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Viva la gnocca!

Non esistono “le” donne, così come non esistono “gli” operai o “i” giovani: continuare a pensarlo è un segno dell’arretratezza culturale del nostro paese. Ci sono tante singole donne, così come ci sono tanti singoli uomini, e ognuna ha una storia, una personalità, e un cervello. La specificità femminile è di genere (le donne partoriscono, gli uomini fecondano), non sociale o culturale o politica. Socialmente, culturalmente, politicamente ogni donna (come ogni uomo) è un individuo a sé. Per questo le “quote rosa” sono una sciocchezza, oltreché una violazione palese del principio di uguaglianza dei cittadini “senza distinzione di sesso” (art. 3 Cost.). E per questo è assurdo parlare di “politica delle donne” o di “cultura delle donne”.

Gustave Courbet, L'origine du monde (1866)

Ci sono donne che considerano la pornografia un’offesa alle donne, e ci sono donne che interpretano liberamente film pornografici. Ci sono donne che pensano che ricevere un complimento per un décolleté sia la premessa dello stupro, e ci sono donne che indossano la minigonna per il piacere di essere ammirate. Ci sono donne che considerano stupide e vittime degli uomini le donne che si svestono in televisione, e ci sono donne convinte di sfruttare al meglio la stupidità degli uomini svestendosi in televisione. Ci sono donne che si vestono come capita, e altre che dedicano ore alla scelta dell’abbigliamento. Ci sono donne che fanno carriera perché sono brave e altre che fanno carriera perché la danno e altre ancora, completamente stupide, che arrivano in Parlamento grazie alle “quote rosa”. Ci sono donne che considerano l’emancipazione un dovere, e altre felici di accudire alla propria casa, al proprio marito e ai propri figli.

Si potrebbe continuare per ore. Ciò che il pensiero femminista più arcaico, qui rappresentato da Sabina Ambrogi, finge colpevolmente di non capire, è che in una società libera di cittadine e di cittadini maggiorenni nessuno può imporre a nessun altro un comportamento, un’ideologia, uno stile di vita. Pensare che le donne che si spogliano, fanno le veline, la danno per fare carriera, posano per la pubblicità di un’automobile o semplicemente indossano un abito provocante perché amano provocare gli uomini – pensare che tutte queste donne siano le vittime impotenti di una società maschilista significa pensare, né più né meno, che le donne sono inferiori.

In una società libera, non esiste nessuna “questione femminile”. Esistono leggi che garantiscono il rispetto dell’uguaglianza di tutti i cittadini “senza distinzione di sesso”, e altre che puniscono i reati contro la persona. Non serve altro.

Richiedere fra i requisiti per l’assunzione come barista la “bella presenza”, come è accaduto in Veneto suscitando una ridicola indignazione generale, non offende affatto le donne, ma semmai ne premia una qualità. Soltanto chi crede, forse per un fastidioso retaggio cattolico, che la bellezza non sia una virtù, ma l’anticamera del vizio, può insospettirsi e gridare allo scandalo. Ammirare un décolleté, come ha fatto Bruno Vespa alla finale del Campiello, è una galanteria che andrebbe riconosciuta come tale, in un’epoca maleducata e cafona. Perché mai l’intelligenza dovrebbe essere una qualità e la bellezza no? Non ci piacciono forse le cose belle, non ci piace forse la bellezza?

Non sarà un caso se tutta l’iconografia religiosa del mondo, dalla Venere di Milo ai film su Gesù, dipinge belle donne: la pubblicità, in questo come in altri casi, non fa che accodarsi a venticinque secoli di arte occidentale. Le femministe arcaiche a questo punto protestano: belle sì, ma sceme. E chi l’ha detto? E soprattutto: che significa “intelligente”? chi stabilisce i parametri, chi presiede la commissione d’esame? I Greci, che dell’intelligenza avevano un’idea molto meno schematica delle nostre femministe arcaiche, la consideravano equivalente alla virtù e alla bellezza. La stupidità, tutt’al più, è in chi giudica.

94 commenti a “Viva la gnocca!”

  1. Liutprando scrive:

    Roba vecchia. Sempre quella. Puro esibizionismo. Trascurabile.

  2. sophia colpiacca scrive:

    mi fa piacere che tutti i frequentatori di questi blog siano uomini del domani, uomini che camminano al fianco delle loro donne, perfettamente deodorati , e che mai sfrutterebbero la loro posizione per favorire alcuno.
    Vi risparmio la cronistoria della mia bellissima vita insieme al mio bravissimo marito bla bla bla ,anche se ve la meritereste. :)

    Caro Liur, vivo a napoli, al Sud. In quella parte dell’Italia che ti sfugge, o meglio dalla quale tu vuoi fuggire, se non sbaglio. Il motivo è anche l’arretratezza culturale
    Ti informo,però, gli omicidi di mogli e compagne per vendette post-abbandono sono molto più frequenti dalle tue parti che dalle mie.
    Come la mettiamo?

  3. onofrio scrive:

    @Sophia.
    “Per esempio la questione introdotta da Sabina sulla negazione della libido femminile con conseguente assenza dello gnocco ( celebrato in modo avvilente solo l’otto marzo con il consueto strip -tease ) è stata proprio snobbata.”
    Io non snobbo niente. Negare la libido? Ma dove siete rimaste? Al 19° secolo? Non dico che non la nego io(anzi la promuovo , quando è il caso da quando avevo i pantaloni corti) ma in tutta la cerchia dei miei amici- distribuiti tra PA, RM e UD- non ce n’è uno solo che pensi che ” La donna deve essere ridimensionata , si deve negare questa esigenza (niente gnocco) e al tempo stesso deve ricoprire un ruolo dove può essere messa in discussione oltre che per i valori soggettivi come tutti gli esseri umani (sensibilità, educazione, preparazione ecc) anche per quelli oggettivi (bellezza, età, stile..)”.
    Tutto mi sarei immaginato ma non che un giorno mi sarei trovato d’accordo con Liutprando. Ma davvero è il caso di chiedervi”Porca troia, ma con chi vivete?”(o con chi avete vissuto).
    C’è qualcosa di distorto nel vostro modo di ragionare, come se gli uomini fossero i vostri avversari(per non dire nemici) anzi chè compagni.
    Credetemi, vi sbagliate.

  4. sabina scrive:

    Grazie che ancora non rispondete agli interrogativi che sollevo. Comincia a farsi interessante. Si chiama rimozione.

    Roberto ,invece vedere solo un culo da tutte le parti, secondo te, che dici è come lo voglio io o come fa comodo al mercato? E chi lo ha deciso? eh? Ora rispondi che è quello che piace alla gente e che c’è il telecomando.
    Perché poi sai a un certo punto è questione pure di strumenti, e temo anche di intelligenza.

    Pertanto hai ragione
    @ Fabrizio, manco io penso che siamo uguali, io mi sento molto diversa da tanti e conto di rimanere tale
    Temo di non aver capito il senso del tuo articolo perché effettivamente dipinge esattamente CIO’ che non è consentito fare, e al tempo stesso esclude il modo di attuarlo. cioè una vera paraculata, che graziosamente ti ostini a non capire.
    C’è uno stato che obbliga una serie di cose , che cavalca l’indecenza e poi la reprime. Non rispondi sulle disugaglianze dei diritti (perennemente messe in scena dalla politica e dalla tv come Vespa è esempio), né ci dici come si dovrebbe fare per agire su queste, se non celebrando la gnocca, ma non lo gnocco.

    Non ci parli della pippa monumentale che si fa in campagna elettorale sulle donne e l’aborto deciso da Ferrara Bagansco e Buttilgione..

    Insomma manco io sarei per il gruppo e la categoria, salvo poi essere ricacciate in una categoria. Perché non è che in campagna elettorale si parla della prostata, né del fisico dei politici e tc

    E non mi rispondi ancora:

    ovviamente pensi la stessa cosa degli immigrati vero?

  5. Roberto scrive:

    C’è troppa durezza, quasi disprezzo in molte affermazioni di Sabina.
    Nonostante alcuni capelli grigi, provo ancora emozione (quasi giovanile) quando ragiono e parlo di principi.
    E’ evidente che esiste, è esistito (e forse esisterà sempre) un delta più o meno marcato fra i principi e la loro traduzione quotidiana ( leggi, comportamenti,fenomeni): il fatto che la Costituzione americana contempli il diritto alla ricerca della felicità non implica che automaticamente ciò determini una società di “felici”; il fatto di aver detto e scritto, nel lontano 1200 e nel più vicino 1700 che nessuno per nessun motivo può essere trascinato via da casa o arrestato senza un valido motivo comprovato e formalizzato, non implica che la giustizia attuale sia informata a tale principio o, peggio, qualcuno continui a sostenere tesi agghiaccianti del tipo “il sospetto è l’anticamera della verità”………….
    Il problema è un altro: che ne sarebbe dell’umanità se nessuno avesse mai detto, scritto e condiviso tali principi?
    Forse, allora, il problema è culturale: chi denuncia il sottosviluppo culturale degli altri, probabilmente è restato prigioniero di vecchi (e pericolosi) schemi di gioco da ingegneria sociale del secolo scorso.
    Quelli appunto che, grazie a “profezie” millenaristiche, creavano “i gruppi dirigenti”, gli intellettuali organici, le società perfette della felicità realizzata ed incarnata.
    Riconoscere l’esistente, valorizzare i punti di forza ed organizzarsi per cambiare (qualora si ottenesse il necessario consenso) e migliorare ciò che non va, quello no, c’è da sporcarsi le mani, c’ è da svendere i principi, c’è (orrore!) da scendere a compromessi;
    mica sono venduti e revisionisti alla stregua di qualsiasi riformista da strapazzo, loro!
    Sophia, capisco il tuo ragionamento, ma non lo vedo così attuale.
    Io penso che generalizzare non sia sempre correttissimo, così come pretendere che possa esistere un vademecum per la famiglia perfetta.
    E’ all’interno della coppia che deve essere raggiunto l’equilibrio possibile, tutto il resto non serve, è meglio stia fuori dalla porta.
    In quanto alla consapevolezza della sessualità della donna, io non vedo nessun pericolo in vista e niente che debba temere.
    Vedo una condizione migliore, una consapevolezza diversa e spazi di libertà nuovi che le generazioni precedenti non hanno mai visto.
    E se aumentano ( ma aumentano davvero, oppure è solo un riflesso dell’enorme capacità di informazione e circolo della stessa al mondo d’oggi?) i casi di violenza, osserviamo e cerchiamo di cambiare alcuni aspetti non positivi della “modernità”.
    Un esempio: tranne che quando c’è di mezzo la FIOM (ops, mi è scappata!) il “NO” quasi non esiste più nella semantica quotidiana.
    Figli a cui si dice sempre sì, relazioni amicali ed affettive ove la preoccupazione assillante pare essere quella di apparire sempre positivi ed in piena forma, educazione ove il culto del successo viene inteso e diffuso come progressione aritmetica lineare, non come somma algebrica in cui anche la sconfitta ci sta, è nell’ordine delle cose……..
    Scusate se taglio di grosso, ma credo di aver chiarito il concetto.
    Ai “miei tempi”, se una ragazza diceva no o ci lasciava, lo sgomento, il dolore e la malinconia per la batosta duravano il tempo necessario per ritemprarci e “tornare in pista” più forti che mai.
    Oggi no.
    Provate a frequentare adolescenti ed osservare il loro atteggiamento se lasciati o respinti.
    Una tragedia, poichè non sono abituati al “NO”, a partire dalla famiglia.
    Mentre lo schema ruolo-possesso-onore del maschio sa di arcaico e da molto tempo è tramontato (salvo rare eccezioni),potrebbe affermarsi un nuovo schema, forse più pericoloso socialmente, della serie “IO ho solo dei diritti, nessuno può dirmi di no”

  6. ItalianPolitics scrive:

    Molto esemplare questo passaggio: “In una società libera, non esiste nessuna “questione femminile”. Esistono leggi che garantiscono il rispetto dell’uguaglianza di tutti i cittadini “senza distinzione di sesso”, e altre che puniscono i reati contro la persona. Non serve altro.”
    Sottoscriviamo in toto.

  7. sophia colpiacca scrive:

    @ Onofrio. Accomodati. ti stavano aspettando nel club “uomini che ce l’hanno d’oro”

    Non personalizziamo,please.

  8. l'esule scrive:

    diciamo comunque che dal numero degli interventi pare che la “GNOCCA” sia ancora di moda….

  9. sabina scrive:

    @Roberto, ovviamente parli con tanta poesia dopo aver letto l’articolo di Sgarbi su il Giornale da cui è partita la mia reazione immagino. Un articolo equilibrato, per nulla, come concetto, presente in forma massiccia nei media. Però poi se uno si incavola ” ma questo ci porta al gulag!”. Invece tonnellate di stronzate per endovena si chiama libertà. ecco, sì mi pare giusto e equilibrato.

    E ovviamente non hai letto che ho detto a proposito del desiderio delle donne, perché fai un sacco di casino, ma tanto, che fai innervosire, con i media, cultura di massa , e chi decide cosa, con la cultura arcaica. Sei un vero pasticcione.
    So ‘ contenta però che t’emozioni per i diritti. Vedi se te ne viene in mente una sul fatto che stiamo all’ultimo posto in europa per le pari opportunità, e se magari c’entra il dato culturale, e se le puttanate che vengono illustrate sulle donne non abbiano un loro peso. Vedi se per caso hai riflettuto sul dato Istat ” zero crescita del paese negli ultimi anni” (vedi mai che c’entra che le donne lavorano molto meno degli uomini) oppure “Italia ultimo posto per aiuti alla maternità” . Ecco, fa’ ‘ na pensatina.

    @ onofrio: ti segnalo che tu sei rimasto al 19 secolo, e hai zero in osservazione, e zero in comprensione. Sono ore che scrivo che GUARDA CASO si parla solo di bellezza di donne, di gnocca, si assumono belle cameriere e non bei camerieri , i politici sono brutti , e le donne politiche sono belle, COME SE fossimo ancora nell’800. E come se fossimo negli anni’50 se una donna protesta le viene contestata la bellezza (Vedi Berluscni contro Bindi, quello scemo che ha commentato me che diceva che un bel decollété avrebbe addolcito etc, oppure Sgarbi contro Murgia) eh, ragazzi però il cervello non si compra in farmacia. Se non si capisce non si capisce, non fa niente.

    @ Sophia guarda, fa ridere l’operazione di depistaggio. Ce ne fosse uno che capisce. O so’ scemi, o appunto si parla di rimozione. La buttano sul personale, sul decolleté, sulla gnocca, non so io lo trovo surreale

  10. onofrio scrive:

    @Sabina. Sei tu che non capisci E ti arroghi come una papessa il diritto di dare bacchettate a destra e a manca. NON MI RIVOLGEVO A TE, MA A SOPHIA. Di cui ho riportato fedelmente (col copia/incolla, sai cos’è?)le frasi che contestavo. Leggile e capirai. E a differenza di te, poichè non sono un maleducato, non ti insulto dicendoti che “capirai malgrado il tuo cervello di gallina”.

  11. sabina scrive:

    ah scusa, pensavo che si parlasse della questione sollevata da me, anche se la sollevava Sophia citandomi. Hai ragione. Mi distraggo, mi trovo citata, ma non sono io.

  12. sabina scrive:

    Ps: e noto che nessuno mi sta rispondendo se questo afflato di eguaglianze vale pure per gli immigrati, che neppure vorremmo in categorie. Ovvio. tipo rom espulsi.
    Friggo all’idea che Rondolino, ma meglio ancora Velardi ci farà un bel post W l’immigrato. oppure W il rom.
    Ma nessuno mi sta rispondendo.
    A parte dirmi che farnetico.
    Sob.

  13. Roberto scrive:

    @Sabina
    personalmente provo imbarazzo ed anche fastidio, quando vedo la reclame di una colla presentata da una signorina con le chiappe al vento.
    Non mi piace la TV caciarona, quella a senso unico, quella che regola programmi decenti in orari impossibili, quella che espone tette e culi a profusione.
    Per la nota Teoria dell’alone, la visione di un bel culo è di gran lunga preferibile alla tetraggine di Santoro, anche se il troppo stroppia.
    Il telecomando è un formidabile utensile che, alla stregua del coltello (cosa sarebbe l’umanità senza il coltello?) può fare male oppure stabilire il diritto alla tua libertà di vedere ciò che ti pare.
    Magari accompagnato da un buon registratore, così vedi in pace quando vuoi il tal programma andato in onda alle tre di notte.
    L’esercizio della libertà in un mondo libero, costa.
    Costa impegno e fatica.
    Significa accettare che vada in onda Santoro e che quella marca di colla utilizzi un culo senza volto per farsi pubblicità.
    Significa che, con un’infinità di canali a disposizione, invece di imprecare contro Minzolini tu possa guardare le news della ARD o della BBC.
    Salvo scoprire che due anni fa, durante la cosiddetta pandemia aviaria, i telegiornali tedeschi spandevano liquami, disinformazione e paure peggio del TG4.
    Ed i culi e le tette impazzavano, durante gli spazi pubblicitari.

  14. sabina scrive:

    lo sapevo. Prima parlate di gulag, e poi tutto si risolve nella libertà del telecomando. salvo che nessuno si è accorto che il discorso è uno solo. Altro che gulag.
    Ma io mi sono stufatissima di spiegarmi. Fine.
    Noto solo che non ho avuto manco una risposta se non pastrocchi personalizzati ( chi frequenti chi conosci) ai quesiti che ho posto.
    Meno che mai risponde Fabrizio, che prima fa il sacerdote provacatore e poi si dà.

  15. sophia colpiacca scrive:

    @Sabina. probabile pure che hanno pudore…
    Cmq hai ragione: il più impunito è proprio FR! :)
    E’ come se , nel bel mezzo di una gita nel deserto, il beduino che fa da guida esordisse: è ora che ognuno scelga la sua via , siate creativi e affidatevi alla vostra unicità!
    Poi sale, mette in moto la jeep e se ne va…

  16. Roberto scrive:

    @Sabina
    Ho riflettuto molto sul dato Istat della crescita zero.
    La statistica è il mio terreno di gioco preferito.
    Rimanda ad approfondimenti a tutto campo, non consente di fermarsi in luoghi comuni.
    Non sapevo di essere un pasticcione: ci rifletterò sopra.
    Tu però rifletti sul “trattamento” culturale che la famiglia ha subito da trent’anni a questa parte e dimmi se non esiste relazione con lo sfacelo attuale.
    Che ovviamente comprende anche il cinico disinteresse dello Stato.
    Dico cinico, poichè alla vigilia delle elezioni tutti sono per la famiglia, anche quelli che di famiglie ne hanno una decina.
    Ma qui entrano in campo altri fattori, cui può rimediare solo l’adozione di una sana politica finalizzata ad obiettivi di crescita e di benessere.
    In F e D è più facile avere figli: il sistema fiscale e sociale rappresentano strumenti formidabili a disposizione delle famiglie.
    In Italia no.
    Lo Stato è un enorme stipendificio e le risorse esistenti (ed anche quelle che non ci sono, visto l’enorme debito pubblico) sono drenati dalla più imponente (ed impotente) macchina burocratico-amministrativa dell’Europa.
    Scusa se vado di grosso, ma approfondire necessiterebbe di più spazio, se non riusciamo, come in F, a detassare completamente le famiglie dopo la nascita del terzo figlio, è grazie anche al fatto che la Regione Sicilia ha più di VENTIMILA dipendenti, ventimila, capisci?
    Tre legioni antiche, una città di medie dimensioni, lo Stadio di Bologna quando gioca l’Inter……
    Questo è il mio ed il tuo paese, Sabina e questo è un problema reale, altro che quel cesso di Sgarbi e ciò che scrive!
    E poi dici che faccio confusione…..

  17. Un esule scrive:

    Forse potremmo spendere qualche parola sulle donne zingare, che vengono stuprate a 12 anni e fanno figli finche’ non ne possono fisicamente piu’… ma forse non fa abbastanza relativismo culturale…

  18. Sabina scrive:

    @ sophia. Aaaaaahhhhaaaa esatto . Ma non hai dipinto il nostro rondolino, me il concetto sotteso al suo articolo. noi siamo liberi di fare quel cavolo che ci pare, ( senno’ mica vorrete il gulag) voi fate un po’ quel cavolo che vi pare , anzi la vostra acqua e i cammelli li pigliamo noi, per la nostra liberta’ , mica vorrete impedirci di essere liberi? E adios compañeros.

  19. Sabina scrive:

    @Esule no loro non hanno diritto alla felicita’
    @
    Roberto finalmente un ragionamento con un verso . La famiglia e’ composta da una donna anche. Quindi comincia a riflettere al suo ruolo, su cosa le viene dato e tolto in caso di lavoro. E poi vedi se non mi devo incazzare che il dato culturale relativo alle donne non pesi enormemente anche sulla famiglia. Etc

  20. John Doe scrive:

    “Poi sale, mette in moto la jeep e se ne va…”

    Che è un po’ come dire: questo è il giocattolo, divertitevi. Oppure meglio: questo è lo spunto di discussione, questo è il mio blog, i commenti sono aperti. Buona discussione.

    Ma invece no, se risponde non ci piace quello che dice, e giù a dargli del vetero maschilista per decine di pagine, finchè non dice quello che volete sentire,
    E se non risponde peggio, è un beduino con la jeep.

    @ Rondolino: fai leggere ‘sto coso a tua moglie, poi ci racconti qui su un post :-)

  21. Sabina scrive:

    Oddio questo commento e’ troppo per me.

  22. Paolo Pantani scrive:

    Io vorrei sapere cosa esiste, l’essere è, il non essere non è, ha ragione il conterraneo MEGALE HELLAS Parmedide.
    Senza i valori le persone non si sottopongono a nessun processo di trasformazione, non esiste l’uomo senza valori, ovunque.
    Se Zeus significa magnare, pappare, godere, perchè siamo tutti soggetti al fato, andremo in depressione tutti in vecchiaia, se ci arriviamo, vedete i gaudenti che fine fanno da vecchi.
    La realtà dell’Essere, immutabile, ingenerato, finito , immortale, unico, omogeneo, immobile, eterno, non è un pezzo di carne, anche se l’articolo interessa e come, “crescete e moltiplicatevi”, ma non può essere una parte per il tutto.

  23. sophia colpiacca scrive:

    john doe. mi dispiace di non essere stata chiara. Intendevo che quello che dice FR pure se è condivisibile in linea di principio ma non tiene conto della situazione di svantaggio delle donne, in Italia e soprattutto al sud.

    La situazione di deserto attorno alla donna ed al suo ruolo proprio non la vedi? Dove sono gli asili? Esistono politiche, per esempio sugli orari, per il loro impegno di lavoro? Conosci un’altra categoria di milioni di persone a cui viene allungata di tre anni l’accesso alla pensione e non fa, non dico uno sciopero, ma nemmeno un corteo?

    E’ troppo facile…chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato…
    L’ho sentita troppe volte questa canzone…

  24. Sabina scrive:

    Senti john wayne, qui chi parla di maschlismo e di morale sono solo poche persone anche un po’ de coccio. Nessuono ha impostato l
    argomento in questo modo. Ti segnalo che la w la gnocca nasce in risposta a un mio articolo. Mi prende di petto ma non risponde più se non in modo vago . Ho fatto domande ci sono più di 50 commenti e nessuna risposta. Solo in un caso Roberto ha lasciato dopo aver a lungo sbuffato e pasticciato, un commento che avesse vagamente a che fare con le questioni sollevate. La metafora di sophia e’ ottima, ma calza meglio se applicata all teoria di rondolino . Noi pigliamo la macchina, la vostra acqua e i viveri, voi ni raccomando siate creativi.

  25. Liutprando scrive:

    @ Sophia ‘Come la mettiamo?’

    Nelle città ci sono troppi forestieri (da quelli venuti dal di là dei terroni, a cui si sono aggiunti quelli di tutto il mondo). Da me META’ della popolazione è straniera e dell’altra metà, pochi indigeni.

    Come vuoi metterla Sophia?

    Nonostante questo e tolti i mussulmani praticanti, a nessuno viene in mente il comportamento che citi.
    Ho una figlia e non è stata sottoposta a alcuna azione della lista di oppressione che hai scritto.

  26. John Doe scrive:

    A Sabbì…è che sei troppo incazzata, ma che t’hanno fatto? E tutti i santi giorni, e non c’è argomento che non ti veda imbufalita…e che è?

    Alleggerisci un po’, io se mi sfottono mi diverto, e se non mi diverto non scrivo nulla.
    Guarda che fare così non ti fa mica bene, e poi vabbè, fa’ un po’ come ti pare.
    Amen

  27. Sabina scrive:

    Ah si jon giusto grazie del consiglio. Bene mi pare che sono usciti ottimi argomenti senza risposta.

  28. guido amadini scrive:

    Effettivamente, cara Sabina, faccio molta fatica a leggere con attenzione ciò che scrivi, perchè sei prolissa, farneticante e confusa e, negli ultimi interventi cominci anche a dare segni di stanchezza, per cui dimentichi lettere e metti la punteggiatura a caso. Perchè non ti prendi un po’ di riposo?

  29. guido amadini scrive:

    E, dimenticavo, non parlavo di foto in senso metaforico, ma di quella in senso digitale che correda la tua pagina su facebook … immagino che sia tu.

  30. roberto scrive:

    Ringrazio Sabina per il complimento,anche se pare sia giunto solo di tangente la mia “vicinanza” al punto presupposto centrale.
    La voglio raccontare così (vale anche per Sophia).
    Tanto tempo fa, prima di essere tifoso rossoblù (Bologna, non Cagliari o Genoa) ero tifoso anti juventino.
    Risultato: non godevo a vedere le partite, non riflettevo abbastanza sulla pochezza tecnica della mia squadra, mi concentravo tropo sulle presunte (o vere) soperchierie e ruberie della Juventus.
    Il calcio stava diventando per me il rigore negato, l’espulsione immeritata, il fallo di mano volutamente non visto, non più quel fatto coinvolgente che solo Umberto Saba seppe descrivere in poesia come metafora della vita.
    Si corre il rischio di non farsi capire se si recrimina sempre, anzichè partire dal positivo per andare ancora più avanti.
    Troppi forestieri….mancano gli asili….ci tolgono la pensione….lo svantaggio delle donne…il Sud….la carriera…..
    Questo svantaggio di genere credo sia ampiamente scomparso, salvo quà e là qualche sacca di resistenza.
    Ciò che resta è una società smarrita, a tratti rancorosa, che no riesce più a trovare direzioni di marcia condivise, utili alla società ed ai singoli.
    Nel mio paese vive una comunità di circa 200 Romeni.
    Sono in genere giovani e belli, lavorano come matti (molti hanno un secondo lavoro), fanno mutui e figli.
    a prescindere dai nidi, dagli orari, dalle tasse.
    Più volte invitato alle loro feste, ho notato che i padri sono molto affettuosi e protettivi nei confronti dei loro piccoli.
    Non riesco a seguirli fino in fondo con i giri di birra, ma in loro immagino i miei genitori ed i loro coetanei.
    Poveri, con le pezze al culo, nutriti dai polacchi e dagli inglesi e con un paese a terra.
    Facevano figli e mutui ed erano felici (forse felici è una parola grossa, diciamo sereni).
    Firmavano pacchi di cambiali (allora non c’erano leasing e prestiti personalizzati) e si portavano a casa la mitica seicento, il frigo, la lavatrice.
    Credevano nel futuro, solo così si fan mutui e figli.
    Ecco, questi giovano Romeni credono in se stessi, hanno un progetto che parla con il futuro.
    Li ammiro e li invidio anche un pò.

  31. Paolo Pantani scrive:

    Ma scusate, la storia del mondo è una storia di migranti, siamo tutti multi-culturali.
    I Rumeni sono discendenti dei coloni Italici, con solo qualche innesto Ungherese e Rom, certe volte li capisco pure, quando li sento parlare fra loro.
    Io stesso mi sento un Ultramontano nato al mare, perchè si era stanchi di vivere mezzo-discriminati nelle valli dell’inverso, sempre all’ombra e quasi sempre innevate quindi, ma desiderosi DA SEMPRE di tre cose: il sole, la terra fertile e il mare, mai visto tra l’altro.
    Si partì quindi, portandosi solo la Bibbia, con i nomi degli antenati sopra.

  32. sabina scrive:

    @ guido amadini: scusa, ti dispiace continuare a lasciare commenti, perché nessuno meglio di te contraddice l’articolo di Rondolino e conferma il mio. Cioè se avessi inventato un personaggio non sarei arrivata a tanto.

  33. l'esule scrive:

    Io vorrei tirare fuori il mio pensiero sull’abolizione del genere, ma poi divento noiso.

  34. sabina scrive:

    esule, guarda che l’ articolo di Rondolino sotto il quale commentiamo è esattamente su questo: cioè dice perché categorie? Non ce ne sono, non solo. Ognuno è unico. etc
    Ti pare che non sia condivisibile da me per prima? Solo che l’imbroglio sta nel fatto che te lo ricordano ogni cinque minuti che sei un genere e una categoria. Dalle campagne elettorali con qualche panzone che dice cosa devono fare le donne del loro corpo (alle reazioni sono altrimenti dette ” cianfrusaglia femminista), alle disparità di trattamento che ci sono. E’ come Tremnonti che ha inventato, e esaltato il precario, e poi scrive un libro no global e dice che senza posto fisso non c’è speranza. Cioè siamo ben oltre la presa per il culo. Si sfiora l’idiozia.
    Lo stesso articolo di Rondolino c’ha perfino il titolo di genere, cioè la gnocca. Non è W la libertà, W l’articolo uno della cost americana, o il 3 di quella italiana. W il sesso, W scopare. No. E’ la gnocca dal punto di vista maschile, appunto. cioè viva il piacere che hanno gli uomini. E pure le donne dico io. Solo che mentre il piacere degli uomini è sempre descritto, esortato e glorificato, quello delle donne no. La’rticolo mio sulla Avallone era di risposta alle indecenze dette da Sgarbi. Solo che tutti hanno commentato me, ma nessuno ha letto Sgarbi, che appunto nega in toto l’articolo di Rondolino, e la tua speranza di abolire il genere. Oltre ad essere vergognoso, indecente e insultante.
    Insomma : ma se non ti incazzi come si raggiunge quello che dice rondolino? Lo capisci che è descritta la fine di un percorso. Solo che viene spacciato come una proposta. Eh.
    Tanto ci sono le sceme che poi si danno da fare per attuare…

  35. sabina scrive:

    http://www.ilgiornale.it/interni/elogio_complimento_se_meritato/07-09-2010/articolo-id=471605-page=0-comments=1

    Ad uso dei commentatori, anche di
    @ Roberto che parla appunto di rancore, perché se no sembro matta.
    Mi pare di capire che nessuno ha letto questo bel pezzo , questo sì farneticante di Sgarbi, che appunto nega in toto l’articolo di Rondolino. Sgarbi appunto definisce un genere e ne nega la sua unicità. Solo che per mettere insieme gli argomenti ci vuole la logica e non si deve essere in malafede.

  36. FR scrive:

    Che volete che vi dica, gentili amiche e gentili amici? che le donne sono (a volte, spesso, sempre) discriminate? che la cultura dominante è maschilista? che un paesino della Lucania non è come un quartiere di Milano? che in giro è pieno di bavosi? Tutto vero, tutto vero: vivo anch’io su questo pianeta, insieme a tre donne (non equivochiamo: una moglie e due figlie).

    Il punto è: e allora? Procediamo all’uguaglianza per legge, assumiamo per sesso e non per merito, censuriamo i programmi televisivi e le pubblicità, mettiamo fuori legge pornografia e prostituzione, multiamo chi fischia per strada alle ragazze, incarceriamo chi scambia un favore per un altro favore, spediamo frotte di maschi eccitati in un campo di rieducazione?

    A me una società del genere non piace per niente. Il prezzo da pagare, cioè un’impressionante limitazione della libertà personale e collettiva, è troppo alto. Senza peraltro alcuna certezza nei risultati: si è mai vista su questa terra una società perfetta e perfettamente educata?

    L’umanità è imperfetta, e credere che possa diventare perfetta è la premessa teorica della dittatura – non importa se ‘dolce’ o militare o religiosa. L’unica risorsa che ho per cambiare il mondo è me stesso. Sono io che posso migliorare, sei tu che puoi migliorare. Punto.

    Dal governo mi aspetto che mi consenta di migliorare – cioè di realizzare me stesso, di trovare la mia felicità – come meglio credo, non che mi spieghi in che modo possa farlo, o che mi obblighi secondo la volontà di un altro, fosse pure la stragrande maggioranza.

    Un certo numero di uomini sarà sempre maschilista – c’è un fondamento biologico in questo: e sbaglia chi dimentica che siamo prima di tutti animali. E un certo numero di donne sarà sempre capace di liberarsi, emanciparsi, realizzarsi. In definitiva, ciascuno di noi è responsabile della propria parte in commedia. Provare a comportarsi meglio, rispettare chiunque sempre e comunque, educare i propri figli, preferire la compassione al disprezzo, coltivare la serenità anziché il rancore: questo possiamo fare per cambiare il mondo, e non è affatto poco.

  37. sabina scrive:

    Procedere per legge all’uguaglianza lo trovo insopportabile come trovo insopportabile che vengano dette “quote rosa. che sembra la cameretta di Barbie anziché uno spazio pubblico. E via di seguito.

    PERO’ NON MI DEVI IMPEDIRE in nessun modo di raggiungere con le mie forze quello che voglio. Appunto il diritto alla felicità. Se me lo impedisci, protesto. E se mi metti in condizioni di non far valere le mie qualità intellettuali, protesto. E se mi rompi i coglioni con quello che devo fare col mio corpo, per vincere le tue merdose campagne elettorali , protesto.

    Allora deve esistere il programma con Vespa, ma non un mondo disegnato e plasmato sulla libido di Vespa o di quattro vecchi impotenti bavosi. Come infatti è . Spero che almeno te non tiri fuori la cazzata del telecomando.

    Cioè non va bene il gulag, ma non va bene manco un gulag virtuale disgenato dalle solite persone.

    ti segnalo inoltre che gente che spesso trovi elettrizzante sono i primi moralisti. Cioè da una parte si pompa una finta libertà dall’altra si reprime. E mai si sono raggiunti livelli di moralismo bieco come in questi tempi di centro destra che sembri invece molto apprezzare.

    La Carfagna che fa il calendario nuda e poi vorrebbe fare la legge contro le prostitute per fare l’esempio più eclatante , si abbottona la camicetta e si mette a sentenziare variamente.
    E così via. fino alla tessera del tifoso, altro esempio eccellente.

    Tuttavia Fabrizio passi sempre accanto al discorso centrale ti sto imboccando variamente ma lo eviti con cura. E più lo eviti e più sei in malafede. E più parli di libertà e meno sei credibile.

    Sono assolutamente con te nell’ultima parte sul rancore.

    E’ buffo però che uno che la pensi così sia ispirato più dalla mia protesta contro un articolo gravido di odio e di disprezzo, che non dall’articolo stesso.

    Né dici cosa si dovrebbe fare quando uno non è rispettato come avviene regolarmente, se non incazzarsi, né dici cosa si deve fare per sottrarre dal disprezzo collettivo la parla femminsita. Non dici tante cose.

  38. Roberto D. scrive:

    ho letto l’articolo di Sgarbi e lo trovo ineccepibile. dove sta lo scandalo. Vespa ha fatto un complimento che ho sentito fare tante volte dalle presentatrici, quando hanno un ospite maschile tipo Raul Bova o Scamarcio dire che sono dei bei ragazzi. che c’è di male ?. che gli uomini si sono sentiti offesi quando hanno detto queste cose. hanno pensato che le donne mercificano gli uomini, o che viene valutato soltanto la bellezza dell’uomo e non l’intelligenza ? non mi sembra ? la bellezza è un dato oggettivo che qualcuno può esaltare o no. come dice FR esistono diversi tipi di donne e di uomini che hanno un loro modo unico di comportarsi. imporre loro un comportamento generale è da dittatura come nei paesi islamici che impongono il burqa. vogliamo questo ? no, nel modo più assoluto.

  39. l'esule scrive:

    Posso provare a tradurre dal sabinese al nostro linguaggio?
    Sabinsa correggi se sbaglio.
    Le donne sono messe in difficolta’ nel loro progresso sociale e umano perche’ gli uomini le considerano “il contorno della gnocca”? E se questo e’ vero e’ vero solo in Italia?
    Io parlerei al singolare, per esempio direi che il signor Rossi, avendo io rifiutato, in quanto mi faceva anche fisicamente schifo, di dargliela, mi ha negato un avanzamento. Questo. secondo me e’ il problema. Anche perche’ la tua collega Bianchi, non avendo schifo neanche delle croste dei lebbrosi, si e’ affrettata a mettersi carponi, ottenendo l’immeritata promozione.
    Quindi messa cosi’ sembra che il “femminismo” sia solo un modo ci raffrontarsi alla mignottaggine…

  40. sophia colpiacca scrive:

    Esule…..stai facendo venire i capelli bianchi a tutti i mariti delle mogli che hanno avuto un avanzamento di carriera ! :)

  41. sabina scrive:

    @ Roberto d
    E’ fantastico perché più piovono commenti, più mi si dà ragione e si azzera il contenuto dell’articolo di Rondolino.
    Lo trovo divertente perfino.

    Quindi trovi ineccepibile (tu che ami i diritti e le libertà) che Sgarbi dica alla vincitrice del Campiello Murgia che deve andare a scuola giacché ha contestato l’inopportuna uscita di Vespa: ma non era w la libertà? e trivi ineccepibile che le venga detto che lei il complimento non se lo merita perché è brutta. E che Sgarbi suggerisca una norma alle donne “essere belle e brave” per meritarsi ( agognati) complimenti da Vespa.

    Ovviamente confermi tutte le mie proteste sull’arretratezza italiana: infatti citi al maschile degli attori, belli, che peraltro nessuno presenterebbe mai a Venezia ” ecco a voi Raul Bova, guardate che bella cravatta e calzini sexy che indossa”. (Perché il corrispettivo sarebbe questo).

    Inoltre , siccome rappresenti perfettamente la mentalità arretrata, ti sfugge che Silvia Avallone non fa l’attrice di fotoromanzi o la velina ma la scrittrice. dettagliuccio.

    La cosa che a me impressiona, però, è che il tuo corrisponde al coro e al pensiero dominante, e sono persone come te che in genere parlano di libertà, non avendo manco capito cosa sia.

    Come dice FR, le donne sono uniche e diverse, ma se c’è un blocco unico di imbecilli che stanno nelle stanze dei bottoni e che ripetono sempre lo stesso copione impedendo (per paura, impotenza, incapacità) di essere uniche e diverse. credo che non si possa parlare di libertà.

    L’episodio avallone, sottolineo che non è grave. E’ simbolico, e esemplare.

  42. sabina scrive:

    @esule: veramente non è molto questo il senso.
    sto parlando di “norma” suggerita, di modelli di comportamento veicolati dai media e dalla politica (anche se tu non guardi la tv, ti sarà venuto in mente che la pubblicità, e le televisione suggeriscono una norma,e che sono un’autorità, e che si producono dei simboli etc). Questi sottraggono libertà, perché non restano dentro lo schermo, rimbalzano nella vita quotidiana e in quella politica. Rimbalzano nelle aule del parlamento che fa le leggi e che – per dire – leva cinque anni di pensioni alle donne, imbarca diversi miliardi di euro che NON devolve però per migliorare la vita delle donne che lavorano e hanno figli . E via di seguito.

    La libertà è quando pure io posso aspirare a fare , se me lo merito, quello che fa tizio o caio

    Se le donne vengono solo rappresentate di continuo con una sola parte per il tutto , come appunto per la gnocca, non so parlare di libertà. Prova a pensare a parlare di ebrei dicendo solo “i tirchi”, o i neri ” i negri che puzzano”. O “bongo bongo”.

    Questo concetto della gnocca nelle sue declinazioni ovvio, viene ripetuto invece sempre.

    Vespa è un cazzone, per molti, ma rappresenta nell’inconscio collettivo una voce autorevole, perché è la tv, e perché è quello dal quale il presidente del consiglio va se succede una cosa grave.

    Quando parlo non parlo della vita privata del signor rossi o della mia, ma di società. Che è fatta ovviamente da singoli. Sono pienamente d’accordo con quanto afferma Fabrizio, che le donne, e ciascuno di noi è unico e che i singoli cambiano le cose. Io sono una singola che dà il suo contributo, e cerca di fare in modo che non venga privata della sua libertà e se ci scappa anche quelle di qualcuno intorno a me.
    Non sto dicendo come si deve fare, come ci si deve comportare.
    Sti dicendo non mi far vivere SOLO nel mondo di Vespa, perché è come un gulag mediatico.

  43. Un esule scrive:

    Io usao sempre la parola negro, sai che sono politicamnte scorretto.

  44. [...] donne”, come non hanno capito maschilisti pre arcaici come Libero, o Fabrizio Rondolino in “W la gnocca“. E’ chi detiene il potere mediatico e politico che le respinge costantemente nella [...]

  45. Escort Roma scrive:

    Era una provocazione, molti non l’hanno colta…

  46. KòN7809RFDO70L scrive:

    BUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

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