Se Hague è gay
Se il Ministro degli Esteri britannico, il tory William Hague, fosse davvero gay, e se avesse avuto davvero una relazione con il giovane collaboratore costretto a dimettersi, dopo essere stato bersagliato per tutta l’estate dalle insinuazioni dei media (hanno scoperto – vedi che scoop! – che durante la campagna elettorale il fu ministro ha condiviso con il 25enne una camera d’albergo), ebbene, ma saranno pure cazzacci suoi?
Hague, oltre che tory, è anche regolarmente sposato. Per rispondere ai rumours slinguati sulle bocche puritane del Regno, il Ministro si è visto costretto a fare uno statement, altamente personale. Inutilmente personale. Racconta di lui e della moglie. Dei loro tentativi di fare un figlio. Degli aborti spontanei che ne sono conseguiti. L’ultimo dei quali, quest’estate. Con l’operato di Hague al governo questa faccenda non c’entra assolutamente nulla. Con la libertà di stampa, c’entra ancora meno. È pura insinuazione. Mortificante insinuazione.
Le pruriginose bestie mediatiche Uk dicono che il punto è l’uso – l’abuso – di denaro pubblico. Hague ha arruolato il presunto amante nel suo staff. Se l’avesse fatto, appunto, solo in quanto amante, l’etica anglosassone non concederebbe indulgenza. Ma se l’avesse fatto, semplicemente, perché di quel tipo – amante o no – il Ministro degli Esteri si fida?
Chiunque abbia vissuto a Londra abbastanza a lungo da capire l’inner feeling degli inglesi sa che il loro problema è la demenziale rigidità. Non sono capaci di contestualizzare. Si condannano ad un rispetto delle regole paradossalmente indifferente alle specifiche eventualità. Anche quando il rispetto della regola (legale o morale che sia) risulti palesemente confliggente non tanto con il buon senso ma proprio con l’abc dell’umanità.
Ecco, se uno trova buone ragioni per subordinare al rispetto umano una qualunque altra cazzo di regola civile, ebbene quel qualcuno è solo un gran coglione. Se quel qualcuno, invece che un uomo o un insieme di uomini, è un paese intero, ebbene quel paese è un paese immorale.


[...] post di Kulscioff per the Front Page ribadisce il [...]
Hanno ragione i britannici.
D’altronde il fatto di essere gay, (si dice così, no?) non può giustificare ogni atto, sano o squinternato che sia.
Da noi il buon Berlusconi è stato messo in croce dagli stessi che vorrebbero la gaiezza della chiappe al potere, per aver frollato una manza professionista.
O una o l’altra.
[...] l’articolo integrale: Se Hague è gay Post correlati2 settembre 2010 — Se Hague è gay (0)Se il Ministro degli Esteri britannico, il [...]
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Il fatto fa notizia solo perche’ si parla di gay.