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In memoria di Angelo Vassallo

Angelo Vassallo era una persona amata dalla sua comunità. Era stato rieletto a marzo sindaco di Pollica, comune nel cilentano a cui afferisce la bellissima Acciaroli, (vera) bandiera blu di Europa. Ho sempre sentito parlare bene del sindaco, da turisti e residenti.
Acciaroli oggi è una piccola perla anche e soprattutto grazie a lui.

“Gli inquirenti non escludono nessuna pista, si privilegiano alcuni elementi che riconducono alla sua vita amministrativa”: ciò che recitano ritualmente le agenzie. Invece, una volta tanto, sarebbe così facile da dire: camorra. E ripeterlo dentro di sé più volte: camorra, camorra, camorra. Senza paura. Per capire che siamo tutti colpevoli se non facciamo qualcosa.

Sarebbe così facile dire che questo vile agguato, mai alla luce del sole del nostro amato Sud, è in perfetto stile camorra. La serenità di un cuore limpido e la volontà di un bravo amministratore si sono scontrate ancora una volta con il malaffare, con questo peccato originale tutto italiano che non riusciamo a lavare. Quante persone devono ancora morire per far capire che nel nostro Mezzogiorno vivono milioni di cittadini onesti che hanno a cuore realmente il presente e il futuro della loro terra? È questa la domanda che spesso mi pongo.

Oggi i titoli dei giornali sono tutti per Mirabello, capitale politica di Italia per un giorno. Domani, in parte, lo saranno per Angelo. E dopodomani? Dopodomani dovrebbero essere dedicati alle centinaia di sindaci meridionali che, quotidianamente, si confrontano con situazioni scomode, sporche, con pressioni pericolose. È chiedere troppo? Potrebbero essere dedicati a coloro che combattono gli abusi edilizi, a coloro che mettono le multe contro i mozziconi di sigaretta gettati per terra, a coloro che tutelano il paesaggio valorizzando le tradizioni locali. Cose semplici che fanno la differenza della qualità della vita; altro che patti di legislatura. La criminalità organizzata si distrugge creando senso civico.

Questo esercito di amministratori locali che non guadagnerà mai il posto in parlamento, continuerà a lavorare per i propri comuni, anche senza titoli, anche senza foto con i leader (?) di partito. Si sentiranno soli come oggi, dopo la morte brutale di un loro collega, ma non avranno paura. E regaleranno alle loro comunità piccole grandi emozioni, da vivere senza troppe fanfare, nella calma di una sagra di paese.

Leggenda vuole che uno scrittore americano si sia fermato ad Acciaroli per scrivere Il vecchio e il mare. Da oggi, Acciaroli non sarà più la città di Hemingway, ma la città di Angelo Vassallo, il sindaco che non ha avuto paura di amare fino in fondo la sua terra.

14 commenti a “In memoria di Angelo Vassallo”

  1. alessandra scrive:

    Vassallo stava scrivendo una pagina di bella politica, quella politica che ci fa dire che l’Italia non è di Berlusconi, di Fini o di Bersani ma appartene a ciascuno di noi, è la nostra repubblica.

  2. [...] l’articolo integrale: In memoria di Angelo Vassallo Post correlati6 settembre 2010 — In memoria di Angelo Vassallo (0)Angelo Vassallo era una persona [...]

  3. Un esule scrive:

    Che dire. La politica troppo spesso e’ perdente contro i criminali…

  4. Paolo Pantani scrive:

    Onore al Grande Sindaco, autore del recupero di Acciaroli e Pioppi, Ambientalista Vero e Civico Vero.
    Mi dispiace, ma devo essere il primo qui a ricordare cosa è l’ambientalismo vero in Campania, una vera guerra, altro che.
    Una guerra di uomini soli, perchè oggi è il circolo più esclusivo politico, il movimento posticcio è imploso con il vecchio governo e co gli scandali che hanno reso impresentabili i protagonisti di allora.
    Tale è la situazione, anche discariche nei parchi ci hanno imposto con decreti militari, firmati da prodi-berlusconi, contro-firmati da Napolitano, ma allora firmava di tutto e se ne stava a Capri.
    E se gli interessa, se la costituzione non lo vieta, è ” tutt’ora drammaticamente irrisolta “.
    Questa è la Campania, oggi, signori.
    Abbiamo generazioni intere che non considerano più il bell’ambiente valido, se non c’è utile, meglio la monnezza allora e la “bella”-vita, con i soldi, tanti soldi, come tutti modelli politici-finanzieri-imprenditori in auge oggi e anche dei verdi di allora, per poi bloccare le spiagge con protezione civile e seguito ministeriale per la schiusura delle uova delle tartarughe marine.
    Uno solo di anemone?
    Qui, dove collidono le correnti, abbiamo la Foresta di “anemoni”!
    Anemoni multicolori e altri organismi, criminali e non solo locali, ricoprono il territorio.
    Le forti correnti intorno alla politica portano nutrimento e sostegno alla flora del luogo, la quale si dedica al trasporto rifiuti, movimento terra e discariche, abusive e non, le aziende del nord, tutte le aziende del nord, fanno il core business del ciclo rifiuti.
    Per questo sono superbo con chi parla e strepita di ambiente e rifiuti, OGGI.
    Contro costoro, che tutti conoscono, la politica si ferma, si blocca, si rimane in pochi, si affrontano decreti presidenziali militari, come in sud America, a questo siamo.
    Tranne in campagna elettorale, ma quello è un “altro giuoco”, dura poco.
    Sul campo, coerenti ai ripetuti voti all’unanimità del consiglio comunale di Napoli contro ” i signori dei rifiuti “, si rimase in pochi e alcuni hanno pagato in maniera micidiale e lo sappiamo tutti e la lista si allunga, Onore ai Caduti e ad Angelo Vassallo, noi si continua, fino in fondo e fino alla fine, bevendo l’amaro calice della fiele, ma non siamo aspiranti al martirio, state tranquilli.

  5. [...] Articolo completo fonte: In memoria di Angelo Vassallo [...]

  6. loremaf scrive:

    Questo sindaco e la sua gente aveva creato ricchezza dando valore al loro territorio.
    Erano un esempio per tante persone del mezzogiorno e non solo.
    Questo progetto è stato azzoppato.
    Troppi sindaci per bene oggi sono soli.
    Aveva scritto una bella pagina, Acciaroli, Pollica, Pioppi erano simbolo di buona amministrazione, del buon vivere, della possibilità che diventa realtà, questo dava evidentemente fastidio.
    Spero un giono di poter ritornare in quei luoghi e di non trovarli stravolti da quella mano oscura che ha troncato la vita di una gran brava persona.

  7. catello parmentola scrive:

    Da oltre vent’anni Pollica è il mio buen retiro. Di Angelo Vassallo e del dolore per la sua morte non riesco a dire: quando ti verrebbero tutte le parole del mondo meglio non dirne nessuna.
    La politica a Pollica per me erano gli amici brontoloni e le discussioni ‘animate’ al bar. Questo era il minimo e il massimo, tutto meravigliosamente semplice, termico e bonario, la dimensione di borgo.
    Sulla piazzetta e sul bar è caduta una bomba termonucleare. È tutto troppo più grande di noi. Non siamo attrezzati.
    È la fine dell’innocenza. Mentre sento che proprio la resistenza su queste frontiere psicologiche dell’innocenza e della purezza è, in questo momento, la forma di resistenza più politica, più sociale, più amministrativa, più giudiziaria, più tutto.
    Ma forse io manco ho il diritto di parlare. Qualunque cosa sia finita, per me è finita solo nel tempo e nel luogo dei miei buen retiro, per i miei parenti ed i miei amici di Pollica è finita in tutto il loro tempo e in tutto il loro luogo. Dovrei sperare che non sia proprio del tutto così, ma in questo momento non ci riesco.
    Catello Parmentola

  8. lorenzo pintus scrive:

    i nostri politici ovvero una cozzaglia di mafiosi corrotti lautamente stipendiati non hanno tempo x le brave persone come Angelo. meglio le barzellette della tulliani e c. amo il mio paese e me lo immagino governato da persone di buon senso,credo che Angelo Vassallo fosse una di queste.,non un politico ma un uomo tra la gente.ciao Angelo e grazie x il buon esempio!

  9. roberto scrive:

    Un sindaco, se non si pavoneggia con la fascia tricolore per festeggiare la nonnina centenaria e sedere al primo banco durante la messa del Santo patrono,
    se non assume capi-gabinetto ed addetti stampa, se cerca l’unità in consiglio Comunale, ascoltando anche le minoranze,se non è assillato dalla propria rielezione, se(magari sbagliando) ricerca l’interesse della propria comunità prima degli interessi delle forze politiche che lo hanno eletto,è sempre un uomo solo.
    Non sono tante le occasioni in cui il Sindaco deve assumersi responsabilità in prima persona: ma quando giunge il momento, allora si può capire se si è di fronte ad un Sindaco, oppure al politicante di turno.
    La differenza fra Nord e Sud è una sola, purtroppo, ed è terribile:chi è “Sindaco vero” al Sud rischia la vita e spesso muore o subisce danni a cose e proprietà.
    Non conosco Angelo Vassallo, ma temo sia caduto un altro servitore dello Stato che, lontano da interviste e riflettori, contribuiva a fare dell’Italia un paese migliore, dove il punto è come far funzionare le cose e non cosa dirà o ha detto Fini a Mirabello.

  10. ho avuto l’onore di parlare con angelo, negli utlimi tempi, di conoscerlo, di intervistarlo, di scambiare opinioni. ho conosciuto una passione che mi ha coinvolto e ammaliato. mi sono riconosciuto. credo che come pochi angelo abbia dedicato un tempo infinito alla sua terra; credo che la sua dedizione sia stata vista anche un pericolo. angelo non era attaccabile: è morto per questo. nessuna retorica, non serve, non ne viene su.. è solo che non è morta una persona, è davvero morta una voce importante di un territorio, di tanta gente e di tante cose di questi luoghi. ciao angelo!

  11. Giovanni Antonelli scrive:

    C’era una volta, tanto tempo fa, una comunità di miopi che chiese la morte di un Uomo onesto. In quel Paese chi ne consacrò l’umiliazione alla Croce fu un politico interessato solo al consenso popolare.

    NULLA E’ CAMBIATO!

    Nulla cambierà: Un altro… Angelo va via da Gomorra. Le sue orme già si affiancano e si confondono con quelle di tanti màrtiri che lo hanno preceduto.

    In silenzio…

    Il popolo belante continuerà a dare consensi a boccaccesci personaggi e alla loro corte di ladri, buffoni e arruffacase.
    A dispetto di tutto, però, niente e nessuno potrà insidiare la Cittadella della Memoria. Essa sopravvive da sempre a prìncipi e a re. Lì la residenza è riservata solo ai Giusti.

  12. Stefano Trapanese scrive:

    Angelo, hai seminato bene e raccolto meglio. A memoria di ciò è il funerale che hai avuto, degno di un “ministro onesto”. Il tuo nome continuerà a veleggiare nei secoli sulle targhe sempre un po dimenticate delle nostre strade o delle nostre piazze. E ai nostri figli, che ce lo chiederanno, racconteremo di un uomo che con il suo lavoro ha mostrato all’Europa intera cosa significa “riscatto di una terra”. BRAVO ANGELO E GRAZIE!

  13. Nicola Tarallo scrive:

    Ho avuto modo di conoscere meglio Angelo Vassallo durante le riunioni alle ultime elezioni amministrative nel comune dove risiedo, e apprezzare la sintesi, mai ovvia, tra idee, strategie, e i diritti e i doveri del buon cittadino.
    Figlio di questa nostra terra, carica di storia, di mitezza, di dura e persistente marginalità, vista da alcuni uomini, da alcune aziende, da alcuni consigli di amministrazione e consigli comunali, come una torta, di quelle di pasticceria industriale,con i colori e i sapori accentuati e un poco artificiali, ma che si vendono bene, legate a una suggestione dal sapore antico.
    Qui investono molti soldi uomini che già ne hanno.Intermediari, spesso del luogo, trattengono per sè una strisciata di quella storia, di quella orografia sudata e sofferta, in forma di inodori assegni o banconote piùo meno gualcite.
    Permute e altre banconote incontrano le aspettative di venditori soddisfatti.
    Molti altri abitanti lavorano sodo sui vari gradini di questa economia turistica, fatta soprattutto di sbancamenti e cemento, e su quel gradino trovano un quotidiano, usuale equilibrio.
    I ragazzi studiano, lavorano, guardanola tivù e chattano su feisbuc; molti, fortunatamente, si pongono domande e cercano risposte non banali.
    Si sono, come quasi dappertutto, allentati i fili, i nodi, del tessuto che ha ceduto poi negli anni sessanta.
    E le storie, i cunti, i riti, i canti, i tempi, hanno perso il contesto e la radice; si sono spenti come sotto un bicchiere capovolto o in un siderale, silenzioso grigioazzurrino privo di appigli, nella incapacità della nostra gente a inventarne nuovi.
    Angelo Vassallo aveva in mente e praticava una sintassi e un racconto che affrontava la tradizione costringendola alle sue responsabilità, togliendole il belletto mortifero del folklore, scavando invece solchi in cui cominciava a scorrere modernamente una economia che scuoteva dalle fondamenta il concetto di torta da pasticceria industriale, e, mentre annodava originali trame per la costruzione di un tessuto antico e al tempo stesso nuovo di zecca, capace di mostrarsi al mondo non per vestigia ma per un presente non afono, agile anche nel suo movimento lento, dava dignità al lavoro, peso alla collettitivà,valore alla innovazione, alle relazioni e allo sguardo curioso verso l’esterno, rispetto alle regole della convivenza. Per tale motivo chi lo ha vigliaccamente ucciso, tendendogli un agguato nella notte, non dovrebbe essere paragonato a una bestia, che agisce per difesa, per fame, e perperpetuare la specie, ma piuttosto descritto come un essere umano di questo lembo di occidente, figlio di una terra martoriata dove la tracotanza è diventata esperienza quotidiana, e dove i diritti si ottengono attraverso l’amico, o l’amico di amici, in Ospedale, sul Comune, all”INPS, alla Camera di Commercio, per fare qualche esempio.
    E i doveri vengono elusi ugualmente attraverso l’amico, o l’amico di amici, in tal modo creando una dicotomia tra chi non ha santi e chi può permettersi tutto e anche di più, anche a scapito della collettività, grazie a giuste relazioni.
    E se la regola è l’assenza fondamentale di regole, l’”appararsi”, il mettersi d’accordo, anche in contrasto con l’interesse generale; e se il cittadino diventa cliente, compare e suddito, allora la buona amministrazione è percepita come una eresia, ostacolo, fastidio,e, nell’epoca dei giochi di ruolo, un buon amministratore è un bersaglio da colpire.
    Sono tornato ora da Venezia dove ho potuto vedere il grande affresco di Mario Martone sul nostro Risorgimento, storia che parte proprio da tre figli del Cilento. Prima della proiezione, cui doveva assistere anche Angelo, è stato a lui tributato un minuto di silenzio, preceduto da un lungo applauso.
    Ho condiviso con la Sala il silenzio; non ho partecipato all’applauso, perchè penso che questo tipo di manifestazione del proprio apprezzamento sia congeniale alla finzione e alla creazione, quindi al teatro, alla musica, all’arte in genere, tracimando in questa epoca italica televisivo mediatica in tutti gli interstizi dove la collettività si esprime.
    La morte, verità scarna e assoluta della vita, va onorata con il silenzio, o un sussurro.
    Questa morte, così tragica e devastante, va onorata con la riflessione e ‘impegno.
    Noi cilentani volendo guardare in faccia Angelo Vassallo saremo costretti a raddrizzare la nostra schiena, piegata da una antica indolenza e da un potere smargiasso, rumoroso e in fin dei conti fatto di nulla.

  14. Filippo scrive:

    Vi invito a leggere il bellissimo articolo che Michele Cucuzza, il giornalista della Rai, ha dedicato a Angelo Vasasllo. Questo è il link: si intitola “IL SINDACO DALL’ONESTA’ MORBOSA” http://www.michelecucuzza.com/?page_id=547

  15. stefano scrive:

    Domenica 30 gennaio alle 21,30 torna PRESADIRETTA la trasmissione di Riccardo Iacona
    In onda su RAI 3

    La prima puntata è: “LABELLAPOLITICA”
    Speculazioni immobiliari? A chi dava fastidio Angelo Vassallo? Quali loschi affari stava cercando di bloccare? Chi lo ha ucciso e perche’ ? Riccardo Iacona e’ andato nel Cilento per seguire le indagini sull’omicidio del sindaco di Pollica.

    Pollica è un paesino del salernitano bellissimo, pieno di cultura, con il mare considerato uno dei più puliti d’Italia, un paese composto da case fatte in pietre, contornate da lunghi muretti e la terra rossa che nasconde tanta bellezza da destare stupore.
    Angelo Vassallo, eletto sindaco tramite una lista civica, era riuscito a sensibilizzare la gente per il rispetto dell’ambiente e della legalità. Si era opposto ai costruttori, quelli che tirano su le case e distruggono il territorio col cemento, quelle situazioni che si vengono a creare per interesse tra imprenditori-finanzieri canaglia e politici senza scrupoli, quelli che hanno dissipato patrimoni frutto di creatività e fatiche generazionali facendo scempi ambientali e sperperi di pubblico denaro.

    Per questo Angelo Vassallo rappresentava un pericolo per gli interessi politici per la criminalità organizzata, l’hanno tolto brutalmente di mezzo. Le modalità del delitto sono di chiaro stampo camorristico, approfittando, già che c’erano, anche per rinverdire la vecchia storia del “colpirne uno per educarne cento”.

    Claudio Vassallo il fratello ha dichiarato: “Mio fratello è stato lasciato solo, abbandonato.

    Vassallo va ad aggiungersi a un lungo elenco di vittime ( giornalisti, poliziotti, i Falcone, i Borsellino, i Chinnici e tanti, tantissimi altri, che hanno deciso di opporsi ai poteri forti, quei poteri che hanno sete spregiudicata di guadagno e arroganza.

    La cosa più disgustosa è una frase chiara e lapidaria che serpeggiava in quei giorni e lascia di sasso per la sua crudezza: “Se l’è andata a cercare”.

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