Berlusconi, Fini, la Carta e la storia patria
Di Costituzione o anche di prassi costituzionale Berlusconi non ci ha mai capito nulla, Bossi ancor di meno. Ma i loro consiglieri o consigliori che dir si voglia con che criterio li spingono a fare passi così azzardati, per non dire fuori luogo, inutili e assurdi? Sto parlando della richiesta al Capo della Stato di far dimettere Fini dalla sua carica di presidente della Camera. Ma dove, ma come, ma quando? Ve lo immaginate Napolitano che convoca Fini e gli intima di dimettersi? “Caro Fini, poiché lei fa politica e invece dovrebbe essere super partes, deve lasciare la presidenza della Camera”. Oppure: “Caro Fini, poiché lei ha consentito che venisse svenduto un appartamento che apparteneva ad An e ha lasciato che finisse nella disponibilità di suo cognato, deve mollare la poltrona!”
Ma delle prerogative del presidente della Repubblica Berlusconi, Bossi e i loro consigliori hanno mai letto? Non dico di studiarli, ma almeno una scorsa all’articolo 87 della Costituzione potrebbero darglielo. Capirebbero che se Napolitano aderisse alla sua richiesta sarebbe da impeachment. Neanche la cosiddetta moral suasion può utilizzare per una vicenda del genere: la distinzione tra il Parlamento (o anche solo uno dei suoi rami) e il Capo dello Stato è così netta che una interferenza come quella richiesta da Berlusconi e Bossi sarebbe uno scandalo.
E’ vero tuttavia che un presidente della Camera che fonda un proprio partito, entrando in rotta di collisione con la maggioranza che lo ha espresso, non si era mai visto. Ricordate i presidenti del passato? Tutti evitavano, qualche volta in modo esagerato, di fare politica attiva. C’è chi, come Bertinotti, avendo lasciato il proprio partito senza una guida sicura, l’ha fatto dissolvere. O chi, come la Iotti, era in perenne conflitto col suo partito, il Pci, che le chiedeva di “simpatizzare” almeno per certe azioni politiche da questo propugnate. Né si è mai visto un presidente della Camera così impermeabile e sprezzante rispetto ad una vicenda, quella dell’appartamento di Montecarlo, in cui tutto si può dire, meno che lui non ne sia coinvolto. Tiene famiglia, è vero. Ma questo non lo assolve.
Del resto questa Seconda repubblica ci ha ormai abituato ad assistere a situazioni assolutamente impensabili nella Prima. Pensate alle scissioni e scissioncine di partiti di destra e di sinistra che si sono succeduti. Tutte le volte la maggioranza vincente faceva le carte false pur di evitarla, la scissione. Non sapendo magari, come avvenne per il Psiup, che l’oro di Mosca era scorso a fiumi per convincere i psiuppini a separarsi dal Psi (reo di dar vita al centrosinistra). Berlusconi invece, in un paio d’ore – cacciando Fini dal Pdl – si è privato di ben 43 parlamentari (33 deputati e 10 senatori). Quindi non solo non ha fatto nulla per trattenerli, ma addirittura è stato lui a promuovere la scissione. Complimenti. E’ così riuscito a fare un vero capolavoro: ha mandato alle ortiche la più grande maggioranza della storia repubblicana. Col rischio, ormai concreto, di non finire la legislatura ed essere costretto a ricorrere alle elezioni anticipate: in altre parole a dichiarare fallimento.
Se i leader o presunti tali di oggi, da Berlusconi a Vendola, facessero un bagno d’umiltà e si studiassero un po’ di storia patria, scoprirebbero che un vero leader utilizza tutte le sue qualità per tenere insieme il gruppo, la squadra di cui è capo. C’è un dissidente che pensa di abbandonarlo? Il vero leader farà di tutto, metterà in campo tutte le sue arti per dissuaderlo. Così fecero Cavour, Rattazzi, Giolitti, De Gasperi, Moro, Fanfani, Craxi (e tanti altri), in circostanze analoghe. Ma come si può sperare che si mettano a studiare la storia patria quando si sa che sono convinti che la patria sono loro? “La patrie c’est moi”, sembra di sentirli ripetere ad ogni occasione.
P.S. Quando scoppiò il litigio fra Berlusconi e Fini, scrissi che non c’era niente di serio e che sarebbe finito a tarallucci e vino. Mi sbagliavo. Mi cospargo pubblicamente il capo di cenere.


[...] l’articolo integrale: Berlusconi, Fini, la Carta e la storia patria Post correlati7 settembre 2010 — Fini vada via (0)Martedì 7 settembre Lungo vertice ad Arcore, [...]
mitico pirrotta, all’elenco delle autolesionistiche conseguenze dell’epurazione berlusconiana mi permetto di aggiungerne una: qualora si arrivasse alle elezioni anticipate, salterebbe lo scudo dal processo milanese. credi a silvio il dettaglio sia sfuggito? personalmente, ne dubito. il suo legale – rammento – era presente al vertice dello stato maggiore che ha partorito la soluzione presidenziale. l’ignoranza e il dilettantismo istituzionale spiegano ma non tutto. credo in realtà siano consapevoli che napolitano nulla può e che abbiano sparato sta cazzata tanto per spargere olio sul fuoco, fare un po’ di fumo e continuare a cucinare l’arrosto fino almeno all’approvazione di una legge che azzeri i procedimenti pendenti sul berlusconi pre-politico. se poi vogliamo interrogarci sul perché fini abbia così tanta voglia di continuare a fare il presidente della camera…
Attenderei. Con questi tre furboni ci rimette una bottiglia di shampoo..
L’articolo mi sembra miserrimo.
Capire la costituzione italiana non è la cosa più importante, vista la scarsa qualità della medesima.
Anche perché i socialisti, che ora la citano come qualcosa di sacro, c’hanno speso una vita per sputtanarla in nome di un collettivismo similsovietico, con tanto di finanziamenti per tradire la “patria”.
L’Italia politica è patetica.
Gli unici che possono migliorarla sono quelli che riusciranno a smontarla.
La Costituzione italiana non contempla tante cose. Basti pensare che, in caso di partecipazione di un solo elettore al referendum confermativo previsto dall’art. 138, consente che questi possa cassare la riforma costituzionale approvata dal 63% del Parlamento. Quanto al presidente della Camera, stando a quanto si legge da più parti, se egli dà i numeri ce lo dovremmo tenere per forza perché non c’è possibilità di sfiduciarlo. Aspettiamoci allora un Fini, col colapasta in testa, che tolga la parola a tutti quelli che ha in antipatia. Tanto non succede nulla… Ben strano, però: si è cacciato un capo dello Stato senza motivo (Giovanni Leone) e non si può “persuadere” un fazioso a lasciare la carica di presidente di un’assemblea?
P.S. Fini ha tirato in ballo la sua famiglia, per alzare un muro di omertà su quel che ha combinato. A rispondere di società off shore e case svendute dev’essere lui, non la sua famiglia. Il segretario di An non risulta essere nessun esponente della famiglia Tulliani.
Carissimo Onofrio, assolutamente d’accordo con te. Sottoscrivo in toto. E sottolineo la parte centrale della tua riflessione. Fatte tutte le indispensabili osservazioni della prima parte, rimane il fatto che Fini farebbe bene a dimettersi.
Anzi, gli potrebbe addirittura convenire, perché avrebbe le mani libere per occuparsi del suo nuovo partito, perché toglierebbe un’arma ai suoi avversari e perché si guadagnerebbe il plauso della stampa. Invece, non si capisce che vantaggio possa trarre il governo dalle sue dimissioni, visto che le tensioni aumenterebbero, non diminuirebbero.
In ogni caso, Onofrio, devi deciderti a tornare a fare l’opinionista.
Ineccepibile. Rispetto ai tangheri dilettanti che s’agitano in questi anni, Pirrotta può essere tacciato di craxismo ante-litteram, ma almeno è da ringraziare di cuore per il lucido quadro politico.
Sì, grazie ancora e sul serio.
a parte che della costituzione italiana ho una considerazione pari a zero. ma Fini che cavolo vuole ? l’ho visto stasera su la 7 e ripete sempre le stesse cose: voglio fare un partito mio ma appoggio la maggioranza, Berlusconi è attaccato dai magistrati ma bisogna avere fiducia nella magistratura. il federalismo va bene ma deve essere equo (che intende per equo ? boh chi lo sa). Fini mi sembra sempre di più “il nulla incartato” come diceva un uomo politico del secolo scorso.
Condivido pienamente sul fatto che un leader deve cercare in tutti i modi di ricompattare la maggioranza…seppur Fini e i suoi contrastavano e contestavano tutto ciò che riguardava Berlusconi!!
Saluti
http://ottavioabbate.blogspot.com
Giuseppe, ti ringrazio . Ma sapessi quante cose dovrei/potrei fare che non faccio! Certo che Fini dovrebbe dimettersi. Se avesse un minimo di sensibilità lo farebbe. Ma la sensibilità è come il coraggio di don abbondio: se uno non ce l’ha non se lo può dare. Nè gli può essere inoculata, iniettata.Imposta.
P.S @ItalianPolitics. Sono orgoglioso di essere stato un socialista craxiano. E non l’ho mai rinnegato. Nè lo farò mai.
Analisi ineccepibile.
Sono d’accordo su tutto.
Sulla impreparazione dei leghisti che premono su Berlusconi per fargli fare una figuraccia epocale ( ma pare stiano già frenando).
Sulla mancanza di una vera leadership in Berlusconi ( ma ha sempre preferito essere il Padrone, mal si adatta ad un ruolo di gestore dei conflitti interni, li percepisce sempre e solo come lesa maestà).
D’accordo anche sul fatto che Fini dovrebbe quanto meno offrire le sue dimissioni ( ci sarebbe anche il rischio che la Camera le respingesse…).
Oltretutto, vista l’inevitabilità delle elezioni, guadagnerebbe parecchi punti.
Per quanto riguarda i tarallucci e vino, aspetta a coprirti il capo di cenere, Onofrio.
Viviamo nel paese in cui prima o poi ricicciano sempre.
Anche se mi auguro che almeno questa volta si arrivi a un chiarimento che sia veramente tale : con una sinistra, un centro e una fetta, spero consistente, della destra che rifiutano metodi e risultati del berlusconismo.
Il dramma è che gli oppositori al berlusconismo, una volta arrivati a disfarsi del “mammozzone” ( copyright by C.E. Gadda) difficilmente troveranno accordi ragionevoli sulla direzione di marcia.
I berlusconian/bossiani appaiono al momento sicuramente più compatti del fronte avverso, unificato solo dal pensiero di cacciare il premier.
Insomma sono pessimista: o andiamo incontro a nuove paralisi ( il che è male) o Silvio fa l’ennesima campagna strepitosa e ritorna a far danni ( il che è peggio).
onofrio sono d’accordo con te . berlusconi ha fatto un grosso errore a ..cacciare fini
infatti fini , fine,consentimi la ripetizione,politico,
ha potuto fare leva su questo vulnus .
mi colpisce poi l’ignoranza e la protervia di berlusconi e dei suoi signorsì,nel volere che fini si dimetta dalla sua carica istituzionale
è pericolosa perchè passa attraverso i media con più ..forza
chi fa appello alla costituzione, bistrattata da questi politici,
fa meno notizia
tutto questo contribuisce all’imbarbarimento della società civile
@ daniela agostini
non passa mai per la mente che ad aver causato l’imbarbarimento sia stata proprio una costituzione scritta coi piedi?
Chiamiamo le cose col loro nome? Questi di diritto costituzionale non sanno una mazza.
Secondo loro, nella Costituzione “materiale” padana, il compito di Napolitano è quello di fare la formazione del Milan.
E’terricante pensare che il Paese sia stato governato da una compagnia di guitti e di pubblicitari di provincia, buoni solo a vendere padelle anti-aderenti.
E a sbavare dietro squinzie scosciate.
Se il tentivo di Fini di costruire un partito liberale di massa, per di più laico e senza monsignori, diventerà una realtà, gli dovremo erigere un monumento.
Ma sarà durissima.
Se la Costituzione, nel corso dei suoi oltre sessant’anni di vita, ha mancato di corrispondere al mondo reale vuol dire che c’era qualcosa che non andava. Per oltre vent’anni abbiamo avuto il monopolio informativo della Rai, per esempio, impedendo il rispetto di uno dei principi fondamentali. E quando lo si è cominciato a mettere in discussione, i pretori hanno provato a soffocare la nascita di nuove emittenti. Da sempre, i sindacati hanno mancato di rispondere al dettato costituzionale che – evidentemente – chiedeva qualcosa che non si poteva fare. Un presidente della Repubblica è stato costretto alle dimissioni senza seguire il percorso costituzionale eppure si è dimesso. Le riforme della Costituzione sono state o approvate con il pronunciamento popolare di esigue minoranze (Titolo V) o respinte a dispetto della maggioranza ottenuta in Parlamento. Si sono potuti formare governi del “presidente” che contrastavano con la volontà espressa nelle elezioni (e non solo nella cosiddetta seconda repubblica, ma anche nella prima). I referendum sono stati sistematicamente disattesi senza conseguenze, perché la Costituzione non prevedeva alcun vincolo. Altri referendum sono stati respinti senza veri e giustificati motivi, ad opera di un organismo come la Consulta previsto proprio dalla Costituzione. Insomma da quel testo derivano non pochi guai odierni.
Che la Costituzione necessiti di un aggiornamento, non ci piove.
Lo schema di gioco istituzionale appare arcaico e superato; la distanza fra l’Italia ed altri paesi è nel tempo aumentata.
L’esasperazione del parlamentarismo si è rivelato, nel tempo, la deriva di uno schema ideato come antidoto alle possibili ricadute dittatoriali, che rispondeva ad un’ossessione dei padri costituenti TUTTI, ancora freschi della terribile esperienza durante il ventennio fascista.
Gli elettori dovrebbero votare per chi desiderano governi e non per chi li dovrà rappresentare.
Differenza sostanziale, grazie alla quale il nostro sistema continuerà a dibattersi in crisi, scissioni, verifiche, incapacità per chiunque, dopo avere vinto, di tenere in piedi una maggioranza che governi.
Non credo che Bossi Berlusconi siano dei poveri “baluba” (uso un termine “bossiano”!), quando vogliono salire al Colle per cacciare Fini: guai a sottovalutarli, guai a credere che siano dei sottosviluppati, poichè questo atteggiamento non ha poi portato troppo bene alle opposizioni.
Hanno centrato in pieno il sentimento degli italiani e definito una prospettiva “riformista”, quando risultano gli unici a “difendere” la volontà popolare contro le “trame di palazzo”.
Così la raccontano ed hanno buon gioco, poichè nessuno, penso al PD, possiede il buon senso e lo spirito democratico sufficiente di “raccontare” ed affermare che la volontà popolare, come in tutti gli altri paesi civili, non può più essere vituperata con la proposizione di formule che considerano “normale” che chi ha perso le elezioni si possa trovare, come d’incanto, a governare.
Non è più pensabile che il “capitano di ventura” di turno possa ricattare o fuoriuscire dalla compagine ove è stato eletto, perchè sa benissimo che con un pugno di parlamentari è possibile “presidiare” i guadi ove ogni governo, prima o poi, sarà costretto a passare ed esigerne pedaggio.
Intendiamoci, cambiare idea è sempre possibile, a volte è sintomo di sensibilità ed intelligenza: ma se il cambiare idea muta i rapporti elettorali, solo nuove elezioni possono definire nuovi rapporti.
A me piacerebbe un PD politicamente più intelligente, più coerente ( perchè da quando si vota direttamente per i Sindaci, i Presidenti di regione e Provincia, cambiamento voluto soprattutto dalla Sinistra, quando faceva politica, la conflittualità è crollata e la stabilità è un fatto inoppugnabile?) e che riuscisse in qualche modo a dialogare con la maggioranza su questi temi fondamentali e non più rinviabili.
In quanto a Fini, è evidente che nessuno può “sfiduciarlo”, ma è altrettanto evidente lo scempio che sta facendo del suo alto ruolo istituzionale.
“Sotto il vestito, niente”, ma questo “niente” continua a far danni molto gravi alla politica, alle Istituzioni, agli Italiani.
Roberto. perché le giunte comunali, provinciali, regionali hanno una certa stabilità ? semplice, perché se si dimette un sindaco o un presidente si va direttamente alle elezioni non si possono fare ribaltoni. In Italia è più importante la volontà popolare per eleggeri sindaci o presidenti di regioni, per il capo del governo che deve guidare il paese: no. Adirittura secondo la costituzione si potrebbe fare un governo con partiti che hanno perso le elezioni. Un motivo in più per mandarla al macero. Fini si nasconde dietro un dito, sa benissimo che se si vota dei suoi “finiani” ne rimarebbero quanto bastino per fare una partita a scopone la sera davanti alla tv.
Scusa Kuliscioff, non avevo letto bene il tuo intervento, nel senso che mi erano sfuggite le ultime due righe. Poichè la stima è reciproca- non mi perdo un solo tuo pezzo- mi interessa assai la tua opinione. Interroghiamoci pure:”perché fini ha così tanta voglia di continuare a fare il presidente della camera?”
Come ho scritto sopra, penso che Fini farebbe meglio ad offrire le sue dimissioni.
Sarebbe anche una mossa redditizia sul piano elettorale.
Non lo fa per due motivi.
Primo: percheì dimettendosi perderebbe un ruolo strategico
Secondo: perche’ il gioco e’ diventato troppo sporco.
Se si dimettesse Belpietro, Feltri, Minzolini, Fede, ecc. sosterrebbero che lo ha fatto grazie alle loro campagne pseudomoralizzatrici a senso unico.
Avvalorando in molti maleinformati ( da loro) l’idea della sua indegnita’.
La mistificazione e’ semplice da costruire: dopo pochissimo tempo la versione dell’accaduto NON sarebbe
“Si e’ dimesso per correttezza, essendo rientrato nella lotta politica”
ma:
“Preso con il sorcio in bocca ( appartemento Montecarlo) ha DOVUTO andarsene”
Ora e’ possibile che Fini sia indegno e anche che la storia di Montecarlo risulti poco chiara.
Ma, come e’ noto, ci sono vicende molto piu’ oscure e pendenze giudiziarie molto inquietanti che non stanno inducendo a dimettersi il premier.
Ne’sta pensando di dimettersi il presidente del Senato, che, pur non essendo iscritto nel registro degli indagati ( come Fini peraltro), e’ stato socio negli anni 90 di alcuni mafiosi condannati con sentenze dedinitive.
Se le informazioni circolassero come dovrebbero, e fossero corrette, TUTTI, anche quelli che non comprano i giornali, saprebbero che Fini NON si e’ dimesso per un dubbio riguardante una casetta di 65 mq, ma per correttezza istituzionale ( garantisti come sono i suoi ex sodali glielo chiedono in nome di quel motivo, non certo per la casa, senno’, per coerenza, dovrebbero chiedere la stessa cosa a chi e’ indagato per aver corrotto un teste, per non parlare di chi ha dato mano libera alla cricca della Protezione Civile)
Si da’ il caso pero’ che, a mio avviso, le informazioni, soprattutto quelle dei Tg ( Mentana escluso) non circolino ormai da tempo come dovrebbero….cioe’ facendo ascoltare tutte le campane.
Le cronache di Mirabello, con in studio a commentarle La Russa e Cicchitto e la sordina sulle frasi piu’ sferzanti di Fini, sono l’apoteosi del giornalismo di… servizio.
Filippo,mi accorgo che tua faziosità invece che regredire, aumenta. Ciò non toglie che ti voglia bene. E pure assai.
Ti chiedo solo di flettere su questo: !9 la carica di Prtesiudente del consiglio non è neanche lontanamente paragonabile con q
Premesso che come dice anche Rondolino la Costituzione andrebbe cambiata, e anche di corsa. In questa epoca ha fatto il Suo tempo. Ma non è possibile che quando le cose non conviene a loro la tirano sempre in ballo, come pure la Resistenza. Ma qualche libro di Pansa l’avranno letto? E ore di finirla e spingere per una vera rivoluzione culturale di questo Benedetto Paese
Ops è partito il post.
…con queella di presidente della Camera. Questa è un organo di garanzia e potrebbe addirittura trovarsi a capo dello stato. Quella no.2) l’affaire Montecarlo non è quella di “una casetta di 65mq” come scrvi tu, ma il comportamento non certo limpido di chi ha consentito la vendita, anzi la svendita di un appartamento a società off shore(create in genere per operazioni poco lecite) , appartamento finito nella disponibilità del cognato. Questo da solo basterebbe per suggerirgli le dimissioni, ma come ho scritto più sopra, dovrebbe averne la sensibilità, e lui non ce l’ha;3)Ma laragione vera che gli imporrebbe di dimettersi è che NON SI E’ MAI VISTO un presidente della camera(o del senato) fare politica attiva cossì scopertamente da guidare una scissione e fondare un nuovo partito. Chi garantisc che nell’esercizio delle sue funzioni non agisca per favorire questo partito?
Con immutata stima
Onofrio
P.S. Ma dove leggi le notizie riguardanti il presidnte del senato? Non è vero che era in società conb mafiosi. Era solo il loreo avvocato difensore. Si da il caso che Schifani sia stato un avvocato penalista…
@roberto.d
La preoccupazione dei nostri Costituenti non solo non ha più ragione di essere, ma non è mai stata davvero una minaccia per la democrazia.
Riformare significa prendere atto di ciò che non funziona più o non ha mai funzionato e cambiare, non certamente buttare via tutto.
Se in pochi mesi è cambiata la legge elettorale per le autonomie locali, non dovrebbe essere difficile modificare la prerogativa ” parlamentare”, introducendo nell’ordinamento la prevalenza della necessità di scegliere il governo, rispetto la rappresentanza.
Se la direzione di marcia è e sarà il federalismo, a maggior ragione serve un esecutivo forte ed autorevole.
Il punto è che i vari Fini, Di Pietro, Rutelli,Casini e la stessa Lega si guardano bene dall’affrontare l’argomento : con un pugno di deputati si è in grado di controllare qualsiasi governo e condizionarlo pesantemente e con il 2% scarso, se al Governo, si ottengono addirittura ministri e sottosegretari.
Chiedere a questi signori di ragionare ed accordarsi per il superamento del parlamentarismo sarebbe come pretendere che i tacchini festeggino il Natale e gli agnelli Pasqua.
Questa storia del giornalismo di servizio pro Pdl fa un po’ ridere. Ogni santo giorno della settimana vi è in prima serata una trasmissione di informazione politica rigorosamente anti-governativa (Lunedì: Infedele; Martedì: Ballarò; Mercoledì: Exit o chi per esso; Giovedì: Annozero; Venerdì-Sabato: Fazio; Domenica: in 1/2 ora).
Ma veniamo a Fini. A dimostrare la sua “indegnità” non sono Libero o il Giornale, ma lui stesso con le sue dichiarazioni. E’ lui che, per giustificare l’ingiustificabile, ha tirato in ballo prima il cognato quale consulente immobiliare e poi la madre delle sue figlie che gli avrebbe rivelato tardivamente che il fratello era locatario dell’appartamento. Un po’ squallido come comportamento, o no? Certo vi sono politici che hanno commesso di peggio, ma non si impancano a dar lezioni di morale agli altri né fanno piedino coi pm un giorno sì e l’altro pure (per dire, non ho mai sentito Berlusconi pronunciare quel tipo di concioni…). Anche nell’intervista a Mentana, Fini l’ha sparata grossa: ha detto che l’ordine di vendere a 300.000 euro l’ha dato lui. Bene: questo significa che è un politico fuori del mondo. Quello, nel 2008, era il prezzo di un appartamento a Ostia bisognoso di restauro. Se un politico è così “ignaro” di ciò che lo circonda, come potrebbe pensare di essere utile al Paese? Farebbe solo valutazioni errate. Meglio allora che si dedichi ad altro.
Roberto. hai ragione. certo che chiedere ai parlamentari di fare una legge elettorale che prevede il ricorso alle urne quando un premier si dimette non è praticabile. ma qui ritorna in discussione la nostra beneamata costituzione che ammette solo referendum abrogativi ma non propositivi. perché i cittadini non possono fare una legge elettorale come gli piace ? invece di fare dieci referendum abrogativi sulla legge elettorale che alla fine non va bene a nessuno. si poteva fare un referendum propositivo che alla fine anche se non perfetto avrebbe avuto la legittimazione del popolo è quindi meno vulnerabile di quelli che fanno i nostri parlamentari. sono 20 anni che sento dire che la legge elettorale esistente non va bene, sarebbe ora di farla finita. riscriviamo la costituzione è troppo datata è scritta principalmente per non far tornare il fascismo. non mi sembra il problema principale oggi in Italia.
Onofrio, lo leggo su Wikipedia ( voce Schifani)
Nel 1979, praticante legale nello studio del deputato DC Giuseppe La Loggia, fu inserito da quest’ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte il figlio Enrico La Loggia, futuro politico di spicco di Forza Italia, ed alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa, Schifani lasciò la società nel 1980, riprendendo l’attività di avvocato.
Filippo, non mi pare che Wiki sia Treccani o la Britannica! Su queste cose così delicate io ci andrei cauto ad utilizzarla. Come sai chiunque può scriverci quello che gli pare. E se uno dei controllori non ci capita, quella cosa-diciamo inesatta- rimane lì per tanto tempo. Cmq anche così come la racconta Wiki non mi pare una cosa gravissima. Quasi 40 ani fa, da praticante , quindi agli esordi della sua carriera professionale si trovò in questa società di broKeraggio. Che doveva fare il giovane avvocato, che con ogni probabilità neanche sapeva che i soci erano mafiosi? Dire al suo datore di lavoro, La loggia :non in quella società non voglio entrarci? E magari farsi licenziare?
P.S. Non ho alcuna simpatia per Schifani. Non lo sto difendendo. Magari è vero che è stato colluso con la mafia. Ma non sopporto i due pesi e le due misure: Fini? Innocente e perseguitato (perchè odiaz il berlusca e fa l’occhiolino alla Sx). Schifani colpevole perchè ama Berlusca e vede la sinistra come il fumo negli occhi
@ onofrio: inutile dire che concordo, ma quello che hai spiegato a Filippo lo puoi condensare in una sola parola: garantismo!
Una volta era una roba di sinistra, ora è diventata quando va bene un optional, altrimenti una volgarità.
Poi, se ci riesci, va a capire che cavolo è successo…
Scusami, Onofrio, ma i due pesi e le due misure ci sono a livello giornalistico.
Escono delle storie sulla casa di Montecarlo, tutti ne parlano, il Giornale ci fa una campagna con 45 titoli di testa.
Benissimo.
Poi esce la notizia numero 2.
C’è un pentito- Spatuzza- che sostiene che Schifani – quando ancora era un avvocato civilista in relazioni professionali con molti mafio-imprenditori – è stato uno dei tramite tra i vertici Fininvest e i fratelli Graviano, i boss condannati per le stragi del ’93.
Nessuno, tranne l’Espresso e il Fatto da’ questa notizia.
Peccato che poco dopo lo stesso Schifani senta il bisogno di dichiarare :
“Darò la massima disponibilità con l’autorità giudiziaria qualora decidesse di occuparsi della questione”.
Panico tra i giornalisti dei vari tg che hanno oscurato la notizia delle dichiarazioni di Spatuzza, perchè non sanno come spiegare ai loro spettatori, ignari dell’antefatto, le dichiarazioni di Schifani.
Detto questo, sono un garantista.
Sia Fini che Schifani sono stati accusati di fatti gravi ( quelli di cui è accusato il secondo lo sono molto di più, mi sembra, ma poniamoli pure sullo stesso piano).
Entrambi sono innocenti fino a prova contraria. O sbaglio?
Ma ciò non toglie che la prima notizia inonda i tg, la seconda viene oscurata.
Non dirmi che Spatuzza è inattendibile, perchè non è questo il problema ( qualcuno potrebbe dire che lo è anche chi accusa Fini e saremmo punto e da capo).
Dico soltanto questo e qui mi appello alla tua onestà: pensi veramente che se quel pentito se la fosse presa con Fini, Feltri non lo avrebbe messo in prima pagina, invece che omettere la notizia come ha fatto con Schifani?
Idem per Minzolini, Belpietro ecc.
So che a te non piace Travaglio, ma io su questa faccenda la penso come lui.
L’altra sera in uno scontro con Feltri alla 7, ha risposto al collega :
“Noi della storia di Fini abbiamo parlato a lungo ( è vero, leggo spesso il Fatto e posso confermare) e siamo dell’avviso che Fini debba dare delle spiegazioni più convincenti di quelle che ha dato finora. Ma voi della storia di Schifani parlereste solo se Schifani si mettesse in conflitto con Berlusconi”.
Ho visto Feltri al quale di solito non manca la parola in difficoltà. E’ riuscito solo a bofonchiare un “figurati!”
Comunque, vorrei chiarire : io non penso che Fini sia innocente e perseguitato.
Sono perplesso.
Noto solo che da quando è in rotta con Berlusconi, della sua faccenda si parla continuamente.
Comunque sono stato chiaro, mi sembra, nel dire che secondo me SI DOVREBBE dimettere.
Ecco cosa ho scritto sopra. Copieincollo per comodità:
“D’accordo anche sul fatto che Fini dovrebbe quanto meno offrire le sue dimissioni ( ci sarebbe anche il rischio che la Camera le respingesse…).
Oltretutto, vista l’inevitabilità delle elezioni, guadagnerebbe parecchi punti.”
Ho solo cercato di spiegare il motivo per cui secondo me non lo fa.
Poi aggiungo che se io fossi il premier e fossi rinviato a giudizio per corruzione, non esiterei neanche un minuto ad andarmene.
Ma di questo non parla mai nessuno. Ci si consola con la storia della persecuzione giudiziaria.
Alla quale io non credo.
Lo so, la pensiamo diversamente, ma, come sai, non è un problema.
Preferisco sempre confrontarmi con chi non pensa come me, s’impara di più.
E invece te lo dico: Spatuzza, caro Filippo E’ INATTENDIBILE! Su Fini non puoi usare lo stesso criterio, perchè lui stesso non ha mai negato di aver autorizzato la svendita della casa nè che questa sia finita nella disponibilità del cognato: ci ha fatto un comunicato ufficiale! Non so se capisci la differenza: su Schifani è tutto da accertare; Su fini il fatto E’ INCONTESTABILE!
Cmq: che c’entro io con le omissioni di Feltri e C. ? Cazzi suoi! E’ come se io ti rimproverassi le omissioni di Mauro , Padellaro e C. Che c’entri tu?
P.S. Dichiararsi “perplesso” su Fini mi pare, come dire, un po’ poco: Un capopartito che svende appartamenti monegaschi e si macchia di nepotismo da prima repubblica. Suvvia, Filippo: perplesso?
Scusami, Onofrio,qual è il tuo criterio?
Non quello della condanna penale passata in giudicato, vedo.
Giusto. Ci sono fatti che anche se non penalmente rilevanti, sono prova di malcostume.
Ok. Allora Fini se ne deve andare. D’altronde l’ho già scritto 2 volte, più che scriverlo una terza non posso fare.
Ma poi dovrebbe andarsene anche Bertolaso, che ha lasciato pascolare la cricca. Nessun reato, ma quante cosette da chiarire, quante bugie, quanti comportamenti ambigui!
Dovrebbe andarsene anche Berlusconi, che si teneva in casa lo stalliere mafioso.
Non è rilevante penalmente forse, ma moralmente…? Oppure ci beviamo le panzane che ha raccontato in materia?
Per non parlare delle sue recenti telefonate intimidatorie ai membri delle autorità di garanzia .
Insomma, per me va bene.
Sono un noto moralista. E caccerei chiunque, per il solo fatto di occupare un ruolo, se ne approfitti.
L’importante è essere consapevoli del fatto che, così facendo, si utilizza un criterio soggettivo che proprio perchè soggettivo può essere applicato in modo molto disuguale e arbitrario.
Su Spatuzza non ho le tue certezze.
Oltre che moralista, sono sospettoso.
So che la mafia, ogni volta che c’è una tornata elettorale tira la volata a qualcuno.
Possibile lo faccia senza averne un tornaconto? Uhm…
Poi Spatuzza sarà inattendibile ( possibilissimo) ma non possiamo pensare sistematicamente che quando un pentito parla di Riina e Provenzano è attendibile, quando parla dei legami tra mafia e politica non lo è.
In quanto al nepotismo da prima Repubblica, poi, nella seconda mi sa che dovrebbero cacciare tutti, nessuno escluso.
E anche qui, moralista come sono, sarei d’accordo senza distinzioni tra destra e sinistra.
@-> Filippo Cusumano
Ha tutta la mia solidarietà. Moralista, garantista non a senso unico e lucido, qui lei rischia di grosso.
Già s’è beccato del fazioso per aver espresso pareri in realtà ben motivati, adesso sento arrivare la condanna inappellabile: qualunquista forcaiolo! E l’insulto definitivo: grillino!
Ottodixit: Grillino no! La prego.
Circa il moralista e il garantista, basta intendersi.
Mi spiego.
Se facciamo i garantisti, lo facciamo con tutti.
Il riferimento è il codice penale, l’unico possibile: ce la prendiamo solo con i condannati con sentenza definitiva.
Naturalmente anche questo metodo può non essere infallibile perchè esistono gli errori giudiziari ( l’importante è che non si giudichino prevenuti i giudici che condannano i nostri amici e giusti quelli che li assolvono, perchè allora non c’è scampo).
Se facciamo i moralisti, invece ce la prendiamo con tutti.
Da Fassino che urla “abbiamo una banca!” a Berlusconi che ospita lo stalliere o intimidisce i membri delle Authority oppure si fa le leggi ad personam per far cadere in prescrizione i processi che lo riguardano.
A me sta bene anche il secondo metodo e sono disposto ad applicarlo.
Anche se sono ben consapevole che è soggettivo e quindi opinabile.
Quello che non mi sta bene è il mix: se si tratta dell’avversario, va bene il moralismo, se si tratta dell’amico, va bene il garantismo.
Idem per quanto riguarda l’informazione.
Una notizia è una notizia.
Se Fini vende una casa al cognato la motizia va data. Ma va data anche la notizia delle accuse di Spatuzza.
Salvo decidere, anche qui con metodo opinabile, che quella su Fini è una notizia e quella su Schifani è una non notizia ( invece è una notiziona, anche se Spatuzza fosse inattendibile- ma anche qui : chi lo decide? ).
Idem per il nepotismo. Mi fa schifo Fini che intimidisce i dirigenti Rai per far lavorare “Elisabetto”, come Berlusconi che incalza Sacca’ per far lavorare le “nipotine” di suo gradimento.
Vedo invece che anche su questo aspetto ci sono due pesi e due misure: Fini è un mascalzone, Berlusconi è solo uno che fa raccomandazioni come le fanno tutti in Italia ( che sarà mai?).
Basta mettersi d’accordo sul metodo e poi applicarlo con tutti.
In questa risposta affronto il tema “2 pesi e due misure” in via generale ed astratta ( mi guardo bene dall’attribuire ai miei interlocutori precedenti in questo thread alcune delle posizioni doppiopesistiche di cui parlo)
@Ottodix. Grillino, qualunquista , forcaiolo il mio amico Filippo? No, posso garantire per lui. Ma un po’ “travagliato” lo è. E’ questo che mi dispiace.:)
Beh devo ammetterlo: condivido spesso le posizioni di Travaglio. Non tutte, ma molte sì.
Ma, come dice il mio amico Onofrio,citando Billy Wilder, nessuno e’ perfetto,
Le posizioni di Travaglio sono poco serie perche’ a senso unico, se si dedicasse allo sputtanamento di diPietro con le stesso zelo con cui si dedica a Berlusconi forse acquisterebbe un minimo di attendibilita’.
Certo che tra Cesare e un qualunque Tizio… non c’e’ gara.
Bei tempi quelli degli “avanzi di balera”, quando BOT e CCT rendevano anche il 18% di interessi, ma che importa tanto il debito accumulato è solto colpa dei sindacati comunisti. Di Pietro e buona parte della magistratura sono dei farabutti, per questo il nostro “Cesare” è un perseguitato politico. Ma quando arriva sto’ Bruto? Hai voglia…