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Il DDT fuori legge (e il potere della politica)

Per la comprensione di quanto segue, si noti che quando si parla di “registrations” si intende l’autorizzazione al commercio del prodotto. Pertanto, ottenere la rimozione di una “registration” concessa dall’EPA, equivale a rendere il prodotto illegale e dunque metterlo al bando.

Le grida di allarme sulla salute del Pianeta aumentarono di frequenza e intensità per tutti gli anni ’60. Organizzazioni ambientaliste crebbero come funghi dopo la pioggia. Greenpeace, ad esempio, fu fondata a Vancouver nel 1971. Fu così che, dieci anni dopo la pubblicazione di Silent Spring, la EPA (Environmental Protection Agency) decise di tenere dei Public Hearings, cioè udienze pubbliche, sul DDT. Esse durarono 7 mesi, e furono prodotte oltre 9 000 pagine di testimonianze. Il Capo del Comitato delle Udienze, Edmund Sweeney, scrisse un report di conclusioni di 113 pagine.
I documenti ufficiali cominciano con uno Statement of the Case. Col paragrafo 1, si definì il Subject Matter, cioè l’oggetto dei Hearings: “DDT and what should be done with it”.

Dopo l’affermazione che il DDT viene usato praticamente in tutto il mondo come pesticida ed è per questo che solleva preoccupazioni speciali, con esemplare chiarezza si espone il caso: “Le due accuse più comuni sollevate contro il DDT è che è dannoso per molti organismi (non è un pesticida “selettivo” ndr) e che forse è cancerogeno.” “Dall’altra parte (tesi contraria ndr), una rimozione precipitosa del DDT dal mercato potrebbe danneggiare seriamente i programmi di salute pubblica (il DDT veniva usato , come si è visto, contro la malaria ed altre malattie infettive, come il tifo o il dengue, propagate da zanzare ed insetti di vario tipo ndr) ed i raccolti, e probabilmente forzerebbe il ricorso su larga scala a sostituti altamente tossici (molti esperimenti di ingestione umana del DDT, fino a dosi dell’ordine delle decine di milligrammi al giorno, non evidenziarono effetti misurabili sulla salute, il ché indica un grado di tossicità molto basso ndr)”.

Già la contrapposizione delle tesi, e delle possibili alternative, è illuminante sulla perdita del comune buon senso in favore dell’ideologia. Per anni, dopo la pubblicazione di Silent Spring, gruppi di invasati idealisti, non sempre del tutto disinteressati, denunciarono a gran voce la pericolosità di un prodotto, che però era di bassa tossicità, veniva usato con successo per combattere malattie milleranie come tifo e malaria, debellandole da paesi in cui erano endemiche da sempre (fra queste, anche l’Italia), e veniva anche usato in agricoltura come pesticida (allo scopo non peregrino di aumentare la resa dei terreni e salvare da fame e povertà altri innumerevoli esseri umani).

L’accusa si riassumeva in: ammazza tutto quello che trova, compreso l’uomo. Come? Gli uccelli, perché assottiglia il guscio delle uova, che perciò non possono essere covate. L’uomo, perché cancerogeno. Gli insetti tutti, perché è un blind killer. I pesci, perché finisce nei fiumi e nei mari. Non a caso, la Carson lo definiva “biocida”.

Ma togliere il DDT di mezzo ha come conseguenza immediata di interrompere e forse compromettere  programmi di salute pubblica d’importanza estrema (cioè: salvare vite umane a centinaia di migliaia, se non milioni ogni anno) e aprire la porta all’uso di altri prodotti, in agricoltura e altrove, altamente tossici.

Non solo. Le ricerche di prodotti alternativi negli anni ’60 avevano portato a quattro nuovi tipi di pesticidi che erano, in qualche misura, comparabili con l’efficacia del DDT. Avevano però severe  controindicazioni. Erano assai più pericolosi per la salute umana. E costavano da 4 a 20 volte di più. Fuori dalla portata di quei paesi poveri dove il fardello della malaria era, ed è tuttora, più pesante.

Il documento di Sweeney è troppo dettagliato e tecnico per riportarlo nella sua interezza. Cito solamente alcuni punti (la numerazione è tratta dall’originale), particolarmente illuminanti:
9. Il DDT non costituisce pericolo di cancro per l’uomo (DDT is not a carcinogenic hazard to man)
10. Il DDT non presenta pericoli di mutazioni o malformazioni per l’uomo (DDT is not a mutagenic or teratogenic hazard to man).
11. L’uso del DDT attualmente autorizzato non ha effetti nocivi sui pesci d’acqua dolce, sugli organismi d’estuario, su uccelli selvaggi o altro tipo di vita animale selvatica (The uses od DDT under the registrazions involved here do not have a deleterious effect on freswater fish, estuarine, organisms, wild birds, or other wildlife).
12. Gli effetti negativi su animali benefici (cioè “utili” ndr) legati all’uso del DDT autorizzato non sono irragionevoli, se comparati agli effetti positivi ottenuti (The adverse effect on beneficial animals from the use of DDT under the registrations involved here is not unreasonable on balance with its benefits).
13. L’uso del DDT negli Stati Uniti è diminuito rapidamente dal 1959 (The use of DDT in the United States has declined rapidly since 1959).
17. Le prove di questo processo permettono di sostenere che attualmente esiste il bisogno di – mantenere ndr – gli usi essenziali del DDT. (The evidence in this proceeding supports the conclusion that there is a present need for the essential uses of DDT.”

Ci fu chi accusò Sweeney di “non capire il sottile problema del DDT”. La sua risposta fu una lezione metodologica, e di democrazia, talvolta  sarcastica:  “A quanto pare, l’unico aspetto “sottile” qui è di sostenere che non c’è bisogno di provare che certi effetti sono dovuti a certe cause, e che queste cause si originano dall’uso del prodotto attualmente autorizzato”. “L’onere della prova compete all’accusa.”

“To be considered in the determination of the fate of the particular registrations in question, there has to be a preponderant showing that the present uses cause an unreasonable adverse effect. This showing has not been made.” (Per decidere il destino della particolare autorizzazione in questione, deve prodursi una dimostrazione preponderante che l’uso attuale – del prodotto ndr – causa un irragionevole effetto negativo. Tale dimostrazione non c’ è stata.)

“There was ample evidence to indicate that DDT is not the sole offender in the family of pesticides, and that necessary replacements would in many cases have more deleterious effects that the harms allegedly caused by DDT. (“E’ stata data ampia prova che il DDT non è il solo colpevole nella famiglia dei pesticidi, e che i necessari sostituti avrebbero in molti casi effetti deleteri maggiori dei danni che si attribuiscono al DDT”).

La conclusione era, pertanto, che il DDT non doveva essere messo fuori legge. L’Amminitratore dell’EPA, William Ruckelshaus, certamente con il consenso dell’amministrazione dell’epoca (Nixon), ignorò i risultati delle udienze, ignorò il Report conclusivo di Sweeney (risulta che neppure lo lesse) ed il 14 Giugno del 1972 mise al bando il DDT.

Successivamente, in un intervista confessò che la decisione fu non tecnica, ma “politica”. In breve, si decise di premiare l’urlante isteria ambientalista. Testualmente:  “Science, along with economics, has a role to play . .. .. [but] the ultimate decision remains political”. Dunque la politica può e deve, se così le conviene, condannare a morte decine di milioni di persone, soprattutto bambini, senza rimorso.

Ma non è proprio questo potere di vita e di morte della politica che l’ambientalismo afferma di combattere da sempre?

(6 – continua)

1 commento a “Il DDT fuori legge (e il potere della politica)”

  1. [...] Continua la lettura con la fonte di questo articolo: Il DDT fuori legge (e il potere della politica) [...]

  2. [...] ho reso giustizia alla creatività di Mario Giardini, e alle sue 1-2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 puntate sul DDT, l’ultima un capolavoro. Sono la versione italiana di “Rachel [...]

  3. m scrive:

    Grande articolo. In piu’ quelle “analisi” che hanno fatto in laboratorio non sono mai state rese pubbliche. Il motivo è che gli uccelli sono stati privati di alcune vitamine , cioè li alimentarono con cibi sbagliati volutamente cosi’ da fargli produrre uova atrofiche. Mi pare fosse il calcio.

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