Avallone, Silvia
La polemica nata dall’uscita di Vespa, che si complimentava per il decolleté di Silvia Avallone vincitrice del Campiello opera prima, esalta ancora meglio la posizione dell’Italia in Europa e nel mondo come uno degli ultimi paesi per le Pari Opportunità, e quindi come modernità, essendo quest’ultima valutabile appunto dal ruolo delle donne nella società e dai simboli che tale società produce.
Così un vecchio signore con il ruolo di conduttore (fin troppo facile ricordare il politico che gli corrisponde) che si complimenta con una giovane donna, in un contesto culturale pubblico, per un dato accessorio come quello estetico, è fortemente simbolico e rilevante sul piano politico.
Del resto l’anno scorso Rai Uno pubblicizzò Miss Italia con questo slogan: “la bellezza è talento”.
E come al solito, quando si parla di donne e c’è da difendere il sottosviluppo, Sgarbi è sempre in prima linea a pasticciare argomenti elevati (mai approfonditi) e discorsi da osteria, a confondere gli effetti con le cause, soffermandosi solo sul pezzettino di verità che gli fa comodo.
Cerca di buttarla sulla filosofia nel suo articolo sul Giornale a difesa di Vespa, ma il dibattito sulle donne, nella narrazione mediatica subculturale, e quindi politica, da almeno dieci anni a questa parte, è appunto solo sulla loro bellezza, l’invidia per questa, sulla possibilità che spetta a pochi di toccare e usufruire delle tizie che ci vengono date in visione, e quindi anche funzionale alla costruzione del mito dei pochi privilegiati, ovviamente da invidiare, che usano le veline sempre felicissime di farsi usare.
Non c’è un solo magazine (ricordiamo che il magazine del premier, Chi, vende 800.000 copie, assai più di Repubblica, che ne vende solo 600.000), o una sola trasmissione televisiva da milioni di spettatori che fanno impallidire ogni Santoro e Floris del mondo, che non si occupi esclusivamente e ossessivamente di bellezza femminile, di gambe e di parti del corpo di donne, di carne appunto, come ha detto Michela Murgia.
Lamberto Sposini (e siamo sulla Rai) parla di cellulite, “prova costume”, e di decolleté da almeno dieci anni sempre lanciando l’argomento come se fosse per la prima volta in esclusiva. Barbara D’Urso si occupa da anni, tutti i giorni, solo di estetica, di chirurgia plastica, e di donne violentate possibilmente da extracomunitari. Ma poi abbiamo Festa Italiana (Rai uno), Uomini e Donne (più di dieci anni, tutti i giorni di “ahò io so’ bella, lei è invidiosa”), Lucignolo, Verissimo, Buona Domenica, Pomeriggio cinque, Domenica In, Porta a Porta, Ciao Darwin, non parliamo delle oscenità di Uno Mattina estate, Miss Italia, Miss Padania, Miss Maglietta Bagnata. E ovviamente Grande Fratello e Isola dei Famosi. Senza alcuna pretesa di essere esaustivi, un immenso unico loop che censura l’intelligenza delle donne, e qualsiasi altro ruolo che non sia la svendita del corpo.
Una visione diventata nauseabonda, somministrata col biberon fino ad ingozzarci, fino a farci odiare le poverette che si dimenano con movimenti isterici e uguali, fino a sospettare che si voglia azzerare il genere femminile, fino – obiettivo cosciente o meno – a mettere a tacere l’intelligenza e la conquista del potere da parte delle donne, di cui appunto si ha paura. Esattamente come si ha paura dell’immigrato. E’ l’Altro che sfugge dal controllo. Ed è questo il punto centrale di tutta l’ossessione monotona e patologica, e la ragione di una simile resistenza culturale: la paura della perdita di identità proporzionale alla mancanza di stabilità propria e di riferimenti culturali solidi interiori, di individui come di una nazione. Basta osservare Sgarbi: dalla gestualità alle parole alle urla, per percepire i suoi immensi problemi con le donne.
E’ vero che è in corso un’autentica perdita di identità collettiva, ma certo la causa non è la donna che prende potere nella res pubblica, né l’immigrato, ma sta avvenendo grazie al progressivo disinvestimento culturale. Un intero paese come il Grande Fratello, non ha né può avere o aspirare ad avere un’identità, che ovviamente non si riassume in una bandiera, o un inno. E più ci stiamo cancellando come Italia più radicalizziamo la paura dell’Altro e i miti televisivi. (Sul vuoto di una simile mentalità e di alcuni – inconsapevoli – protagonisti, ottima la scena dedicata alla tv italiana nel film di Sofia Coppola, Somewhere).
A Michela Murgia vincitrice del Campiello (cosa che a lui non è mai riuscita, come non è mai riuscito ad entrare nella “comunista” Normale di Pisa) che protesta contro l’ennesimo tributo alla subcultura, in uno spazio inoltre che dovrebbe escluderla, Sgarbi suggerisce di studiare. Altra esortazione che dovrebbe rivolgere a se stesso, vista la scarsissima credibilità che ha nel suo settore al di fuori del circuito televisivo. Al solito, dimostra di essere più atletico che intelligente, aggiungendo: “C’è una ragione perché non ha avuto gli apprezzamenti di Vespa; evidentemente non se li meritava”.
Certo, sogno di ognuna è meritarsi i complimenti di Vespa, dunque Sgarbi suggerisce alle donne cosa fare: essere belle e preparate (come le hostess di Gheddafi bell’aspetto e conoscenze umanistiche). Mette così in mostra, ancora di più, la sua inconsistenza e la sua paura. Se una donna è bella ed è anche preparata il fatto che si parlerà della sua bellezza e non della sua preparazione è infatti, per uno come Vespa o Sgarbi, rassicurante. Tenere sempre il dibattito sulla bellezza della donna, definirne i canoni, e quindi controllarli, ha azzerato, o almeno tende ad azzerare la forza e l’imprevedibilità di questa. Troppo sarebbe mettere in gioco il proprio desiderio e le proprie competenze. Meglio occuparsi della cellulite e del decolleté, e mantenere a questo livello il dibattito, che non accorgersi che le donne vanno sulla luna da un pezzo. E possono guidare una nazione.
Ancora una volta è in gioco lo spazio pubblico delle donne, ma il discorso retrogrado tende a isolarlo sulla categoria della bellezza, che Sgarbi, giustamente, definisce filosofica. Infatti in Italia la bellezza delle donne è diventata una forma di oppressione e di privazione di libertà. E’ bene dunque che diventi un dibattito filosofico, politico e culturale serio. E che i termini siano ben diversi da quelli posti da Sgarbi e sottratti dal ciarpame televisivo.
Allo stesso modo Sgarbi nel suo maleducato articolo cita Rosi Bindi, la cui risposta “non sono una donna a disposizione” ha considerato “fragile” perché: “pensa che orrore essere desiderati da una Bindi”. Mancando, da immenso analfabeta (peccato perché ha un’ottima sorella) tutto l’aspetto simbolico e politico che c’era in quella frase. Cioè Bindi si è posta come rappresentante di un elettorato, e si è offesa per tutte le italiane comprese quelle che non la voterebbero mai; Berlusconi si è posto come imitatore di Alberto Sordi riuscendo come al solito molto bene (quindi fossi in Sgarbi non rivendicherei ad ogni piè sospinto la paternità di quella famosa frase).
Dunque Vespa ha fatto Vespa. Si deve ancora far perdonare 50 ore di servizio pubblico su Cogne che con la Vita in diretta fanno 100 (a Santoro gli si perdona molto molto meno “pagato con i soldi di tutti”), ha impiegato risorse pubbliche, per anni, allestendo puntate sulle gambe delle donne, sui calendari, sulle veline e su attizzamenti vari, chiamando sempre un parterre i cui punti forti sono Alba Parietti (una che parla praticamente solo di invidia sentendosi Heidegger) e della quale vediamo le gambe sempre inquadrate dal piede, e Lory Del Santo che ormai dice la sua su qualsiasi argomento interpretando Bouvard e Pécuchet meglio di tutti, perfino meglio della Santanché. Il tutto corredato da un servizio storico partendo dalle Kessler ( l’anno prossimo si partirà da Garibaldi) per farci vedere a noi che siamo a casa, che è sempre stato così dai tempi del cucù, e quindi chi si lamenta è perché non sa da dove viene.
La questione sarebbe eminentemente politica, solo che Vespa da solo non ci arriva. E non ci arriva manco Sgarbi: invitato ovunque in quanto estimatore di quadri e di femmine che chiama per lo più “gnocca”, ha contribuito a depistare con i suoi numerosi scomposti interventi (sempre unico acculturato in parterre e conduzione di analfabeti) tutto il dibattito italiano sulle donne.
E’ un peccato non accorgersi che le donne (ma moltissimi uomini anche), soprattutto quelle che leggono, se vedono Vespa, e spesso anche lui, per lo più vomitano (questo per la prossima degli organizzatori del premio Campiello), e soprattutto se una scrittrice c’ha il decolleté più o meno, se ne strafregano, anzi leggono la scrittrice perché sanno e sperano che con buone probabilità una scrittrice non scriverà le solite idiozie sulle donne con le quali veniamo – metaforicamente – lapidate da anni.


Da maschietti diciamo solo: “Brava Sabina”. Banalmente è da notare che il summenzionato Sgarbi abbia nella nota pornostar Vittoria Risi l’attuale fidanzata. E giuriamo che non si fa moralismo!
[...] l’articolo integrale: Avallone, Silvia Post correlati8 settembre 2010 — Avallone, Silvia (0)La polemica nata dall’uscita di Vespa, [...]
Un lungo e prolisso sproloquio pieno di luoghi comuni assolutamente illegibili.
Cara Sabina noi non ti vediamo e quindi possiamo apprezzarti solo per ciò che scrivi e per come lo scrivi … forse un bel decoltè ci ammorbidirebbe e potremmo prestare più attenzione alle tue farneticazioni. Se ci fossero solo stampa e radio, il problema non si porrebbe, ma nessuna è abbligata a mostrare generose scollature se non le và. Se invece le va e lo fa’, un complimento, purchè non volgare, deve essere ben accetto.
Bello. E brava.
va e fa , alla terza persona non prendono l’accento in italiano (terza elementare, prima dell’era Gelmini)
Immagino che tu non abbia capito l’articolo, ma non sei il target.
Io non ti vedo, ma ti immagino invece.
ovviamente rivolto a questo gruppo di persone che si raccolgono sotto il nome di
@ Guido Almadini,
giacché parla al plurale, che non può essere maiestatis, visto la minima conoscenza della sua stessa lingua, e perciò anche la comprensione di un pensiero complesso.
Inoltre decolleté , e non decoltè.
Anzi veramente prende un accento acuto anche sulla prima e, che mi sono dimenticata.
[...] Prosegue Articolo Originale: Avallone, Silvia [...]
[...] potrebbe continuare per ore. Ciò che il pensiero femminista più arcaico, qui rappresentato da Sabina Ambrogi, finge colpevolmente di non capire, è che in una società libera di [...]
E’ curioso notare, incidentalmente, che la summenzionata Santanchè sempre urlante per la difesa delle donne islamiche nostrane vessate da maschilismo, sia eloquente per la voce flebile riguardante il caso dell’iraniana Sakineh e delle sue conterranee attualmente in prigione. Inoltre, non risulta che abbia protestato contro la filosofia della gnocca propugnata mediaticamente da Vespa e dal suo mentore politico.
Oibò: che si viva in Svezia e abbia sbagliato tutto?
Cara Sabina, quando ho lavorato all’Onu ( Cedaw, Comitato contro le discriminaz<ioni nei confronti delle donne ) l'Italia è stata condannata per gli stereotipi di cui sono vittime le donne. Con me, ovviamente, sfondi una porta aperta. Idem per la difesa della lingua italiana ( ma non c'entra la Gelmini, semmai è il contrario ). Permettimi solo due osservazioni "critiche". La prima: non difendiamo le donne sempre e comunque. Sarò brutale, se io indosso un abito con profonda scollatura è perché voglio farmi guardare le tette. Questo non giustifica qualunque comportamento da parte degli uomini, ma non facciamo finta che io voglia solo parlare di cultura. Anche, ma chiedo anche di essere ammirata per il mio décolleté. Secondo: a parer mio sei troppo schierata politicamente. Io sono del Pdl eppure critico Berlusconi senza problemi. E ho dato personalmente la mia solidarietà a Rosi Bindi. Mi piacerebbe che tu facessi altrettanto, magari ammettendo che la severità che la Gelmini ( ma anche Fioroni ) ha introdotto nella scuola forse farà si che un domani nessuno scriva più un altro con l'apostrofo o sta con l'accento. Un caro saluto, sono comunque con te. Tiziana
cara Tiziana,
ti conosco di nome e ti ringrazio molto per l’intervento. Vengo ai punti che sollevi.
1)la scollatura:
brutale per brutale fa un po’ il paio con le donne in minigonna che si meritano di essere violentate. So che il senso non è questo, ma il concetto nella sua degenerazione porta a questo. Tuttavia non saprei darti totalemente torto. Una volta ho condotto una trasmissione in tv e mi si sono viste per tutto il tempo le spalline del reggiseno. Che ovviamente solo io sapevo che era reggiseno. Mi è venuta un’angoscia cosmica. Però ho 40 anni suonati, e la nostra Avallone è una giovinetta che si è vestita da cerimonia. C’è confusione enorme. MA c’è confusione, perché c’è l’induzione ad aderire a una norma che è enorme appunto. e il limite è sempre molto sottile. Cosa deve fare dunque una donna per far concentrare l’attenzione sulla sua opera letteraria visto che , solo per lei, il contesto non fa il testo? Vestirsi da suora? E se lo fa arriva subito “ la suora laica”, e così via. Senonché è da rilevare un solo dato, secondo me, che la questione della bellezza e del vestito riguarda solo le donne. Prova a immaginare il contrario, tanto per non buttarlo in politica, un uomo, che so Lerner, introdotto da una giovane donna che assegna un premio letterario e ammira pubblicamente la cravatta che si è messo, e magari il pandant coi calzini, dicendo “ come è emozionato con la sua bella cravattina celeste” e poi si complimenta per il libro. Non so, a me sembra tutto paradossale. E non è vero quello che dice Sgarbi: le donne chiedono questo. Molte donne hanno anche questo. E questa la cosa che sfugge di mano e non la sopportano. Sono sempre sollevati se c’è intelligenza senza avvenenza (salvo attaccarsi all’aspetto fisico in mancanza di argomenti), ma l’avvenenza e l’intelligenza li mette in subbuglio e diventa dunque ovvio far concentrare solo sull’avvenenza, ripetendo il copione, che è appunto un copione di massa ormai angosciante.
2) schieramento politico: di sicuro non sono una donna di destra. Ma non mi vedo con l’attuale sinistra neppure. Studio da anni media e comunicazione, e in particolare la rappresentazione delle donne nei media.
Non so riconoscere onestamente in Gelmini alcuna riforma di un qualche progresso. Ultimi i dati dell’Ocse sul Corriere di ieri. Trovo lei, come i precedenti ministri di sinistra intendiamoci, dei devastatori dell’identità culturale italiana. Anche qui il discorso è complesso e lungo. Ma forse il dato da rilevare (peraltro molto dibattuto in Francia in questi tempi) e che quindi riguarderebbe un “concern” europeo semmai, è che la scuola non sa più competere con l’industria dei programmi audiovisivi e di tutti i media.
Per concludere anche se nel discorso di destra, meno male, ci sono anche persone competenti e sensibili come te, purtroppo l’eco comune è fortemente retrograda per quanto riguarda le donne. E si soffre del silenzio della nostra ministra Carfagna , che non può dirne molte, giacché le peggiori vergogne vengono dal premier stesso, dalle sue tv, e dai suoi principali beneficiari. Inoltre, ma anche qui sarebbe troppo lungo, non so distinguere (occupandomi di media ) la questione femminile dall’approccio neo liberista far west, che comunque riguarda un po’ tutti. Molto, moltissimo ha a che fare con l’industria (nel senso gli investitori), col marketing, il marketing politico, col populismo “industriale”. Insomma tante, tante sarebbero le cose da dire. Ma basta dirne una, nel post di Fabrizio Rondolino gentilmente titolato W la gnocca, si nega che esista una questione femminile. Quindi che dire, buon lavoro.
Grazie mille , comunque , per avermi dato occasione di riflettere.
Gentile Sabina, mi dia un consiglio. Pure Lei mi ha fatto riflettere. Stante la descrizione che Lei fà del nostro modo di vivere, è meglio che mi suicidi subito o posso aspettare domattina?
secondo me, se impara a scrivere in italiano e non mette l’accento sulla terza persona del verbo fare (terza elementare), secondo me è già un primo contatto col mondo. Quindi prima del suicidio mi darei ancora qualche chance.
Anche se sono genericamente d’accordo con te, non riesco a dare tutta la colpa della “degenerazione” della societa’ alle reti Mediaset o Rai. Vorrebbe dire che i problemi degli anni ’60 e ’70 derivarono dalla lettura di “grand hotel”, sempre presenti in ogni stimata bottega di parrucchiera…. O che “harmony” sia un tentativo subliminale di condizionamento delle masse come il Grande Fratello. So che sei una esperta di media, ma vorrei farti una provocazione intellettuale. Sei sicura che “le masse” si meritino di meglio? Se gli squallidi show della de Filippi o i vari reality hanno successo, la colpa non e’ della TV, ma degli spettatori. Se la maggioranza fosse fatta di persone con i nostri concetti, seppure opposti in tante cose, questi programmi durerebbero una settimana. Con lo 0,9 di share chiuderebbero subito. Quindi io penso sia vero che quella che ci propinano sia sub-cultura, ma esistono anche tanti sub-normali…..
esule,
posso pescare nel baule delle citazioni, che da sole non spiegano tutto, ma forse aiutano?
“una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile”
Joseph Pulitzer.
In Italia, missione compiuta no?
Posso provare a spiegare il mio pensiero con quella che in logica si chiama per assurdo?
Ricordandomi perfettamente la RAI pedagogica degli anni 60′ e ’70, dovrei constatare un picco di elevato virtuosismo tra coloro che ondeggiano tra i 40 e i 50 anni.
A me pare invece che quella gestione ideologica e pedagogica dei media, ci metto in mezzo anche il Corriere di Ottone per fare buon peso, abbiano prodotto qualche brigatista rosso, la cui eta’ media e’ la mia, e quella che e’ l’attuale classe dirigente, anch’essa piu’ o meno intorno ai 50 anni. Classe, che anche a suo dire non brilla di certo.
Quindi, sinceramente, quale e’ stata la stampa cinica e mercenaria?
Esule, io concordo in tutto e per tutto!
Qui pare che il popolo bue l’abbia inventato il berlusca, che invece ci campa sopra con la pubblicità. E allora la sua colpa è camparci, perchè trasmette la De Filippi che gli porta soldi, invece che guerra e pace o i documentari della bbc, che educherebbero le masse sofferenti.
Già. Solo che con quei programmi chiudi in 2 giorni perchè il popolo non li vuole vedere….valli a capire sti proletari del terzo millennio…
In effetti la scuola potrebbe anche andar bene ad insegnare un po’ di coscienza di classe ma è meglio di no, la scuola è un’altra cosa, quella serve ad assumere.
Piove, governo ladro
@Doe, vorrei fosse chiaro chi della rai guardo quasi solo RN24 la mattina durante il caffe’ e rai storia. Di mediaset quasi nulla, a volte il TG5 per vedere come cambia la notizia appresa sul TG3…
Pero’ io dico che dato che la RAI percepisce un canone, almeno con quello provi a fare un remake di guerra e pace. Se le cose sono fatte bene, la gente non fa caso se sono pallose. Un esempio e’ lo spariglio informativo di Mentana e TG LA7, non e’ che la gente si fida? eppure l’ottimo Enrico ha 15 anni di Mediaset sul groppone. Cosa che per molta sinistra lo bolla come un lebbroso.
sabina, sei un mito!
Ma perchè sprechi tempo a polemizzare con gente come Sgarbi, er Dannunzio dei poveri?
solo per fare un po’ di ordine ( banalizzando molto)
1) la cultura di massa è creata oggi dal marketing. L’industria che investe in tv diciamo, chiede alla tv ” ti do questi soldi se mi assicuri un tot di spettatori.”
La rete , in particolare Mediaset, l’altra parte di soldi li ributta non in qualità ma in finanza.
E fa programmi che devono “tenere”, formattati, cioè simili a quelli già fatti e sperimenta in altr paesi. PErché se fosse un’impresa seria, RISCHIEREBBE, come ogni impresa. Invece non lo fa. Compra quello che già si sa sarà il target di spettatori. Il che vuol dire anche azzerare la creatività e l’identità nazionale, che è poi quella che serve per lo sviluppo. Quindi appunto ci metti una a pecora, la cretina che urla etc. e questi programmi costano pochissimo.
Gli spettatori non li tieni incollati al video con un pensiero complesso, ma con le pulsioni ( sesso, liti, parolocce, gnocca come dice RondoSgarbi) , producendo contenuti disgustosi e scadenti. Questo crea una competizione al ribasso. Etc. La Endemol sta praticamente disegnando il volto di mezzo pianeta.
Le pulsioni non sono una cosaccia, ce le abbiamo tutti. MA poi ci vorrebbe eventualmente il super io, che è quello che mi impedisce di prendere a calci uno che mi stat antipatico, o in senso ampio ci vorrebbe lo stato.
Senonché abbiamo una politica che anziché organizzare , canalizzare, e fornire almeno incentivi ad alternative ( tipo cinema, teatro , incentivi a creatività, etc ) le sfrutta fino a che può , ripetendo lo stesso linguaggio tv (populista) e poi le reprime. Un esempio banale: tonnellate di programmazione e di marketing di playstation, di politici che ruttano, vanno a mignotte , le fanno pagare da tutti, o fanno pernacchie sono solo interpreti di ciò che viene dato all’audience quotidianamente. POi dopo aver ottenebrato le masse, e averne sfruttato il rincoglionimento e la violenza , inventano la “tessera del tifoso”.
Non si sa se ridere o piangere di queste iniziative. Chi le pensa oltre a essere ignorante è anche scemo. Non ci sono altre definizioni.
O ci si stupisce dello stalking, dopo ore e ore di programmazione sulla violenza sulle donne, su donne disponibili, smerciate etc. sotto il solito grido w la gnocca, non c’è una pubblicità che non metta una a pecora o qualcosa del genere.
2) Joe Doe@ in particolare.
La scuola non ha più da tempo gli strumenti per contrastare l’industria di programmi. Fa ridere lil tuo commento scusa. Non si capisce perché un insegnante deve avere con 1000 euro al mese gli strumenti per contrastare la De filippi tutti i giorni, o il sogno della velina, sparato con la pompa tutti i giorni in dosi massicce su una società intera. Che gli dice il prof a scuola? Studiate che diventate ministre o direttrici di azienda? Oppure: meglio Dante (che ti fai un mazzo così per capire) che farsi una scopata al giorno con una gnocca diversa, che trovi dappertutto smerciata a zero lire? o meglio studiare il greco che non ci farai mai niente che non partecipare al Grande Fratello. Io non so, ma basta , che dico, osservare, non c’è niente da capire•
I ragazzi imparano il sesso da internet anche nei modi più violenti. Si parla solo di sesso e scopate e poi arriva il vescovo che impedisce di mettere la macchina di preservativi. eh.
3) neppure io sono per la tv “pedagogica” non è il caso di tornare su questo argomento che peraltro è ampiamente superato. Solo che siccome la tv si fa coi soldi, e i soldi te li dà l’industria e l’industria vuole spettatori, perché deve vendere saponette, shampoo e cellulari, ecco che si tende a l ribasso, ormai senza più limiti. Non c’è uno che dice, bene, qui ci fermiamo. Anche perché come minimo su questo blog ci sarebbe ” contro la censura del culo” o roba così. Per cui da questa parte andiamo a passo di carica pure.
Anche la storica bbc, ha messo in prima serata un programma su cadaveri veri , manipolati in studio da concorrenti. Quindi stiamo superando anche il tabù della morte. Che significa che se uno mi sta un po’ sul cazzo, scusate, lo ammazzo senza pensarci su.
Questo in grandi linee. PErciò Sgarbi fa ridere , e è al solito in malafede, quando tira fuori la storia dell’arte su comportamenti generati dalla storia di vendita di saponette.
Ricordiamoci ovviamente che tutto questo pesca nella società, nella parte peggiore. E l’amplifica. Se devo vendere, non vendo a uno sensibile, me ne sbatto, vendo a tutti e uso il minimo comune denominatore.
Per lo più il sesso. ( poi quale sesso non sa.. ma insomma l’idea del sesso)
@ esule per ultimo scusa, ancora una volta se tu guardi la tv o meno, non fa statistica. Stiamo parlando di cosa viene raccontato a milioni di persone in modo implacabile da anni.
Cioè mai come in questo momento si sono privati gli individui della loro libertà., di sapere, di crescere, di evolversi e di investire e di creare. Quindi proprio di essere individui.
Non riesco proprio a resistere, anche so che è come cercare di parlare di colori ad un cieco… “Cosa deve fare dunque una donna per far concentrare l’attenzione sulla sua opera letteraria visto che , solo per lei, il contesto non fa il testo? Vestirsi da suora?”
Non ti è passato per la testa che se la signora in questione era stata invitata da Vespa è perchè, in qualche modo, aveva destato attenzione con la sua opera letteraria e non perchè aveva una bella scollatura?
VESPA non invita un cazzo di nessuno, presenta. Quindi capisci quello che succede prima e poi parla evitando pure le frasi fuori posto.
La Avallone ha vinto un premio letterario, CHE NON LE HA DATO VESPA , ceh non conta- Perciò Vespa aveva il compito di occuparsi del premio letterario, consentendo a una cristiana di vestirsi da cerimonia ( si vede che do donne nulla sai, ma ti segnalo che gli abiti da cerimonia sono spesso scollati) come le pare, concentrandosi subito sull’opera e non presentandola come una velina. Non si capise perché un’intellettuale non si debba vestire sexy. Cioè si deve mortificare nel corpo. Solo che quello , non era Veline. Non era il contesto giusto. E’ stato simbolico. Ma l’ho spiegato nell articolo che consideri prolisso e indecifrabile. Quindi ma che ti posso fare se non capisci un tubo? Vai a scuola-
Ok, Sabina, mi hai spiegato in tutte le salse che io statisticamente non conto un cacchio… ma mi pare che i sondaggi siano fatti su campioni di al massimo 1000 individui, pensa te se intervistassero noi due e le mie donne. sparigliertemmo le percentuali…
E quindi non ci rimane che dire… VIVA CAROSELLO!!!!
Vedo che perdi un po’ la pazienza ed il tono da maestrina intellettuale lascia posto ad espressioni più colorite. Qualunque tono usi, tuttavia, continui a scrivere quelle che per me (ma non solo per me) sono sciocchezze. Esistono abiti da cerimonia non scollati, quanto a quello, ma, giustamente, anche un intellettuale può vestirsi sexy ed un presentatore può fare un complimento… ma, tant’è, l’ho già premesso che discutere con te è uno sforzo inutile.
Esatto, guido, lascia perdere, fattene una ragione, non puoi capire tutto tutto.
Esulino ma che dici che non conti un cacchio!!
@Amadini, diciamo che il bon ton cambia secondo l’occasione, se una donna e’ premiata per un lavoro intellettuale non si possono elogiarne le tette. Poi salta fuori Sabina inferocita che dice, non a torto, che il giudizio diventa….
nonostante sia una gran gnocca sa anche leggere scrivere e fare di conto…
Quindi il complimento estetico si puo’ fare: in un concorso di bellezza, che fa tanto sagra della chianina; alle fanciulle prepuberi, ma deve essere vero, senno’ si sentono prese per i fondelli; alle parenti fino al terzo grado durante le riunioni di famiglia; in riva al mare, da soli, guardandola negli occhi.
Nelle occasioni ufficiali evitiamo. Pero’ non ne farei una tragedia.
Oh esule, meno male! Non ci posso credere! Questa la incornicio!
Sul non farne la tragedia, diciamo che ci siamo stufate? Diciamo che sta diventando un po’ tanto, un po’ sempre, un po’ troppo? eh
Devo confessare, che della vicenda ho appreso solo leggendo questa nota di Sabina ed ho immaginato che il fatto avesse avuto luogo a “Porta a porta”, con Vespa nei panni del padrone di casa e la scrittrice come invitata,quindi in un contesto diverso, ma non troppo. Nè so che tipo di apprezzamento sia stato fatto, perchè non è stato citato e immagino che sia stato, forse inopportuno, ma certo non sgarbato o volgare (elogio delle tette)…
Quanto alla lettura, oltre a quella bieca e maschilista: “nonostante sia una gran gnocca sa anche leggere scrivere e fare di conto…” c’è anche quella opposta: “oltre a saper leggere e scrivere e far di conto, cosa assodata essendo qui a ritirare un premio letterario, è anche una gran gnocca”. In sostanza la confutazione del Sabina-pensiero qui abbondantemente esposto del bella=scema, anche se non necessariamente il massimo del bon ton.
Faccia lei… io mi asterrei… in ogni caso.
Ma anche io mi asterrei, e che cavolo…
E, ciò premesso, non sarebbe stato melgio astenersi anche dallo scrivere mille mila pagine indignate e sconvolte, con profondissime riflessioni analitiche di antropologia, filosofia, sociologia e….che cavolo ne so cosa?
Non bastava un pernacchione e avanti, si volta pagina? No eh?
Io sono un convinto sostenitore del silenzio operoso e, se proprio si deve parlare, del principio della risata che seppellisce. Poi certo, dipenderà dal fatto che non ho 6 lauree e sono ignorante e rozzo.
Questo mi consegna inevitabilmente nelle mani berlusconiane (lui c’entra, c’entra sempre), e a questo ineluttabile destino mi dovrò pur rassegnare
John, non posso che darti ragione e fare ammenda della mia incapacità di resistere alla voglia di rispondere a certe affermazioni che, come te, trovo esagerate ed esagitate. Non sono assolutamente un fan di Vespa, che comunque non sarà nè l’unico, nè l’ultimo presentatore a fare una gaffe.
A scusante di Sabina va detto, che, per quanto ho appreso da una rapida ricerca su google, la condizione femminile, gli stereotipi sulla donna, ed il problema femminile, sono il suo pane quotidiano e principale occupazione di vita, per cui attendersi che possa trattare argomenti correlati in punta di penna e con un sorriso è assolutamente senza speranza.
Infine, sì, ora sono rassegnato anche al mio destino di berlusconiano irriducibile, avendo Sabina definitivamente rilevato il mio livello culturale da terza elementare.
Non fate cosi’… Sabina e’ umanamente molto meno peggio di quello che pensate.. ed ha anche un bel decollete’….
guido Amadini non capisci quello che leggi e lo commenti, fai considerazioni scritte con errori da terza elementare, ti fai i cazzi miei ( come tutte le schiappe che non sanno replicare devi andare a cercare chi mi paga , che faccia ho e di che mi occupo, moldello il giornale), e concludi insieme a John Wayne che è per questo che votate Berlusconi. cioè ma siete finti o esistete sul serio?
A Sabbì, con l’unico linguaggio che conosco (quello da 3 elementare di borgata) ti dico che berlusconi lo voterai te e tutta la palazzina tua. Tieni presente che serve più a te che a me. Io non l’ho mai votato ne ho mai votato qualcuno che si presentasse con lui, e se non ci credi non me ne frega nulla. Chiaro?
Ora, visto che il maschilismo prima del ’94 non esisteva, se non ci fosse lui tu di che cavolo parlavi? In generale, quale sarebbe stata la tua vita? Forse saresti rimasta a casa, a fare figli e cucinare…
Era abbastanza maschilista?
Ok dai, scherzavo e quindi non ti offendere, giuro che era uno scherzo e insisto a voler ragionare con te, pur consapevole del basso livello della mia scolarità, quindi sii comprensiva.
È con me che devi parlare, con il diverso, con l’eretico (nel mio caso forse meglio il minus habens da educare?) posto che tu voglia cercare il confronto ed alimentare un qualche dubbio.
E se no ve ne state sempre tra voi, chiusi alle frattocchie ad elaborare piattaforme astruse e incomprensibili al mondo. In definitiva ve ne state lì in cantina, in quella che voi intellettuali credete sia una torre d’avorio, a fare i carbonari e…..a perdere le elezioni.
Pace?
Volentieri.
Qua l’unica al rogo sono io. Tu sei nel coro. Quindi eventualmente l’eretica sarei io.
Prima del ’94 vivevo felicemente in Francia, poi quando sono tornata ho dovuto mettere l’orologio trent anni indietro.
Pensi che il comune sentire francese sia cosi’ meglio dell’equivalente italico?
Sabina, a me non me ne frega niente di chi ti paga, ma mi sono voluto fare un’idea della persona con cui stavo discutendo, al di là di quella che ho potuto farmi grazie alle tue argomentazione ed anche ai tuoi tentativi di insulti personali gratuiti, che peraltro mi lasciano assolutamente indifferente.
Il punto e’ esattamente questo: non capisci perché non leggi e leggi solo con pregiudizi , fino al paradosso che tu dici a me che e’ come far capire colori a un cieco o che il mio testo che non hai letto e perciò non capito e’ prolisso. Ma anziché appunto ignorarmi o non rispondere perché lo trovi noioso, cosa molto lecita, ti occupi della mia vita privata , cerchi le foto , parli di dolcezza in funzione della mia vita privata. InsommA il pupo non trova la pappa e protesta . in poche parole sei la conferma del mio articolo. Perciò comunque ti sono grata, anche se sapere che molti sono così mi rattrista.
Non noioso, Sabina, prolisso e farneticante. Se trovare persone che danno un giudizio di questo tipo sulle tue visioni del mondo ti conferma di avere ragione, allora hai sicuramente ragione da vendere, contenta? Con questo io ti concedo volentieri il piacere dell’ultima parola perchè preferisco abbandonare questa discussione piuttosto che rischiare di scivolare nell’ uso di toni ed espressioni che rifiuto.
@ Sabina: e per fortuna che mi avevi detto che non avresti più scritto su The Front Page….
Quando parti sei “torrenziale” nelle tue argomentazioni, molto meglio la sintetica schiettezza del Padano (parolacce comprese…)
Naturalmente non condivido una virgola di quanto hai scritto ma sono contento di riaverti tra noi (poveri fessi con la terza elementare…)
Andrea (Il Padano)
Si possono mettere in mostra le tette, ma se si fanno degli apprezzamenti. Guai.
Bene, vedo con quest ultimo commento di france , che benché prolissa e torrenziale non si e’ capita una emerita mazza. E che ogni volta che parlo di donne vengo 1) accusata di essere prolissa 2) qualcuno mi dedica subito un articolo ( due su the frontpage di risposta e uno sul magazine A) 3) le femministe sono considerate antiche, inutili 4) vengo attaccata sul piano personale e si cercano dati relativi alla mia biografia. 5) generalmente si conclude dicendo che la liberta’ e’ w la gnocca, dicendo che nIessuno deve giudicare , dopo che lo hanno apppena fatto. 6) nessuno risponde mai ai quesiti sollevati se non ripetendo w la gnocca.