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Se i film sul Veneto dividono

Un imprenditore veneto, titolare di un’emittente televisiva, usa le frequenze video per lanciare un chiaro messaggio politico: via gli immigrati. Liberamente ispirato a tanti tycoon serenissimi, questo film di Franco Patierno, interpretato da Diego Abatantuono, ripercorre la storia di un sentimento diffuso sul territorio, mix di nazionalismo (regionale) velato di xenofobia.

La città che doveva ospitare il set, Treviso, si è ribellata impedendo le riprese. Cast e regia “terruncielli” non sono stati graditi dalla serenissima giunta dello sceriffo Gobbo, sindaco di Treviso, o meglio sceriffo, come il pittoresco Gentilini, suo predecessore era solito farsi chiamare.

La produzione si sposta così a Bassano del Grappa, diventando gentile ospite dell’Amministrazione locale, un “fronte nazionale” di forze di centro-sinistra. Per la piccola Bassano i 700.000 euro che il film riverserà sulla città sono “manna dal cielo”, e comunque l’indotto che un film può nel medio-termine portare ad una città è sempre un’ancora di salvataggio cui le Amministrazioni solitamente guardano con favore. Pietro Germi rese grazia a Treviso nel lontano ’65 con Signore e Signori. Negli anni successivi numerose produzioni cinematografiche hanno scelto Treviso come prototipo del “miracolo del Nordest”.

Dietro il recente rifiuto c’è quindi una considerazione politica. La prima arma contro la crisi non sono i soldi ma il vessillo dell’identità. Il ragionamento viene banalizzato da chi afferma di volerlo analizzare e semplificato dai suoi stessi ideatori. In realtà pare sempre più complesso delle sue rappresentazioni.

A Treviso si cavalcano le battaglie sulla caccia all’immigrato, I sindaci scendono in piazza vestiti da cowboy, ma il tasso di occupazione degli immigrati è poi tra i più alti d’Italia e gli stessi continuano ad esprimere un alto grado di soddisfazione rispetto alla vivibilità e ai servizi offerti dal territorio. Non resta che aspettare l’uscita della pellicola in questione. Potranno esserci piccole storture sociologiche nel film, ma Abatantuono saprà vestire i panni dell’imprenditore veneto e coglierne alcuni tratti distintivi.

1 commento a “Se i film sul Veneto dividono”

  1. [...] l’articolo integrale: Se i film sul Veneto dividono Post correlati27 settembre 2010 — Sgarbi vs Berlusconi due Politici a confronto (0) [...]

  2. [...] Vai a vedere articolo: Se i film sul Veneto dividono [...]

  3. grigorij melechov scrive:

    finalmente un uso corretto dei termini:
    micro-nazionalismo etnico con venature (tante!) razziste.
    Piccole patrie, piccole idee, piccoli uomini, grandi paure.

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