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L’occasione di Bersani

La Festa democratica che si conclude a Torino è stata, dal punto di vista politico, un clamoroso fallimento già prima che cominciasse. Il mancato invito del governatore Cota, legittimamente eletto fino a prova contraria, è un atto di inciviltà istituzionale indegno di un partito che vanta un alto senso dello Stato. Ne è seguito, giustamente, il boicottaggio degli invitati di centrodestra, che hanno così privato la Festa della sua unica ragion d’essere politica: il dibattito sui problemi del Paese.

Quando poi s’è affacciato ai cancelli della Festa un esponente del centrodestra, seppur in veste istituzionale (il presidente del Senato Schifani), una gazzarra indecente gli ha impedito di parlare. Al segretario della Cisl Bonanni è andata peggio: colpito da un fumogeno. In compenso Di Pietro è stato osannato dalla folla (mentre Marini si prendeva i fischi) e Vendola, addirittura, portato in trionfo dal presidente del partito, quella Rosy Bindi che vuol fare il Cln insieme a Fini.

Da Torino esce un Pd minoritario, rancoroso, estremista, isolato. È di oggi la notizia di trattative segrete per garantire una manciata di deputati a Diliberto e a Ferrero, che verrebbero eletti nelle liste del Pd in cambio del loro voto a Bersani nelle primarie di coalizione (sic!). A loro si aggiungeranno, se già non è accaduto, i Verdi e i socialisti di Nencini. Quattro cespugli insignificanti: eccolo, il Nuovo Ulivo. Accerchiato da Vendola e da Di Pietro, che ne dettano quotidianamente l’agenda, la comunicazione, la linea politica.

Su questa strada non si va da nessuna parte.

Bersani, chiudendo a Torino l’infausta Festa democratica, dovrebbe dire poche, semplici cose. La prima: la maggioranza di centrodestra è entrata in una crisi irreversibile il cui sbocco costituzionale è il ricorso anticipato alle urne. La seconda: il Pd è indisponibile a qualsiasi esecutivo “di transizione”, “istituzionale” o come altrimenti lo si voglia chiamare, perché considera sacro il voto dei cittadini, i soli titolati a scegliere un governo. La terza: il Pd è indisponibile in queste condizioni a cambiare la legge elettorale, perché è improprio modificare le regole di gioco subito prima della partita e perché le regole, in ogni caso, non si decidono a maggioranza.

La quarta: il Pd non vede in Berlusconi né un nemico né un’emergenza democratica né tantomeno un criminale, ma un avversario che ha idee diverse sul futuro del Paese; è al Paese, non a chi detesta Berlusconi, che si rivolge il Pd. La quinta: l’autosufficienza del Pd si è rivelata illusoria; c’è oggi una sola alleanza in grado di costruire una proposta di governo riformista capace di conquistare la maggioranza degli elettori: il centro-sinistra; il Pd offre fin da ora la leadership di questa alleanza a Casini, riconoscendo così il ruolo strategico dell’Udc. La sesta: il Pd non ha paura di Vendola e di Di Pietro, la cui forza, oggi, deriva direttamente dalla debolezza del Pd; una coalizione riformista di centro-sinistra che si candida credibilmente alla guida del Paese è in grado di conquistare gran parte del loro elettorato.

Sono queste le condizioni per partecipare alla battaglia elettorale, e sono queste le condizioni perché la segreteria di Bersani non sia travolta insieme al suo partito.

15 commenti a “L’occasione di Bersani”

  1. [...] l’articolo integrale: L’occasione di Bersani Post correlati10 settembre 2010 — L’occasione di Bersani (0)La Festa democratica che si conclude [...]

  2. John Doe scrive:

    Beh ecco…ehm….wishlist di thefrontpage, altro che discorso di Bersani.
    Quella della leadership a Casini poi non ci credo neanche se la sento con le mie orecchie.

    ps: chissà perchè ho pensato a D’Alema, qualcuno usa forse lo stesso dopobarba? Ma no dai, sarà un caso, sono troppo sospettoso :-)

  3. Retico scrive:

    Settima: scusate stavo sognando.

  4. Liutprando scrive:

    ‘Da Torino esce un Pd minoritario, rancoroso, estremista, isolato. È di oggi la notizia di trattative segrete per garantire una manciata di deputati a Diliberto e a Ferrero, che verrebbero eletti nelle liste del Pd in cambio del loro voto a Bersani nelle primarie di coalizione (sic!)’.

    Questi qua se non aggiungo un po’ di merda a quella che già c’è a Roma non sono contenti.

  5. Roberto scrive:

    Chi scrive evidentemente vuole bene al PD come il sottoscritto, nel senso che avverte fortemente la mancanza di una forza riformista, sana e robusta, in grado di competere per il governo del paese.
    Oggi il PD è questa roba qui: Bindi,Bersani,D’Alema e una buona parte degli attivisti che fa il tifo per Di Pietro.
    Se in GB, per non dire D,F,NL,B ecc.ecc., fosse imploso il partito di governo, immediatamente l’opposizione avrebbe denunciato e circostanziato il tradimento del patto elettorale o l’incapacità di assolverlo e chiesto rapide elezioni anticipate.
    Un’opposizione seria, decente, strutturata e con delle idee avrebbe vinto, conquistato palazzo Chigi e risparmiato agli elettori lo squallore delle trentamila interviste al giorno di Bocchino, Granata,Cicchitto, Verdini e Bossi.
    Il nulla assoluto, a cui si aggiunge lo stranulla di Bersani, D’Alema e Bindi.
    C’è un bellissimo scoop per Repubblica ed il Fatto Quotidiano: se riuscissero ad intercettare nei bar, nei luoghi di lavoro, sotto l’ombrellone e nelle case gli italiani, potrebbero affermare che non solo il Presidente del Consiglio, ma un Paese intero sta andando a puttane.

  6. Roberto Bis scrive:

    @Retico: stupenda :-)

  7. [...] Per approfondire consulta articolo originale: L'occasione di Bersani | The Frontpage [...]

  8. Luigi Rintallo scrive:

    Unica stonatura, in un’analisi per altro abbastanza condivisibile, il credere necessario offrire la premiership a Casini. Per rincorrere il solito voto dei cattolici che non c’è?
    Ri-allego qui un commento postato in precedenza, dove raccontavo una mia piccola scoperta, perché lo giudico più coerente in appendice a questo articolo:

    http://www.thefrontpage.it/2010/08/31/se-i-giovani-sono-vecchi/comment-page-1/#comment-14051

  9. Fernando scrive:

    ” La seconda: il Pd è indisponibile a qualsiasi esecutivo “di transizione”, “istituzionale” o come altrimenti lo si voglia chiamare, perché considera sacro il voto dei cittadini, i soli titolati a scegliere un governo. ”

    Uh…e il ’98? Misteri della fede…

  10. [...] un’analisi politica sulla festa del Pd: L’occasione di Bersani e qui un commento anche alle dichiarazioni del [...]

  11. Dario scrive:

    Casini nooooooo!!!!!

  12. [...] L’occasione di Bersani | T&#1211&#1077 Frontpage [...]

  13. kuliscioff scrive:

    quoto dario. che c’entra casini?

  14. Cesare Luigi scrive:

    Ehi, R&V! A furia di andare con gli zoppi, mo’ zoppicchiate parecchio pure voi. Ma xchè gli volete così male a Bersani? Lo incoraggiate a presentarsi agli elettori per dirgli: uè, ragazzi, sapete che vi proponiamo? La santa alleanza. Per fare che? Boh, ci penseremo dopo. Un dubbio, forse già sapete che di idee, progetti e proposte non ce n’è manco l’ombra? Con tutto il rispetto dovuto alle Bindi & C., oltre al Max, che si è autocollocato a riposo, gli unici che dimostrano di avere carattere e idee mi sembrano Chiamparino e Renzi, e, soprattutto, indisponente quanto si vuole, ma testa fine, Arturo Parisi. Eh, se parla chiaro!!!!!

  15. alexsk8er scrive:

    Il programma della sinistra e’ per ora solo questo: mandare a casa il Cavaliere. Un po’ poco per pretendere il voto della maggioranza degli Italiani, no?

  16. Giuliano Torrestelli scrive:

    Programma di corto respiro visto che il cav. ha 74 anni e una gran voglia di ritirarsi, stando a certi segnali lanciati dal medesimo.

  17. kuliscioff scrive:

    diciamoci la verità. il pd, come potenziale forza di maggioranza, nascerà quando realizzerà un’operazione à la blair: profonda, radicale rottura con i vari conservatorismi impliciti nelle sue costituency. non la potranno fare i vecchi né i giovani dirigenti (culturalmente anziani, come i loro mentori). immagino possa farla solo chi, attrezzato di idee, progetti, coraggio e capacità, scali il partito allargandone la platea non ai partiti di centro ma agli elettori bisognosi di un’offerta politica innovitiva. è l’offerta che crea la domanda. e lo spazio per un’offerta competitiva c’è.

  18. Un esule scrive:

    Quoto la kulishoff

  19. giampiero scrive:

    Condivido soltanto, tra le indicazioni per Bersani, quella che suggerisce di dire chiaramente che la crisi del centrodestra è irreversibile e quindi bisogna andare alle urne senza governi di transizione. Non sono d’accordo, invece, sul fatto che nopn si possono cambiare le regole del gioco prima che si giochi la partita: nel 2006, qualcuno l’ha dimenticato, al governo c’era Berlusconi. Che fece la legge porcata di Calderoli e riuscì a trasformare una memorabile e prevista bastonata alla sua Forza Italia e compagnia bella in una quasi vittoria. Anzi, in una vittoria vera, perché Prodi al senato ebbe quel senatore di maggioranza che gli garantì due anni di inferno. Perché Berlusconi può sparigliare, come dicono i suoi interessati seguaci, e gli altri no? Sparigliamo, sparigliamo…

  20. [...] letto il post siglato FrontPage con l’esalogo per il leader piddino? Si suggerisce la traccia politica – in 6 [...]

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