Una pajata vi seppellirà
Alla fine, nel paese del Cafonal, dove nessuno si vergogna di farsi fotografare con la bocca zeppa di cibo, non poteva mancare una reunion gastronomica tra compagni di merende. Pajata e polenta valsugana, un mix di grassi insaturi da far scoppiare le coronarie già provate di Umberto Bossi, ma ottima scusa per il sindaco Alemanno al fine di mostrarsi, per una volta, sorridente ed ecumenico.
Pensandoci, non poteva che finire così: che cosa ci si può aspettare se lo scontro politico parte dal killeraggio mediatico e dai dossier velenosi per finire nello sberleffo e, poi, nella condivisione del desco? Da Sono Porci Questi Romani, battuta che farebbe sbadigliare un bambino di terza elementare (ma la maggior parte degli italiani conoscono il significato di SPQR? sondaggio in arrivo) ai servizi passati dai Tg con le canzoncine contro quelli del Nord.
Siamo oltre la disperazione, oltre la beffa, oltre la paura. Umberto e Gianni, abbracciati, con le labbra unte di sugo. Chissà quanto se la saranno spassata nella fase postprandiale, chissà poi se avranno fatto anche una gara di emissioni gastriche. E noi, qui, a pensare che la politica nonsensical è solo una delle tante versioni della società dello spettacolo, quando in fondo è solo una Prova del cuoco versione extralarge. La crostata di Maddalena Letta, il risotto di Massimo D’Alema e ora la pace Nord-Sud siglata con la pajata di Bossi. Ora basta, però…


Barbara, sono con te. L’oltraggio andava lavato con la visita di almeno 3 musei capitolini,e…digiuni. Altro che tarallucci e vino…
Digiuni a Roma, Sophia?
C’ho abitato.
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Mai sottovalutare i Quiriti,non sono “famose ‘na magnata”, come pensano alla corte der reuccio de pavia, l’interesse per il cibo è solo simbolico.
E’ la fratellanza, “panis angelicus fit panis hominum, “cum panis” ovvero compagni, è l’Agape Cristiana, ognuno porta qualche cosa di suo, fatto con le proprie mani e speriamo di non finire a prenderci a pajata in faccia.
I Romani, come noi del resto, la unità la hanno solo subita dalle cricche internazionali di allora, cricca per cricca, ci bastavano le nostre allora, che manco ci stavano bene.
In Brasile c’è lo stesso problema, e gli abitanti di Brasilia, invece di fare una fejolada in piazza con Ackmin, governatore dello stato di San Paulo, la Milano brasiliana, hanno evitato di incacchiarsi o di fare i risentiti, dopo che il loro governatore è finito in galera e dopo che Brasilia è divenuta la Babilonia della corruzione politica brasileira. Molti di loro -e questa è la notizia- hanno indossato una t-shirt con la scritta “Sono di Brasilia, ma giuro che sono innocente”…
Ma chi gli scrive queste sceneggiate da interpretare?
Alfonsina Signorina? Giuliano “Bombacci” Ferrara?
Chi è il geniale regista?
Buffonate per pubblico di cerebrolesi.
Trattandosi di Bossi, il rutto era libero?