La libera scelta
Parola di Silvio Berlusconi: “Non è vero che facciamo compravendita, non c’è nessun mercato. Nessuna campagna acquisti. Quelli dell’Mpa sono stati eletti con noi, così quelli di Noi Sud”. Transeat. Poi, però, si sbilancia: “Se ci sono esponenti di altri partiti, tipo quelli dell’Udc, che vogliono sostenere l’esecutivo, lo faranno per scelta libera”.
Quindi, ricapitolando: se i finiani si distinguono, pur restando all’interno della maggioranza, sono ribaltonisti, traditori del mandato elettorale, da deferire ai probiviri e quindi da espellere. Se altri deputati, eletti all’opposizione, passano con la maggioranza, lo fanno responsabilmente per libera scelta. Una libera scelta dalla tempistica molto opportuna, che fa sorgere il dubbio di un certo doppiopesismo da parte del premier.


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Quindi, ricapitolando: chiunque si distingue, dopo essere stato eletto in un partito o se ne va, vota contro o si astiene e poi forma pure un’altro gruppo parlamentare, dopo avere raccolto firme all’interno dell’Aula di Montecitorio, sotto l’occhio vigile del Presidente della Camera per chiedere che le decisioni nei partiti vengano prese dai due co-fondatori insieme e non da uno solo, unicum nell’Italia repubblicana, è il protagonista indiscusso di libere e sofferte scelte politiche.
Se altri deputati, eletti in altri partiti, fanno lo stesso, ricevendo immediato deferimento ai probiviri con immediata minaccia di espulsione dopo un’intervista (una), senza che si senta volare una mosca, sono invece solo sporchi venduti, comprati a fior di quattrini, i protagonisti indiscussi della indecorosa compravendita?
Indiscutibile e obiettiva ricerca di doppiopesismo nel panorama politico italiano. Non c’è che dire!!!
p.s.: Dimenticata già l’immediata espulsione, senza possibilità di “difesa” e comminata il giorno dopo, senza che anche allora si sentisse volare una mosca, di Turigliatto e Villari?
Libera scelta anche ad ADRO senza che alcuno egli admin si sia accorto.
Bene,
In Friuli, in Piemonte, a Brescia la lega si occupa più delle famiglie proprie che della cosa pubblica con il silenzio di gran parte della stampa.
Di bene in meglio.
E dove stanno i soloni che indicavano negli amministratori leghisti dei nuovi capitani coraggiosi?
Il coraggio non manca neppure nel finanziare la scuola della moglie del senadur, mentre si tagliano i fondi per il funzionamento della scuola nel resto d’italia.
Meglio di così!
‘In Friuli, in Piemonte, a Brescia la lega si occupa più delle famiglie proprie che della cosa pubblica con il silenzio di gran parte della stampa’.
La cosa è persin ovvia. A chi dovremmo lasciare la pappa buona? Agli ultimi arrivati?
Sicché se sei del pd e fai i tuoi porci comodi in casa d’altri sei un intellettuale democratico, se invece è un leghista a casa sua è uno xenofobo razzista.
Fico.
Qualcuno fa finta di non capire:
la cosa pubblica non è casa privata di chi è stato incaricato di governare, questo vale a destra e a manca, in Friuli come in Sicilia, in Piemonte come in Campania, non le pare?
L’uso improprio (o peggio) è da condananre sempre a Montecitorio, a Montecarlo, ma anche a Brescia, Torino e Udine.
Per coloro che vogliono usare due pesi e due misure c’è poco da ribattere.
Contenti loro ……………..!
C’è da dibattere e da combattere invece, se si comincia così a scuola, sarà ovunque la discriminazione politica, bisogna fermarli, prima che sia troppo tardi.
Uno studente universitario, socio del circolo canottieri Napoli era nell’ equipaggio della nazionale di canotaggio che doveva partercipare ai giochi olimpici di Los Angeles nel 1932.
Gli armi uscirono per festeggiare l’anno nuovo il primo gennaio 1928, all’ altezza di Santalucia il timoniere gridò: “per il canotaggio Italiano eia, eia, eia alalà”.
Il regime aveva inquadrato proprio nel 1928 tutte le federazioni del coni nella disciplina fascista.
Il canottiere Amendola Giorgio non alza il braccio nel saluto romano, rimane con entrambe le mani fisse sul remo e con la faccia girata.
La scena viene immortalata dai fotografi presenti, allora le ragioni di un certo realismo prenderanno il sopravvento e, per evitare ogni scandalo e noie al circolo, l’Amendola continuò gli allenamenti, per poi smettere con un scusa, ma fu invitato a rinnovare l’iscrizione al circolo, potendo continuare a frequentarlo,armadietti e spogliatoi compresi.
Qell’armadietto fu molto utile come punto di posta della stampa clandestina.
Il canottiere Amendola Giorgio, dopo un lungo periodo di soggiorno obbligato a Ponza, diventò il capo della Resistenza Romana e membro del CNL Alta Italia, nonchè deputato e senatore.
Chissà se con un grosso antifascista a bordo, il numero cinque, non si vinceva quell’oro nella gara del 1932 a L.A. dell’otto “CON”, persa per un soffio con gli americani, ma il canottiere Amendola era già in carcere, nel 1932.
A parte le digrssioni da fantapolitica del minus habens, vorrei rispondere a loremaf come ho gia’ risposto ad altri.
Fatta la tara della foglia di marijuana che e’ il simbolo della Lega, il Sindaco di Adro ha invece dimostrato capacita’ non comuni. A spese quasi zero ha messo a disposizione della SUA comunita’ una scuola nuova. O un sindaco di Brescia deve lavorare per il sindaco di Castrovillari? E in quella scuola, i cui insegnanti dubito siano leghisti in servizio permanente, saranno educati anche i bambini extraxomunitari, visto che e’ un plesso elementari medie. Di certo non e’ una scuola formazioni quadri tipo Frattocchie.
A chi poi si lamenta che la scuola sia intitolata a Miglio, comunque spressione della Lombardia, in Italia, senza battere ciglio abbiamo scuole dedicate a
Gramsci, Togliatti e simili eroi del socialismo.
Il fora asciuto ‘e capa, autentico esponente del famoso movimento liberale “UNTERMENSCHEN RAUS!”, poco ci manca, potrebbe già essere arrestato per ingiurie ai ceck-in, vuole il miniculpop, la casa del fascio, la velina di regime con sigla “bm” e il fascio littorio pure nel gabinetto.
E poi si lamentano se li appendono per i piedi.
Caro Esule,
Un quiz.
Chi disse che Gianfanco Miglio è “una scoreggia nello spazio”?
a. Umberto Bossi
b. Umberto Bossi
c. Umberto Bossi.
La risposta esatta è: “Umberto Bossi”.
Ottodixit. chi disse che la Lega è una costola della sinistra ? MdA forse ?
Roberto D.
E tanto per rimanere in argomento e non buttarla in caciara:
Chi ha mangiato la marmellata?
Oppure vuol dare ad intendere che Miglio, ferocemente insultato da Bossi ma cui ora immemori e/o schizofrenici seguaci di Bossi intestano edifici pubblici, sia da ascrivere alla sinistra? Lui che, poveretto, è stato democristiano per tutta una vita …
Ottodixit. se stai a scrivere tutte le baggianate che dicono i nostri politici non ne esci mai fuori. come ho sentito da un politico: “in politica ciò che si dice vale soltanto nel momento in cui si dice.” vado a memoria ma il senso era questo. questa è la regola dei “nostri”, regolati di conseguenza. nessuna polemica o caciara.
“Evvabbbuo’”, se il metodo è “qui lo dico e qui lo nego”, “carta vince, carta perde”, è “il gioco delle tre carte”!
Allora delle due l’una, o bossi è meridionale o, come diceva GIUSTAMENTE Sciascia, è la palma( punteruolo rosso permettendo) e il caffè, che sono rapidamente risaliti lungo la penisola.
Occhei, Roberto D.
Ma allora: qui, su cosa si discute?
Quelli dell’Udc in bilico non sono in procinto di essere deferiti ai probiviri dell’Udc? Mi sembra che così sia, stando a Casini e Cesa…
Ottodixit. su quello che fanno o non fanno i “nostri”, non su quello che dicono. verba volant. se vai a prendere tutto quello che dicono per me non ne esci fuori perché tutti si contraddicono sia a destra che a sinistra. non si salva nessuno, per me è un lavoro inutile. se te vuoi continuare, fallo pure.
Quello che mi fa veramente incazzare di questo schifo di Paese (e di questo schifo di politica lap-dance) è che – in questo preciso momento – ci sono ragazzi in armi in Afghanistan che c-r-e-p-a-n-o per difenderci dal terrorismo islamista globale. Questi uomini (e smettiamola di chiamarli retoricamente “ragazzi”, che è una puttanata chiamare ragazzo un tenente incursore di trent’anni del 9° Col Moschin) dicevo, questi uomini si fanno accoppare per difendere una Paese di quaqquaraqquà, di politicanti senza palle, di Direttori dell’Aisi (ex Sismi) inchiodati alla loro poltrona, di “papponi di Stato” che non mollano mai l’osso…di riciclati della prima repubblica ancora in servizio permantente effettivo.
Se il “sistema” non è in grado di auto-riformarsi (e nessun “sistema” è in grado di farlo perchè ciò comporterebbe la fine di tutti i privilegi) ci vuole la rivoluzione! Noi – intanto – cominciamo dalla Padania. Voi, se volete, seguiteci.
Nessuno mette in dubbio che il sindaco di Roccacannuccia debba essere al servizio della sua comunità e fare il suo bene, come pure quello di ADRO, come pure quello di Castrovillari, il problema è altro e si fa finta di non capirlo, ma lo specifica meglio proprio il sindaco di ADRO.
“Prima di essere sindaco, sono un militante della Lega Nord – ha detto Lancini -. In qualità di militante ho giurato fedeltà al movimento e il movimento, oggi, è capitanato dall’onorevole, ministro Umbero Bossi. Se domani mattina Umberto Bossi mi dice: ‘Togli i simboli’, non aspetto il giorno dopo.”
Questo basta e avanza di come sia ridotto questo Paese, nessuno si scandalizza a chi sia intitolate la scuola di ADRO, ci si indigna per altro, per ben altro.
Molto grave che la Gelmini abbia dovuto chiedere all’ottimo sindaco bresciano di disfare quel che s’era fatto.
Se lo Stato nega i simboli lombardi, significa che i lombardi hanno ragione a rifiutare i simboli dello Stato italiano.
Occhio per occhio.
Signori cari, qui si fa finta di non capirci. Scrivo e riscrivo che mettere il sole delle alpi, che io sfotto chiamandolo la foglia di marijuana, e’ una stronzata. Che per me Miglio e Gramsci, non vogliatemene, pari sono, ma che se anche il sindaco di Migliarino Pisano, sicuramente PC PDS DS e ora PD, invece di inveire contro la Gelmini facesse lo stesso, tanto le bandiere rosse e i miti e i canti resistenziali ci sono gia’, forse farebbe il bene dei propri cittadini.
Tutti morti, orgogliosi della loro “padania” o del loro padano:
LE VITTIME – Le due vittime cadute nell’agguato sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari.
LE DUE VITTIME – I due genieri caduti sono il 1° maresciallo Mauro Gigli, nato il 3 aprile 1969 a Sassari , e il caporal maggiore capo Pierdavide De Cillis, nato il 25 febbraio 1977 a Bisceglie (Bari)
Alessandro Romani, 36 anni, di Roma,
Potete sfottere o cazzare come vi pare, ma quel che è, sarà.
Da affezionato indigeno alla terra natia non me ne frega un cazzo.
E’ una legge della Natura che nessun politicchio, Vendola Chiappa d’Oro compreso, non potrà mutare.
Quello che sarà, sarà.
Ma per farlo ci vogliono pure le capacità e il coraggio, voi ce le avete queste caratteristiche?
Lo scontro vero deve ancora avvenire. Idee confuse, di teste cornute con la nebbia al posto del cervello, verrano e vengono contrastate dalla stessa loro parte politica (Galan docet). Le popolazioni, indigene delle regioni del nord, non credo siano tutte con le corna sulla testa e la nebbia nel cervello. Abbiamo perso anche il piacere di bere un’ombra di buon tocai, visto che neanche il nostro vino è propriamente autoctono. Lasciamo perdere le tonnellate di uova stoccate a Verona, pronte per essere buttate(???). Meno male che abbiamo avuto il ministro agricolo migliore della storia.
@Gino
cosa vorebe dire, che per morire in Afghanistan bisogna essere meridionali? come i Lagunari?
Diciamo piuttosto che esiste una parte di Italia che rischia la vita per l’Italia, per fare la guerra a casa loro invece che a casa nostra. Ho letto anche che le navi della NATO pattugliano il Mediterraneo per fermare gli islamisti, almeno qualcuno che ci pensa alla nostra sicurezza esiste…
‘Idee confuse, di teste cornute con la nebbia al posto del cervello’
Mai vantarsi.
Se siete così, non è colpa vostra.
Tiratevi in là, se vi dà fastidio.
Qui molti fanno i fessi per non andare in guerra, oppure perchè gli torna comodo: molti di loro quando il capo gli dice che abbasseranno le imposte chiudono le tapparelle e poi si lamentano che pagano troppe tasse.
La verità è che le tasse le impone il loro capo, come pure di togliere i simboli, tanto la scuola della moglie del lor capo l’hanno già finanziata, e non ad ADRO !
Diciamo che per rischiare la vita un minimo motivati bisogna essere, se si è nati a Roma, non penso che si dia la vita per la “padania”. E allora caro Esule vediamo di parlare di nazione Italia, come fa giustamente lei. Non sia mai che un giorno, qualcuno, rischi la vita per combattere i “talebani” del nord Italia “Padani” esseri superiori, pronti a fare la rivoluzione. Li vedo proprio questi qui a rischiare qualche cosa per un ideale, l’unico ideale è la loro masserizia.
Con gli ideali, in effetti, ci puliamo il culo. L’importante è che si ritorni ai confini del ’43, quelli della Repubblica Sociale al Nord e Regno d’Italia al sud.
E vissero tutti felici e contenti.
L’Italia dei patrioti per comodità non ha futuro.
Liutprando, fino a giugno 44 la RSI comprendeva anche Roma e buona parte dell’Abruzzo….
I confini corretti sono quelli riportati delle nazioni che la riconobbero.
http://bigthink.com/ideas/21238
Qualche anno prima del ’44, la repubblica comprendeva anche le coste libiche e tutta l’Abissinia….facetta nera bella a…..che ci fosse il sottofondo fascista negli interventi dei “duri e puri” lo si capiva da subito. Altro che Miglio, le macro regioni, il federalismo, ecc. I soliti meschini nostalgici, sempre pronti alla rivalsa, restando ben protetti nelle retrovie.
Ma….è tutto a posto e ci vedete ancora bene?
Mica per niente, ma a me da piccolo hanno detto che tutte ‘ste seghe fanno diventare ciechi.
Poi va a capire se è vero…
Forse è solo neuro-artrite.
Ma perchè comprare dai Saraceni con un’ingente somma il Corpo del Santo Padre Agostino?
Era un Berbero, un Terrunciello Africano tutto sommato, non era meglio un druido?
E siete proprio sicuri che erano sue reliquie?
Io non mi fiderei, mi ha raccontato il vostro Dario Fo che i Genovesi vendettero agli Inglesi le reliquie di Sangiorgio,drago compreso,solo che quando aprirono l’urna trovarono un turco imbalsamato, manco un cristiano e, per completare la “molto costosa” burla, un coccodrillo impagliato.
E’ divertente come le parole abbiano l’effetto “cane di Pavlov” su alcuni lettori. E’ bastato scrivere Repubblica Sociale Italiana che sono stato titola come fascista. Menti elementari.
Spesso si chiede quali siano i confini della Padania. Essi corrispondo a quelli della RSI, repubblica riconosciuta da paesi stranieri e dunque con caratteristiche oggettive di nazione diversa dall’attuale Italia. L’invasione nei suoi territori da parte del Regno d’Italia è cosa oggettiva su cui si può sollevare questioni di legittimità e di indipendenza.
I riflessi condizionati di Skinner e Pavlov pongono come prima repubblica al mondo instaurata mediante rivoluzione popolare,la Real Repubblica Napoletana, dal 22 ottobre 1647 al 5 aprile 1648.
La repubblica fu guidata da Enrico II di Lorena duca di Guisa, discendente di Renato d’Angiò, ed ebbe diversi nomi ufficiali tutti abbastanza singolari pur nel contesto dell’epoca:
“Serenissima Repubblica di questo Regno di Napoli”
“Reale Repubblica Napoletana”
“Serenissima Monarchia Repubblicana di Napoli”.
La seconda repubblica italiana, sempre dopo rivoluzione, una e indivisibile, è La Repubblica Napoletana (a volte anche detta Repubblica Partenopea) del 1799.
Entrambe estinte, ma pur sempre fra le prime repubbliche frutto di rivoluzioni, insieme con Stati Uniti e Francia, le quali sono tutt’ora esistenti.
I repubblichini non fanno testo, erano dei “pupi”, dei quisling manovrati da occupanti stranieri in ritirata, lenta e voluta, per tenerli impegnati su un fronte secondario.
Sabina dove sei? Abbiamo Liutprando che, senza controllo alcuno, ci sta facendo neri. Ajuto!
Ma anche Pantani non ci fa respirare con le sue cazzate. Semprfe inesorabilmente off topic.
Litprando, non mi faccia il pantani.
La RSI e’ stata un soggetto giuridico, lo sappiamo tutti, ma data la giornaliera modifica dei suoi confini, dovuta all’avanzata degli Alleati, non so se il suo confine meridionale debba essere il parallelo di Roma o di Firenze.
quindi entrambe le localita’ fuori dalla Padania. Che le assicuro, e lo ripeto, da padano, sono nato su affluente del Po e di quelli importanti, la Padanita’ non esiste, e’ una stronzata. Se io parlo nel mio dialetto, lei mi capisce tanto quanto il neoborbonico.
Viva l’indipendenza di tutti i popoli e soprattutto l’indipendenza dei singoli individui. Aborro tutti i totalitarismi, fascismo o comunismo che si voglia. Marchiare il territotio con i propri simboli o denominare un territorio con una propria toponomastica mitologica, equivale a quello che fanno gli animali quando alzano la zampa per urinare. Quello che consegue è una perenne lotta per la difesa del territorio stesso. Un’esistenza elementare quanto primitiva.
Caro Esule,
la libertà è anche poter scrivere stronzate. O per lo meno ciò che per noi sono le opinioni altrui. Al di là delle opinioni personali ci sono esigenze concrete e se, per soddisfarle, si attira l’antipatia di chi a quei bisogni si oppone, a noi che ce ne frega?
Privilegiamo l’importanza dei risultati.
La cazzata del fora asciuto ‘e capa più grossa è stata W la carta di verona e la ridotta della valtellina ed è molto più grossa della rsi, in fondo riconosciuta come provocatoria dal medesimo “reuccio de pavia”.
‘Sto tizio “ce crede davero”, se sente un super-eroe,ma pagato a stipendio, manco a “pecunia romana solvere”.