Più Parlamento in tv
per tutti

Mercoledì e giovedì il presidente Berlusconi deve essersi fatto due palle così. I parlamentari son troppi, troppi hanno la fregola di parlare, troppo pochi hanno qualcosa da dire. E lui lì costretto ad ascoltare tutti.

Chissà se avrà riflettuto, il presidente – tra una sbirciatina a Ville & Casali e una polemicuccia con l’arbitro distratto – mentre il deputato Tizio e la senatrice Caia declamavano il loro rosario di lagnanze o lodi, che buona parte di quelle braccia rubate all’agricoltura ce le ha portate lui, in Parlamento.

Le sedute del Parlamento britannico, invece, sono uno spasso. Il Primo ministro ci va ogni settimana, per il question time, quando si rinnova la liturgia della democrazia parlamentare: il confronto tra il capo del governo e il leader dell’opposizione.

Uno dice: due palle! Due palle un corno. È più appassionante del Prigioniero, più serrato di C.S.I., persino più challenging, per lo spettatore intellettualmente curioso, dell’ultimo lavoro di Tony Negri.

E poi vedi gli MPs, li senti parlare così bene – e con quali argomenti! – che non puoi fare a meno di pensare: questi qui sono veramente ‘di più’. Più vicini al concetto di classe dirigente di qualunque altra cosa di democraticamente testato. Finisce la seduta e tu ti senti come l’azionista reduce da un consiglio di amministrazione convocato per confrontare strategie manageriali confliggenti. Tu azionista senti gli uni, senti gli altri e trai le tue valutazioni.

Credo che ai nostri figli farebbe un sacco bene se a scuola almeno un paio d’ore a settimana fossero dedicate alla visione delle sedute parlamentari. Capirebbero subito quale onerosissima responsabilità conferisca il ‘diritto’ di voto. E comprenderebbero al volo l’urgenza di quel cambiamento radicale che i pachidermi della politica in tv chiamano ‘riforme’ – istituzionali, costituzionali, economiche…