Fronte del Porno 2.0

“Abbiamo già messo in conto che la censura cinese bloccherà la pellicola”. Stephen Shiu non sembra troppo preoccupato della Grande Muraglia di Fuoco (il sistema di filtri che blocca la diffusione online del porno e del dissenso) e della censura di stato, che molto probabilmente colpirà 3-D Sex and Zen: Extreme Ecstasy, il primo film porno in 3D della storia del cinema. Il suo business consiste nel vendere il film nel resto del mondo e sta per stipulare contratti con diversi paesi, molti dei quali asiatici. La censura può fargli solo pubblicità (qualche liberal avrà almeno un motivo politically correct per comprare il dvd).

Il 3D è l’ultima, ovvia, svolta del porno. Il resto del cinema d’intrattenimento puro – cartoni animati e contenuti per l’infanzia davanti a tutti (con effetti sulla percezione ancora da scoprire) – dopo Avatar sta già virando verso quella che da più parti è stata definita senza mezze misure “la rivoluzione del cinema” (la prima volta che il 3D pare abbia sfondato, dopo più di vent’anni di tentativi zoppicanti e di mezzi buchi nell’acqua). La rivoluzione del 3D è sostenuta dalla annunciata penetrazione massiccia sul mercato degli apparecchi tv in grado di supportare la nuova tecnologia e di configurare una massiccia domanda di contenuti (i primi canali Sky in 3D partono ad ottobre, forse anche in Italia).

Naturalmente i contenuti pornografici si prestano particolarmente all’accresciuto coinvolgimento sensoriale insito nel 3D, esaltandone e (forse) ridefinendone confini e ricadute emozionali. “È strepitosa. Ho visto delle scene e devo dire che affinare la sensorialità porta ad affinare la sensualità”, sostiene Tinto Brass, che ha annunciato di voler girare il remake del suo Caligola del 1979 (che si intitola, per ora, Chi ha ucciso Caligola?).

Colpisce più che altro il ritardo con cui la scena porno si è lanciato sul nuovo carro, dopo l’epoca in cui per Gola profonda faceva la fila Robert De Niro, dopo che per anni “sex” è stata la parola più digitata sui motori di ricerca e i contenuti hard sono stati il piatto forte che ha permesso la nascita della megarete di interscambio mondiale chiamata poi peer to peer. La rivoluzione dei social network alla fine ha messo anche in crisi i baroni del porno (oltre che quelli dei giornali) e il fronte si è frastagliato.

Marc Dorcel, barone creativo del porno francese, ha avuto un’idea molto interattiva (e parecchio simile a Pioneer One). “Per diventare suoi coproduttori basta acquistare una parcella. La tariffa base ammonta ad appena 20 euro e garantisce un posto per l’anteprima. Con due crediti si compare sui titoli di coda. Con tre si incassano, in proporzione, i profitti. Con sei, c’è pure un dvd con dedica, ma ne servono 250 per partecipare ad una giornata di riprese e a una sessione fotografica, e 500 (ovvero 10mila euro) per scrivere e girare la propria scena hard.”

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