Il Cappellaio matto
La politica italiana non ha mai perdonato a Francesco Cossiga la sua più grande qualità: l’intelligenza. I democristiani, maestri di dissimulazione e di ipocrisia, lo sopportarono come si sopporta uno zio malato di mente; la sinistra, che vive di complotti e di mediocrità, in cuor suo continua a considerarlo un golpista mancato; Berlusconi, semplicemente, non sa di che cosa stiamo parlando.
Cossiga era perfettamente conscio di essere un esule in patria, una perla che la storia aveva dato in pasto ai porci: e ogni volta ha risposto, stupendamente, con l’ironia – la sua seconda grande qualità, e la corazza che l’ha protetto da troppe amarezze. Sardo, liberale, di cultura anglosassone, intelligente e ironico e soprattutto libero: davvero con l’Italia alle vongole il presidente emerito non aveva nulla a che fare.
Circondato da imbecilli per l’intero arco della sua vita pubblica, giustamente ha scelto di andarsene “con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità.” Gli sperticati elogi funebri di queste ore, che aveva certamente previsto, lo farebbero ridere di gusto. E così è bene ricordarlo: mentre, per un’ultima volta, seppellisce con una risata la mediocre Italia che ha avuto in sorte.


ammazza che schifo!
E’ tutta la sera che ho i conati di vomito per le stronzate su Cossiga, adesso finalmente ho vomitato.
Bravo, davvero.
Io personalmente non ho mai perdonato ben altro, tipo: perché mettere al servizio dell’abuso di Stato e del delirio di onnipotenza e di violenza di Stato la propria intelligenza.
L’Italia ha finalmente perso una delle peggiori figure politiche e umane della sua storia. Io continuo a piangere Giorgiana Masi, tu Rondoli’ piangi pure l’intelligenza di Cossiga.
In fondo a ognuno le lacrime che pensa di meritarsi
p.s. ridendo, ridendo, ha seppellito pure più di qualcuno oltre alla mediocre Italia. Aggiungerei “criminale italia” che ci è toccata in sorte a noi come a lui…solo che a noi è toccato pure Cossiga!
[...] creato 29/07/10 */ google_ad_slot = "7811674670"; google_ad_width = 468; google_ad_height = 60; Il Cappellaio mattoPotrebbero interessarti anche i seguenti articoli:In fin di vita Francesco Cossiga: il finto matto [...]
Cossiga,nel 1991,pur non avendo alcun titolo per farlo,convocò una riunione con gli amministratori e i ministri napoletani perché per lui Scampia ha rappresentato l’esperienza umana più toccante.
Le definì case senz’anima,case-prigione e finalmente partì l’accordo di programma per il risanamento di Scampia, tutt’ora in corso.
E’ l’unico intervento di risanamento urbano promosso da un presidente della repubblica,quando i partiti rimarcarono che era uscito dal ruolo disse,con allegoria al Vangelo: oggi mi è stato presentato Lazzaro e a LAZZARO HO DETTO DI RIALZARSI E CAMMINARE.
Forse,sul fallimento del ciclo dei rifiuti a Napoli,Cossiga sarebbe stato più intransigente con i responsabili del ciclo,CHE NON SONO I NAPOLETANI,SEMPRE COMMISSARIATI DAL GOVERNO.
Due picconate alla fibe-impregilo le stiamo ancora aspettando, tutte società del nord, le quali ci hanno regalato dieci milioni di eco-balle a Giuliano, inquinando terreni e acque.
quando un uomo muore vecchio e dopo ver avuto una vita piena di privilegi, sebbene conseguenti ai suoi meriti ed alla sua indubbia intelligenza, non c’è bisogno di contrizioni e cordoglio…è sufficiente un rispettoso silenzio. Kossiga (con… la k certo, la storia nn si cambia) non è stato un eroe, ma solo un uomo di stato che credeva nello stato e nella ragion di stato, al di sopra di ogni altro valore morale. Un uomo di stato, nel bene e nel male, fino alle ultime lettere scritte alle istituzioni. Lui stesso, però, ha voluto escludere, non lo stato, ma gli uomini di stato dal proprio funerale. Uno di quegli uomini insomma che riescono a scindere la famiglia dal lavoro, il lavoro dalle passioni, il popolo dallo stato… é morto, vabè e ne parliamo tanto,
ma è paradossale come, noi, che abbiamo perduto ogni ritualità funebre, che rifiutiamo l’idea della morte a prescindere, poi la esorcizziamo facendo gazarre sulle morti altrui. Ancora non è finita l’eco del volo pindarico di Taricone e adesso Kossiga. Ancora sento i frigni delle teen agers per la morte del televisivo casertano che adesso mi toccano quelle degli adulti sul machiavelli di sardegna. Vi prego, si muore signore e signori, mettetevi l’anima in pace (sic) e se succede a 90 anni dopo lustri e pajettes, bè, pazienza. Un’ ultima cosa riguardo alla storia, per il volemose bene, manca un passaggio che il machiavelli di sardegna ha saltato: quello in cui prima che i due s’abbraccino uno dica all’altro: scusa ho sbagliato e solo dopo viene il vabè è andata così, volemose bene…
Le “lacrime di coccodrillo” per Cossiga sono ributtanti, molti politici e molti “giornalisti” farebbero meglio a starsene zitti. Quoto Rondolino.
@PaoloPantani. Involotario esempio di comicità: “Cossiga,nel 1991,pur non avendo alcun titolo per farlo,convocò una riunione con gli amministratori e i ministri napoletani perché per lui Scampia ha rappresentato l’esperienza umana più toccante.
Le definì case senz’anima,case-prigione e finalmente partì l’accordo di programma per il risanamento di Scampia, tutt’ora in corso” (fine citazione)
Tutt’ora in corso!?!?
Vent’anni per mettere in ordine un quartiere di Napoli? Caspita, che solerzia, i tedeschi vi invidieranno la vostra borbonica laboriosità….
Con questi “ritmi” le strade di Milano sarebbero ancora invase dalle macerie dei bombardamenti anglo-americani….
Se è tutt’ora in corso è perchè non conosci Scampia, 80mila abitanti, una media città italiana.
” Programma di Riqualificazione Urbana di Scampia. Il Programma, per un investimento pubblico complessivo di 280 miliardi di vecchie lire, prevede: la demolizione delle “Vele” e la realizzazione di 926 alloggi di edilizia residenziale pubblica e di servizi e attrezzature. Le opere concluse sono: la demolizione di due Vele; circa 400 nuovi alloggi di edilizia pubblica; numerose attrezzature pubbliche quali un campo di calcio regolamentare, la piazza telematica,la sede dell’INPS, le aree a verde attrezzato di via Labriola, di viale della Resistenza, di via Monte Rosa, di via Fratelli Cervi, il complesso polifunzionale di viale della Resistenza, la sistemazione dell’area delle ex Aule Mobili. Sono in avanzata fase di realizzazione: 180 alloggi sull’area di sedime della demolita “Vela G” e la sistemazione testata N/W del Parco in viale della Resistenza per la realizzazione di una piazza ed il miglioramento della viabilità. A breve sarà aperto il cantiere della “piazza della socialità” dove sono previste: residenze pubbliche (139 alloggi) attività commerciali, culturali e sociali (mq. 5.000) e un teatro all’aperto.
- La costituzione della Società di Trasformazione Urbana “Napoli Nord”. L’area all’interno della quale potrà operare la STU Napoli Nord promuovendo, progettando e realizzando interventi di trasformazione urbana secondo quanto previsto dal P.R.G., è quella delle Municipalità recentemente istituite, Napoli 7 (Miano, San Pietro a Patierno, Secondigliano) e Napoli 8 (Chiaiano, Piscinola, Scampia), negli ambiti che le saranno assegnati con la’pprovazione in Consiglio. Napoli Nord sarà una STU interamente pubblica il cui capitale sociale, pari a € 500.000,00, è articolato in: Comune di Napoli 60 %, Provincia di Napoli 20 % e Regione Campania 20 %. La STU Napoli Nord è stata elaborata tenendo conto della recente evoluzione della normativa di riferimento in particolare per quanto concerne il meccanismo di conferimento delle aree oggetto di trasformazione. Napoli Nord è infatti una “STU omnibus” ovvero essa potrà operare su tutte quelle aree, comunque comprese nelle Municipalità 7 e 8, che di volta in volta il Consiglio Comunale potrà conferirle per procedere alla loro trasformazione. Le prime aree, di proprietà comunale, che la Giunta ha proposto al Consiglio di conferire alla STU Napoli Nord sono localizzate a Scampia, S. Pietro a Patierno e Miano.
Ma, ADESSO, raccontaci TU, del completamento della superstrada della val Camonica non è ancora ripartito. Fermo dai tempi di tangentopoli: fu un ministro di quell’ era, il bresciano Gianni Prandini, a volerla e fu una storia di mazzette a inguaiare la ditta costruttrice a bloccare i lavori. Era il 1992 e quattro anni dopo il sottosegretario Antonio Bargone previde la conclusione dell’ opera nel 1998. Dieci anni dopo è successo di tutto – anche la morte di un camionista, nel 2005, per il crollo della rampa di un viadotto – ma di cantieri riaperti nel tratto tra Capodiponte e Forno Aglione neanche a parlarne.
E il mose di Venezia?
Ragguagliaci, non se sappiamo niente, sappiamo solo che l’acqua alta c’è ancora.
Su opere incompiute, visto che vi siete fottuti i fas, ne avete di più voi e siete pure al governo.
L’intelligenza fu applicata al male ( e Giorgiana Masi si fece definitivamente male) e alla menzogna (sulla faccenda l’illustre scomparso mentì, non solo in Parlamento,anche dopo anni andava raccontando imbarazzanti balle). Se una intelligenza si applica al male e alla menzogna e li rivendica, si chiama cinismo. Che alcuni ritengono essenziale per un “politico”. Naturalmente si sbagliano.
@ Paolo Pantani: a parte lo stucchevole e chilometrico uso del copia-incolla, è vero, noi al Nord abbiamo alcune opere incompiute per colpa di politici “tangentari” e costruttori incapaci e/o compiacenti.
Ma sono – appunto – solo ALCUNE opere…non è la generalità dei casi. E proprio perchè al Nord – abitualmente – si finisce sempre quello che si comincia questi casi sono scandalosi ed emblematici.
Al sud – viceversa – fa notizia quando si riesce a finire qualcosa….
Vogliamo parlare della Salerno-Reggio Calabria, delle decine di ospedali mai finiti, delle “cattedrali nel deserto”, della ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia, del Belice? (e qui mi fermo per carità di Patria)
Ma se a voi – per consolarvi – basta additare il Mose bene, accomodatevi.
Quando – tra qualche anno – sarà finalmente finito voi starete ancora “riqualificando” Scampia…
Insomma, se rispondo nel merito non ti va bene, anche se alcuni interventi li ho pure seguiti io, ma sei pieno di luoghi comuni allora!
Attacchi per difenderti e sei pure superficiale, parli di cose che non sai.
Dicci TU, orsù, cosa state preparando a Milano per la manifestazione mondiale, che nè è dela tav in val di Susa , da noi funziona già la tratta Tav Roma Napoli ed è un bel po’ che funziona, è stata la prima delle vecchie effesse, storto o morto ne abbiamo fatti di kilometri e kilometri di strada ferrata metropolitana a Napoli, oggi abbiamo una armatura URBANA, da voi , nulla so.
Di opere incompiute ne abbiamo dal nord a sud, ma siete voi che dovete rispondere, oggi siete al governo, raccontaci solo una cosa, senza attaccare per difenderti, please, dicci una sola cosa che avete fatto e concluso,
che so, a Nord-Est, l’idrovia Padova-Venezia, ideata mezzo secolo fa…
Io una cosa sola so che è stata completata: le opere del col di Torino, Chiamparino e Castellani hanno lavorato bene.
E io ti comunico che a Napoli il Palabarbuto, è stato completato in 97 giorni,tre giorni prima della scadenza del contratto, perchè la squadra di basket doveva giocare il campionato, recod mondiale di opera pubblica in ferro, fatta da un mio caro amico erede dela cultura operaia di Sangiovanni che realizzò la prima ferrovia in Italia, che non cito, capirai,lavora pure da voi…
Questo è il Paolo Pantani che mi piace e che riesco a capire. Quoto.
@ PaoloPantani: nel merito potrei citarti – ad esempio – il Passante di Mestre costruito in project-financing e rispettando “al minuto” i tempi. Ma non voglio farmi invischiare in una sterile polemica:tu rimani della tua opinione ed io rimarrò della mia.
Notoriamente in Europa, quando devono pensare all’Italia migliore, quella della legalità e che funziona, non pensano al Nord e a Milano ma “naturalmente” pensano al sud ed al Palabarbuto di Napoli….(sic!)
PS sulla Tav in Val di Susa chiedere a….Mercedes Bresso….(quella “provvisoriamente” trombata)
Circondato da imbecilli?
Cossiga se lo scelse lui il partito.
Questa è come la fiaba del Berluska, che deve liberarsi delle mele marce che operano nel suo entourage.
Peccato che i pomi li abbia selezionati lui..
Quoto Luana, Peppe Ezbollà e Silverwolf.
Cossiga fu un cultore non del senso dello Stato, ma della necessità imperitura di un doppio livello, criminale e segreto, delle istituzioni.
Il peggio di quel Machiavelli, volgare libellista esaltatore di assassini e sadici, che solo in Italia può essere ritenuto un classico del pensiero politico.
Solo una rispettosa notazione: il sig Colangeli, quale che sia l’argomento in discussione, riesce sempre a dare addosso al Sud (notare la semantica: “noi” e “voi”.)
Mi sembra una vera sindrome ossessiva,tipica delle vallate alpine del Lombardo-Veneto prive di iodio, ma anche la prova lampante che la secessione del Paese è già nelle anime.
In stadio di metastasi avanzata.
Ci penserà Mediaset a mantenere unito con la gnocca questo Paese?
Belen for president?
Prima o poi questo veleno leghista darà i suoi frutti.
Qui ci vuole un patto di rinascita ed unità nazionale.
Fabrizio, comincio a pensare che sei un po’ troppo garantista riguardo alla gente di sinistra.
A leggere i commenti qua e in giro vengono i brividi. In quanto a cinismo i compagnucci non hanno niente da invidiare a Kossiga (che con l’ultima dichiarazione sul movimento degli studenti “da infiltrare per deviare” ha deciso di essere ricordato con la K).
Disgraziatamente spesso manca l’intelligenza di K e quasi sempre la sua ironia. Ma questa è la (sinistra) Italia che ci è capitata in sorte di abitare.
@ grigorji melechov. Non sono d’accordo (sommessamente). Il “doppio livello”, in un mondo diviso in due blocchi che si facevano guerra (che fosse fredda poco importa), era inevitabile. Il merito grande di Cossiga è stato aver detto a chiare lettere: 1) che le cose erano andate così e non potevano andare diversamente; nessun altro dei protagonisti dell’epoca ha avuto analogo coraggio; 2) che, finito il comunismo, si doveva voltare pagina. E anche questo lo ha fatto, fino a portare i comunisti al governo.
Per non dire degli altri meriti storici di Cossigone, che – non dimentichiamo – è quello che ha materialmente sfasciato la prima repubblica. Poi, certo, la seconda non è venuta granché. Ma non per sua colpa
@ PaoloPantani: ultima cosa e poi mi taccio. Il Palabarbuto (una semplice tensostruttura) costruito in 97 giorni? E con l’aiuto della super-tecnologia oggi a disposizione…
Ti faccio notare che la Piscina Olimpica per i Giochi di Tokyo 1964 (progettata da Kenzo Tange) è stata costruita in poco più di un anno (inizio lavori gennaio 1963 – consegna primavera 64)! (e con la tecnologia degli anni ’60…). Vedi un pò tu…
Cv,
beh, se il “doppio livello” era necessario durante la Guerra Fredda, ora siamo in attesa della sua smobilitazione italiana.
Che mi sembra ancora lontana, visto che la campagna mediatica del Crapapelada, negli ultimi 15 anni, è stata contro il comunismo defunto e trapassato.
In tema di imbecilli: non è che aver mantenuto alta la tensione verbale (o la fiction?)contro il “pericolo rosso” ha mantenuto in vita i corrispondenti apparati?
Che magari si ritengono legittimati ad perpetuum nell’usare giochetti da guerra fredda?
In tema: si hanno notizie dell’attentato “anarchico” alle poste milanesi il sabato prima delle elezioni?
No?
Cv,
beh, se il “doppio livello” era necessario durante la Guerra Fredda, ora siamo in attesa della sua smobilitazione italiana.
Che mi sembra ancora lontana, visto che la campagna mediatica del Crapapelada, negli ultimi 15 anni, è stata contro il comunismo defunto e trapassato.
In tema di imbecilli: non è che aver mantenuto alta la tensione recitativo-verbale (o la fiction?) contro il “pericolo rosso” ha mantenuto in vita i corrispondenti apparati?
Che magari si ritengono legittimati ad perpetuum nell’usare giochetti da guerra fredda?
In tema: si hanno notizie dell’attentato “anarchico” alle poste milanesi il sabato prima delle elezioni?
No?
Veramente è Fornitura e Montaggio di Carpenteria Metallica in acciaio zincato.
Provatele a fare voi, saputoni, niente cemento, a proposito, ma comwe vanno le faccende di Stanca dell’expo?
Capisco avete ben poco da esporre, se vi serve una mano a disposizione.
Vantaggi dell’ACCIAIO
LA BELLEZZA
La protezione
La semplicità
La trasparenza
La creatività
La libertà
La progettazione
IL RISPARMIO
I costi di cantiere
L’integrazione
I programmi di disegno
Il fissaggio
I prezzi
La manutenzione
LA FLESSIBILITA’
Gli ampliamenti
Gli spazi
I servizi
La prefabbricazione
IL PRESTIGIO
La luminosità
L’espressività
L’immagine
Le linee
L’EFFICIENZA
La funzionalità
Le soluzioni
Il montaggio
Le colonne
Le fondazioni
LE PRESTAZIONI TECNICHE
L’isolamento acustico
L’isolamento termico
Le combinazioni
La protezione superficiale
La protezione antincendio
L’AMBIENTE
Il riciclo
Il riutilizzo
Il riscaldamento
I trasporti
I consumi
I cantieri
LA SICUREZZA.
La Costruzione di un Palazzetto dello Sport in Viale Giochi del Mediterraneo denominato PALABARBUTO in soli 100 giorni è una cosa che se l’aveste fatta voi, stareste ancora a menare per vendervela, con i vari architetti fuffa’s, esperti del vacuo.
(ANSA) – VENEZIA, 7 AGO – La Polstrada ha disposto la chiusura del Passante di Mestre dal bivio di Dolo. Il provvedimento preso per la gran mole di traffico.
Gia’ dalla prima mattina colonne di auto si sono formate sull’arteria in direzione Belluno-Trieste.
Il traffico e’ stato cosi’ deviato obbligatoriamente sulla A57 e sulla Tangenziale di Mestre. Lunghe code si sono tuttavia formate gia’ da Padova Est in direzione Venezia.
Ero al Brennero, volevo prendermi un Bellini all’Harry’s bar di Cipriani alla Giudecca…
Ciò e a ti te piase el pasante mestrino? Ostrega!
Non conosco alcun politico che, prima o poi, in misura maggiore o minore, non abbia chianto il capo ala cosiddetta “ragion di stato” e quelli di sinistra non hanno fatto e non fanno eccezione. Può darsi che sia necessaria per il governo di una nazione, anche se a me piace pensare che che la democrazia non vada mai difesa con metodi in contraddizione con i suoi principi e che, quando ciò avviene, si rischia la fine della democrazia stessa. Detto questo sentir parlare di Kossiga (con la cappa) dei misteri dietro la morte di Giuliana Masi, mi fa venire i brividi e mi rendo conto che una certa sinistra non si è, purtroppo, ancora estinta e continua ad evocare i suoi fantasmi. Per quanto riguarda me, mi unisco a Fabrizio nel dispiacere per la perdita (naturale) di un politico intelligente, arguto e, a mio avviso, profondamente democratico, degno di nazioni migliori della nostra.
Un’ unica osservazione a quanto scritto da FR: perchè mai Berlusconi “non sa di che cosa stiamo parlando” ? Io credo che, in realtà, se non avess dovuto coltivare i compromessi necessari per governare, SB sarebbe stato (o in realtà era) molto vicino a Cossiga, specialmente al Cossiga picconatore della prima repubbica, che tanto fu inviso ai vertici, tutti, della politica italiana di allora.
cosa ne pensate della spiegazione data da cossiga per la strage di bologna?
vi sembra plausibile che sia stato un incidente occorso ai palestinesi?
sua questa frase: “fu opera dei palestinesi. a volte il terrorismo e’ utile”.
si diceva del cinismo….
e di questa bella idea di cossiga invece cosa ne pensate?
domanda:
“presidente, come pensa dovrebbe comportarsi berlusconi con gli studenti che protestano”?
risposta:
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».
intelligente cossiga si….
qualcuno potrebbe dire “sbrigativo” anche.
un politico veramente geniale, riuscirebbe a risolvere i problemi evitando vittime.
sono famose le foto del poliziotto con la pistola sfoderata, infiltrato nel corte per il terzo anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.
mori una ragazza di 19 anni.
e fortuna che era solo intelligente, se fosse stato intelligentissimo ci scappava la strage.
solo alcuni chiarimenti, Gladio, o Stay Behind, fu smantellata alla fine della guerra fredda in tutti i paesi della NATO, anche nelle civilissime Olanda e Danimarca.
Cossiga ha solo avuto il coraggio di dirlo. Chiaro che in un paese dove negli anni ’70 le BR avevano accesso ai depositi d’armi dei partigiani comunisti, e Cossutta andava con la valigia a Mosca, certe verita’ dovevano essere taciute.
Come molti degli scriventi, per motivi anagrafici ho chiari ricordi degli “anni di piombo”, e sentirmi dire che il Berlusconismo e’ eversivo mi fa sorridere.
Come chi discetta sul “piano di rinascita democratica” di Castiglio Fibocchi. Un documento che mi sono appena riletto. Puro buon senso. In particolare se lo storicizziamo.
Fabio, potresti darmi un link per la fonte delle dichiarazioni di Cossiga sugli studenti da te citate? Mi interesserebbe davvero. Personalmente non ho creduto allora e non credo ora alla teoria degli agenti provocatori. Il poliziotto in borghese non è necessariamente un infiltrato provocatore. Ricordo bene anche le foto, della stessa epoca, dei manifestanti che sparavano verso la polizia con la P38. Non credo che in quegli anni di follia pseudorivoluzionaria collettiva ci fosse alcun bisogno di gettare benzina sul fuoco, né di sparare con una .22 sulla folla e, anche se fosse stato un poliziotto esaltato a sparare (e ce ne sono, purtroppo, come dimostrano fatti di cronaca non politica recenti), questo non vuole dire che dietro ci fosse un disegno o addirittura la volontà di Cossiga. Anzi, se guardiamo ai fatti, vediamo che ad onta di provocatori di sinistra che si illudevano di poter innnescare una rivoluzione e di provocatori di destra che speravano di creare le premesse per un golpe repressivo, siamo usciti dagli anni di piombo con una democrazia, tutt’altro che forte, ma che ha tenuto.
Il triste episodio della morte di Giuliana Masi ha troppi connotati in comune con altre morti semi-accidentali passate e presenti per dover essere a forza spiegato con un disegno destabilizzante e/o una strage di stato: pensiamo alla donna uccisa dai vigili urbani a trastevere nel ’78, alla studentessa romana colpita da proiettili .22 all’ università o al tifoso ucciso dalla polizia in autostrada. Evidentemente gli esaltati ci sono e, certamente, in quegli anni, la situazione di caos e di violenza era molto favorevole a garantire l’impunità. Purtroppo quando la verità non viene a galla, ma a volte persino quando è assodata, c’è spazio per ogni teoria e soprattutto per i teoremi più amati.
sera Amadini, quelle che riporto sono affermazioni date da cossiga a viva voce in una intervista televisiva, sono arcinote ed in questi giorni vengono riportate da tutti i giornali, basta pescarne uno a caso.
su you tube dovrebbe esserci anche il filmato dell’intervista.
da persona di sinistra, devo riconoscere a cossiga il coraggio di aver detto chiaramente come stavano le cose, mentre tutti i suoi colleghi si nascondevano dietro un dito.
quello che mi interessa di più però, non è un singolo episodio di cronaca ma la strategia generale da adottare in situazioni di grande tensione.
si può fare più o meno uso della forza, e più o meno opera di prevenzione.
per conto mio preferisco che gli apparati di ordine pubblico trovino e neutralizzino i facinorosi prima che possano colpire, quest’ultimo è l’atteggiamento tipico delle forze di polizia britanniche.
troppo spesso ho visto in italia che si lasciava campo aperto a balordi e delinquenti per poi poterne strumentalizzare l’operato.
è un modo di intendere l’ordine pobblico che non mi piace, e non credo proprio sia stato cossiga il suo alfiere, almeno non l’unico.
ho visto di persona come è stata gestita la situazione a genova per il G8, ed in quell’occasione mi sono vergognato del mio paese.
xxx errata corrige xxx
l’intervista di cossiga non era televisiva ma per il quotidiano “il giorno”.
Non posso che dichiararmi d’accordo con te. Purtroppo le nostre forse dell’ ordine sono selezionate con criteri discutibili e ricevono un addestramento anacronistico, in cui, stando a quanto mi diceva anni fa un commissario, l’ordine pubblico (da mantenersi a qualunque costo) si trova al primo posto per importanza. Secondo questo funzionario, questo perchè la piazza è l’unica cosa di cui i nostri politici avrebbero realmente paura. Che sia così o meno, ci troviamo con forze di polizia fascistoidi, che però si metterebbero immediatamente al servizio di un eventuale regime di sinistra, che permettesse loro di gestire le cose in un certo modo.
[...] This post was mentioned on Twitter by Massimo Micucci, semidicevi. semidicevi said: Il Cappellaio matto – http://b2l.me/ah3j9j (via @http://twitter.com/TheFrontPageRV/) [...]
http://www.senzasoste.it/…/i-consigli-di-cossiga-infiltrare-tra-gli-studenti-agenti-provocatori-pronti-a-tutto
http://www.youtube.com/watch?v=Q7WvLwmgqn4
Bisogna storicizzare questa intervista, il tipo era fatto così, si è messo anche a cantare alla radio.
Ma voi due da quale pianeta venite. Polizia fascistoide? Che tristezza
esule, io personalmente vengo dal pianeta “polizia più preparata professionalmente e più propensa ad usare il cervello che il manganello”.
è un pianeta del sistema solare “il ministro dell’interno non deve cercare scontri e tragedie per alimentare la strategia della tensione”.
mi dispiaccio per la tua tristezza, prova a trovarti un hobby, a volte aiuta.
Ma veramente non credo che la polizia italiana sia fascistoide, gli facciamo un regalo troppo grosso a questi qui, anzi, tutt’altro.
Adesso è democratica, smilitarizzata e sindacalizzata, fu un nostro successo, uno slogan fortunato: poliziotti, sfruttati, formate i sindacati.
Fu un poliziotto che riferì in giudizio sulla macelleria messicana di Genova, per me è la migliore polizia del mondo.
A New York i poliziotti del Sud Italia in vacanza o in missione, vengono trattati con il tappeto di velluto fin dall’aeroporto, sono coloro che conoscono meglio i poteri criminali internazionali, vengono usati come consulenti e docenti, manco fossero del MIT di Boston.
Li conosco e li rispetto, in una città impegnativa come la mia, sono discreti e funzionali, senza il loro equilibrio avremmo avuto la guerra civile tutti i giorni, sanno anche trattare e fare compromessi, dovremmo pagarli di più e curare di più la formazione, invece manco la benzina gli danno.
Quoto Fabio.
A Bologna i palestinesi? E i marziani no?
Questa era la funzione nebbiogena di Cossiga.
Alcuni mesi dopo che Cosa Nostra aveva assassinato il giudice Rosario Livatino, 38 anni:
” non è possibile credere che un ragazzino, solo perchè ha fatto il concorso, sia in grado di condurre indagini complesse contro la mafia ed il traffico di droga.
Questa è un’autentica sciocchezza”.
Francesco Cossiga, 10 maggio 1991.
Un generale che tradiva la memoria dei suoi soldati, morti eroicamente sul campo.
Ragion di Stato anche questa?
Di sicuro la bomba a Bologna non l’hanno messa Mambro e Fioravanti.
I misteri italiani derivano dalla doppia morale e dalla situazione distonica,eravamo paese di frontiera,in guerra,interna ed esterna,calda o fredda,nè est e nè ovest,nè nord e nè sud,nè legale ma non del tutto nè illegale,sempre con il suo solito cuore, un cuore oscuro.
Una moglie americana esigente e incazzosa,(mi ricordo ancora come Kissinger trattò Moro,l’ultima volta che lo vide,sapendo cosa aveva fatto in Chile, solo quattro anni prima,credo che tutti capimmo), una amante araba e un grande fratello, non mediatico.
Anzi veniva di persona, si chiamava Suslov, si comportava come un generale moscovita burbanzoso che passava in ressegna le truppe ritrose del caucaso e ne aveva i motivi, le valigiette arrivavano, molti stipendi del partito dipendevano da quel tipo, dovreste ricordarvelo voi, molti dei beneficiari sono qui, fra noi e per nulla riconoscenti, mi pare.
scusi sig Pantani,
il problema è che così, malgrado la sua giusta analisi, non andiamo da nessuna parte:
dollari e rubli volavano a destra e manca, va bene.
Il Paese era a sovranità limitata, ne ha pagato il sanguinoso prezzo, e va bene.
Ma adesso?
La doppia morale continua? Con che giustificazione, visto che il Muro è crollato?
Temo che l’invenzione berlusconiana di praticare l’anticomunismo , quando questo è stramorto e mummificato, sia solo una scusa per mantenere operanti i meccanismi e gli apparati della Guerra Fredda.
Mi sembra di coglierne qualche segno nella invereconda guerra dei dossier in atto nel Centrodestra.
Oppure secondo lei si tratta di segugi giornalistici?
Permette una battuta per sdrammatizzare?
i rubli venivano da Ponomarev, non da Suslov, e non so se qualcuno serba loro riconoscenza.
Ma spesso dall’ altra parte i percettori di dollari facevano lievitare la consistenza numerica dei “rossi”.
E poichè lo zio Sam pagava in proporzione al pericolo…….
Fu un filone significativo (ehm…) della socialdemocrazia italiana, che tanto influenzò il successivo, disinvolto craxismo.
Insomma la professione di “assediati dai comunisti” non era poi così drammatica, poteva anche riservare soddisfazioni materiali.
Non so se ci siamo capiti…
quindi eravamo non nella guerra fredda… ma nel mercato delle vacche…
come dice melechov, quello che fa preoccupare è che in italia non siamo riusciti ad uscirne del tutto dalla guerra fredda.
è assurdo, andiamo avanti con una inutile zavorra, solo perchè ad alcuni conviene… ed altri senza i vecchi schemi non saprebbero più cosa pensare.
a proposito di rimasugli ideologici da guerra fredda….
io sono del PD, spesso mi capita di incontrare in rete una certa tipologia di berlusconiano…
mi spiego meglio: il PDL è un partito grande ed al suo interno ci si trovano varie visioni politiche, una che mi capita di incontrare è quella dell’estremista di destra.
estremista nel senso di fronte della gioventù, roba del tipo se ami la mamma vota la fiamma e via dicendo…
questa componente del PDL è molto minoritaria, ma mi da da pensare.
parlando con questa gente, scopri che non sono liberisti, non federalisti, ma il loro odio contro i “rossi” è talmente forte che pur di batterli voterebbero anche wanna marchi, topo gigio, minnie, pippo o pluto.
naturalmente io (che sono del PD) sono un “rosso”.
ora, uno che vota Partito Democratico, se non è molto giovane ha vissuto una esperienza di distacco dal comunismo, ne ha capito i limiti e l’ha superato.
per intenderci: è come se io in passato fossi stato sposato con maria, poi abbia capito che maria non faceva per me e ne abbia divorziato, ed a vent’anni di distanza mi trovassi di fronte a gente che mi accusa perchè “marito di maria”.
forse hanno più possibilità loro di essere il prossimo marito di maria di quante non ne abbia io.
per quale motivo gli estremisti di destra nostalgici sono tanto affezionati a berlusconi?
perchè continuano a credere in idee superate dalla storia come la politica populista di un demiurgo?
probabilmente, è perchè a differenza di me, non hanno potuto vivere di persona gli aspetti peggiori della loro ideologia.
di gente che abbia vissuto nel ventennio in giro ne è rimasta poca, le persone che incontro ne hanno subito solo una lontana eco ammantata di leggenda.
se si fossero dovuti misurare veramente con un regime fascista, probabilmente molti di loro avrebbero visto i sorci verdi.
il fascismi in italia è finito in modo troppo traumatico, non è stato metabolizzato ed ha lasciato dietro di se scorie pericolose.
vi assicuro che (anche se fortemente minoritaria) nel PDL c’è una forte componente nostalgica che vede in berlusconi un nuovo duce che li guida nella guerra con i “rossi”.
per queste persone naturalmente fini è un traditore.
Si, è così.
Ricordo che nei cine-giornali americani li sfottevano pure, li chiamavano gli onorevoli “cannelloni”.
E’ durato un sacco di tempo, dalla ambasciatre Clare Booth Luce, all’ ambasciatore Leo Wollemborg, amico di Malagodi, fino a Gardner, con moglie veneziana, sottile e discreto ambasciatore, la sua prima dichiarazione al party uffficiale di nomina a Washington, fu:
” Prima de parlar… tasi ” e ridevano tutti, senza traduzioni da parte della signora,la quale se la rideva, “serenissima”.
Dalla altra parte le cose erano più complesse, si discuteva, ci si appiccicava sulle strategie almeno, anche se molto fumose, si facevano gemellaggi alla Guareschi,non ci capivo niente di quel sistema, proprio non lo digerivo,ma guarda che razza di alleati, pensavo,ce ne dobbiamo liberare,questi ci fanno perdere voti e sono illiberali, hanno ammazzato milioni di persone, sia prima che dopo la guerra.
Il guardiano della ortodossia era Suslov, l’ufficiale pagatore era Ponomarev, dopo l’”imprimatur” di Suslov, poi dopo “lo strappo”, non venne più e finirono i contributi,rimase solo una provvigione sulle merci, importate o esportate.
Il punto è che non servono le analisi, è il cuore oscuro dell’Italia che mostra le sue stimmate morali.
E’ un fatto che viene da lontano: i papi che invitavano gli stranieri a derimere le nostre questioni,ma sempre a loro vantaggio, fin da prima del falso della donazione costantininiana, o Franza o Spagna, basta che se magna, i savi giucciardiniani che cercano, in tutte le cose, l’utile “particulare”, i pazzi che cercano le utopie e fanno sempre una brutta fine, pur calpestando la bolla di scomunica papale, (Corradino di Svevia, Giordano Bruno, Mario Pagano, Carlo Pisacane…), sono, generalmente, pochi.
Adesso, io sogno un mondo policentrico, alla Francese, con un dettato morale ed etico per tutti, i diritti dell’uomo sono sacri ed inviolabili, anche in Cina e nei paesi che lapidano le adultere, anzi qui se ne parla poco, beviamo troppo petrolio, ancora.
A Fabio.
Mi aggancio al concetto del matrimonio con Maria. Se Maria ti ha attaccato la sifilide, non e’ che sposando un’altra il mal francese ti passa…
Se poi lei intravvede comunanze tra la destra destra e Berlusconi e’ meglio che si legga qualcosa sul neofascismo de noartri, prprio non possono andare d’accordo. E l’anticapitalismo e’ in effetti il discrimine.
Detto cio’, se lei vede nei “berluscones” degli estremisti (sic) forse dimentica la polarizzazione voluta dal PD+IdV nell’attacco strumentale e continuo contro la persona Berlusconi portato avanti negli ultimi 15 anni, con l’ausilio dell’artiglieria pesante in toga. E’ chiaro che un giovane nato 25 anni fa e che si schieri con Berlusconi si sente circondato ed aggredito, e quindi reagisce con veemenza (finora, mi pare solo verbale). Poi l’etichetta di destra al PdL mi pare un pochino malmessa. La destra vera non e’ neanche Fini, oramai penso non esista piu’, nel bene o nel male. Chi legge oramai Evola o Codreanu, le Maistre o Brasillac… Nessuno.
va bene esule.
lasciamo stare.
Bella mossa
“Adesso, io sogno un mondo policentrico, alla Francese, con un dettato morale ed etico per tutti, i diritti dell’uomo sono sacri ed inviolabili”
grazie pantani, questa la riscriverò come se fosse quasi mia.
(altrove però eh…)
Ci mancherebbe, i policentrici qui non ne vedo, nè adesso, nè prima, solo il pensiero unico E BINARIO, AMICO-NEMICO.
Forse occorrerebbero nuovi valori, senza i quali l’uomo non combatte, una civi-crazia, il rispetto del cittadino, una rete orizzontale di uomini liberi, non di cricche fameliche, organizzati in associazioni di promozione sociale, i partiti sono anime morte, non aggregano e sopratutto serve un soggetto politico strumentale che favorisca l’uscita dal “lungo sonno di estraneazione” dei giovani italiani, precari, emigrati e bamboccioni, quelli che emergono sono peggio dei vecchi, hidalgos, hijos de algo, figli di qualcuno.
I giovani devono capire che non avranno lavoro e nemmeno pensioni,se lo trovano un lavoro, non avranno salari di mercato e continuità.
non so pantani, io ormai mi sono abituato a pensare in piccolo, ed un piccolo risultato buono mi sembrerebbe già un successo.
per fare sentire i giovani più partecipi, cosa ne pensa di un sistema elettorale in cui scelgano nome e cognome di chi li rappresenterà?
certo un piccolo passo, ma meglio di niente.
si… favorisce il voto di scambio, ma anche mangiare favorisce l’obesità, e fare il bagno favorisce l’annegamento.
e poi la questione principale è soprattutto (ancora) economica.
come dice lei, l’accesso al sistema è pieno di ostacoli a protezione del privilegio di pochi.
ma questo argomento chiama in causa è un obbiettivo grande, e visti i tempi…
proviamo ad abolire licenze, albi professionali ed ordini vari ?
ma se siamo ridotti con un parlamento che si paralizza se solo deve discutere di intercettazioni telefoniche….
Qualche cosa o più cose per i giovani bisognerà pur fare, sono il nostro futuro, abbiamo già perso cinque generazioni.
Forse ci vuole un processo formativo traumatico, devono darsi anche loro una mossa, al sud ci sono problemi ciclopici.
Occorrerebbe predisporre almeno una legge speciale per i giovani per l’inserimento al lavoro, UNA COSA KEINESIANA, una specie di legge 285, i beneficiati degli anni ’70 e ’80 sono prossimi alla pensione, oggi.
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