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Due problemi per Vendola

Che Vendola aspiri alla leadership nazionale della sinistra è qualcosa che ci auguriamo vivamente, e non potrebbe essere che così per chiunque abbia un po’ d’amore per le sorti del nostro Paese. Ci riserviamo tuttavia il diritto di sollevare due questioni, sperando che in ciò non si veda un atto di lesa maestà, come suole in ambienti vendoliani.

1)    Che classe dirigente porta Vendola? Al momento della creazione di un governo un presidente può attingere uomini da due fonti: dal proprio entourage o dai partiti che hanno sostenuto la sua candidatura, in proporzione al loro risultato. Personalità particolarmente carismatiche godono di più ampi margini di autonomia: vale a dire possono piazzare un maggior numero di uomini “propri”, che sono scelti generalmente in quanto “tecnici”. Uomini dietro i quali il presidente mette la sua faccia nel garantire la qualità del governo. Tra i fedeli di Vendola ci sono per lo più uomini e donne competenti nel settore della cultura e della comunicazione. Gianfranco Viesti, economista, è stato sacrificato nella seconda giunta ad esigenze politiche, come l’ottimo ex assessore al lavoro Barbieri. Purtroppo i tecnici non possono garantire la sopravvivenza di un progetto politico: per quello servono i politici.

Nessuno nello staff di Vendola ha la forza politica per garantire un sano ricambio di classe dirigente, questo perché nessuno è interessato a fare della politica la propria vita. Vendola trae le forze politiche, dunque, dal suo partito: ma SeL è un partito evanescente, non si capisce bene quale sia la sua classe dirigente, e i personaggi che emergono, con tutto il rispetto, non hanno la statura per reggere la successione di Vendola: da SeL il presidente ha attinto, per intenderci, Introna e Fratoianni. Né giovane, né tecnico, né eletto, qual è il senso politico della nomina di quest’ultimo all’assessorato alle politiche giovanili, presso il quale farà, non se ne dubita, un ottimo lavoro?

Per trovare politici all’altezza, Vendola deve dunque far ricorso allo stesso serbatoio che fornisce anche i politici più discussi: il Pd. Ma non è immaginabile che Vendola resti succube del Pd su un punto così essenziale quale è la produzione di classe dirigente politica. Il recente articolo di Marco Damilano su L’Espresso ben disegna il quadro di un Vendola circondato da giovani talenti della comunicazione che accentra su di sé le decisioni strettamente politiche. Se si dovesse andare al voto con un proporzionale vecchio stampo, per Vendola non sarà possibile appoggiare la sua leadership alle strutture del Pd, che a quel punto metterà da parte le primarie, e non è immaginabile che egli, privo di uomini com’è, corra con SeL contro la coalizione del Pd.  Poiché il presidente ha detto che le Fabbriche di Nichi non serviranno a sfornare nuovi politici, è bene che chiarisca se egli intende lavorare alla creazione di un meccanismo sano ed efficiente di selezione del ceto politico o è disposto a far morire con lui il suo progetto di Paese: i meccanismi di successione sono il nerbo di qualunque entità statale.

2)    L’elaborazione teorica sul progetto vendoliano è all’altezza del progetto stesso? Di Vendola si dice, spesso per criticarlo, che sia un intellettuale. Senza dubbio è così, nel senso che egli dispone di strumenti intellettuali infinitamente superiori rispetto a quelli dei suoi oppositori. Ma così come accentra le decisioni politiche, Vendola accentra anche l’elaborazione intellettuale. È come se il fatto che lui stesso sia un teorico fine esautorasse, anche agli occhi dei suoi fan, gli intellettuali da ogni ulteriore teorizzazione. E sono in molti a vedere qualsiasi critica, nel senso filosofico del termine, all’agire di Vendola, come il crimine di lesa maestà di cui sopra.

Da questo punto di vista la “nichipedia” non è molto più che un lavoro di ricamo e di endorsement ai concetti prodotti dal leader: al “demandare il controllo” in ambito economico teorizzato dall’entourage di Vendola a proposito dei Principi attivi (finanziamenti a fondo perduto erogati dalla Regione Puglia per progetti innovativi presentati dai giovani) non corrisponde un demandare il controllo in ambito politico.

Essendo Vendola il migliore dei politici, non occorre che altri ne nascano intorno a lui. Essendo Vendola un intellettuale, non è necessario che altri facciano elaborazione teorica. Tutto ciò che è richiesto è comunicare, e in questo il suo staff eccelle, il leader. Ma questa prassi porterà all’esaurirsi della stagione felice vendoliana con l’esaurirsi della persona Nichi Vendola. Il secolo più felice dell’Impero Romano fu garantito da un uomo, Nerva, che governò per soli due anni, ma riuscì ad imporre una riforma della successione per via meritocratica che garantì il successivo cinquantennio di prosperità e relativa pace.

L. D’A.

99 commenti a “Due problemi per Vendola”

  1. andrea lucangeli scrive:

    @ Liutprando: caro Liutprando, come saprai anch’io sono un leghista però lo sono in modo “moderato” ovvero “post-ideologico”.
    Generalizzare è sempre un errore e – alle volte – si rischia dei fare la figura dei cretini….
    Così come non esiste un Nord monolitico fatto di leghisti tutti buzzurri e fessi (come amabilmente ci descrive Sabina…) così non esiste un Sud di soli delinquenti e fannulloni. La realtà – purtroppo o per fortuna – è molto più complessa….
    @ Sabina: abbiamo già – in separata sede – affrontato l’argonemto “leghisti e Liutprando”: non vedo alcuno sbocco in questa sterile contrapposizione parolaia e/o ideologica. E’ sin troppo evidente che tu rimarrai della tua idea e Liutprando della sua, non c’è gioco, non c’è margine, avete già perso entrambi….(come quando a scuola si giocava a Tris, non può vincere nessuno, dopo un paio di volte lo capisci…)

  2. sophia colpiacca scrive:

    @andrea lucangeli. AH, sei post? E da quando? Certo non da molto, se ricordo bene i tuoi articoli…
    Liut è sempre stato molto duro con le colpe del sud e le sue espressioni, diciamo colorite , quelle non le ho vissute come insulti o provocazioni ma come stimoli a dimostrare il contrario.
    La differenza tra te e lui è che quando questo contrario, questi distinguo sono stati palesati lui li ha acquisiti. Una volta per tutte, non come te che difendi i nickname…ma solo quelli del Nord!
    (vedi, l’ho messo con la maiuscola…)

  3. sabina scrive:

    Andrea scusa non è stato affatto sterile per me. e soprattutto non eguagliare cose persone e contenuti. Grazie.

    I leghisti li descrivo per come si presentano. Non mi va ora di fare la lista qui di cose, feroci che raccolgo meticolosamente.
    Si presentano. Appunto, si rappresentano e si mostrano. Se per dire un giorno arrivasse Salvini in tv e si sedesse composto e non dicesse bestialità, già quello mi sembrerà un momento di maturità politica. Ci mancano solo frasi come i negri che puzzano. Poi come ho ripetuto fino alla consunzione le idee e le opinioni, anche estremizzate, sono un’altra cosa. Ce l’ho duro, non è un’idea. Come mi pulisco il culo con la bandiera e la costitzione non è un’idea. Il parlamento romano, non è un’idea. Anche io vorrei il papa a Avignone. Che ti pare? Quello che sophia chiama “colore”, e ci fa la canzone con le faccette, io però lo leggo in un altro modo..e a me preoccupa.
    Sono diversi anni che si considera la Lega colore. Come quando si rideva di Fede. Col suo milione e mezzo di spettatori. Contro le seicentomila copie di Repubblica.
    Questo non toglie che i leghisti siano bravissime e civilissime persone, e tu sei sicuramente tra questi.. Solo che a noi non viene dato saperlo. Lo dobbiamo leggere sempre tra le righe facendo grandi sforzi di immaginazione. O focalizzando l’attenzione su persone che si è avuto la ventura di conoscere. Adieu les enfants

  4. Liutprando scrive:

    @andrea lucangeli
    Caro Andrea, io non sono né pre né post leghista. Simpatizzante. Ma voto chi mi pare.
    Sono secessionista. Non perché abbia in antipatia il Sud; ho più amici di origine meridionale che nativi come me.
    Ho molte ragioni che mi convincono che l’unità d’Italia sia sciagura per il Nord e per il Sud.

    Per chiarire: delle valutazioni che fanno su Liutprando non me ne frega nulla: è un personaggio e questo è il suo ruolo.
    Ho scritto codice in PHP per i primi forum dell’inizio del millenio, tra i quali quello che aveva come riferimento Giordano Bruno Guerri.
    Conosco nell’intimo il meccanismo perché è il mio lavoro.
    Sicché ho poco da imparare da altri.
    Per esperienza so che in virtuale si possono conoscere persone interessanti ed altre che si perdono perché senza valore.
    Ho un sincero affetto per Sophia e nessun interesse per Sabina, ho grande stima per Giardini e Pierluigi, e simpatia per te, Roberto, Roberto D, Orione, Fontana e pochi altri con cui mi scuso se non li ho citati.
    Ma tutto resta virtuale, cioè un iper-realtà.
    Chi la traspone in vita vera è un/a coglione/a.
    Così è, se vi pare.

  5. Paolo Pantani scrive:

    Cosi è se vi pare, Liolà, 1,nessuno e 100.000, 6 personaggi in cerca di autore.
    L’individuo è costretto a difendere il suo prestigio sociale, a difendere il suo pupo.
    E così, egli dice, ognuno di noi è un pupo, “quel pupo che può essere o si crede d’essere”.
    l’individuo è costretto a difendere il suo prestigio sociale, il pupo, quel pupazzo con cui nascondiamo la meschina realtà di ognuno di noi, anche a costo di pagare un prezzo altissimo!!!!
    Ma che coglione/i/a/e.

  6. andrea lucangeli scrive:

    @ Liutprando @ Sabina @ Sophia: bene, allora mi ritiro “in buon ordine” da questa diskussionen virtuale/reale/apparente che non mi appassiona per nulla. Ragazzi, vi prendete troppo sul serio…
    L’ironia ci salverà, ricordatelo.
    Quelli che si prendono troppo sul serio fanno (quasi sempre) una fine ingloriosa, spesso sommersi dagli sberleffi…(vedi Scalfari…)

    Per dimostare di essere intelligenti non necessariemente occorre farcire i propri discorsi con dotte citazioni (ne avrei a quintali) ovvero essere troppo “seriosi” nelle argomentazioni: se voglio annoiarmi compro Micromega…non letto tFP

  7. Paolo Pantani scrive:

    L’uomo, la bestia e la virtù.

  8. andrea lucangeli scrive:

    a Pirandello preferisco senz’altro Oscar Wilde…Alcuni suoi aforismi “calzano a pennello” per certi frequentatori di questo blog…

  9. Liutprando scrive:

    @andrea lucangeli

    A me appassiona ancora meno.
    Ma che vuoi? Piaccio.
    Mai passato per la mente di prendermi “troppo” sul serio.
    Preferisco il lato ludico.

  10. John Doe scrive:

    Bah, da vecchio moderatore di forum informatici posso dire di aver visto all’opera i professionisti del flame…qui vedo, anche in materia, un certo dilettantismo :-)
    Vale sempre, per me, la vecchia regola: giudica le cose e non le persone, parla delle cose e critica quelle.

    @ Sabina: io non lo sono ma se un leghista (brutto come solo i leghisti sanno essere, ci mancherebbe) ti dice che oggi è martedi, tu che fai?
    Data la fonte impresentabile pensi che debba essere senza dubbio mercoledi? Oppure, visto che fai parte del (soi disant) ceto intellettuale, ti senti civilmente obbligata ad ammonire il popolo di non fidarsi? Beh certo, quelli devono avere senza dubbio un buon motivo per dirti che è martedi e, brutti e cattivi come sono….meglio non fidarsi.

    Si chiamano pregiudizi e, secondo il parere di chi scrive, spesso accecano.

  11. Paolo Pantani scrive:

    Ma quale flame, è il “pupo”, anzi i pupi, l’opera dei pupi.
    Esistiamo per gli altri o per noi?
    ” Ciampa: Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti. Dovrebbe bastare, santo Dio, esser nati pupi così per volontà divina. Nossignori! Ognuno poi si fa pupo per conto suo: quel pupo che può essere o che si crede d’essere. E allora cominciano le liti! Perché ogni pupo, signora mia, vuole portato il suo rispetto, non tanto per quello che dentro di sé si crede, quanto per la parte che deve rappresentar fuori. A quattr’occhi, non è contento nessuno della sua parte: ognuno, ponendosi davanti il proprio pupo,gli tirerebbe magari uno sputo in faccia. Ma dagli altri, no; dagli altri lo vuole rispettato”.

  12. Sabina scrive:

    Non doe : ho ampiamente spiegato sopra. Se anziché parlare di soi disant intellettuale ( cui corrisponde il format politico : i soloni della sinistra, i parrucconi, i paroloni etc) lo facessi anche tu, non scriveresti questa roba trita sul
    pregiudizio che fa il paio con il format ” ognuno deve esprimere la propria opinione”. Che poi ha consentito alla lega ( o neo fascisti neo gerarchi, fai tu ) di dire ” mi pulisco culo con la costituzione” ; il parlamento romano; gli immigrati uccidono le nostre donne. Come vedi non sono pre giudizi. Ma sono post giudizi o constatazioni. Il succo del discorso e’ che tutti possono essere piu ‘ o meno intellettuali senza necessariamente dover fare citazioni . Basta capire, ragionare e usare la logica . O

  13. sophia colpiacca scrive:

    Decidetevi: troppa ironia, poca ironia…

    @Il Padano che diventa paciere benedicente (calma, ragazzi…)dopo che lui stesso scrive articoli ad alta infiammabilità….
    Apprezzo l’intenzione : anche io, a modo mio, ho cercato di sdrammatizzare.
    Il guaio è che quando si discute attraverso una tastiera basta poco per fraintendere. Si rileggono parole e si immaginano espressioni …
    Per questo quoto i principi di john doe.

    Aggiungerei: per entrare in relazione con le persone attraverso un pc è necessario che le parole che si digitano siano intrise di un sorriso sincero.
    A prescindere dai contenuti altissimi o modesti che tutti devono poter esprimere.

    Sorriso di indulgenza per chi non ha le nostre stesse competenze, di ringraziamento per chi ne ha tante più di noi e attraverso i suoi scritti ci fa capire un po’ di più di quello che succede fuori nel mondo o dentro nel cuore.
    O semplici sorrisi di allegria, scaturiti da una battuta…perché la vita già è tanto dura! O no?

    Questo è il mio modo. Ludico, come dice il simpatico liut.
    Quindi se ciò che scrivo vi fa sorridere mi fa piacere, se non vi fa sorridere per niente…poco male.
    Pensate che in tutti e due i casi non avete pagato il biglietto…..!

  14. Paolo Pantani scrive:

    Sophì, tu tiene ‘a capa fresca, qui si esercitano non i paggi e i giullari di corte, bensì i mediatori del consenso, quelli sottili-sottili.
    Se vuoi “il bagaglino” e allora paghi!
    E ti danno le pure le penne all’arrabbiata scotte!
    Tutto il notabilato italiota ha il proprio sito, per evitare la implosione del mezzo, è già successo, anche con siti famosi e per evitare il costo opportunità enorme di gestirselo pure, (sai che rottura la sera), se lo sono consorziato e si pongono sul proprio terreno, godendo del medesto consenso politico raccolto.
    Conviene riderne, ma solo in privato, senza contaminazione e senza allargare i giro, qui nessuno “giuoca”, è azione politica, tutto.
    La scelta dei testi, dell’agenda, del contenuto,de ” – les espaces protégés -” e si è visto.
    Sono l’avanguardia di regime, i nuovi vessilliferi di un equilibrio instabile in un paese completamente marcio e inaffidabile, ma che si difende.
    Tutto qui.

  15. andrea lucangeli scrive:

    @ Sophia: grazie per la “recensione” dei miei articoli ad altà infiammabilità (è proprio quello lo scopo) che però – se noti bene – hanno un filo conduttore ironico e dissacrante, mai inquisitorio..
    Per natura tendo a non prendermi troppo “sul serio” e – ti dirò – si vive meglio, il fegato ringrazia…

    A tutti i livorosi di natura posso dire solo una cosa: mi dispiace per voi…

  16. John Doe scrive:

    @ Sabina: beh sì, io sono per garantire a chiunque la possibilità di dire tutto,anche catastrofiche cazzate. Poi magari le rinfaccio, dico che erano tali e che quelle parole mi fanno schifo.
    Ma non dico che fa schifo lui, e che io sì, io ho la giusta moralità per parlare e lui no.

    In questo modo consento al primo che passa (persino ad un leghista) di dire che si pulisce il culo con la costituzione? Embè? Che si fa, lo si fa interdire da un magistrato amico? Lo si manda a Ventotene come usava uan volta?

    Per me chiunque dice il cavolo che vuole e poi si giudica quello, non chi lo ha detto.

    Naturalmente è solo la mia opinione, l’opinione di uno che quella parte politica non l’ha mai votata ma che tu, nella tua saccenza infinita, accusi di aver invece favorito.

    Beata te che sai tutto, conosci tutti e non hai un dubbio al mondo. Io di dubbi ne coltivo invece parecchi, e sarò magari un tipo buffo ma non invidio le tue certezze.

  17. andrea lucangeli scrive:

    Quoto John Doe. Quando si comincia con la “censura sulle idee” (seppur ributtanti) si sa dove si inizia ma non si sa mai dove si va a finire…
    A Cuba – tanto per citare un esempio classico – a nessuno è consentito di dire “catastrofiche cazzate” sulla Rivoluzione e su Castro…Forse vivono mneglio…più tranquilli…basta che al “bene del Pease” ci pensi solo la nomenklatura, il popolo bue meglio che non rifletta troppo…

  18. Sabina scrive:

    Caro joe , nell ordine mi e’ stato detto : inutile, racchia , stronza, pisciatoio comune, zucca, cagna. Senza pretesa di essere esauriente. Si io sono per la censura. Inoltre trovo intollerabe che chi non ha strumenti tacci sbrigativamente chi non riesce a eguagliare con argomenti e idee e preferisca la violenza. Perciò ripeto sono per la censura. Anche perché generalmente ma sara’ una coincidenza gli stessi intervengono ” sull indecenza dei giornali di trascrivere che la famosa gente o popolo viene sistematicamente presa per i fondelli. Perciò diciamo che vanno ripristinati con molta energia alcuni principi base della logica. Quindi sono per la censura e anche per l esilio.

  19. andrea lucangeli scrive:

    @ Sabina: non devi incorrere nell’errore fatale di confondere “libertà di espressione del pensiero” con “libertà di insulto”.
    Se io – da leghista – dico che la Costituzione italiana catto-comunista “non mi rappresenta e mi fa schifo” è mia prerogativa poterlo fare perchè esprimo una opinione (seppur per molti detestabile). Se dico che tu – che non la pensi come me – “sei una stronza” questo è un banale insulto non tollerabile tra persone civile (e perciò censurabile).
    Quindi certamente accolgo l’idea dell’esilio per i maleducati, non accolgo l’idea della censura preventiva sulle espressioni “politicamente scorrette”

  20. Paolo Pantani scrive:

    Concordo con Sabina, NO MANNERS here, solo rancorosi e livorosi insulti, è tanto liberatorio.
    E’ gente che non si stima e attacca per difendersi, usano solo la corda pazza, mai quella seria e civile.

  21. sabina scrive:

    andrea. d ire che fa schifo e basta è un limite che ti sai dato, tu. Qua comunque si usano ben altre espressioni. dirette indirette, come ti pare. ripeto: censurare certe cose, non ha nulla a che vedere con la libertà. quindi non mischierei. tutto non è sempre uguale a tutto, sennò ci rimangono tre concetti in croce, e due neuroni. Quindi no non è la stessa cosa. E diversamente da Joe doe, non ho affatto certezze, ma sulla logica, sì. Poi all’interno di questa si può dire tutto. Ma no che rovesci menzogne, slogan, frasi fatte, bugie, falsi storici, e parolacce e le chiami “opinioni”. No, basta quest’epoca deve finire.

    @ paolo : hai usato la parola perfetta: gente che si disistima profondamente. E che viene sistematicamente disprezzata, e presa in giro. Riversano lo stesso disprezzo che ricevono, che scambiano per ” avere le palle”. E se glielo fai notare ti odiano.

  22. Liutprando scrive:

    E’ ovvio che tutti, in virtuale, possano dire ogni cosa; dai comunisti ai loro fratelli nazi/fascisti.
    Chiunque si intenda di comunicazione, sa che ogni forma di censura è l’origine del nulla espressivo, del vuoto mentale che ha paura del pensiero “troppo” diverso.

    La differenza è in chi vuole “rieducare ” alla vietnamita, con controlli coattivi tipici del pensiero socialista, e chi non pone limite all’esprimersi del pensiero e lascia alla selezione naturali il coagularsi di principi che abbiano il consenso comune.

    Chiedere l’intervento del moderatore per reprimere il “linguaggio” giudicato (da chi? chi è il censore? e a che titolo lo è?) è già socialismo applicato: oppressivo, illiberale, elitario e settario su principi anacronistici; l’esatto contrario chi ciò che si propone un forum che nasce per far esprimere (non importa cosa ma il perché) e, nella differenza anche profonda, la conoscenza più o meno motivata di punti di vista, che esistono e, dunque, vale sempre la pena conoscere.

    Il tipico esempio di nazicomunismo, chiuso e settario è:

    “Sono la prima io che si lascia andare al turpiloquio (…). Ma lo so fare. (…). E perciò lo posso fare. E tu no. Perché io di mestiere lavoro con le parole. e tu no.”

    E tu no.

    Un altro mondo. Già visto e che stiamo ancora tentando di dimenticare.
    Censurare una tale volgarità? No, non sapremmo che esiste e per cosa esiste. Dunque ben venga. A noi la scelta di aderire o meno.

  23. sabina scrive:

    nazicomunismo è tra le cose più divertenti che mi sia capitato di leggere qui. Come reazionarato liberale di destra.

    Ma la migliore, dopo aver lasciato parole al grado zero, l’invito a non farlo é detto ” il nulla della comunicazione”. Cioè.. il grado zero.

  24. sabina scrive:

    ma poi liutprando, tu ed altri avete ottenuto nell ordine che tutti protestano di questo blog, che un sacco di gente lo trova assurdo prorpio a giudicare dai commenti e che io non ci scrivo più. Cosa che tu riterrai una benedizione, ma forse a altri piaceva. E quelli che pensano come te pensano che Red sia inutile ad esempio e sia utile miss Padania o miss maglietta bagnata. Per cui Red, chiude, e alcuni sarenno licneziato. Tu pensi che siano cazzate, ma a molti il pensiero magari di un filosofo o di uno scrittore faceva piacere. Invece ha vint la tua idea di libertà e anche quella di impiego di soldi pubblci. Che se si fanno con la pubblictà si investe ovviamente nella cosa di immediato guadagno che è la figa. Non so se nei tuoi sogni secessionisti avevi fatto pure sta pensata. Quindi, ecco perché ti dico che non hai gli strumenti per commentare certe cose e parlare di libertà. PErché t’hanno tolto tutto , l’hanno tolto ai tuoi figli se ne hai e sei qiu a godere e a fare il tifo che tutto peggiori nel migliore dei modi. Ma continua, mi raccomando , è un bene perchè ci sentivamo un po’ in carenza di libertà, e soprattutto dell uso appropriato di questa parola.

  25. Liutprando scrive:

    Il tuo problema è che interpreti e non a
    osservi. Per cui scrivi su di me continuamente cose false, attribuendomele.
    Perché tu vuoi che io sia come mi descrivi.

    Ovviamente è un tuo problema, e non credo ne uscirai perché sei così, come molti. Non sapete considerare le cose per quelle che sono realmente ma solo secondo ciò che vorreste che siano. E’ quella malattia cerebrale che non vi fa uscire dalla vostra prigione ideologica.
    Ed è la stessa prigione in cui vorreste relegare gli altri.

  26. Paolo Pantani scrive:

    Sabi’, lasciamoli perdere, so’così.
    Sempre arrabbiati, sofferenti, per niente sereni, si odiano da soli.
    Sono totalmente anti-cristiani e mettono “pecette” vergognose a tutti, scambiano il virtuale come luogo franco, esoterico, pieno di druidi,di folletti alati, di fate morgane.
    Vivono in un mondo tutto loro e si scatenano contro i reprobi che la pensano in altro modo.
    Nessun articolo qui a favore degli otto medici Evangelici fucilati in Afganistan, solo silenzio.
    La televisione italiota li ha chiamati Cristiani e basta, come quando diceva che Bush era andato a Messa, cosa che lui non fa, va al Culto.
    Ma incredibili accuse a noi democratici di essere addirittura fratelli di fascisti e nazisti,i quali si aggregarono proprio in contrapposizione alle forze liberali, progressiste e plutocratiche.
    Sincretizzano il peggio, generano mostri e dicono che ci somiglia, anzi siamo loro germani, loro razza pura sono, razza soriana, “orcocàn”!.

  27. sophia colpiacca scrive:

    @paolo pantani.
    Oj Pa’ (prima e ultima volta che ti chiamo in questo modo, perchè non ho il piacere di conoscerti e non ci scambiamo queste confidenze..)
    non credi che dire che sophia ha la capa fresca equivalga a dire che è , diciamo, stupidina ?
    Che non capisce i sopraffini fini che sottintendono questo blog, mentre tu li comprendi esattamente?
    Certo che se li volevi far capire anche a me dovevi esprimerti in un linguaggio meno criptato!

    Di cosa si tratta, di un tuo attacco temporaneo di disistima o anche tu hai la patente di professionista del pensiero e del linguaggio che rende non solo lecito, ma anche educativo l’insulto?

  28. John Doe scrive:

    @ Sabina: io sono contento (e lo dico sinceramente, senza ironia e ipocrisia alcuna) che tu possa scrivere: “io sono per la censura”, anche se la considero una cazzata super-catastrofica :-)

    E poi. A me dispiace se qualcuno ha perso il lavoro ma, se c’erano persone interessate a quelle opinioni, le occasioni non mancheranno. Non è mica indispensabile la tv di baffino per esprimere un parere interessante, sbaglio?

    E ancora. Come vedi uso la chiocciola per rivolgermi a te, pensi che lo farei se mi avessi dato dello stronzo-racchio-zucco-cane ecc.? Basta fare un po’ di selezione e funziona tutto meglio.
    Che ti frega? Parla solo con chi rispetta la tua persona, pur giudicando pessimo quello che dici, e ignora i babbei che “la buttano in caciara”. Non servono a nulla se non caschi nel loro giochetto, e si qualificano da soli con quello che dicono ;-)

    ps: in ogni caso ripensaci, quella della censura è davvero catastrofica.

  29. Paolo Pantani scrive:

    Allora mettiamola così, questo è un sito politico, non è costume, kabaret, satira.
    La politica sarà noiosa, ma un suo orizzonte di senso la tiene, non è il Kursaal, qui non si ascoltano orchestrine Viennesi di valzer, le donne, il vino, la musica.
    Ma anche i salotti, da Madame de Stael, a Madame Pompadour, dalla contessa Marta Marzotto e Ripa di Meana, il loro ruolo lo hanno svolto, eccome.
    Per esempio, voglio andare fuori tema apposta, per farmi capire meglio:
    Gli ostaggi Italiani in Afganistan sono stati liberati, forse con riscatto, “quien sabe”?
    Qui se ne è parlato e criticato aspramente la ong, la quale ne era solo vittima.
    I medici Evangelici Americani, Inglesi e Tedeschi son stati fucilati invece, nel silenzio generale, generale Agosto.
    Il Martirio presuppone il Sacrificio, ma non il silenzio.
    In verità, consapevolmente, si è voluto evitare polemiche, non conviene con un governo in così gravi ambasce.

  30. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: appena appresa la notizia ho pensato di scrivere un articolo sugli 8 Evangelici uccisi in Afghanistan. Ho “buttato giù” poche righe ma poi mi sono fermato…l’articolo era troppo cinico anche per il mio “standard”….Avrei detto che quegli 8 erano dei perfetti sprovveduti, che non si va in zone di guerra a fare “turismo-umanitario”, che gli idealisti la pagano sempre cara….e che non mi sentivo per nulla in colpa per la loro inutile morte…L’articolo sarebbe stato “politicamente scorretto”, di cattivo gusto ed avrebbe certamente suscitato un vespaio perciò…mi sono auto-censurato. Forse ho fatto male perchè è esattemente quello che penso di quegli 8 cretini…

  31. Paolo Pantani scrive:

    Visto, che vi dicevo?
    Il diritto umanitario internazionale si fa solo con il salvacondotto ufficiale, l’egida della Croce Rossa Internazionale e la scorta degli Eserciti ONU.
    I missionari Cattolici sono avvisati, bando alle ipocrisie curiali, gli italioti, fiacchi e amorali, li considerano cretini anche a loro, MA SENZA DIRLO,NON SIA MAI.
    E tutti,sia quelli morti e sia quelli vivi:“Sacerdos in Aeternum”!!!
    Siamo in pieno atteggiamento anti-Cristiano, riflettano gli elettori di centro-destra e riflettano i nostri alleati Anglo-Sassoni e Germanici, le loro opinioni pubbliche ne sono ancora emozionate, sappiano che noi invece li consideriamo dei cretini, morti e buoni.
    E se erano italiani, la scrivereste lo stesso questa articolessa cinica?
    No!
    Noi “Buonisti” siamo, quando ci conviene.
    Accusereste la Farnesina di non aver voluto pagare il riscatto, come successe per Moro.

  32. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: la penso allo stesso modo anche degli sprovveduti italiani che vanno in giro per il mondo a fare “turismo-giornalistico e/o umanitario” e, quando si ritrovano puntualmente nei casini, piagnuccolano chiedendo l’intervento di “mamma Italia”. Così è stato per Luciana Sgrena, per “l’eroe” Daniele Mastrogiacomo (che ha salvato le chiappe ma si è fatto ammazzare l’interprete…), per le “due Simone” (due cretine inarrivabili). Qui non c’entra cattolico o non cattolico, qui stiamo parlando di gente sprovveduta e con insana voglia di protagonismo! Che vadano a farsi fottere tutti! Fausto Biloslavo (giornalista di guerra che la sa lunga) non si è mai messo in questi “casini” in Iraq ed Afghanistan perchè è un professionista.

  33. Paolo Pantani scrive:

    Bene Signori, eccoci al “puntus dolens”, informate i Comboniniani, prego:
    se Li ammazzano, sappiate che per i supposti Credenti Italiani, cretini siete e cretini restate, anche da morti.
    Se fare il Nunzio Apostolico in Turchia, oggi è a rischio, siamo già al secondo assassinio di Preti in Turchia, si dica al Santo Padre di non piagnucolare, cosa che Lui non fa del resto, perchè è Lui che li manda.
    Mi rivolgo ai Fratelli di Fede, Cristiana Cattolica, meditate oggi!
    Oggi che sono con il viso e anche altro scoperto, MEDITATE per chi voterete di nuovo, fra poco.

  34. Sabina scrive:

    Sophia senza la tua levita’ ludica e ironica ( in particolare quando ridendo dai dell invidioso a chi non apprezza la splendida ministra della disuguaglianza ) e senza le simpaticissime barzellette di chi sappiamo noi, la vita sarebbe una miseria! E che dire senza cagna racchia zucca inutile a me rivolte? Cosa sarebbe questo blog ? E’ tutto così un tal scompiscio!

  35. Sabina scrive:

    … E Andrea ti do una dritta per il
    prossimo articolo: un commento sulla mancanza di contegno di Bossi che con la sua paresi facciale e la vecchiaia fa il giudice di concorsi di bellezza di adolescenti. Un tema da approfondire. Perché la fotografia credo che sia tra le più raccapriccianti dell anno assieme a Berlusconi che ha il tampone con la cipria dentro. Così per paarlar di levita’ .

  36. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: non mischiare le carte! Non fare il furbo con me!
    Io sono stato amicissimo di Padre Antonio Rebecchi – missionario cappuccino in Angola (ai tempi dei comunisti filo-castristi)- morto a Luanda ed ivi sepolto nella cattedrale.
    Io ammiro i missionari cattolici (e quando posso li supporto economicamente con piccole donazioni) MA disprezzo profondamente “i furbi”, cioè quelli che apposta si vanno a ficcare in situazioni pericolose per poi atteggiarsi a vittime…Queste persone non sono affatto mosse da “alti e nobili ideali” ma – molto più banalmente – vivacchiano facendo del “volontariato a pagamento”.
    C’è una bella differenza caro mio!

  37. andrea lucangeli scrive:

    @ Sabina: quella di “Miss Padania” la trovo (per dirla alla Fantozzi) “una cagata pazzesca”….
    Odio il folklore (e in questo forse sono un pò snob…), bandirei sagre, feste paesane, concorsi di bellezza, ampolle, puttanate varie…

  38. Paolo Pantani scrive:

    Aah, si?
    E perchè invece i dieci medici protestanti uccisi sono cretini, allora?
    Eppure erano medici, missionari anche loro, per giunta qualificati, non facevano assistenza primaria e nemmeno preghiere, si limitano a rispondere, con la loro professionalità, a un “Calling”, chiamata, a un “Beruf” , vocazione, professione.
    Ah, già gli Eretici non sono ancora sdoganati in questo “very strange” People, sono solo cretini in cerca di visibilità italiota, da tali sono pronti a tutto, anche a quella “post mortem”.
    Eppure non si aspettavano processi di beatificazione, nè aspirazione al Martirio, bensì il loro mestiere a servizio di tutti e basta, invece tu gli dai la patente di cretini e dici che se la sono pure cercata.
    Miei cari lettori, questa è l’Italia, paese di strana gente e strani rapporti feudali, SOLO parziali però, su altre sfere sono AUREA FAMEN, peggio dei Levantini.
    NON siamo nel mondo occidentale moderno, purtroppo, siamo un paese complicato, con un cuore oscuro, ha ragione Tobia Jones, vive in Italia, ma dopo il suo libro, si occupa solo di turismo.

  39. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: leggi bene le notizie. PER PRIMO l’organizzazione a cui appartenevano (la IAM) è apertamente religiosa (nel simbolo ha una croce cristiana stilizzata…) e NON SOLO umanitaria (e infatti sono stati barbaramente uccisi perchè accusati di fare proselitismo…)
    In secundis – e lo ripeto – non si va in zone di guerra senza adeguata protezione (specie se sei un cristiano in terre mussulmane…)
    Vuoi farlo? E’ a tuo rischio e pericolo, non te l’ha ordinato il dottore….
    Ma se ti succede qualche cosa non fare la vittima please!

  40. sophia colpiacca scrive:

    Sabina. Mi sa che non hai capito….Eppure john doe ti aveva dato una dritta…

    Credevo fosse chiaro che non mi interessa affatto chi sei, ciò che fai, ciò che dici e cosa pensi .

    Ho lasciato cadere apposta nel vuoto le tue innumerevoli provocazioni con le quali hai infarcito le tue risposte rivolte ad altri commentatori.

    Comunque, non è un problema.
    Visto che ti rivolgi a me direttamente te lo dico chiaro: se puoi, usami la gentilezza di non commentarmi, anche indirettamente. Se no, fai come credi.

  41. andrea lucangeli scrive:

    Completo l’informazione sugli 8 “cretini” uccisi in Afghanistan.
    Non solo erano cristiani in terra mussulmana, non solo si sono persi come dei boy-scouts in una regione infestata di tagliagole, non solo non avevano alcuna scorta, non solo hanno rifiutato il consiglio di non andare in quelle zone MA si sono pure fatti “beccare” dai Talebani con -in auto- Bibbie tradotte in Dari (una delle lingue ufficiali dell’Afghnistan)…

    Allora te la vuoi proprio andare a cercare! Ci mancava solo che si mettessero a dire messa in mezzo al deserto…
    Ribadisco, 8 cretini!

  42. Paolo Pantani scrive:

    Bene, giro la notizia ai Padri comboniani, alle sorelle missionarie del’ordine di suor Teresa di Calcutta e al corpo diplomatico vaticano.
    Se Vi ammazzano, come succede a volte, purtroppo, anche con tutte le protezioni, per la proprietà transitiva, non siete martiri, siente cretini e ve la siete cercata:
    God bless my lega, my home, sweet home!
    Signori questo è lo stile, anti ecumenico, antisolidaristico, anti assistenziale e anticooperativo.
    Per loro le ong dovrebbero chiudere e l’occidente mostrarsi solo con i caccia bombardieri cacando giù bombe e basta.
    Altro peace enduring o peace forcing, no peace, No NEVER, NO MORE.

  43. Paolo Pantani scrive:

    Avevano con loro la Bibbia tradotta e il simbolo cristiano e allora?
    I gesuiti missionari avevano il motto di entrare nella loro cultura per uscirne con la loro, anche in luoghi terribili, l’80 per cento del clero Africano è stato formato nelle missioni in paesi islamici, adesso alcuni sono cardinali nella curia romana.
    Si unisce la azione umanitaria e l’evangelizzazione, che c’è di tanto strano?
    In Italia abbiamo più di un milione di islamici, anche italiani, perchè loro non fanno li fanno i proseliti?
    Se i principi dei diritti dell’uomo non attecchiscono nel mondo, saremo sempre in guerra, ben vengano i missionari, anche qui, di tutte le religioni, anche laici, siamo persone libere e tolleranti.
    Con una associazione internazionale di volontariato umanitario e con i nostri soldi insieme con quelli messi dal governo locale di una provincia del paese Africano, faremo una fattoria, un centro di formazione, un caseificio e un ospedale in Mali, paese Islamico del Sahel Africano.
    Della religione non ci importa nulla, ma lo spirito nostro e dei fondatori è ispirato da ottanta anni dai principi Evangelici: we serve!NOI SERVIAMO!(nella
    vigna del Signore…)

  44. Ottodixit scrive:

    @-> Sabina

    Urge nuovo intervento per far ripartire la strana coppia Liut/Sophia. Capisco che è faticoso mettere in moto il volano ma quando poi la spinta è sufficente e vanno avanti da soli è una goduria, anche se l’autonomia è scarsa!

  45. sophia colpiacca scrive:

    Poi ci sono i soliti guardoni impotenti.. :)

  46. Liutprando scrive:

    @Ottodixit

    Perché disturbare noi, quando ci sei tu che basti e avanzi. Ma ti sei guardato allo specchio?

  47. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: ti considero troppo intelligente per non capire quello che dico. I missionari cristiani non hanno la vocazione al martirio. Un prete morto non è un eroe ma solo un prete morto, chiaro? E la Chiesa non incentiva certo la vocazione al martirio dei suoi fratelli. Molto meglio restare in vita e fare opere di bene piuttosto che farsi accoppare inutilmente!
    Andare in zone di guerra senza alcuna protezione non è professione di fede ma pura e semplice stupidità umana!
    Questo è il punto. E nessuno mi convincerà del contrario.

  48. Paolo Pantani scrive:

    Elenco di quanti impegnati nel lavoro Missionario sono stati uccisi nell’anno 2009
    Come è consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica alla fine dell’anno l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli ultimi 12 mesi. Secondo le informazioni in nostro possesso, nell’anno 2009 sono stati uccisi 37 operatori pastorali: 30 sacerdoti, 2 religiose, 2 seminaristi, 3 volontari laici. Sono quasi il doppio rispetto al precedente anno 2008, ed è il numero più alto registrato negli ultimi dieci anni.

    Analizzando l’elenco per continente, quest’anno figura al primo posto, con un numero estremamente elevato, l’AMERICA, bagnata dal sangue di 23 operatori pastorali (18 sacerdoti, 2 seminaristi, 1 suora, 2 laici), seguita dall’AFRICA, dove hanno perso la vita in modo violento 9 sacerdoti, 1 religiosa ed 1 laico, dall’ASIA, con 2 sacerdoti uccisi e infine dall’EUROPA, con un sacerdote assassinato.
    Il conteggio di Fides non riguarda solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutti gli operatori pastorali morti in modo violento. Non usiamo di proposito il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimone”, per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà eventualmente dare su alcuni di loro, e anche per la scarsità di notizie che, nella maggior parte dei casi, si riescono a raccogliere sulla loro vita e perfino sulle circostanze della loro morte.
    Come ha detto il Santo Padre Benedetto XVI nel giorno della festa del protomartire Santo Stefano, “la testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore. Configurandosi pienamente alla morte di Cristo, è consapevole di essere germe fecondo di vita e di aprire nel mondo sentieri di pace e di speranza. Oggi, presentandoci il diacono Santo Stefano come modello, la Chiesa ci indica, altresì, nell’accoglienza e nell’amore verso i poveri, una delle vie privilegiate per vivere il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo credibile il Regno di Dio che viene” (Angelus del 26 dicembre 2009).
    Dalle poche note biografiche di questi fratelli e sorelle uccisi, possiamo leggere l’offerta generosa e senza condizioni alla grande causa del Vangelo, senza tacere la limitatezza della fragilità umana: è questo ciò che li ha uniti nella vita e anche nella morte violenta, pur trovandosi in situazioni e contesti profondamente diversi. Per annunciare l’amore di Cristo, morto e risorto per la salvezza dell’uomo, testimoniandolo in opere concrete di amore ai fratelli, non hanno esitato a mettere quotidianamente a rischio la propria vita in contesti di sofferenza, di povertà estrema, di tensione, di violenza generalizzata, per offrire la speranza di un domani migliore e cercare di strappare tante vite, soprattutto giovani, al degrado e alla spirale della malvivenza, accogliendo quanti la società rifiuta e mette ai margini.
    Alcuni sono stati vittime proprio di quella violenza che stavano combattendo o della disponibilità ad andare in soccorso degli altri mettendo in secondo piano la propria sicurezza. Molti sono stati uccisi in tentativi di rapina o di sequestro, sorpresi nelle loro abitazioni da banditi alla ricerca di fantomatici tesori che il più delle volte si sono dovuti accontentare di una vecchia automobile o del telefono cellulare delle vittime, portandosi via però il tesoro più prezioso, una vita donata per Amore. Altri sono stati eliminati solo perché nel nome di Cristo opponevano l’amore all’odio, la speranza alla disperazione, il dialogo alla contrapposizione violenta, il diritto al sopruso.
    Ricordare i tanti operatori pastorali uccisi nel mondo e pregare in loro suffragio “è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore” (Benedetto XVI, Regina Coeli, 24 marzo 2008). A questo elenco provvisorio stilato annualmente dall’Agenzia Fides, deve comunque essere sempre aggiunta la lunga lista dei tanti di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Si tratta di quella “nube di militi ignoti della grande causa di Dio” – secondo l’espressione di Papa Giovanni Paolo II – a cui guardiamo con gratitudine e venerazione, pur senza conoscerne i volti, senza i quali la Chiesa e il mondo sarebbero enormemente impoveriti.

  49. andrea lucangeli scrive:

    @ Paolo Pantani: a parte lo stucchevole uso del “copia-incolla” quello che tu hai “postato” non è in contrapposizione con quanto da me scritto! Lo so benissimo che sulla terra esiste il Male e che la Chiesa – operando per il Bene – ha i suoi martiri. La differenza – che tu ostinatamente non riesci a cogliere – è che la Chiesa NON incoraggia il martirio dei propri fratelli. Ne prende atto, lo eleva a Cristo MA – ripeto – non lo incoraggia. Punto.
    Andare in territori di guerra e farsi ammazzare inutilmente non serve alla Chiesa e non serve a nessuno.
    Quante altre migliaia di persone avrebbero potuto proficuamente curare quegli 8 che si sono fatti ammazzare come “dei tordi” per una loro imperdonabile “leggerezza”? Vite e talenti sprecati.

  50. Paolo Pantani scrive:

    Evvabbuo’, niente copia incolla.
    Fare il missionario è un po’ come fare il paracadutista, sportivo o militare.
    Il motto, che tu capirai, ça va sans dire, è, accettato da tutti gli altri Idiomi Italiani:
    “Se no i xé mati no li volemo”.
    http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=2532vabbuò

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