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Senza un’identità
non si sa che dire

La parte conclusiva del film Il dittatore di Charlie Chaplin continua a commuovere moltissime persone: un uomo semplice si trova su un grande palco al posto del dittatore che una folla oceanica, ebbra di sentimenti confusi, attende. Le persone vogliono un discorso che faccia vibrare i loro cuori irrigiditi, che ecciti le loro menti con idee nazionaliste; che le rassicuri sulla superiorità della loro razza e le infiammi con frasi cariche di odio. L’uomo semplice sul palco sa di essere fuori posto e sa che deve dire qualcosa, ma non sa cosa dire di adatto alla situazione bizzarra in cui è stato catapultato. Decide, quindi, di dire semplicemente ciò che pensa, scoprendo poi che in fondo le ovvie verità che pronuncia sono quelle di cui i suoi spettatori avevano davvero bisogno.

Pronuncia parole inaspettate che toccano corde sensibili degli animi degli ascoltatori. All’improvviso, la “massa” diventa “un insieme di persone”. Tutto viene capovolto e ogni cosa torna al suo posto: la gente che voleva parole di guerra si entusiasma ascoltando parole di fratellanza. Scena bellissima, che riempie il cuore di quella verità che riguarda ogni essere umano. Riportiamo alcuni stralci di quel lungo discorso.

“Scusate, ma (…) non voglio governare o conquistare nessuno. Mi piacerebbe aiutare tutti, se fosse possibile: gli ebrei, i gentili, i neri, i bianchi.
Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c’è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita può essere libera (…), ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l’animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell’oca, verso l’infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l’intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto (…)
Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l’ingordigia, l’odio, l’intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicità di tutti. (…)”

Parole di questo tipo mancano nel lessico della politica contemporanea.

Parole sconvolgenti nel film, perché pronunciate in un luogo in cui erano attese le grottesche banalità del dittatore. Parole che sarebbero però sconvolgenti anche oggi, nel nostro miserabile paese. Parole forse generiche, relative a principi di fondo che non colgono la specificità dei temi che i politici devono comunque affrontare. Ma parole che danno un senso a qualsiasi riflessione politica riguardante problemi particolari.

Ormai siamo abituati ad un balletto bizzarro in cui:
-alcuni politici reazionari esprimono concetti assolutamente demenziali, ma che, grazie alla reiterazione, diventano quasi ovvi per il “popolo del Tg”,
-alcuni politici “progressisti” restano supinamente sullo stesso piano, per affermare contro-demenze,
-il papa e alti prelati (e solo loro, senza che alcun politico immagini di poter svolgere questa funzione), intervengono in questi dibattiti proclamando principi morali; in realtà proclamano principi astratti che non hanno nulla a che fare con il loro reale operato (manovre finanziarie discutibili, occultamento dei crimini contro i bambini finché non interviene la magistratura, rastrellamento di fondi statali per il mantenimento delle loro attività private di tipi “religioso”). E tale incubo si ripete quotidianamente davanti allo sguardo intontito di gente che “non crede nella politica”, davanti allo sguardo indignato di qualcuno che ci ha creduto e davanti allo sguardo distratto di chi aspetta il Festival di S. Remo o la scampagnata del week-end.

Mancano voci politiche che in positivo preparino un vero ricambio nella gestione del potere. Se in un solo giorno, per miracolo, tutti i delinquenti politici andassero in galera e in pochi mesi, con nuove elezioni un’ampia maggioranza costituita solo da componenti e partiti non implicati in vicende di corruzione potesse governare, accadrebbe una cosa inquietante: tutti i leader di tale “nuova opposizione” si guarderebbero in faccia e non saprebbero che fare. Farebbero riunioni frenetiche e proporrebbero qualche leggina già scritta in brutta copia o improvvisata (sulle piste ciclabili e sugli ammortizzatori sociali). Tutto lì. Sarebbero già pronti per perdere le successive elezioni.

Il punto è proprio questo: senza una forte affermazione di valori unificanti (non solo del valore della lotta alla corruzione!) e di principi profondi e coerentemente sviluppati non c’è modo di formulare e nemmeno di immaginare coerenti e “dirompenti” iniziative legislative.

Gaetano e Gianfranco
http://tempovissuto.blogspot.com/

(Continua)

3 commenti a “Senza un’identità
non si sa che dire”

  1. l'esule scrive:

    pensavo che il lessico vendoliano fosse originale nella sua banalita’ alla Moccia.
    scopro che non e’ vero.

  2. Liutprando scrive:

    Pensavo che dopo quarantanni le cose soprascritte fosse catalogate come fesserie.

    Sarà l’effetto del fallimento delle generazioni del ’68, che hanno fermato il tempo non avendo avuto la capacità di aggiungere nulla alla società ma solo di togliere, sicché alle nuove generazioni non rimane che pescare nel vecchiume improponibile.

  3. Un esule scrive:

    Beh, Chaplin e’ per sua ammissione un pagliaccio. Come tutti quelli che scrivono e pensano quelle frasi banali e stolte.

  4. [...] ebbra di sentimenti confusi, attende.Continua a leggere il post originale su The Front Page: Senza un’identità non si sa che direPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli: Il vecchio e il nuovo. Ovvero come ti distruggo [...]

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