Viva la gnocca!
Non esistono “le” donne, così come non esistono “gli” operai o “i” giovani: continuare a pensarlo è un segno dell’arretratezza culturale del nostro paese. Ci sono tante singole donne, così come ci sono tanti singoli uomini, e ognuna ha una storia, una personalità, e un cervello. La specificità femminile è di genere (le donne partoriscono, gli uomini fecondano), non sociale o culturale o politica. Socialmente, culturalmente, politicamente ogni donna (come ogni uomo) è un individuo a sé. Per questo le “quote rosa” sono una sciocchezza, oltreché una violazione palese del principio di uguaglianza dei cittadini “senza distinzione di sesso” (art. 3 Cost.). E per questo è assurdo parlare di “politica delle donne” o di “cultura delle donne”.
Ci sono donne che considerano la pornografia un’offesa alle donne, e ci sono donne che interpretano liberamente film pornografici. Ci sono donne che pensano che ricevere un complimento per un décolleté sia la premessa dello stupro, e ci sono donne che indossano la minigonna per il piacere di essere ammirate. Ci sono donne che considerano stupide e vittime degli uomini le donne che si svestono in televisione, e ci sono donne convinte di sfruttare al meglio la stupidità degli uomini svestendosi in televisione. Ci sono donne che si vestono come capita, e altre che dedicano ore alla scelta dell’abbigliamento. Ci sono donne che fanno carriera perché sono brave e altre che fanno carriera perché la danno e altre ancora, completamente stupide, che arrivano in Parlamento grazie alle “quote rosa”. Ci sono donne che considerano l’emancipazione un dovere, e altre felici di accudire alla propria casa, al proprio marito e ai propri figli.
Si potrebbe continuare per ore. Ciò che il pensiero femminista più arcaico, qui rappresentato da Sabina Ambrogi, finge colpevolmente di non capire, è che in una società libera di cittadine e di cittadini maggiorenni nessuno può imporre a nessun altro un comportamento, un’ideologia, uno stile di vita. Pensare che le donne che si spogliano, fanno le veline, la danno per fare carriera, posano per la pubblicità di un’automobile o semplicemente indossano un abito provocante perché amano provocare gli uomini – pensare che tutte queste donne siano le vittime impotenti di una società maschilista significa pensare, né più né meno, che le donne sono inferiori.
In una società libera, non esiste nessuna “questione femminile”. Esistono leggi che garantiscono il rispetto dell’uguaglianza di tutti i cittadini “senza distinzione di sesso”, e altre che puniscono i reati contro la persona. Non serve altro.
Richiedere fra i requisiti per l’assunzione come barista la “bella presenza”, come è accaduto in Veneto suscitando una ridicola indignazione generale, non offende affatto le donne, ma semmai ne premia una qualità. Soltanto chi crede, forse per un fastidioso retaggio cattolico, che la bellezza non sia una virtù, ma l’anticamera del vizio, può insospettirsi e gridare allo scandalo. Ammirare un décolleté, come ha fatto Bruno Vespa alla finale del Campiello, è una galanteria che andrebbe riconosciuta come tale, in un’epoca maleducata e cafona. Perché mai l’intelligenza dovrebbe essere una qualità e la bellezza no? Non ci piacciono forse le cose belle, non ci piace forse la bellezza?
Non sarà un caso se tutta l’iconografia religiosa del mondo, dalla Venere di Milo ai film su Gesù, dipinge belle donne: la pubblicità, in questo come in altri casi, non fa che accodarsi a venticinque secoli di arte occidentale. Le femministe arcaiche a questo punto protestano: belle sì, ma sceme. E chi l’ha detto? E soprattutto: che significa “intelligente”? chi stabilisce i parametri, chi presiede la commissione d’esame? I Greci, che dell’intelligenza avevano un’idea molto meno schematica delle nostre femministe arcaiche, la consideravano equivalente alla virtù e alla bellezza. La stupidità, tutt’al più, è in chi giudica.



tutto questo sarebbe vero se non fossimo però in un paese altamente maschilista, qui non è questione di richiedere il “bell’aspetto” per un posto di lavoro, piuttosto quello di discriminare quotidianamente.
Se non esistesse una questione femminile, non esisterebbe nemmeno una questione omossessuale, o una extracomunitaria. E invece esistono eccome!
Però in linea teorica sottoscrivo tutto, ma proprio tutto
Completamente d’accordo con te FR.
Diciamo anche che hanno abbondantemente rotto i coglioni i moralisti/e, normalmente lerci/e più di tutti gli altri, che ostentano finta perplessità sulla questione.
[...] l’articolo integrale: Viva la gnocca! Post correlati8 settembre 2010 — Viva la gnocca! (0)Non esistono “le” donne, così come non [...]
e infatti le discriminazioni sono frutto di misoginia e non di voglia di gnocca, sono la realtà do chi ha paura. vespa che in genere è implicito e ipocrita su tante cose , su questa è stato sincero…ben più radicata nello sforzo inutile di autodifesa della casta maschile è la misoginia
E bravo Fabrizio! la penso da anni ESATTAMENTE come te. Ma non sono mai riuscito a dirlo , o meglio a scriverlo come hai fatto tu oggi! Semplicemente perfetto. Questo articolo me lo incornicio e all’occorrenza lo tiro fuori.
Grazie Rondolo!
Dimenticavo. Tutte le volte che vado al musèe d’Orsay mi seggo in quel piccolo divanetto posto di fronte all’”origine du monde” e sto almeno un quarto d’ora a contemplarlo. Viva la gnocca!
condivido al 100%. una società a loro uso è consumo dove le donne dicono a noi maschietti come comportarci mentre loro possono fare quello che vogliono tanto la colpa è sempre di questa società maschilista e misogina. Come dice Liutprando hanno rotto le scatole queste moraliste/i. dice giustamente FR esistono uomini e donne di ogni tipo, belle/i e intelligenti, belle/i e stupide/i, brutte/i e intelligenti, brutte/i e stupide/i. Tutti abbiamo incontrato diversi tipi di persone nella vita e l’abbiamo capito: non esistono categorie come i “giovani” i “vecchi” gli “uomini” e le “donne” su cui sputare sentenze.
CAro Fabrizio,
Grazie per la femminista arcaica, mi piace.
Diciamo che mi tengo il mio arcaismo insieme a quello di Baudrillard, ampiamente “citato” nel testo, insieme a tanto altri che non ti elenco.
Jacques Attali che non stimo neppure e certo non è un progressista ha definito l’Italia un paese arretrato esattamente per la ” questione femminile” che tu non ritieni esista, ma di cui noi povere sfigate (per fortuna in ottima internazionale compagnia) ci occupiamo, dovendo sfondare muri di gomma di un certo spessore.
E meno male che non sono racchia e con un’ ottima vita sessuale sennò ero rovinata. Perché sono questi i due punti forti contro le donne che protestano (appunto Sgarbi contro Murgia, Berlusconi contro Bindi, Berlusconi contro quelle di sinistra che a letto non valgono come quelle di destra etc, ecco il dibattito , non ce lo scordiamo, assieme al grande fratello, è questo qua).
L’Italia viene considerata un paese in “resistenza” esattamente per la questione femminile. Nelle statistiche di tutti i generi e tipi siamo tra gli ultimi paesi per le pari opportunità in Europa. Nel mondo siamo prima della Tanzania. Come ben sai, l’istat ha certificato che siamo l’ultimo paese in Europa per aiuti alla famiglia e alla maternità (ma quello che incentra la sue vincenti campagne elettorali su queste cose, per non parlare delle varie Ru486 e dei preti e delle elezioni nella regione Lazio, vero. Perché le donne tornano sempre utili).
Però non voglio parlare di diritti che è roba da centri sociali come si dice qua spesso (vedo che ti sei conformato più ai commentatori che affidato alla tua intelligenza e conoscenza), ma è una questione eminentemente economica. Che colpevolmente , tu proprio, avendone gli strumenti, fingi di non capire. Alla fine di questa filiera di puttane e puttanate e di frasi di Vespa e deliri di Sgarbi, o di Sallusti che compongono un dato culturale forte, non c’è la morale, ma c’è l’accesso al lavoro delle donne, le loro carriere, l’accesso allo spazio pubblico, e dunque la creazione anche di DUE redditi, la possibilità di fare figli e via discorrendo. E’ quella che si chiama , modernità e sviluppo appunto. Di cui vaneggiano tutti in tv e in modo sostenuto anche in questo blog.
Come ben sai, non ho mai dato giudizi morali. Chi la dà, visto il disgusto fisico e morale che mi ispirano i politici italiani uomini in genere (che guarda caso, tanto che non c’è il problema, sono quelli che aprono le porte… e come sarà? Come sarà? boh, non ce lo dici) per me è un’eroina che merita rispetto. Anzi all’epoca delle bustarelle alle escort ho trovato scandaloso che prendessero solo mille euro per subire cotanto orrore, e gestire un’erezione finta di una notte intera. Ho trovato davvero misero che le hostess di Gheddafi prendessero solo 80 euro per sentire questo demente (e manco tanto) come ci prendeva per i fondelli. Non ho nulla contro le veline che fanno benissimo a riempirsi di soldi e sculettare, non ho assolutamente nulla contro le prostitute, contrariamente alla povera Carfagna, versione moralista, che voleva farci una legge. La destra mediatica e confusa di cui mi pare tu stia sposando tutti i moduli di pensiero, ha solo impostato il dibattito in questo modo: basta morale (eh loro proprio e la pippa dei valori) , le veline sono libere di fare le veline. Mancando, al solito, l’argomento centrale: ma se una invece di fare la velina volesse fare la carriera di ministro, per esempio, facendo leva su due lauree e tre lingue, mi spieghi per quale cavolo di motivo è condannata a fare altri servizi supplementari? (e ovviamente il vizio non è solo di destra, ma il dibattito scadente e bloccato sì).
Nel frattempo è esattamente a quelle come me e milioni di altre è stata tolta la libertà, appunto, per assicurare quella delle veline che producono un simbolo, un riferimento sociale, un modo di comportamento. Diventano cioè normative. Questo anche sai. Invece parli di paese libero. Ovviamente lo ascrivo alla giocosità del tuo intervento.
Tuttavia non è divertente la necessità di mescolare le carte, ignorando dati e situazioni avvenute nella politica di destra e come ben sai anche di sinistra.
Quindi buttarla sulla bellezza del quadro e dell’arte (che mi trova anche d’accordo peraltro) , è proprio tipico di Sgarbi. Nessuno mette in dubbio che è meglio una donna bella che una brutta. Che le donne si sono curate e sono migliorate. Che anche io se andassi a una cerimonia metterei in mostra le parti di me più belle e attraenti, come faccio quando vado in un contesto pubblico o semplicemente se voglio piacere a qualcuno, ma svincolare il discorso, appunto, economico (se ti fanno tanto schifo i diritti e le uguaglianze), e affidarlo a richiami e rimandi all’arte mi pare una cosa, questa sì arcaica, e se posso dire anche un po’ naif. O se no in grande malafede. Ma preferisco le altre due.
Nessun giudizio sulle belle sceme. Si commentano da sole. C’è solo un tratto comune: spesso in politica ci sono donne molto belle e particolarmente scadenti e incapaci.
Chi giudica la loro intelligenza? E tu proprio ? E’ un blog incentrato su giudizi opinioni e spesso insulti, non so… Cosa altro devo capire di una che fa la ministra del turismo, prima ci fa vedere le mutande, e poi parla solo di cani e gatti? Che è una competente? O vuole querelare la Guzzanti per il film che parla male dell’Italia.
Vogliamo parlare delle presentatrici? Chi giudica la Balivo che presenta miss Italia nel mondo ma non parla nessuna lingua? Non so. Però forse è vero , bisognerebbe solo smettere di giudicarci, forse anche le donne si liberano così della prova costume di Sposini e di come dobbiamo essere per piacere.
Per ultimo, un dato ancora una volta di marketing (viva viva il consumismo masochista): ma mi spieghi perché in un bar dovrebbero mettere solo belle cameriere e non bei camerieri? Ma perché a me (me generico) non piace essere servita da un bel tipo? Bello muscoloso? E perché i politici italiani oltre a essere scadenti sono anche non dico brutti, ma repellenti? Ma hai idea che vuol dire per una donna immaginarsi una sola mezz’ora di sesso con Berlusconi? Visto che, mi pare di capire, che la politica si basa sull’ arrapamento, ma perché io (ancora generico) dovrei votare che ne so un Mussi o un Brunetta (per la par condicio). Mi spieghi perché i conduttori sono tutti brutti? E la Tim se la mena con Belen come se le donne non comprassero i cellulari?
E non è che il bell’uomo non è supportato dall’arte e non esistono le statue greche, i bei condottieri, il David, i bronzi di Riace. E il Cristo di Caravaggio di san Luigi dei francesi? Non so se hai idea che portento. E dove starebbero questi di grazia, se vogliamo tenere il dibattito su questo punto? Chi l’ ha visti?
Non so, ma appunto, temo che considerare che alle donne piace il sesso, e sono perfino dotate di libido deve essere roba da femministe arcaiche.
Lo notava anche Freud.
Uhmmmm…..la visione di FR è paragonabile a quella dell’osservatore del quadro: vera ma parziale. Pregnante (!) ma artificiosa.
Rodo, c’è di fatto è che non vogliamo rimanere inchiodate ad ad una visione ottocentesca della donna (con la gnocca a favore di telecamera, per interderci…)
Vogliamo che al dipinto si aggiungano e siano visibili il volto, le mani, i piedi con i calli….
Anche se questo guasterà tutto il quadro e la metafora che c’è sotto. (veramente non è metà-fora…è tutta fora!)
I dati sono quelli ufficiali dell’ISTAT e riguardano le iscrizioni all’anno accademico 2007/08.
Totale iscritti alle lauree di I livello: 307 mila e rotti.
Donne: 55,7%.
Maschi: 44,3.
Suddivise in questo modo.
Lauree specialistiche a ciclo unico. Iscritti: 20 318.
Maschi: 39.7 %
Femmine: 60,3%.
Laurea magistrale in giurisprudenza. Donne: 61%
Maschi: 39%.
Laurea vecchio ordinamento. Donne: 94,6 % Maschi 5,4%.
Ora io capisco che le donne “rosicano” (quelle politicizzate ed in carriera) perché sono una infima minoranza sul ring politico, nei consigli di amministrazione e relativamente minoritaria nei gruppi di dirigenza del mondo economico (i maschi menano di più, meglio e più forte).
Ma qualcuna delle gentili signore, mettendo da parte la cianfrusaglia vecchia del femminismo d’antan, mi spiega dov’è il problema femminile?
Sarà che per risolverlo non si può fare altro che abolire by law quel ring che si chiama “real world”?
esatto Mario Giardini hai colto il punto, i dati sono assolutamente congrui. Pensa quanto rosicano le donne.
Però scusate un po’ tutti c’è un commento che si ripete sempre: la “femminista”, e in genere è sempre accompagnato a qualcosa di dispregiativo. Nel caso di Giardini che sappiamo anche uomo di scienza e coscienza, dice “la cianfrusaglia del femminismo d’antan”. Mi dici che vuol dire? Puoi essere più preciso? Magari facendo una lista di cinafrusaglie… che dici?
Non commento l’articolo, ma la bellezza non è un vizio, e nemmeno una virtù
[...] Link articolo originale: Viva la gnocca! [...]
Sono d’accordo quasi totalmente con ciò che ha scritto Fabrizio. Per quanto riguarda Sabrina Ambrogi, credo che sia troppo prigioniera della sua ideologia e della sua Weltanschaung perchè si possa discutere con lei. Mi fa piacere sapere che è carina e che è appagata nella sua sfera privata, perchè mi ero fatto l’idea che fosse un po’ infelice in questo mondo tanto diverso dai suoi sogni.
Sono d’accordo con Elena … la bellezza è un vantaggio, paragonabile ad una raccomandazione, un buon biglietto da visita, ma non ne sovrastimerei l’importanza. In alcuni casi particolari può essere una qualità richiesta, come la statura o la sana e robusta costituzione fisica.
Vabbè, mi impegno un po’ di più….
FR ci riferisce di una donna (o un essere umano in genere ),che immagina ed interpreta il suo ruolo liberamente.
Vero, oggi è possibile, con un minimo di indipendenza e strumenti culturali.
Che la bellezza è una carta da giocare, né più né meno di un titolo o una referenza..
Daccordo. Possedere un bell’hardware è meglio, non ci piove.
. E’’ una qualità aggiunta data dal Buon Dio come tutte le altre e coltivata più o meno bene dai suoi figli/e come tutte le altre. Che questo possa aiutare nella ricerca di un posto come barista, tutto ok
Il discorso cambia, se permettete, se la bella/o in questione non mi serve una birra ma è messa in un posto di potere, soprattutto amministrativo o politico.
Questo è reso possibile dalle seguenti condizioni ed attività: legge elettorale, cooptazione, nepotismo, prostituzione.
Accade allora che persone, donne, uomini, omosessuali (molto spesso) vanno a ricoprire posti-chiave specie nelle amministrazioni pubbliche, senza avere la dovuta preparazione, senza le dovute garanzie di affidabilità solo perché ….sono gradite al Re.
Accade con più frequenza alle donne perché il potere lo detengono in percentuale maggiore i maschi.
. Esiste un mondo di principali, di direttori amministrativi, di capufficio, di professori, di politici, i manager che fanno valere la loro posizione di privilegio. Un mondo maschile, è inutile che ci giriamo attorno, che alimenta, a sua volta, una cultura maschilista e puntogifobica. Ma lì entriamo in un altro campo.
.
Se non si cambia la legge elettorale, se non c’è controllo sulla pratica della cooptazione , se non si condanna moralmente il nepotismo e la prostituzione, se non si aboliscono quei posti comodi, dove basta essere un fantoccio per portarsi a casa l’anima dei denari….e soprattutto danneggiano il cittadino…..ce la sciosciamo ! (trad: stiamo fresche!)
Ecco perché ritengo poi il nepotismo più immorale della prostituzione.
Nella prostituzione avviene una transazione per un servizio .
Nel nepotismo un furto. O una truffa.
Uno dei miei vaghi ricordi di psicologia riguarda “l’effetto alone”, come quindi l’osservatore si predispone nei confronti dell’osservato quando il secondo e’ educato e di bell’aspetto. Senza implicazioni “omo” vale anche quando entrambi i soggetti sono maschi, se l’osservato e’ bello, ordinato e con barba e capelli fatti, la predisposizione dell’osservatore migliora. Qui per rispondere a Sabina, lo stesso effetto alone esiste anche se i due soggetti sono femmine, dove poi l’attenzione per i particolari raggiunge vette dove un pover’uomo nemmeno si sogna, uno smalto sbucciato o un filo tirato su una calza fanno di una “Belen” una sciattona. Quindi che il bell’aspetto sia importante, come tu giustamente dici, e’ assolutamente vero. Che poi dietro ad un visino perfettamente curato e truccato ci sia anche un cervello magari anche solo medio, sta agli osservatori essere in grado di valutarlo senza perdersi dietro agli stereotipi. Anche perche’ bella = scema e’ uno stereoptipo, spero.
Il fatto poi che per una donna sia orribile il fatto di fare una sveltina con il potente di turno vale per .. il 90% delle donne, per il rimanente 10% e’ come fumarsi una sigaretta.. O no.. E se passiamo alla politica. La Brambilla che altre chanches aveva per fare carriera se non mettersi ginocchioni? E pensi che a lei fosse sgradito?
L’articolo contiene una contraddizione: lungo elenco di “ci sono quelle che e ci sono invece quelle altre che…”; perfetto, libertà di scelta, ma poi la società non dovrebbe aprire le porte solo a “quelle che”, altrimenti dove è ‘sto cavolo di principio di uguaglianza? Abbiamo capito tutti che non c’è un regime dittatoriale a importi le cose con i fucili; c’è un altro tipo di imposizione, più sottile.
Se ve la sentite di leggere cose veramente oscene….
http://www.energie-nuove.com/file%5C_TRUCCATAdi_Roberto_Perotti(4).doc
http://www.giornalettismo.com/archives/80540/piemonte-cota-parentopoli-regione/
http://www.napolionline.org/new/i-pm-indagano-su-una-nuova-parentopoli-e-napoli-trema
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/27/news/parentopoli_bertolaso-2932413/
@ilse :
@sophia
@esule
@fabrizio
e certo. tutto l’articolo parte da una serie di presupposti falsi per negare che esiste un problema, e seguendo il paradosso, fino a affermare che chi nota il problema è arretrato..In realtà si tende sempre a negare: si attaccano le femministe come qualcosa di reietto e socialmente disdicevole, non si vede il problema, gli articoli che affrontano il problema sono detti ” lunghi e prolissi” e pieni di luoghi comuni.
Il ricorso all’arte è ovviamente strumentale e porta fuori strada. Appunto da veri sofisti.
Primo perché se si vedono belle per uomini d belli non se ne vedono, quindi contraddice l’uguaglianza che Fabirizio dà per scontata: dove sono i velini, i politici gnocchi, i camerieri fichi..etc. E si nega così il desiderio delle donne ( eh, de paraculis…) né più e né meno di come aveva detto Freud nell’800, tanto per controllare meglio.
Secondo perché la cultura di massa si rifà alle pulsioni (che riguardano tutti) e al marketing e certo non all’arte. Il marketing serve a azzerarti e a non farti pensare, l’arte a elevarti. Cioè siamo plasmati su come ci vuole la Multilevel dei detersivi (venduti per donne), per intenderci e non come Dante.
Terzo : Il quadro di Corot, a corredo dell ‘ articolo, e che è splendido, si chiama ” l’origine del mondo” , e ha un grandissimo valore e tanti significati .
Non si chiama “W la fica” o ” la fica”. Po’ diverso.
Comunque chi meglio di tutti afferma che l’articolo di Fabrizio è truccato è questo Guido Almadini che commenta sopra e dice di me (peraltro chiamandomi SAbrina) :
“Mi fa piacere sapere che è carina e che è appagata nella sua sfera privata, perchè mi ero fatto l’idea che fosse un po’ infelice in questo mondo tanto diverso dai suoi sogni.”.
Cioè chi contesta è in genere brutta ( vedi Berlusconi contro Bindi) e sicuramente è scopata poco e male. E difatti avevo precisato appunto che se fossi stata una racchia sarei stata rovinata a vita.
I francesi ( che pure hanno il problema, ma a ben altri livelli perché un dibattito come questo sarebbe surreale in qualsiasi altro paese europeo) hanno per le donne che protestano la parola Malbaisée. Cioè scopata male.
Insomma @ fabrizio,
la differenza tra te e me , e che ci inquadra economicamente in due fasce diverse, è che quello che io dico lo capisci , lo sai, hai fatto le stesse letture , ma tu le usi per manipolare, pasticciare e confondere, e buttarla in caciara fingendo di essere un provocatore, io vado fino in fondo, e le uso con onestà, e questo mi taglia fuori da una serie di goiose iniziative. Eh, non ti biasimo affatto, ma nun ce provà.. almeno no con me.
La vita come in “Che fare?” di Cernyševskij.
Che palle.
Ma, a proposito, il pittore non poteva almeno ritrarre una signora meno disordinata li’ in basso????
Cara Sabina (e mi scuso per l’errore), commentando una tua nota, dove stigmatizzavi i complimenti di Vespa e tuonavi, come al solito, contro la cultura dell’ apparenza, le belle che fanno carriera e la volgarità di questo mondo, avevo scritto: “Cara Sabina noi (inteso come noi lettori della tua nota) non ti vediamo e quindi possiamo apprezzarti solo per ciò che scrivi e per come lo scrivi … forse un bel decoltè ci ammorbidirebbe e potremmo prestare più attenzione alle tue farneticazioni.” Al di là della tua risposta sarcastica con correzione dei miei errori di grafia francese, hai provveduto a mostrarti in foto ed hai poi sottolineato, qui, di non essere racchia e di avere una vita sessuale soddisfacente.
Non so se sia per la gradevolezza del tuo aspetto o per la tenerezza che in me ha suscitato questo cedimento alla civetteria, ma da subito mi sei diventata molto più simpatica… anche se continuo a considerarti politicamente farneticante.
Fabrizio Rondolino è un provocatore cinico e senza ideali o una testa pensante?
Da tempo tutti gli amici di FR che si collocano politicamente, come lui, nell’ area del PD, gridano alla provocazione con metronomica regolarità ad ogni sua nuova esternazione. Se ho capito bene, nel mondo della sinistra ortodossa, l’accusa di “provocatore” è un gradino più leggera di quella di “revisionista”, che precede di poco quella di “venduto al potere”. Il provocatore sembre essere un individuo intelligente che si lascia sedurre dalla propria capacità di esporre e di affabulare e si diverte a confondere le carte o a fare l’iconoclasta per puro piacere intellettuale, unito ad una certa dose di cinismo… insomma un compagno che sbaglia e che esagera a fare il ragazzaccio. Ma se invece i ragionamenti di FR, che trovo molto analitici, serrati ed improntati ad una visione molto libertaria e socialdemocratica del mondo, non fossero intesi a provocare i suoi compagni di cammino, ma il frutto di una mente pensante alla ricerca di un nuovo modo per essere socialista?
Oppure di smettere di essere socialista.
Se la mente è pensante …
Io credo che occorra fare uno “sforzo” intellettuale per capire davvero lo spessore e la profondità del ragionamento di Rondolino.
Come sempre, la provocazione intellettuale spariglia, rompe gli schemi, non va presa alla lettera ma come opportunità per nuovi orizzonti di costume e di pensiero.
Certamente in alcuni contesti ed alcune realtà ci troviamo di fronte a situazioni in cui la donna risulta subordinata e strumentalizzata; guardacaso ciò è più vero ed odioso a mano a mano ci si allontana dalla democrazia, dalla teoria e pratica delle libertà generali ed individuali, dal riconoscimento dei fondamentali diritti della persona.
Sicuramente però il pezzo di Rondolino ci induce, se ne abbiamo la voglia e la curiosità, ad uscire dagli schemi del novecento: le donne, i giovani, le categorie.
Ed entrare nel mondo degli individui, delle libertà individuali e dei comportamenti, di una società evoluta, moderna, veramente di “eguali”.
Si può reagire in tanti modi, uno dei quali è simile a ciò che parte della nostra gente adottò, ai primi del novecento, quando comparvero le prime mietitrebbie.Era un mondo fatto male, ma dava certezze, punti di riferimento: il mezzadro, il bracciante, il latifondista.
Non solo molti braccianti, ma anche mezzadri e latifondisti reagirono incendiando le macchine o sabotandole.
Rompevano uno schema e le certezze di quel mondo.
E’ vero.
Ma aprirono orizzonti nuovi ed impensati, crearono non nuove classi ma individui più colti, più moderni ed anche più ricchi.
Meccanici, benzinai, artigiani e scuola, tanta scuola, sostituirono birocciai, cavallari, braccianti, aprendo brecce sociali, culturali ed economiche.
E pensare che noi Italiani abbiamo l’anello al naso, rispetto ai colti ed evoluti modelli di altri paesi Europei è profondamente sbagliato, è poco più di un luogo comune ove ci si rifugia allorquando la realtà che ci circonda non riusciamo più a comprenderla con le chiavi di lettura a cui si resta pervicacemente ancorati.
Tedeschi, olandesi e britannici, quando vogliono, possono essere ben più pecorecci e grevi di noi riguardo questi argomenti.
‘Ed entrare nel mondo degli individui, delle libertà individuali e dei comportamenti, di una società evoluta, moderna, veramente di “eguali”’.
Il finale della proposizione, se non fosse per le virgolette, stonerebbe.
l’avrei scritta così:”Ed entrare nel mondo degli individui, delle libertà individuali e dei comportamenti, di una società evoluta, moderna, veramente di unici.”
Gli “eguali” sono vecchi, vuoti, sempre uguali a se stessi per come gli hanno insegnato ad essere.
Poi, senza togliere alcun merito a Rondolino, la maggior parte della gente la pensa come descritto nell’articolo.
I moralisti/e si scandalizzano e la buttano sulla burocrazia (quote rosa, assunzioni forzate, ecc) perché sono degli incapaci.
@ Guido Amadini:ti ho corretto l’italiano veramente, perché fai gli errori che non si fanno più dalla terza elementare,e però commenti dicendo che il mio articolo ” è prolisso”. Quindi diciamo che non lo capisci e hai una tenuta di concentrazione ridotta.
Poi ti ho corretto anche il francese.
Non ho pubblicato foto, immagino che tu stia parlando in senso metaforico. Non ho ceduto a nessuna civetteria. ho precisato che le donne che contestano vengono insultate come racchie o scopate male. Come infatti berlusconi (con bindi) prima e sgarbi poi ( con Murgia). Queste persone sono la tua espressione e di interpretano-
Perciò , per parlare di donne , se sei racchia sei rovinata. Ecco cosa dicevo.
Invece, a occhio e croce, credo che tu sia bruttotto, chiaramente complessato, e perciò anche un po’ frustrato sessualmente, se posso lanciarmi anche io a fare la Sgarbi- Berluscona. PErché forse bisognerebbe fare di questo.
Dei commentatori entusiasti dell’articolo W la gnocca ,
nessuno risponde ai dati,
alle differenze con altri paesi,
e al perché alle donne non è dato il privilegio di camerieri boni, politici boni, e conduttori televisivi boni.
Cioè W lo gnocco. Ma dove sta?
@ sophia: sfondi porte e portoni. E’ chiaro che la questione delle donne italiane è parte di un’altra ancora più grande. Anzi si inserisce ancora meglio.
Poi si accavallano tutte le altre.Perché la chiesa dove la metti? Ma come vedi , qui la frontiera del nuovo pensiero evoluto è ” non c’è nessun problema”.
Cioè la costituzione americana prevede la felicità? Quindi a un americano infelice (e sono un certo numero) si può dire
Ma perché essere tristi? Pensa che la costituzione prevede che tu sia felice. Essilo, orsù. Ecco il senso dell’articolo è questo. Non consideriamo i generi. Leggi tra le righe: ma ti pare pure di donne ci si deve occupare? E di giovani ? E di operai? Orsù ma non vedete che siamo tutti uguali?
Tu l’hai visto? io no.
@Roberto. Le mietitrebbie mi hanno ricordato le pagine indimenticabili scritte da Tolstoj sull’argomento in ANNA KARENINA. Tolstoj se ne intendeva, visto che parlava della sua esperienza personale di latifondista, sensibile alle innovazioni, che provava ad introdurre questo mostro meccanico nelle sue terre. Con le conseguenze che tutti conosciamo.
Quanto al merito dell’argomento introdotto da Rondolo- le cui parole, come ho già scritto condivido pienamente- da tempo sogno un mondo in cui la valutazione degli uomini e delle donne avvenga a prescindre dal loro sesso. Intendo dire: giudicare le persone-ripeto persone- sulla base delle loro qualità, che prescinda dal loro sesso: maschio, femmina o gay. Ci arriveremo mai?
@ onofrio
con gli articoli di Rondolino no. Vanno dalla parte opposta.
@Onofrio
Temo di no.
L’ossimoro “uguali e diversi” è troppo difficile, richiede una coerenza soprattutto a chi ci crede che io stesso spesso non dimostro.
Tuttavia il “cantiere aperto” della ricerca di un mondo in cui “uguali e diversi” possa trovare cittadinanza è clamorosamente stimolante per l’intelligenza e la crescita culturale.
Giotto si decise a dipingere il cielo blu, ma per molti, anche in questo blog, il cielo continua ad essere giallo-oro.
E se la prendono con l’eretico di turno, in questo caso l’ottimo Rondolino.
“Consideriamo di per sé evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, che tra questi ci sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità.”
Tutto il resto – la politica e le ideologie, gli ismi vecchi e nuovi e novissimi, i modelli di società ideale e i governi reali, i contratti nazionali e gli assessori provinciali, le sinistre e le destre, i giudici e i moralisti – tutto il resto è un impedimento al principio sopra enunciato.
@FR
Messa così non è convincente: un Creatore di troppo, dei diritti che non sono inalienabili se non in presenza di un’autorità che li garantisca.
Per dirla come il protagonista de “Il rosso e il nero” prima di essere giustiziato: “Non esistono diritti naturali”.
@Sabina. Con gli articoli di Rondolo e i post di Roberto forse. Con i tuoi e con le tue repliche mai.
ovviamente Fabrizio, non spieghi quando ciò non accada, cosa si dovrebbe fare se non stand up for your rights e contribuire al conseguimento di questa bell obiettivo (fallito ) americano.
Immagino a breve. lo stesso pezzo da parte tua sugli immigrati, il cui problema appunto non esiste, per le stesse ragioni.
Il titolo sarà W il rom. o W l’immigrato-
Anzi proporrei a Roberto di scrivere una cosa così tanto per sparigliare e farci sentire un po’ liberi pure a noi che non vogliamo esserlo.
@ onofrio, certo, quanta verità nelle tue parole.
L’incipit della Dichiarazione di indipendenza significa che ciascuno di noi – ciascun “unico”, come giustamente scrive Liutprando – è integralmente padrone di se stesso.
Ciò che Jefferson chiama “il Creatore” è molto più simile alla ragione illuminista che al Dio delle chiese e delle religioni. Non è dunque invocato come un’autorità o un garante o un giudice, ma ricordato come il naturale modo d’essere delle cose
@FR
Ok. Messa così è più convincente.
In fondo “Creatore” non ha etichette da vendere, modalità da consumare. Io stesso sono Creatore.
Ecco, in effetti su questa cosa è facile fare il gioco delle tre carte. Basta richiamarsi ai principi universali….
Ma ,nel frattempo, chi cambia i maschi affinché questa pace terrena possa avverarsi?
Per esempio la questione introdotta da Sabina sulla negazione della libido femminile con conseguente assenza dello gnocco ( celebrato in modo avvilente solo l’otto marzo con il consueto strip -tease ) è stata proprio snobbata.
Invece di rifarsi poeticamente a pagine di vecchi libri perché i maschi tacciono?
Dopo approfonditi studi credo che questa derivi dalla più complessa questione della sindrome ben descritta nel libro dal titolo ”la paura della fica”, liberamente ispirato dalle letture di “froid –a capa-sotto”, che noi tutte potremmo scrivere se solo avessimo il tempo di farlo.
Ma allevate a sensi di colpa , imbottite di moniti muliebri, farcite di ricatti affettivi, gonfiate di responsabilità dobbiamo andare financo al bagno con i minuti contati e con i pargoli dietro la porta perché ,nella vita di tutti i giorni, alcuni compagni tolgono la solitudine ma …non concedono compagnia, nel senso di solidarietà.
Questo accade, lo so, soprattutto al Sud ed è anche una componente del degrado sociale molto forte, che inizia in famiglia,. Ma ciò ci porta lontano.
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Dicevo che una donna che ha consapevolezza della sua sessualità è una donna che fa paura. E’ una donna che può anche far male ad un uomo, profondamente. Se vogliamo siamo una delle prime generazioni di donne ,nella società patriarcale, a rivendicare l’orgasmo. O almeno a sapere più o meno dove si genera….
. La donna deve essere quindi ridimensionata , si deve negare questa esigenza (niente gnocco) e al tempo stesso deve ricoprire un ruolo dove può essere messa in discussione oltre che per i valori soggettivi come tutti gli esseri umani (sensibilità, educazione, preparazione ecc) anche per quelli oggettivi (bellezza, età, stile..)
Deve sentirsi insicura.
Altro che padrona della sua unicità.
Se la conquista è un indice per il maschio di aumentato prestigio, l’abbandono equivale ad una mortale perdita di potere.
Non è questa forse la molla che spinge l’uomo, nei casi estremi, all’omicidio della compagna che lo sta lasciando? Non è che si stanno lasciando (leggi lui va con un’altra) è lei che dice al mondo: non sei buono, non vali niente, ce ne sta un altro meglio di te.
Deve morire. O deve essere acidificata.
Sono talmente d’accordo con questo che non saprei come altro ridirlo e firmarlo.
Continui a non spiegare, perché non ti fa comodo, e a questo punto sei disonesto, cosa si fa nel caso questo bell’incipit venisse preso d’assalto in continuazione. Dal 90 % della cultura di massa italiana, che non influenza me, ma la gente intorno a me, e quindi poi anche l’ambiente in cui vivo, e che va ne verso opposto della libertà. E quindi condiziona anche la mia di libertà , e i miei diritti a essere felice.
La velina è libera di esserlo, ma nessuno e dico nessuno mi deve dire che quella è la norma.
Perché chi ha il potere economico ( la libertà di ‘sta ceppa…) detta la norma, e appunto mi obbliga a essere in un modo che non voglio. Quindi non diciamo puttanate.
Io non dico a te cosa devi fare, e quante te ne vuoi fare, e tu non dici a me (nel senso non mi metti nelle condizioni di) di fare pompini per fare carriera, né dici di sì ai preti e negozi il mio corpo per vincere le elezioni, e poi mi fotti da altre parti.
Chissà se così è più chiaro
@ sophia, avevo risposto a fabrizio.
A te dico solo che ho sollevato una serie di problemi cruciali ai quali nessuno risponde. Non solo quello del sesso, che è evidente oltre ogni evidenza, ma c’è quello delle statistiche, e altri vari se leggi. Mutismo totale. tutti santoni.
‘Ma allevate a sensi di colpa , imbottite di moniti muliebri, farcite di ricatti affettivi, gonfiate di responsabilità dobbiamo andare financo al bagno con i minuti contati e con i pargoli dietro la porta perché ,nella vita di tutti i giorni, alcuni compagni tolgono la solitudine ma …non concedono compagnia, nel senso di solidarietà’.
Porca troia, ma con chi vivete?
Io sono sposato da trentadue anni e non ho mai dato questo lugubre senso alla mia “metà del cielo”. Abbiamo, insieme, cresciuto tre figli, con ogni responsabilità divisa, partecipo alla gestione della casa in ogni forma, e lavoriamo assieme da sempre. La nostra sessualità, dopo trentadue anni, è solo migliorata. Ognuno di noi ha prevalso là dove siamo meglio disinvolti e non si è mai posta la questione uomo-donna se non per quelle che sono ovvie ragioni naturali.
Sarò di scuola reichiana, ma mi stupisco che ci sia ancora chi possa scrivere quello che ha scritto, per altro bene ed in modo chiaro, Shopia.
O c’è un mondo che mi sfugge, o i conti non tornano.
@ sophia, Pure te…se si capisse non ci sarebbe ‘sto dibattito surreale, per molti versi paraculo.
Però ora aspetto che Fabrizio per farci capire meglio scriverà
W il rom. E W l’immigrato. Se non riesce lui, lo scriverà il Padano magari
Che siano i “Maschi” a comandare le danze non c’è dubbio. Come ricordava Sabina, sarebe stato più complicato per lei postare un bel “Viva la nerchia”. Con conseguenze, ogni potere ha i suoi inconvenienti, fastidiose anche per i “cosiddetti” dominatori. Pensate se le donne si fermassero liberamente a contemplare per mezzorette l’opera “l’inseminatore dell’universo”. Sarebbe decisamente imbarazzante.
Non solo. Ma sti dominatori, e questa è la cosa esilarante, non solo non sanno dominare, ma stabiliscono delle regole relative alla bellezza che però riguardano sempre e solo le donne.
Loro possono essere brutti, con la faccia storta, (Bossi fa pena, ti aspetti che sbuchi la badante e invece parla e nessuno lo capisce. E Brunetta? Ma ti immagini una politica che gli dice ” sei più alto che intelligente? Mentre dice le sue stronzate? Noi ci dobbiamo sentire battute fatte da uno coi capelli dipinti come Dapporto, e coi tacchi e la cipria, e soprattutto diciamolo vero, da impotenti (come è ovvio per alcuni e come ci dice la pubblicità sull impotenza ogni giorno, abbastanza preoccupante). Dobbiamo continuare a accettare, perché, divertente considerazione di Fabrizio, siamo tutti uguali.
Cioè pure sceme.
E vallo a spiegare. E più spieghi e più emerge il fondo del paese.
Ma chi cacchio avente incontrato nella vita… Sabina, scrivi un pezzo sulla tipologia degli stronzi, magari ne esce un best seller.
esule ho incontrato gente fichissima (soprattutto all estero). E qualche stronzo.
Qua però la questione, almeno come la intendo io è economica e politica. quindi io e la mia vita privata non c’entrano.
Viceversa sto scrivendo un libro su altri argomenti e ovviamente i commenti mi sono preziosi.
Non siamo tutti uguali, Sabina: siamo tutti diversi, enormemente diversi. Questo è il punto che graziosamente ti ostini a non cogliere. Ogni idea di uguaglianza (se non nei diritti) è l’anticamera del gulag. Ogni idea di gruppo, categoria, classe conduce alla distruzione dell’individuo e dei suoi diritti inalienabili. Ogni morale collettiva è un arbitrio, ogni vincolo posto dallo Stato è un crimine contro la libertà.
Non c’è niente da fare: o siamo liberi, e ciascuno risponde per sé di ciò che fa e di ciò che è diventato, oppure non lo siamo.
sabina. stai farneticando, non riesci a trattare l’argomento con la giusta obiettività sei rancorosa verso gli uomini anzi dico di più sei misantropa. “Dal 90 % della cultura di massa italiana, che non influenza me, ma la gente intorno a me, e quindi poi anche l’ambiente in cui vivo, e che va ne verso opposto della libertà. E quindi condiziona anche la mia di libertà , e i miei diritti a essere felice.” Ma che cacchio vorresti una società come vuoi te ? e chi dice che sia migliore di quella che vogliono gli altri ? chi sei te che ti giudichi meglio degli altri ? Il Messia ? La tua risposta già la so: si sono io il Messia e voi non capite un caz….. Amen.
Non citiamo il marchese del grillo a caso.