rss twitter facebook youtube search
top

Le elezioni, subito

Se fossimo un paese civile, cioè un paese in cui le regole vengono rispettate e la volontà degli elettori anche, il Parlamento sarebbe già stato sciolto e nuove elezioni sarebbero già state convocate. La maggioranza scelta dai cittadini due anni fa, infatti, non esiste più. Fini, come giustamente ha spiegato ai suoi telespettatori il Tg1, è passato all’opposizione: che i suoi ministri e sottosegretari votino a favore del governo di cui fanno parte, mentre il resto dei deputati si astiene, è soltanto un piccolo esempio di miseria politica, di cui non vale neppure la pena parlare.

A difendere la democrazia rappresentativa e le sue regole è rimasto in Italia soltanto Silvio Berlusconi, il solo che ha sempre avuto il coraggio civile di sottoporsi al giudizio degli elettori, anziché a quello dei salotti, dei think tank de’ noantri, delle procure e dei giornali padronali. Ci auguriamo che continui su questa strada.

Il presidente del Consiglio salga dunque al Quirinale e rassegni le dimissioni. Se otterrà il reincarico, si presenti in Parlamento con un nuovo esecutivo e un nuovo programma incentrati sulla difesa della legalità, cioè sul drastico ridimensionamento dello strapotere della magistratura (legge sulle intercettazioni, processo breve, lodo Alfano costituzionale, riforma del Csm, separazione delle carriere). Esiste una maggioranza per questo governo e per questo programma? Se le dichiarazioni dei finiani hanno un fondamento, la risposta è no.

È nelle prerogative del presidente della Repubblica esplorare a questo punto la possibilità di un altro governo e di un’altra maggioranza, che, per essere tale, dovrebbe comprendere il Pd, l’Italia dei valori, l’Udc, i transfughi rutelliani e i transfughi finiani, i tirolesi e i siciliani di Lombardo e qualche altro libero pensatore. Se, come appare piuttosto probabile, una tale maggioranza non riesce a coagularsi, lo scioglimento delle Camere diventa automatico, con buona pace dei nostri politicanti d’opposizione.

Sarà interessante, a questo punto, assistere alle contorsioni della sinistra, spaccata fra Vendola e Bersani (o chi per lui), alle esibizioni e ai ricatti dipietristi, alla nascita del grande (?) rassemblement centrista di Fini-Casini-Rutelli, e a quant’altro la pochezza politica e il terrore del voto popolare sapranno produrre nelle nostre variegate opposizioni.

Alla fine, decideranno gli elettori: non c’è altro modo di far funzionare una democrazia.

119 commenti a “Le elezioni, subito”

  1. un esule scrive:

    @ Ottodixit
    Mai pensato che alle persone non piddine immaginare che il solo pensiero degli attuali piddini al governo ci fa veramente paura? Non certo perchè io abbia un attico a Montecarlo o una villa a Macherio, m,a perchè finora non una ricetta di governo decente è scaturita da quelli che si considerano intelligenti.

  2. Ottodixit scrive:

    Caro esule,

    Cominciando dalla fine: se lei intende ghetizzare me e chi come me è schierato dalla parte del PD fra “quelli che si considerano intelligenti” allora non legga oltre, sarebbe una perdita di tempo.

    Se invece quella notazione sarcastica le è solo sfuggita di mano e se la domanda formulata è motivata da sincero interesse sappia che la paura da lei rappresentata è molto simile alla vertigine che molti suoi connazionali in patria provano nel vedersi governati dal duo B&B.

    Con la differenza che mentre le persone non piddine non vivono nel contesto spaventoso temuto, le persone piddine vi vivono eccome. E vivono nella cornice di una ricetta di governo – quella attuale – che definire “decente” è lecito solo a pochi fortunati.

    Come lei certamente sa, la sola politica di effettivo rilievo e veramente autonoma concessa ai governi nazionali dei paesi aderenti all’Euro è quella fiscale. Il rimanente, se si escludono i ministeri-barzelletta come le Pari opportunità, sono ministeri meramente amministrativi – come la Sanità – attualmente gestiti da corporazioni nel migliore dei casi.

    Ma come Lei mi insegna i margini di manovra in Italia nel campo della fiscalità sono largamente esauriti: il fondo del barile è già stato raschiato e aumentare anche di un grammo il prelievo fiscale vorrebbe dire ammazzare il cavallo.

    Perciò dovrebbe tranquillizzarsi: un eventuale governo del centro-sinistra non potrebbe peggiorare la situazione di quanti – diversamente da lei – vivono entro i confini nazionali.

    Ma diversamente da quello attuale detto governo dovrebbe per statuto impegnarsi a cercare di introdurre un pochino (almeno un pochino!) di democrazia anche in economia cercando di fare in modo che anche in economia a tutti sia dato di lottare ad armi pari e che tutti siano tenuti a rispettare le regole.

    La paura non è mai buona consigliera: se ne liberi. Troverà così argomenti migliori per respingere le idee contrapposte alle sue.

  3. un esule scrive:

    Stante che la mia condizione di lavoratore all’estero è a tempo, e che comunque le tasse le pago a Tremonti, la mia immersione nei fatti quotidiani cisalpini mi riguarda eccome.
    Faccio parte di quel 5% di Italiani che Prodi e Visco azzannarono aumentando l’IRPEF, ricorda le lenzuolate?, e che lottano per rimanere in quella classe media che normalmente prende calci in bocca dai governi a sapore “sinistro”.
    Se mi trova d’accordo sulla poca acqua di manovra sulle tasse, è invece sul’amministrazione che si fa la politica di tutti i giorni. Salute e previdenza, che lei ha citato, sono politica pura, magari fossero solo sana burocrazia. E lì la sinistra farebbe sfracelli. Anche se la destra di certo non brilla.

  4. giampiero scrive:

    Non credo che Berlusconi salirà al Colle per dimettersi. Quanto ai giornali padronali, forse Repubblica?, per favore, un po’ di decenza! Berlusconi può contare direttamente sul Giornale e su Libero, sul Quotidiano nazionale e sulle decine di pubblicazioni di destra e centro-destra che, non si sa con quali soldi, continuano a bastonare con qualsiasi mezzo chiunque tenti di opporsi a cotanto alfiere della democrazia. Poi c’è il terzista (ma de che?) Corrierone della sera, che tra i suoi azionisti ha Rotelli e quella Mediobanca che con Cesare Geronzi non è certo da annoverare tra i nemici del Cavaliere. Per non parlare, ma questa ormai è roba vecchissima, delle televisioni e di tutto il resto o di una legge elettorale fatta su misura per il Pdl e per la Lega Nord. Sì, facciamole pure subito queste elezioni politiche, non c’è tempo da perdere. Tanto, per chi non è berlusconiano, si tratterà soltanto di passare dalla brace …alla brace. Con grande soddisfazione, evidentemente, dei riformisti all’italiana: Giampaolo Pansa, Claudio Velardi, Fabrizio Rondolino e altri ancora folgorati sulla via che Porta ad Arcore. Massì, elezioni subito

  5. ginoginetto scrive:

    Prodi con una maggioranza risibile è caduto dopo due anni, per non aver saputo difendere il proprio ministro della giustizia, semplicemente indifendibile, adesso accolto nelle fila giuste (eurodeputato del PDL). Berlusconi con una maggioranza bulgara, caduto dopo due anni per difendere chi e che cosa? Comunque buone votazioni a tutti. Con il naso tappato e i conati di vomito impellenti.

  6. fabio scrive:

    come ho già scritto, la situazione è molto buffa.
    berlusconi reagisce male alla richiesta di più democrazia interna.
    subito dopo urla che vuole le elezioni.
    i suoi soldatini partono a testa bassa ripetendo il verbo del leader.
    e poi?
    poi berlusconi ci dorme su, qualcuno di intelligente gli parla, e capisce che le elezioni sono pericolose anche per lui.

    http://www.affaritaliani.it/politica/elezioni_swg190810.html

    gli unici che vogliono le elezioni sono i leghisti, prenderebbero molti voti in più e li sottrarrebbero al PDL.
    allora berlusconi ci ripensa, dice ai suoi:
    “riportatemi i finiani !”la cosa buffa però, è che nel frattempo i soldatini non si sono accorti di cosa stava succedendo (di politica ne sannno poco) e stanno ancora avanzando a testa bassa verso le elezioni.
    in pratica stanno facendo propaganda per la lega senza saperlo.
    buffo no?

  7. Un esule scrive:

    Magari Mastella fu indifendibile. Ma che ne e’ stato del polverone sollevato con l’esilio interno comminato a Lady Mastella? Processi? rinvii a giudizio? Tutto tace. Anche Mastella.

  8. ginoginetto scrive:

    Caro esule lei è convinto che i magistrati siano tutti una casta, invece certi magistrati sono stati mobilitati per indagare e deviare inchieste già avviate da altri magistrati. Nella patria del diritto succede anche questo e se tutto tace c’è solo da chiedersi “why not?” o forse se “Posseidone” ci ha messo lo zampino.

  9. l'esule scrive:

    Beghe di retrobottega

  10. ginoginetto scrive:

    Le chiami anche beghe, per me sono tentativi di insabbiare e confondere le indagini e i risultati si vedono. Cosa vuole, non solo le procure ricorrono in appello per sentenze loro, ci sono procure che ricorrono e si appellano per sentenze di altre procure. Poi ci sono dei giuristi che si fanno sparare per riformare un pò la legislazione sociale del paese, a cosa serve se è tutta una cag..ta?

  11. umberto scrive:

    Infatti siamo il paese di Pulcinella, con dei Pulcinelli che pensano ai fatti propri. Almeno pulcinella faceva ridere, questi fanno piangere con i nostri soldi. Altro che Iddio protegga l’Italia di Cossighiana memoria. Qua bisogna dire povera Italia con questa gente.

  12. fabio scrive:

    com’è la linea di FR?
    ancora elezioni subito?
    è cambiata?
    hi hi.

  13. fabio scrive:

    mi dispiace essere insistente, sono proprio curioso di sapere com’è oggi la linea di FR.
    ancora elezioni subito ?
    è cambiata ?
    come si dice “andiamo a votare” in veneto ?
    “andemo a votar”…
    no ?
    meglio non avventurarmi in lingue sconosciute.
    FR, mi aiuti lei, come si dice “le elezioni, subito” a bergamo ?

  14. alelanz scrive:

    Che bello! Appena tornato riapro questa blog e scopro che è diventato una sinfonia di rutti e peti in salsa leghista, in cui:
    - Se parli di lavoro sei stalinista – o stronzo, testadicazzo, e altre Liutprandate varie.
    - La costituzione fa cagare (possibile, ma è l’unica che c’è….)
    - che se sei di sinistra sei uno stronzo..
    Ma non doveva essere un luogo di riflessione di alto profilo?

  15. fabio scrive:

    doveva ?
    peccato.

  16. Un esule scrive:

    @Ale..
    Mica vero… Io di certo scrivo con enorme rispetto del lavoro, mai detto che chi e’ di sinistra e’ uno stronzo, mentre spesso accade l’opposto…
    O sbaglio

  17. alelanz scrive:

    be, che ne so, però:
    Pier58 scrive:
    7 agosto 2010 alle 14:00
    “A me l’idea che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro mi piace.
    Certo dovrebbe essere:
    1- fatto bene
    2- garantito solo dalla
    qualità dei prodotti
    (soprattutto quelli culturali)
    3- pagato, sempre, e per il suo valore
    oggettivo.
    4- protetto nel limite del ragionevole

    come nei paesi decenti. ecc. ecc’

    Ma perché non ti leggi bene la Costituzione,perché continui a sproloquiare da leghista ignorante.
    Non conosci la storia,non sai niente,
    perché non taci definitivamente,
    sarebbe un atto di consapevolezza:
    prima ti informi,leggi bene,capisci il significato e dopo magari puoi emettere qualche grugnito diverso dai tuoi soliti.
    Mica ho capito se ce l’ha con quel criptofascista di Liutprando o con me…
    Ma tutto sto casino non ha senso…..

  18. Un esule scrive:

    Eh????

  19. alelanz scrive:

    Eh! Chi ha capito che c’è scritto me lo spieghi

  20. fabio scrive:

    a quanto pare il caro leader ha convinto bossi ad aspettare un po’.

  21. fabio scrive:

    e insomma FR, si scrivono gli articoli e poi lis i abbandona così ?
    questo non è nemmeno tanto vecchio…
    appena 20 giorni fa, bisognava andare alle elezioni subito subito per salvare la democrazia.
    adesso FR ?
    ancora “elezioni subito” ?

  22. fabio scrive:

    si può dire che FR è più berlusconiano di berlusconi ?
    suona male.
    secondo me anche “più realista del re” suona male.
    vabbeh..
    il senso è quello.

  23. guido amadini scrive:

    Nessuno sospetta che forse la poca voglia generalizzata di andare a nuove elezioni possa dipendere anche dal fatto che, da qualche tempo, non basta più mezza legislazione per avere diritto alla pensione di parlamentare, ma ce ne vuole una intera? Altro che grandi strategie….

Che ne pensi? Commenta!

top