Le riforme scendono sulla terra?
Vuoi vedere che parlare di riforma elettorale non è esercizio per iniziati? Una conferma giunge da quanto sta finalmente avvenendo nel Pd dopo la lettera di Bersani a Repubbica. La proposta dell’alleanza costituzionale ha un senso se è tenuta insieme da un’idea comune sul post-Porcellum. E se si aggiunge che l’argomento che può unire, seppure a tempo, centristi vari, Casini, il Pd-Ulivo è il modello tedesco, le conclusioni sono presto tratte.
E a trarle ci hanno pensato anche gli ulivisti – veltroniani – ex referendari del Pd che hanno dato vita ad un gruppo trasversale pro uninominale maggioritario (www.uninominale.it). Bene hanno fatto, così come bene faranno i sostenitori del modello tedesco ad uscire allo scoperto e condurre una limpida battaglia politica. Poiché non si parla di quisquiglie, ma della qualità della nostra democrazia, sul tema non sono possibili furbate o posizionamenti tattici. Si vuole il modello neo parlamentare in vigore in Germania, compreso l’assetto federale, o si preferiscono le soluzioni Westminster, francese o presidenzialista all’americana connesse all’uninominale maggioritario? Chiarendo che la prima non produce affatto bipartitismo, la seconda unita al doppio turno non la vuole quasi nessuno e la terza è applicata con successo solo negli Usa.
Chi scrive sostiene la bontà del sistema elettorale tedesco cui andrebbe accompagnato, tuttavia, il tema del superamento del bicameralismo. Anche qui, un argomento che può scendere dall’empireo dell’ingegneria costituzionale e divenire popolare. Passando dall’attuale Senato al Bundesrat, al posto dei senatori eletti avremo i rappresentanti dei governi regionali. A parte le ovvie ragioni di coerenza palesate da quel sistema, non sarebbe un buon modo per ridurre l’acqua in cui nuota il pesce populista?
E ancora, a proposito di scelte ormai non rinviabili per il Pd: perché non cogliere come una sfida il discorso di Marchionne al meeting di Cl? La rappresentazione di uno scontro padroni-operai simil novecentesco non regge. Il sistema di contrattazione è vecchio e va riformato, così come non può essere trascurato l’effetto devastante per la Fiat, assai diverso rispetto al passato, di una conflittualità permanente. Né è pensabile che i lavoratori non raccolgano i loro frutti dagli eventuali successi aziendali, anche in termini di partecipazione al capitale. La sfida per il Pd è tenere insieme riformismo istituzionale e sociale. Dopo tanto tempo, il suo segretario, grazie al nuovo Ulivo e all’alleanza costituzionale, ha presentato un percorso convincente. Nonostante gli urli del demagogo di turno che questa volta ha assunto il volto del sindaco di Firenze.
Ora si tratta di dare continuità alla proposta riformista, a tutto campo. Senza timidezze. Un impulso può scaturire anche dal prossimo arrivo al vertice della Cgil di Susanna Camusso, una dirigente che può contribuire a segnare un solco rispetto al sindacalismo conservatore targato Fiom.
Paolo Allegrezza


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Renzi non mi pare un demagogo: finto “ragazzaccio” toscano sì, ma scemo no.
A me questa proposta pare l’estremo tentativo di un gruppo dirigente che vuole salvare se stesso, condannando nel contempo il PD alla marginalità, in un terreno dal quale sarà difficile uscire.
Un terreno pericoloso, una deriva antidemocratica ed illiberale, che conferma il parlamentarismo più paralizzante mai provato nella storia dell’Italia unita, completamente slegato dalla volontà popolare espressa mediante il voto.
Quando si capirà che, in tutto il mondo democratico e civile, i cittadini votano per esprimere il governo e non la rappresentanza, allora potrebbe essere l’inizio di una stagione nuova per la sinistra italiana.
Ma non con questo gruppo dirigente.
Nella provincia italiana ci sono forze, energie, uomini e donne molto in gamba: è bene che escano allo scoperto.
Quando penso che nella Costituzione Americana è contemplato persino il diritto del popolo all’insurrezione ed alla ribellione nei confronti del potere, qualora assumesse tratti dispotici ed illiberali, e sento Bersani affermare che “vengono prima le regole e poi la volontà del popolo, mi corre un doloroso brivido freddo lungo la schiena.
E se non siamo capaci di provare neppure un fremito di dubbio, se ci sembra “normale” mettere insieme un’accozzaglia di formazioni politiche sconfitte elettoralmente per varare un governo balneare, elettorale, tecnico,….unito solo sull’antiberlusconismo, significa che stiamo bene dove siamo.
Lontano dal governo il più posibile.
Non voglio rivedere, dopo le carnevalate consentite a Gheddafi sul suolo italiano, un D’Alema di nuovo che passeggia a braccetto con il capo degli Hezbollah.
Fra padella e brace, meglio padella.
Per diventare pietanza, e quindi riconciliarci con gli italiani, dobbiamo agevolare il pensionamento della classe dirigente del PD, che con il riformismo ha sempre avuto scarsissima dimestichezza.
“vengono prima le regole e poi la volontà del popolo, mi corre un doloroso brivido freddo lungo la schiena.”
E’ la mentalità dell’ingegnere sociale.
Io scrivo il manuale, e tutti hanno il dovere di adeguarsi.
Perché? Perché l’ho scritto nella prima pagina del manuale.
La tragedia del XX secolo sta tutta lì.
@mario. Il problema che abbiamo tutti è far scendere questi argomenti dai cieli dell’ingegneria istituzionale. La tragedia del XX secolo non sta nella sconfitta delle democrazie, almeno in alcuni paesi, per mano del populismo ?
p.a.
caro signor Roberto,
Chiedo scusa, ma di che “riformismo” stà parlando?
Di quello dei capelli dell’Amato Leader? Questa legge elettorale è una porcata per ammissione del suo stesso autore,il simil-celta Calderoli.
Ha creato un Parlamento di maggiordomi e di “filles de joie”, prescelti dalla partitocrazia in nome della più assoluta fedeltà al volere del Sultano.
O del dominus del partito.
I cittadini devono avere un minimo di diritto di scelta nella determinazione dei propri rappresentanti, e lei il conferimento di questo potere lo chiama “deriva antidemocratica ed illiberale”?
Cita la Costituzione americana, che è un inno ai diritti dei cittadini, e poi smentisce questa ammirazione due righe più sotto?
Le carnevalate consentite a Gheddafi derivano dal carattere carnevalesco dell’ospite.
Quando passa il circo-Gheddafi,gli italiani seri ed un po’ razzisti si consolano: “tanto è solo un beduino”.
Lo stesso i libici, anch’essi seri e un po’ razzisti, quando passa il circo-Berlusconi: ” tanto è solo un milanese!”
Quando il generale McCrystal, tre mesi or sono, ha proposto a Londra di associare i talebani al governo Karzai, ha obbedito alla logica che “la pace si fa col nemico”.
Si era forse consultato prima con D’Alema?
Baffino e Mc Crystal sono simpatizzanti dei terroristi?
La volontà di voi riformisti del nulla di polemizzare sempre e solo con l’opposizione mi sembra speciosa e pretestuosa.
Mi scusi, come sembra evidente in questo caso.
Mi pare anche pretestuoso che il PD polemizzi al suo interno quasi come il PdL. Il governo Prodi-Visco ebbe tutto il tempo per cambiare la legge elettorale, ma non lo fece perche’ conviene a tutti i partiti.
Non ti allinei? Non ti ricandido e sei fuori….
@Melechov
non sono nè leghista e neppure berlusconiano.
Con tutto il rispetto possibile per gli avversari (che non sono nemici da sterminare), io li ho battuti due volte a fila in regolari elezioni, da iscritto prima DS e poi PD, con una coalizione di centro sinistra.
E con il mio riformismo, che evidentemente è piaciuto.
La legge elettorale attuale è una porcata,ma basta poco per renderla passabile:la reintroduzione delle preferenze.
Dice: “Ma così torneremo a favorire il mercimonio dei voti ed il controllo sui votanti”.
E’ un rischio, certo, come lo è la democrazia: non le parrebbe assurdo abolirla perchè grazie ad essa si commettono abusi?
In realtà il problema è un altro: Berlusconi e la Lega hanno varato in tutta fretta il porcellum per impedire a Prodi di governare e Il duo Bersani-D’Alema vuole rimettere mano alla legge per impedire a Berlusconi di governare.
Mi dica lei se questa non è, a tutti gli effetti, una deriva illiberale e pericolosissima per il nostro paese.
C’è un evidente deficit di democrazia, determinato dalla deriva politica degli ultimi 15-16 anni, in cui l’unico problema era ed è berlusconismo-antiberlusconismo.
Temo però che il mio ragionamento abbia il valore di chi, andato allo stadio per vedere una bella partita di calcio, si trova subissato dagli ululati delle opposte tifoserie, deve continuamente schivare oggetti che piovono da tutte le parti, vede che in campo accade di tutto (falli orribili, fuori gioco evidenti, smanacciate e spintoni) e l’arbitro, quando cerca di far giocare, viene immediatamente contestato dalle opposte tifoserie, unite per la bisogna.
Temo che non vogliamo vedere una partita di calcio, ma una battaglia dentro l’arena.
In quanto a MC Crystal, credo sia evidente come un certo establishment militare sia oramai da tempo in rotta di collisione con Obama.
Quando un generale si trasforma in politico, senza essersi dimesso dall’esercito (DIMESSO, come IKE, non in aspettativa), generalmente tende a dire e fare puttanate.
La strategia sul campo è dei generali, ma le decisioni e la politica estera sono di chi ha vinto le elezioni.
Così funziona la democrazia, forse ogni tanto è bene ripassare l’argomento.
Se il braccetto di D’Alema al capo di Hezbollah avesse determinato la fine del terrorismo, il riconoscimento di Israele e l’inizio di un vero processo di pace e tolleranza, allora sarebbe stato un gesto simbolico che sanciva un percorso credibile; ma quel braccetto gratuito e quell’apertura di credito senza garanzie hanno rappresentato a tutto il mondo la scelleratezza dell’atto.
Ciò è ben più grave, credo, delle buffonate di due signori un pò attempati, uno dei quali, siccome i “riformisti del nulla” sono minoranza in questo paese, continuerà a governare tranquillamente l’Italia per molti anni ancora.
Polemizzare: non mi interessa molto guardare le miserie in casa d’altri.
Ciò che mi interessa è lo sfacelo che continua ad esistere in casa mia e che fare per cambiare e presto.
Renzi ha detto la sua.
Chissà…….
Roberto, io concordo sul principio della sua risposta, ma Renzi e non solo lui (leggo anche Civati oggi sul Post), fino a che non dimostreranno di POTER mettere le mani sul partito beh, fino a quel momento saranno solo il Catalano di turno: è meglio essere giovani, ricchi, belli e felici che vecchi, poveri…
Solo il partito può fare ciò che serve, non questo o quel presunto futuro leader di buone speranze, posto che la parola leader abbia senso visto che, secondo me, il PD non lo governa nessuno perchè ingovernabile.
E allora. Manca il partito perchè mancano gli uomini nuovi? Mancano gli uomini nuovi perchè non c’è il partito?
Noi chiediamocelo ancora per una ventina d’anni, che il berlusca è ancora un giovanotto e a governare ci pensa lui
@iohn doe
Poter mettere le mani sul partito….sì, questo è il punto:Renzi (e molti altri in periferia come lui) hanno soltanto voglia di un poco di visibilità o hanno intenzione di fare sul serio?
Roberto,
Guardi che la deriva degli ultimi 15 anni non è stata l’anti-berlusconismo, ma l’incapacità culturale di ogni opposizione di impedire una concentrazione di poteri degna del Burundi.
Quale che fosse la sua matrice culturale di provenienza.
La buffonesca componente liberale italiana, ad esempio, mai si è sognata di affermare che il potere mediatico deve essere separato da quello politico e da quello economico.
Mi scappa da ridere:
il fulcro del liberalismo parlamentare anglosassone, da circa 300 anni, è tutto imperniato sulla lotta al potere assoluto di un dominus….
e mai qualche taradash in saldo che eccepisse qualcosa sulla situazione italiana.
Che i liberali italiani non siano liberali? Che non abbiano mai letto un libro?
Secondo tema: nelle democrazie moderne la proprietà dei media è conditio sine qua non dell’esercizio democratico.
Non si tratta del mercato del caffè o delle auto usate, di questioni di economia, ma di assetti che incidono sui diritti fondamentali dei cittadini, primo fra tutti quello all’informazione.
Nessun riformista si è mai posto seriamente questa questione.
Come risultato, la libera opinione pubblica e quello scarso 10% di giornalisti italiani seri, sono andati allo sbaraglio, massacrati dalla potenza di fuoco di un caudillo brianzolo che possiede informazione,intrattenimento, pubblicità ed editoria.
Come far combattere un peso welter contro un massimo.
Oppure alla Cadorna: come comandare un assalto frontale contro le mitragliatrici.
Questa è la libertà del mercato mediatico che voi riformisti auspicate?
Visto che nemmeno io ho votato Lega o Berluska, prenda questa riflessione come un omaggio al suo appello: ho guardato le miserie di casa nostra.
L’ossessione anti-Berlusconi non c’entra niente, è una fola propalata dai suoi spin doctors.
Mario giardini e’ la quintessenza dell ignorante che a un certo punto ha potuto parlare. Il l manuale… Chi scrive le regole…ma io non so come siamo arrivati allo zero della coscienza civica. E chi le scrivera’ ‘ ste regole? Ma hai idea di come funziona una democrazia ,che e’ il
parlamento.. Ma da dove escono questi???? Aiutoooooooo
Boh Sabina…che vuoi che ti dica?
Io la penso come Mario, e da dove vuoi che usciamo? Ma dalle fogne, naturalmente. Sono decenni che usciamo da lì, per quelli come te che passano la mattina nei centri sociali e la sera sono per la candidatura di Montezemolo o Passera.
Io cerco sempre, nonostante tutto, di rispondere anche nel merito ma non questa volta.
Finchè ci consentiranno di scrivere sarai costretta ad insultarci perchè è un po’ come con la rana e lo scorpione…è la tua natura.
Q. X. ha detto…
COndivido l’articolo. Finalmente un po’ di coraggio!
Pare che anche BERSANI ci renda partecipi del suo, sono felice di poter sperare in un dialogo aperto sia all’interno del partito che all’esterno, tuttavia durante i miei 46 anni ho assistito ai sotterfugi dei politici per la lotta al potere e non per amministrare il bene pubblico, ma il proprio.
Io sono stanca di dover appartenere ad un gruppo ristretto per poter lavorare per poter avere più chance degli altri, vorrei che a partire dai politici avessimo tutti dei comportamenti democratici E lodassimo il merito ecc. ecc.
Vedremo che farà BERSANI!
Q.X.
Non ci muoviamo da lì.
L’Italia è da un ventennio un paese in declino (industriale, culturale, sociale,infrastrutturale…..), aumenta a vista d’occhio il deficit di democrazia, le libertà individuali sono ancora un tabù, il capitale internazionale sta il più lontano possibile dalla penisola, le imprese scappano, le università sono una vergogna.
Non esistono editori puri, i giornalisti, per essere tali, sono iscritti all’albo della Corporazione e, non a caso, l’italia è il paese ove cala sistematicamente la già non esaltante statistica sull’acquisto e lettura dei giornali.
I giornali sono partiti veri e propri: pro e contro Berlusconi.
E’ uno spasso leggerli ogni mattina: sembrano i bollettini della curva sud.
Non c’è paese civile al mondo in cui esista una concentrazione pubblica radiotelevisiva come la Rai, un gigantesco assumificio che ha smesso perfino di produrre programmi, ritenendo utile esternalizzare le stesse agli amici degli amici……
I polli di Renzo: legati ed a testa in giù, trovano ancora il tempo, la voglia e le energie di attaccare i riformisti, di denigrarli, di sbeffeggiarli, di impartire lezioni “liberal”….
Finiranno in pentola o sul girarrosto, ma sempre fedeli alla linea.
john doe: montezemolo e passera? i centri sociali? ma lo vedi che sei confuso..
Per me sono i media italiani che sono spazzatura. Non il paese nel suocomplesso.
@Roberto.
Concordo in pieno. Non solo il nostro paese è in declino, ma ci compiaciamo nell’esercizio della rissa; mi sorge un dubbio: la maggiore rissosità forse serve a compensare la minore intelligenza?
Piuttosto che seguire lo stile del fazioso nel ricercare capri espiatori e dispensare solo critiche distruttive, si aiuterebbe di più la baracca essendo un pò propositivi.
Ma il riformismo richiede, oltre ad un pizzico di intelligenza, anche molta pazienza.
@roberto,@paolo. D’accordo con voi con una aggiunta. Il tutto sbagliato tutto da rifare è tipico di alcuni dirigenti del PD, Chiamparino su tutti. A seguire Cacciari e Renzi. Con Repubblica che è ancora inconsolabile per la caduta di Veltroni.
p.a.