Identikit riformisti
La possibile candidatura di Umberto Ranieri a sindaco di Napoli, alla guida di una alleanza larga di centro – sinistra, è una buona notizia. Ranieri incarna una lunga storia riformista nella componente migliorista del Pci, a fianco di Napolitano, Macaluso, Chiaromonte. Un drappello di dirigenti che negli anni della grande slavina di tangentopoli hanno tenuto aperto il dialogo con il mondo socialista, contrastando le derive populiste e lavorando per una ricomposizione unitaria del riformismo italiano. Ranieri lo ha fatto credendo nella scommessa del partito democratico. In tempi di bassolinismo trionfante, fu tra i pochi ad opporsi denunciando i limiti di quell’esperienza di governo. La Nuova alleanza per Napoli, il cartello a sostegno della candidatura, ne sosterrebbe la candidatura alle primarie di coalizione che, dopo il passo indietro di De Magistris, sarebbero in discesa. Di là della vicenda napoletana e dei suoi esiti, ci interessa sottolineare come la partita per le prossime amministrative si possa giocare per il PD sul terreno di una solida proposta di governo, più che su quello identitario. Il contrario di ciò che è accaduto alle recenti regionali con candidature di forte impatto simbolico, come quella di Emma Bonino. In quel caso l’errore non fu nella qualità del candidato, quanto nell’improvvisazione del progetto di governo e nel suo scarso radicamento. Esemplari, da questo punto di vista, i flop in termini di voti di alcuni assessori uscenti dell’ex giunta Marrazzo. Una forte identità politica, candidati legati al territorio, un programma fornito di pochi, chiari punti possono rappresentare, in molte realtà locali, la carta vincente assegnando al PD quel ruolo di polo di attrazione dei riformisti per il quale è nato. Candidature che riescano ad invertire il processo di disgregazione del blocco sociale e dirigente di centro – sinistra che in Campania è risultato decisivo nella vittoria di Caldoro.
Nel caso romano, un’operazione del genere potrebbe avere il volto di Nicola Zingaretti, candidato in pectore per il Campidoglio. A patto, tuttavia, che si allontani dalle vaghezze tipiche del birignao veltroniano e sappia sostenere posizioni non gradite alle solite lobbies capitoline (mattone, commercio, tassisti). Anche a costo di mettere a rischio alleanze vantaggiose (Casini e terzopolisti vari).
Le occasioni non mancheranno. Dalla liberalizzazione dei servizi pubblici locali prevista dal decreto Ronchi (acqua, trasporti, rifiuti), alla mobilità, alla rivoluzione amministrativa nel senso del decentramento conseguente alla nascita della Provincia metropolitana, all’avvio di progetti di green economy già attuati in tante città europee. Esiste un’ampia documentazione su queste esperienze, è auspicabile che divengano un tema delle prossime campagne elettorali comunali. Ma per farlo occorre costruire con pazienza le candidature allargando il più possibile la coalizione e radicare la proposta politico – amministrativa che ne è espressione. Ricominciare dalla vecchia, cara politica senza inseguire colpi ad effetto. Ranieri a Napoli, la prossima primavera, può aprire la strada.
Paolo Allegrezza


[...] l’articolo integrale: Identikit riformisti Potrebbero interessarti anche i seguenti articoli:Identikit riformisti The Frontpage – La possibile [...]
Sono d’accordo con l’articolo … con un unico MA ….. che forse è grosso … ma lascio agli altri valutare: RANIERI è uno in scena da molto … mi dà l’impressione che sia un po’ decotto … cioè che il suo tempo sia passato, in questa politica in cui il PD ha bisogno di essere ed apparire (due categorie ben distinte) nuovo e diverso oltre che riformista, senza cadere nell’ovvietà del nuovismo fine a se stesso.
Riuscirà Ranieri – persona capace e perbene – ad avere quell’appeal che faccia sognare la Napoli per bene? Quella che non vuole venire a compromessi con la Camorra e che si pone come obiettivo di tentare di tagliarne tentacoli e teste?
‘Riuscirà Ranieri – persona capace e perbene – ad avere quell’appeal che faccia sognare la Napoli per bene? Quella che non vuole venire a compromessi con la Camorra e che si pone come obiettivo di tentare di tagliarne tentacoli e teste?’
No.
Ma che facciamo, proponiamo la preistoria del PCI, ci vorrebbe una persona veramente capace. Ma come si fa visto che a Napoli anche l’aria puzza di politica??
io vivo lontano da napoli, le notizie che mi arrivano fanno pensare che qualunque candidato di centro sinistra farebbe molta fatica.
Penso che oggi solo un De Luca napoletano potrebbe avere speranze contro un cavallo di Caligola qualsiasi. Io fossi nel PdL proporrei la Carfagna. Osso duro…
Concordo con l’esule sulla Carfagna (sabina ci sbranerà tra pochi secondi) e su Ranieri….boh, la prima cosa che mi è venuta in mente è: piccoli bassolini crescono.
“Ranieri a Napoli, la prossima primavera, può aprire la strada.”
A Napoli si aprono molte strade.
Basta che piova.
Per il resto, scordatevi un sindaco PD o IDV.
Scusate tutti, ma l’avete mai visto in Tv Ranieri? Sembra sempre che sia appena uscito da un funerale (anche per come si veste…): secondo me porta pure (leggermente) jella…..
Se è questo “il nuovo che avanza” poveri amici napoletani….
Sophia, cosa ne dici?
Caro il mio Padano, lo stato dell’arte dato da sapere ai tuoi poveri amici napoletani attraverso stampa e blog è questo: a sinistra c’è uno scontro tra IDV e PD, a cominciare dalle primarie.
De Magistris, votatissimo, resosi conto che a Napoli la sua candidatura è osteggiata dagli apparati del Pd e della sinistra filo-bassoliniana si concentra sul ruolo di leader nazionale (!) Oltretutto è anche avversato dai dirigenti locali di Idv, anche se formalmente hanno lanciato la sua candidatura a sindaco.
Ma non finisce qui…c’è uno scontro anche interno al PD fra Ranieri e Oddati, o meglio fra due Fondazioni: la Fondazione Mezzogiorno Europa, del lettiano Umberto Ranieri, già Sottosegretario agli Affari Esteri in tre governi di centrosinistra e fedelissimo di Napolitano e la Fondazione Sudd ,promotrice del Forum Universale delle Culture di Nicola Oddati, oggi assessore comunale alla Cultura e bassoliniano di ferro. Pura continuità.
Si potrebbero fare avanti altri nomi, quali Andrea Cozzolino, già assessore regionale alle Attività produttive, oggi europarlamentare. Un pezzo da novanta: il più eletto al sud dopo De Magistris e Berlusconi.
La campagna elettorale della sinistra sarà completamente nuova: il nemico da abbattere non sarà più giammai Berlusconi.
E’ tutta centrata contro la Lega.
A proposito: pare che il centro destra voglia candidare Maurizio Marinella, il re delle cravatte.
Non mi pare una scelta felice e siccome sono convinta che i napoletani preferirebbero impiccarsi pur di non votare il centrosinistra, non so se si salverebbero.
Del resto che cos’è una cravatta se non un cappio elegante?
@Sophia
E’ un piacere leggerti.
Belle osservazioni.
@Liutprando. Buongiorno Liut! La cosa è reciproca..
A proposito, ti ricordi quando ottodixit osservò che eravamo una strana coppia? Beh, anche la strana coppia ottodixit- andrea lucangeli non è male..
@ Sophia: grazie Sophia, mi hai fatto “un quadretto” molto esauriente.
Ti lancio una provocazione: e sei il centrodestra a Napoli candidasse un vostro leghista d.o.c.? Mi pare che se ne sia già discusso qualche tempo addietro.
PS la coppia Ottodixit-Lucangeli? Tutta scintille e baruffe…ma sono troppo vecchio per certe battaglie…
Ranieri incarna una lunga storia riformista nella componente migliorista del Pci. La componente migliorista che ha migliorato che cosa? La forma fisica del Giuliano Ferrara, a questa gente abbiamo già dato, ci convinsero di votare no al referedum sulla “scala mobile” (la loro più grande vittoria politica), tutto per salvare l’economia del paese e poi si sono magiati anche le fondamenta del paese. Boh fate vobis
@padano. Mi informo meglio e ti risponderò. Intanto ti anticipo che mio marito ha votato Lega Nord….
[...] Per approfondire consulta la fonte: Identikit riformisti [...]
a me Ranieri, in senso politico ed umano, è sempre piaciuto. Pacato, serio, di buone letture, incarna quel tipo di uomo d’apparato del PCI ultima ora, che coniugava (tangentopoli era ancora lontana) socialdemocrazia e feste dell’Unità, volontariato e libertà d’impresa. Purtroppo è osteggiato perchè non è giustizialista, non odia il Cav. e non ha 25 anni, come pretenderebbero i puristi del nuovo. E non credo che il centro-sinistra possa farcela. La città da tempo vota di più a destra, ma sorprende la mancanza di una figura in quello schieramento che possa incarnare il ruolo di sindaco. Continuano a a guardare al di fuori del partito, soprattutto agli imprenditori noti e di successo, in questo caso imitando il PD ed i suoi progenitori PDS / DS, mai in grado di proporre una figura di premier proveniente dal suo apparato. Eppure non riesco ad abbandonare l’idea che la bestia nera Bassolino possa ri-farcela. Sembrerebbe fantapoliica, eppure qualcuno ci pensa. E non è detto che ciò sia una sciagura.