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Bambini nel tempo

I bambini! Per carità, qualcuno pensi ai bambini!

Avvenire ammonisce i suoi lettori, vigila sul futuro della scuola pubblica e su quello dei piccoli figli d’Italia. L’editoriale di ieri altro non è che una ferma critica al ministro Gelmini, alla sua gestione della scuola pubblica. Recita il pezzo: “Non si sfrutti il loro nome [cioè quello dei bambini] per richieste e pretese, per quanto comprensibili”. Salvo poi chiedere altri finanziamenti alle scuole cattoliche.

Ecco come: “[...]Molte iniziative frammentate rendono difficile da sempre un vero disegno riformatore. La situazione dei precari, l’apertura di nuovi posti e altri irrisolti nodi (come quello del trattamento riservato alle scuole pubbliche non statali)”.

Fin qui, il fatto politico. La Conferenza episcopale continua a chiedere soldi. Amen.

Vale la pena però soffermarsi sulla cifra stilistica del pezzo. Nel quale ci si riferisce ai bambini come (in ordine di comparizione):
• questi nostri cerbiatti
• i nostri cerbiatti, i nostri figli, con i loro capelli di luce
• i nostri cerbiatti, o come dice un’antica storia delle foreste, i nostri “bambini giaguaro”
• i nostri cerbiatti
• questi piccoli nostri figli
• i nostri cerbiatti, i nostri figli

E poi, la chiusa finale, in cui si immaginano i politici che usano la scuola “per terreno di scontri” allineati di fronte ad “un plotone immenso, composto dai nostri bambini e ragazzi che lo fissassero al muro. E con le armi della loro infanzia e giovinezza eseguissero la condanna: pistole ad acqua, elastici, schioppi di legno o mitragliette con i suoni elettronici d’ultima generazione, qualche pernacchietta e altri lazzi e battute [...] il plotone coi cappellini colorati, gli zaini (sempre troppo pesanti), le chewing-gum e tutto il resto.

I nostri cerbiatti con i capelli di luce che brandiscono schioppi di legno masticando chewing-gum.
Per un attimo mi sono sentito Edmondo de Amicis!
Ma che immagine hanno questi di Avvenire dell’ italica gioventù?
L’estetica da giovin puttino sembra evocare parafilie inconfessabili: piccoli angeli in grembiule…
Inquietante è dire poco.

Purtroppo in famiglia non abbiamo il dono della fede e abbiamo deciso di mandare nostro figlio, che ha sei mesi (ed è bellissimo, mica perché è mio!) al nido sotto casa, laico. Siamo in pieno svezzamento, e nel nido hanno una sorta di piccola mensa (chiamarlo refettorio mi sembrerebbe provocazione) dove la cuoca prepara una cosa buonissima che i bambini sembrano apprezzare. Si chiama pancotto e da domani inizio a cucinarglielo anche io.

200/220 gr di brodo, 40 gr di pane ai quali aggiungere carne, pesce o formaggio, verdura, 1 cucchiaino di parmigiano grattugiato, 1 cucchiaino d’olio.
Fare a pezzi  il pane nel pentolino e coprire a filo con il brodo. Far riposare per mezz’ora.
Mettere il tutto su fuoco basso e mescolare bene per pochi minuti:  a ebollizione raggiunta il pane deve essere completamente sfatto (se necessario, frullare brevemente).
Una volta tolto dal fuoco, unire gli altri ingredienti .

Miei piccoli cerbiatti, bon appetit!

3 commenti a “Bambini nel tempo”

  1. [...] l’articolo integrale: Bambini nel tempo Post correlati20 agosto 2010 — Gravissimo attacco su Facebook al sito Cattolico Pontifex.Roma. [...]

  2. grigorji melechov scrive:

    cercasi Lutero, anche usato.

  3. romano scrive:

    AAA- Etica calvinista REGALO. Ottimo stato

  4. roberto scrive:

    Lutero chi?
    Quello che dopo aver aizzato le masse contadine contro le gerarchie ecclesiastiche non esitò a benedire la brutale reazione dei principi riformati tedeschi?
    Calvino chi?
    Quello che catalogava la povertà come una colpa e come segno della predestinazione all’inferno?
    Basterebbe poco per far smettere le insistenti richieste di “cassetta” da parte della Chiesa cattolica: restituire la libertà di scelta ale famiglie e renderla praticabile.

Che ne pensi? Commenta!

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