tra Berlusconi e Fini non sia ne’ politico ne’ realmente personale. L’inner circle berlusconiano con la sua totale fedelta’ al capo cerca di sottrarsi a qualcosa che Fini sa sta per accadere, Quello che non hanno capito e’ che le armi a disposizione di Berlusconi sono sufficienti solo per la sua autodifesa, ma, e Verdini ne e’ un esempio lampante, non puo’ coprire tutto il suo stretto entourage.
Sia chiaro, sono convinto che la P3 sia una invenzione dei giudici per cercare di colpire atti assolutamente legali anche se non prpriamente etici, ma l’etica in certi circoli e’ un optional che si usa solo se serve.
A Berlusconi manca il coraggio di fare un repulisti della generazione Publitalia, che non sono politici, ma affaristi, perche’ ha paura di rimanere solo. La cacciata di Fini e’ stata voluta da dell’Utri e dai reggicoda piu’ servili. Non sempre i grandi uomini hanno altrettanto bravi consiglieri. Infatti il silenzio assoluto di Letta dovrebbe fare pensare.
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Tutto ok. Ma c’è una domanda: il rapporto con Fini poteva contribuire a far sì che Berlusconi “facesse politica”? Risposta: no.
L’errore di Fini e’ stato quello di non concedere a Berlusconi, alla fine quasi solo per ripicca, di potersi sentire libero dalla caccia spietata delle toghe rosse. Solo che adesso ci si sono messe di mezzo anche le toghe grigie….
1993. B:”Se abitassi a Roma tra Rutelli e Fini non avrei dubbi, voterei per Gianfranco”
2010. Mentre Fini e i suoi vengono cacciati dal partito, Rutelli vota con il governo.
Nemesi o eterogenesi dei Fini?
Tutto vero! Una grande occasione se ci fosse un opposizione in grado di governare
[...] Prosegue Articolo Originale: L'errore di Berlusconi | The Frontpage [...]
Bellissima analisi. Complimenti. Integro soloconun piccolo dettaglio. B. Non e’ aziendalista. Ragiona da padroncino brianzolo. Della serie il padrone sono me. E cio’spiega tante cose. Tempo di cambiare. L’ora delle. Barzellette e’scaduta.
Ma secondo voi perché nel privato le cose funzionano e nel settore pubblico no?
Berlusconi ha assolutamente ragione e per cambiare finalmente questo paese “bloccato” ci vogliono decisioni definite non fumo e chiacchiere. Spero solo che adesso il berlusca passi veramente a cambiare questo paese incantato.
Penso che Berlusconi non abbia ragione … perchè una ragione è fatta di
- diagnosi di una questione
- prognosi
- proposizione di una soluzione
- individuazione dei mezzi attraverso cui arrivarci
Berlusconi difetta sicuramente negli ultimi due punti se non nei “secondi” tre.
E’ uomo di naso … e quindi coglie alcune problematiche con lodevole istinto (e non è poco, probabilmente è quanto permetterà a lui di rimanere nei libri di storia), ma le soluzioni, le idee, gli estremismi di queste … sono sempre e comuunque legate ad una risoluzione della problematica solo ed unicamente pro domo sua.
Menefreghista del resto, innamorato di se stesso come è e chiuso nella sua visione narcisistica sintetizzabile in “Lo Stato sono Io, il Bene sono io e contemporaneamente sono il vostro Salvatore”.
Certo … come tanti altri personaggi storicamente rilevanti (che non nomino per evitare che mi si accusi di paragonare a 360° il Silvio con loro, cosa che non voglio) è il figlio ed il prodotto di certe situazioni politiche e storiche … che ne hanno permesso l’emergere … per cui nessuno può ergersi a vergine innocente di fronte a Lui ed alle sue vittorie elettorali ed al consenso guadagnato …..
Berlusconi e’ un leader senza generali, ha solo qualche colonnello. L’unico colonnello abile, Tremonti, non avendo generali fa come gli pare. Gli altri tacciono per essere promossi.
Bell’analisi. Non credo però che le “intuizioni” che gli si riconoscono siano sue…. mi spiego: sospetto che B sia lo strumento adottato da una destra più o meno liberale per cercare di cambiare il paese in tal senso. E quello che ciclicamente accade è che ci si rende conto che è uno strumento sbagliato, improprio, pericoloso.
Dopo tanti e giusti discorsi sulle cavolate tattiche di D’Alema, sarebbe anche ora che da destra facessero autocritica: sono prigionieri di un personaggio imbarazzante, che li ricatta con il suo smisurato potere, rendendo impossibile qualsiasi politica. Lui è la loro forza e il loro problema.
Per la cronaca: il primo governo Prodi ha portato l’Italia nell’Euro, l’unica vera trasformazione concreta di questo paese negli ultimi trenta anni (almeno).
Non sono d’accordo con l’analisi, che rispetto ma non condivido in nulla (o quasi).
Io sono convinto che Berlusconi sia “sceso in campo” costretto dalla necessita’ di evitare di finire come Salvo Lima nel peggiore dei casi, come Raul Gardini nel migliore.
Lo trovo una persona disdicevole nel suo ripudio del confronto, del rispetto dei ruoli istituzionali, nel suo sessismo, nel suo becero razzismo e nel suo gretto rifiuto di un modello di societa’ multiculturale- attitudine che denota una spiccata incapacita’ nel leggere il reale ed una ignoranza pericolosa in un uomo di governo con un accentramento di potere inedito nelle grandi democrazie occidentali.
Il modello culturale che Berlusconi incarna e’ la versione peggiorativa di quel “nuovo fascismo” della societa’ dei consumi teorizzato da Pasolini, e come tale sta cambiando l’Italia, ed anche profondamente, culturalmente, nei sistemi di valori, validando attitudini e atteggiamenti che prima della sua consacrazione si preferiva tener nascosti.
Berlusconi sta cambiando l’Italia come il Ventennio lo ha fatto a suo tempo, bloccando il Paese in una marcescenza che inevitabilmente ne influenzera’ la vita negli anni a venire, quando gli Italiani lo avranno (metaforicamente, spero) appeso a testa in giu’ a Piazzale Loreto lavandosi le coscienze una volta ancora.
Saluti a tutti e grazie dello spazio.
Il problema non è Berlusconi. E’ una persona abituata ad avere la responsabilità di migliaia di famiglie su di sé. Responsabilità che sente forte ed a cui non vuole deludere. E’ una persona capace come pochi in Itlalia ed è tra i pochissimi in grado di migliorarla.
Il problema è l’Italia ed il suo assetto costituzionale che non permette alcuna modifica dell’esistente se non tramite pratiche burocratiche estenuanti.
Fini è un pirla ed è bene che esca di scena.
Se non ci riuscirà Berlusconi a migliorare il Paese, non ci può riuscire nessuno.
A parte Bossi, a modo nostro.
Analizzando le ultime vicissitudini susseguitesi tra ieri sera e questo pomeriggio a livello di Pdl, e leggendo questo articolo, soprattutto nell’ultima parte, mi viene da associare l’epilogo dello scontro Berlusconi-Fini con quello tra Marchionne-Sindacati-Confindustria.
Nel primo, Fini e i suoi Colonnelli sono stati mandati fuori a farsi un giro e il Premier ha dichiarato che chi sta con lui va avanti, compresi gli ottimi ministri ex An, questa è la minestra; nel secondo è stato Marchionne a mandare fuori a fare un giro a Confindustria e ai Sindacati, dichiarando l’uscita della Fiat dall’Associazione confindustriale e che nella NewCo saranno assunti dal 2012, con un nuovo contratto capestro-senza diritti per i lavoratori-, soltanto quelle maestranze del G.B. Vico di Pomigliano che hanno votato (sì) al referendum. Quella è la minestra se vogliono sopravvivere.
Di questo passo dove andremo a finire?
‘Di questo passo dove andremo a finire?’
In una repubblica fondata sul lavoro?
Da circa due anni il Presidente Fini,pontifica su tutto:il partito non mi piace ,il partito è una caserma,Berlusconi è un Cesare,è un monarca,etc.
La domanda allora sorge spontanea :perchè ci è entrato?
Ma per cambiare il partito!
Per portare il popolo delle libertà nel solco della moderna destra europea!
Ecco l’Idea!
Ma……per raggiungere questo obiettivo credo che,in politica,sia necessario il consenso,che Fini non ha all’interno del suo(?) schieramento.Non avendo questo consenso dove credeva di trovare la forza per raggiungere il suo obiettivo?Ma è ovvio,nella Magistratura (sentito il discorso di oggi?).
Se così non fosse allora dovrebbero rinchiuderlo in una casa di cura prima che arrivi in parlamento con un colapasta sulla testa.Assisteremo a un nuovo golpe giudiziario come nel 1994?Presidente Napolitano vigili per pietà:
[...] The Front Page (Blog) [...]
@ Gulag 2010
Se Napolitano vuole dimostrare di “vigilare” ha da lanciare un segnale in senso anti-giustizialista: nomini senatori a vita le vittime conclamate delle persecuzioni giudiziarie.
Fini è il solito politico incapace, non ha idee, non ha ideali, ricordate Mussolini miglior statista del secolo correto dopo con il fascismo il male assoluto. Io non ho capito cosa vuol fare per il popolo italiano, o meglio l’ho capito benissimo: nulla. Cio che interessa a lui è sistemarsi comodo su una poltrona ben renumerata naturalmente, a dire questo non va bene, questo è storto, questo è ingiusto poi alle 20.00 ora di cena va mangiare pesce con i suoi seguaci. Ora abbraccia l’ultima moda in voga in Italia da 20 anni: il giustizialismo. L’ultimo argomento sempre buono per tutti quelli che non hanno un cencio di idea. Mi parla: garantismo non è impunità, e allora ? Chi sostiene il contrario Berlusconi ? Cioè quella persona che ha preso un avviso di garanzia tramite il corriere nel 1994 durante un G7 quindi in piena esposizione mediatica internazionale. Come andò a finire ?Assolto dopo 7 anni, intanto ci rimise il mandato da premier eletto legittimamente dagli italiani. Fini chi è stato garantito in questa storia ? Berluconi. Chi ha goduto di impunità ?. I magistrati.
Fini è il solito politico incapace, non ha idee, non ha ideali, ricordate Mussolini miglior statista del secolo correto dopo con il fascismo il male assoluto. Io non ho capito cosa vuol fare per il popolo italiano, o meglio l’ho capito benissimo: nulla. Cio che interessa a lui è sistemarsi comodo su una poltrona ben renumerata naturalmente, a dire questo non va bene, questo è storto, questo è ingiusto poi alle 20.00 ora di cena, va mangiare pesce con i suoi seguaci. Ora abbraccia l’ultima moda in voga in Italia da 20 anni: il giustizialismo. L’ultimo argomento sempre buono per tutti quelli che non hanno un cencio di idea. “Il nulla incartato”.
scusate per i due post ho fatto male il copia e incolla. Chiedo venia.
La sintesi di questo post e’ che Berlusconi al netto di Berlusconi non e’ male. Romina & Deborah avrebbero detto ” se mi nonno c ‘ aveva sei rote era ‘ n caretto” .
[...] L’errore di Berlusconi | The Frontpage [...]
@moral panic
Taglia e incolla da Stille?
Esule noi comunisti le cose che dice stille le abbiamo capite i primi tre giorni…e le diciamo da una quindicina di anni. Qualcuna l ha capita perfino fini
il nostro paese non ha un grande senso civico, esaldando egoismi personali e locali con cui crediamo di avere vantaggi diretti, sensa considerare gli svantaggi indiretti che ci poiovono addosso inevitabilmente per scelte politiche complessivamente sbagliate. fino a quando non avremo il coraggio di considerarci cittadini in un unicum nazionale e non furbetti in cerca di vantaggi personali, non riusciremo a pretendere da chi ci governa un atteggiamento degno. e continueremo a mandare in parlamento squallidi personaggi che, con promesse impossibili, hanno comprato il nostro voto. di qualsiaisi colore siano. il problema non è berlusconi, ma il sistema complessivo con cui noi italiani affrontiamo la politica. non possiamo pensare che le cose cambino se non cambiamo noi. chi va in parlamento deve sentire il peso del mandato e l’attenzione dei suoi elettori. in mancanza di ciò l’attenzione sarà sempre verso interessi personali, alla faccia degli interessi collettivi. cerchiamo di avere più coraggio e pretendere da chi ci amministra che lo faccia veramente.
per chi volesse rileggre la storia d’Italia da dopoguerra consiglio di leggere “Vaticano spa”. senza pregiudizi e filtri ideologici
‘Non possiamo pensare che le cose cambino se non cambiamo noi’.
Il modo migliore di cambiare è prendere atto che l’Italia non è una nazione.
L’unico legame unitario è la costituzione fatta per rendere felice ladri, approfittatori e parassiti.
Non funziona nulla perché l’impianto istituzionale non può funzionare. Si è permesso al socialismo d’ogni fatta di penetrare il patrimonio comune e ne hanno fatto cosa loro. Il putridume collettivista è prevalente e, dunque, il destino della nazione è segnato: è quello dei paesi dell’orbita sovietica.
Meglio la secessione.
Entrambi i contendenti, il Crapapelada e Fini, si richiamano ai principi liberali.
Ossia a quel sistema di pensiero, sviluppatosi in Uk, Usa e Francia, inteso a limitare il potere assoluto del dominus.
Le società cosiddette di Ancien Règime vengono travolte dalle idee liberali (e dalle conseguenti rivoluzioni)in quanto non è più accettabile che un solo governante detenga il potere politico, economico, finanziario, militare, giurisdizionale.
In una parola:il liberalismo nasce contro la concentrazione dei poteri,e questo è il suo nocciolo più vero,ossia la distribuzione democratica dei poteri, il loro bilanciamento.
Ecco perchè non capisco l’appoggio dei liberali italiani( che sono tre, quattro al massimo…)a Capello Falso, il più clamoroso esempio di concentrazione di poteri della nostra storia repubblicana.
In più, ad abundantiam, titolare del monopolio mediatico.
Insomma,fosse dipeso dai liberali italiani, Luigi XV sarebbe diventato presidente del partito giacobino e segretario di quello girondino.
Con MVT Brambilla al posto di Maria Antonietta.
Da leggere: Maurizio Viroli, “la libertà dei servi”, non ricordo le edizioni.
il suggerimento di lettura del signor Federico è prezioso.
I liberali italiani infatti da tempo sono anche filo-clericali, l’esatto opposto delle loro teorie.
In “Vaticano spa” si trovano invece le pratiche economiche vaticane.
In un paese dove per 50 anni c’erano Iri e Fiat e ogni scelta andava compiuta secondo un rituale di equilibri e convenevoli, Berlusca-Capello falso in qualche modo è stato percepito come una possibilità di liberalizzazione (economica e di schemi mentali). Semplificando al massimo, Silvio è riuscito a modificare il l’idea di rappresentanza politica tradizionale nel nostro paese con quello dell’autorappresentanza. In un paese troppo regolamentato e lento lentissimo, in assenza di una alternativa plausibile, molti pensano sia una possibilità reale l’autorappresentanza (è peggiorato per certi aspetti l’assalto alla diligenza politca).
rientra quindi nella sua logica sganciare l’amico Fini, rivendicando una lontananza da “vecchi giochi di equilibrio” (mi pare frase di Lupi di qualche tempo fa).
se in 16 anni l’italia non è cambiata in meglio la colpa,secondo il principio liberale meritocratico,è di chi ha governato il paese.Quindi l’era berlusconi fino ad ora ha rappresentato un fallimento totale.Ditemi quale riforma liberale è andata in porto in questi anni.
Vedo un paese in cui è aumentato il consumo di cocaina in maniera esponenziale,è aumentata la sofferenza dei giovani,la gente è incattivita dalla crisimondiale ma anche da questa pseudo cultura della competitività.vedo un apparato pubblico disasto pubblico disastrato e un privato che non rischia mai di tasca propria salvo poi prendersela con la burocrazia.Vedo professori frustrati e ingattiviti e genitori senza un filo di autorità con i propri figli e costretti a difenderli a spada tratta per coprire le proprie mancanze.Vedo un paese senza autorità e punti di riferimento.Ora tutto questo è il finale obbligato della storia politica italiana degli ultimi 30 anni o il berlusconismo ci ha messo molto del suo per arrivare a questo punto?
@oreste. mettici pure che non ci sono più le mezzestagioni….
Sophie, humour buono, ma per una causa persa.
Principio fondamentale del liberalismo, le responsabilità sono proporzionali alla carica.
Che vuol dire?
Che chi comanda, paga.
Che se pretendi i gradi di generalissimo galattico, tutti i poteri dell’universo (tv comprese….),la funzione magica di vincere il cancro e poi la gloriosa Armata della Libertà non combina un tubo……, la colpa non è dei fantaccini, ma tua.
Da prima di Caporetto in poi, Badoglio e Mussolini compresi, la tradizione italiota funziona invece al contrario:
la colpa è sempre dei più umili, i generali non c’erano, e se c’erano dormivano.
Il Crapapelada non è un generale, ma un Generalissimo, fornito di una maggioranza parlamentare solida.
La sua incapacità di statista, unita ad uno spirito da squalo per i suoi affari privati, l’ha polverizzata.
Ora darà le colpe del suo fallimento alla Terza Internazionale, ma sono buffonate degne di un guitto alla Vanna Marchi.
@Oreste
leggere “La chiusura della mente americana” di Allan Bloom (1987) e si trovano le risposte. In Italia è edito da Lindau.
@ Melechov
se il crapapelada è un guitto alla Vanna Marchi, cosa sono D’Alema, Di Pietro e compagnia che in 16 anni non sono riusciti a levarselo di torno?
@Luigi Rintallo
Forse dobbiamo aspettare la Quinta armata…
Per certi ‘pensatori’ Berlusconi ha colpe infinite.
E’ più o meno come con Marchionne: in Italia è considerato da costoro un delinquente senza scrupoli; in USA, Obama, i sindacati e i lavoratori lo acclamano come un eroe salvifico.
Che ci si vuole fare? E’ l’Italia mafiosa.
@Melechov
Disapprovo al 90%. L’unica cosa che appoggio in pieno e’ la Brambilla = Maria Antonietta. Mi nasconderei tra le tricoterouses….
Tricoteuses
Sabina, non e’ ‘na parola che uso tutte le mattine… ammetti che sei andata sul dizionario….
)
Ammetti che sono bilingue
Perché il Pd non aggiunge una postilla alla sua ultima proposta di un governo istituzionale per le riforme? Larghe intese con l’esclusione esplicita di Fini e Di Pietro. Tempo pochi mesi e Berlusconi finirebbe nel dimenticatoio.
eh no rintallo…
l’esclusione esplicita riguarda di pietro e la lega.
e non comanda più il ciarlatano che abbiamo dovuto sorbire per 15 anni, già troppi.
Non penso che al Pd convenga chiudere con la Lega (costola della sinistra), anche perché se non recupera a nord la sinistra vede pericolosamente modificare la sua base sociale in direzione dell’assistenzialismo. Il che è sempre deleterio, perché finisce per imporre il modello bassoliniano.
si, io ci provo a discutere con i leghisti che incontro in rete.
so che l’italia ha bisogno di una riforma in senso federale.
una vera intendo…. con gestione autonoma delle risorse.
spesso mi trovo a dire che si potrebbe fare, basta mettersi d’accordo.
non trovo mai una sponda.
di solito mi si liquida con:
“voi sinistri perderete altri 20 anni”.
(interessante visione politica)
il problema è che la lega non vuole un italia federale ma la secessione.
mi dicono “faremo come la svizzera”.
a me non risulta che la svizzera si trovi benissimo nel confronto con la UE.
credo non sia tempo per steterelli, ad esempio: quando si discute qualcosa al consiglio d’europa spesso c’è una posizione forte della germania, più raramente si fa sentire la polonia (55 milioni di persone) ma chi sente mai dire la sua all’ungheria ?
allora cosa dovrebbe succedere ?
la lega dovrebbe capire che assieme al ciarlatano non otterrà ciò che vuole.
l’obbiettivo di riformare il paese in senso federale è già difficile, se lo si appesantisce della pretesa di un megalomane di diventare il re (attraverso il passaggio alla repubblica presidenziale) diventa irraggiungibile.
bene, ed allora con chi dovrebbero tentare di raggiungere il loro risultato?
non certo con i “sinistri”….
l’idea che hanno è che se ci riescono con il ciarlatano…. bene.
se non ci riescono si va a votare e crescono sempre più.
in prospettiva potrebbero crescere tanto da approcciare una strategia secessionista.
Ma, scusate tutti: Berlusconi è piovuto dalla Luna o lo hanno votato per 16 anni gli italiani? (facendolo vincere e/o perdere)
Dato che – volenti o nolenti – bisogna accettare che è stato democraticamente eletto dal popolo italiano a suffragio universale c’è un’unica soluzione per liberarsi del Berlusca: cambiare il popolo elettore che continua a votarlo…..(vecchia idea comunista quella di voler plasmare le masse…)
Propongo, quindi, alle prossime elezioni politiche anticipate di far votere al nostro posto (che ne so) il popolo francese o tedesco….Forse (ma forse) il Berlusca non vince…
lucangeli, berlusconi è un fenomeno di populismo.
la volta scorsa che un ciarlatano populista è riuscito a prendere il potere, ci ha trascinato in una guerra disastrosa, per fortuna questa volta è andata meno peggio.
ai cubani ad esempio, è andata sicuramente peggio di noi, il loro “demiurgo” li ha rovinati per benino.
quando hanno costituito la repubblica iitaliana hanno fatto un bel lavoro, nemmeno con il suo poderoso apparato questo ciarlatano megalomene è riuscito nel suo folle progetto di diventare il re.
ed ora…..
è finito.
meglio tardi che mai.
L’errore di Berlusconi è quello di non aver voluto un accordo con Murdoch.Il resto è aria fritta.