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Al voto, subito

L’Italia si libererà di Berlusconi, a quanto pare abbastanza presto, perché nel circuito della cosiddetta classe dirigente (politica, imprenditoria, media) l’insofferenza nei suoi confronti ha raggiunto un punto di non ritorno. Il problema è che tutto avverrà nella maniera peggiore, senza che si sia effettivamente consumato il rapporto di Berlusconi con gli italiani.

Ci libereremo del Cavaliere con una bella manovra di Palazzo. Risuoneranno da una parte alte grida di tradimenti e ribaltoni; risponderanno i vibranti appelli del nuovo Cln alla necessaria deberlusconizzazione: prima di tutto morale – si capisce – come chiede quello stinco di santo di Scalfari. E al governo torneranno quelli di sempre. Più educati, forse. Rispettosi delle forme istituzionali, disquisitori di riforme elettorali, ruoli del Parlamento, prerogative del Quirinale. Magari non puttanieri (ma non è detto). Ci torneranno per fare le cose di sempre: qualche finta, ininfluente correzione di conti; montagne di carte per annunciare riforme che non si faranno; una legge elettorale che li favorisca; e naturalmente nomine a gogò.

Finirà la lunga stagione di questo fastidioso, ingombrante, volgare signore che – è comunque il caso di dirlo – in sedici anni, nell’insieme, ha fatto solo casino senza produrre una riforma degna di nota, provocando – unico risultato che conta davvero nel mondo globale – un calo di prestigio e di credibilità dello Stivale nel mondo. E torneremo alla calma piatta del politicamente corretto, dei minuetti di partito, al trionfo dei trasformismi dell’eterno doroteismo italico. Meglio così, diranno in molti: in fondo, è la nostra natura. La natura di un paese che non cambia mai, incapace di ammodernarsi, di avvicendare fisiologicamente le sue classi dirigenti, e via deprimendosi.

C’è un solo modo per evitare questa deriva avvilente. Se Berlusconi cade perché la sua maggioranza viene meno, bisogna tornare a votare. Con questa legge elettorale? Sì, la stessa – pessima – con la quale hanno vinto sia la sinistra (nel 2006) sia la destra (nel 2008). Ma le elezioni allarmano i mercati, dicono i nostri Soros pensando a quello del fruttivendolo sottocasa. Non è vero, perché i mercati chiedono solo chiarezza. Si preoccupano quando vedono instabilità, precarietà, incertezza, non quando si annunciano e si fanno rapidamente, in presenza di una crisi politica, elezioni generali.

Potrebbe rivincere Berlusconi? Certo, potrebbe anche rivincere: eccolo, il problema che angoscia. Potrebbe rivincere da solo (con la Lega) contro tutti, facendo a quel punto piazza pulita dei suoi avversari (e con il Quirinale in tasca). Possono correre questo rischio BersaniD’AlemaVeltroniRutelliCasiniFiniDiPietroVendola? Lo ha detto lucidamente Veltroni a Repubblica: le elezioni anticipate sarebbero un suicidio. Certamente per questa compagnia di giro, che può riunirsi in un governo da Cln, più difficilmente in una campagna elettorale.

A pensarci bene, e non nutrendo speranze in questa simpatica ammucchiata, una buona occasione ce l’hanno i rottamatori di Firenze, per dimostrare che vogliono cambiare le cose. Pronuncino un nettissimo no a governi tecnici, istituzionali, di transizione. Dicano che se cade Berlusconi il centrosinistra dovrà andare alle elezioni con una coalizione unita, un programma innovatore e riformista, un nuovo candidato premier. A quel punto in molti andranno dietro a Renzi, e si dimostrerà che la sua ansia di rottamare non riguarda solo le persone ma un modo di intendere la politica.

40 commenti a “Al voto, subito”

  1. Paolo Pantani scrive:

    Condivido parola per parola, mettiamo solo una parola superchia, i tempi, votiamo SUBITO, a Novembre!
    Basta attendismo, passività e giochi al ribassino, come fece Veltroni appena eletto, se si perde, almeno si perde rottamando un personale mediocre e il modo di fare politico relativo, ASSOLUTAMENTE FALLIMENTARE, vuoto di contenuti e abile solo a fare accordi sotto-banco a perdere, come sulla munnezza di Napoli, decreti presidenziali militari prodiani, MA senza responsabilità e senza nemmeno autocriticarsi, dopo.
    Il ciclo industriale è saltato, è il progetto del governo che è sbagliato, di tutti i governi che si sono succeduti e affogati, con imprese tutte del nord alle quali chiederemo i conti.

  2. [...] l’articolo integrale: Al voto, subito Post correlati22 aprile 2010 — Il parto è doloroso, ma il Pdl sta nascendo davvero (0)Il governo [...]

  3. Luigi Rintallo scrive:

    E’ la strada maestra. Ma proprio per questo, forse, non sarà imboccata. Una sola notazione oltre a quanto sostenuto da CV. Occorre finirla con la storia del calo di prestigio dell’Italia. La verità è che l’Italia dà fastidio a tanti e certo gli altri paesi non vogliono il nostro bene. Probabilmente i “perbenini” che sostituiranno il Cav. avranno il placet all’estero, ma gli italiani non ne dovrebbero essere affatto contenti.

  4. Un esule scrive:

    Quoto Rintallo, E’ un’idiozia dire che il prestigio dell’Italia e’ connesso con Berlusconi, ma con il prestigio degli Italiani. I nostri expat vengono all’estero a fare le mezzecalzette politically correct e antigovernative, cosa che sicuramente tra qualche sogghigno fara’ piacere a l’Ecommunist, ma che li addita al disprezzo di quelli che nel bene o nel male stanno con la propria patria.
    Mi piacerebbe poi sapere quanti sono disposti a rischiare il vitalizio di legislatura e/o una possibile rielezione.

  5. alberto scrive:

    io leggevo l’economist nel 1989….e gia’ allora, molto prima di berlusconi, noi eravamo per loro dei pizzettari mafiosi…..ho imparato ad odiare quella testata da piccolo……

  6. Enrico scrive:

    Io temo un qualsiasi governo tecnico perchè storicamente questi tipi di governi (proprio perchè tecnici) hanno potuto fare le peggiori schifezze (ricordarsi di Amato e Dini, per esempio). Si fa presto, si manda su un Draghi o un Monti da bruciare in fretta per fare passare decisioni impopolari, ecc. Poi arriva il vero politico che (naturalmente) non è responsabile delle malefatte del tecnico (ma si guarda bene dal tornare indietro). E così gli italiani si prendono la supposta.

  7. claudio c’entra il punto, come sovente del resto. Le elezioni sono necessarie per infliggere democraticamente una volta e per sempre un colpo ferale al berlusconismo senza si concedano argomenti, tra l’altro nel caso fondati, a chi riterrebbe il governo tecnico sostenuto dagli sconfitti delle urne una oscura manovra di regime partitocratico contro il consenso espresso dagli italiani. Sarebbe un modo per resuscitare ancora una volta, se non berlusconi, il berlusconismo..

  8. decio scrive:

    L’Italia è una Repubblica parlamentare fondata sul principio “i cazzi propri”.

    Ci sono tantissime regioni rosse, ove per lavrare nella PA degli enti locali serve la tessera del PD, perciò non bisogna scandalizzarsi di nulla, Berlusconi compreso.

    Se siete d’accordo confermato pure la mia tesi.

  9. Liutprando scrive:

    Non credo al voto anticipato. Se ci si arrivasse vincerebbe ancora Berlusconi e Lega.

    Onestamente, chi metterebbe il proprio futuro nelle personali decisioni di politici legati all’unità nazionale?

  10. Al voto, subito scrive:

    [...] Prosegue Articolo Originale: Al voto, subito [...]

  11. ottodixit scrive:

    CV ha in buona parte ragione, anche se stupisce il ritardo con cui ammette che il berlusconismo è alla fine. Già settimane fa Oscar Giannino denunciava pubblicamente l’inazione del governo del cav. esprimendo in termini chiari un’implicita condanna: e se lo faceva lui, fra i più attenti a rispettare le regole del conformismo di centro-destra, voleva dire che la nuova idea dominante era proprio quella della fine di un ciclo.

    Dove CV sbaglia – come già prima di lui ha fatto FR – è nel ritenere necessarie le elezioni. Perché – argomenta – “i mercati chiedono chiarezza”. Ma se, com’è giusto, il vero arbitro della situazione sono “i mercati”, è risaputo che questi non attendono gli eventi ma li anticipano, soprattutto quando sono prevedibili come è il caso dell’evoluzione della politica in Italia.

    I mercati in realtà hanno già metabolizzato il cambio della guardia a Palazzo Chigi e sanno che l’avvicendamento avverrà tramite un normalissimo e rapido aggiustamento della maggioranza in Parlamento: i delegati del Popolo Sovrano avvalendosi delle loro prerogative costituzionali indicheranno in maniera incontrovertibile al Capo dello Stato il nome del nuovo presidente del Consiglio e Napolitano non potrà che piegarsi di fronte alla volontà espressa da una qualificata maggioranza parlamentare. Tra l’altro con piena soddisfazione di tutti (salvo i famigli del Cav. beninteso) i deputati e senatori, felici di portare a termine (finalmente!) la legislatura.

    Questo lo scenario approvato dai mercati, come dimostrato dalla stabilità dello spread fra i titoli del debito italiano e il bund.

    Le elezioni invece aprirebbero – queste si – un periodo di grave incertezza destinato a durare per l’intera durata della campagna elettorale (mesi, non giorni) e anche ben oltre se si confermassero le concordanti previsioni di una camera berlusconista ed un senato anti-berlusconista come risultato del voto, oppure se davvero Berlusconi dovesse rivincere ancora, riaprendo una stagione simile a quelle passate alla sua insegna .

    La stabilità dei mercati è data dunque dalla acquisita certezza di un trapasso di poteri senza l’incognita della cesura elettorale.

    Non a caso il mondo della finanza ha negli ultimi giorni reagito con soddisfazione al gesto di buona volontà di Tremonti che – con un’umiltà che non gli si conosceva – ha dato ragione al suo antagonista di sempre Mario Draghi e torto al suo collega di governo Maurizio Sacconi in tema di disoccupazione effettiva. Tale gesto è stato compiuto pubblicamente davanti ad un’assemblea di banchieri e di finanzieri e si spiega solo interpretandolo come l’implicita adesione del tributarista di Sondrio al piano dei mercati.

    Un piano manifestamente condiviso da Confindustria se Marcegaglia – nonostante la recente bastonatura subita ad opera dei dipendenti di casa Berlusconi – ha osato ripetere poche ore fa e in termini netti la sua avversione per elezioni anticipate e la necessità dell’avvio di una fase nuova di governo. Più chiaro di così …

    “E torneremo alla calma piatta del politicamente corretto, dei minuetti di partito, al trionfo dei trasformismi dell’eterno doroteismo italico” scrive CV. Ma guardando ai risultati conseguiti in 40 anni di deprecato doroteismo e quelli invece ottenuti in 16 di berlusconismo (“nell’insieme, ha fatto solo casino senza produrre una riforma degna di nota” ammette lo stesso CV) mi verrebbe da dire: “magari”!

  12. poa scrive:

    40 anni di doroteismo? il più grande debito pubblico europeo? la cultura dell’assistenzialismo? il sud della malasanità? le cattedrali nel deserto? il welfare mescolato alle politiche produttive? davvero siamo arrivati al punto da rimpiangere tutto questo???? allora siamo proprio fritti

  13. FR scrive:

    Se l’analisi politico-finanziaria di Ottodixit è fondata, ne consegue che le elezioni in Italia vanno sospese a tempo indeterminato.

  14. DONALFONSO scrive:

    Ancora con sto Renzi. Ma la Massoneria toscana ancora deve capire che si deve fare da parte (a livello Nazionale). facendo passare cavalli pompati per purosangue. Renzi nuovo di fuori e vecchio di dentro. Serve un Roky con gli “occhi della tigre”. Non un bamboccione con gli occhi da pesce lesso.

  15. un esule scrive:

    No, non siamo fritti, e non siamo nemmeno alla frutta, e’ che i famosi “poteri forti”, quelli per intenderci sono rappresentati sia dalla Marcegaglia sia da Epifani sia da alcune banche, non possono continuare a sentirsi esclusi dai loro traffici.
    La crisi e’ stata creata dalla finanza, non certo dall’industria, quella vera certo, non quella finta che imperversa in Italia.
    E’ ovvio che fino a che sara’ permesso, ed a leggere un pochino di stampa economica estera pare che non sia cambiato molto, avere a disposizione ricchi strumenti finanziari truffaldini per fare denaro, gli investimenti finiranno li’ invece che creare ricchezza diffusa tramite gli investimenti.
    Anche se le elezioni sarebbero un modo per chiedere al popolo sovrano cosa ne pensa, e qui saremmo forse nel giusto, dubito che un PD che si vede appena sopra il 20% sia particolarmente ansioso di verificare i sondaggi.

  16. renato scrive:

    l’analisi di ottodix, se valida, convalida l’idea che un governo altro non è che il comitato d’affari della borghesia.
    il parere degli elettori ha un valore consultivo, al massimo
    l’autore sembra compiacersene
    divertente vedere questi tardi epigoni della sinistra che fu, come ottodix, totalmente schiavizzati alle istanze del capitale

  17. Paolo Pantani scrive:

    Vabbuò, il complotto demo-pluto-massonico, siamo ancora a questo?
    Non ci ha messo nulla di suo?
    Se tali erano gli avversari, ma un poco di impegno ci voleva, o no?
    E ci volete, con tali avversari, vi voglio dare pure ragione, mettere in mano a dei buffoni velleitari?
    Per favore, fatevi da parte, limitiamo i danni e la vergogna, con tali avversari occorreva ben altro, almeno un galantuomo, anche se donnaiolo, come un po’ tutti, ma ci tocca non farlo sapere, ha ragione Bossi, se abbiamo il paese in mano,il che è anche vero, niente regali, questa è la follia, vuol dire che siete capaci di tutto, senza volerlo nemmeno.

  18. renato scrive:

    quando uno fa di cognome pantani viene facile il sospetto che abbia abusato di qualche sostanza……

  19. ottodixit scrive:

    Cari FR e Renat,

    mi sono spiegata male, altrimenti di certo si sarebbe inteso che il ragionamento si riferisce al presente.

    Ovviamente le elezioni si faranno, ma alla scadenza naturale della legislatura, nelle valutazioni dei mercati. Che – come tutti sanno – hanno bisogno della democrazia come dell’aria per vivere. Altro che plutopippoepaperino.

    Poi, pfv, per una volta non personalizziamo: ho ragionato da mercatista, non ho espresso una mia preferenza. Salvo nel giudizio finale, sui 40 anni di DC rispetto ai 16 berlusconisti, che confermo. Quanto al debito pubblico, chiedere dalle parti di Craxi in primis.

  20. Paolo Pantani scrive:

    Lascia stare i morti, pensa ai morti tuoi, caro il mio reuccio de pavia, te lo dice uno che non ha il culto dei morti, “polvere sei e polvere ritornerai” e non è una minaccia, ti assicuro,la campana suona per tutti.
    Ma loro, che pagani sono, cari lettori, son fatti così, godono nel dissacrare, sembrano invasati e procurare terrore, ivece fanno solo ridere, ma veramente!
    Anche quell’altro tizio è divertente, ha attaccato un passo della Genesi proprio ieri che hanno fatto una strage in una Chiesa Cristiana Siriaca.

  21. roberto scrive:

    Ebbene sì, il debito pubblico è tutta colpa di Craxi, che fu visto dalle parti del Foro il giorno in cui Cesare morì, fuori del teatro a confabulare con Boothe prima che sparasse a Lincoln ed a Dallas mentre prendeva un caffè con gli uomini del KKK!
    Per favore, basta con le puttanate, con i raccontini che “i poteri forti” ci somministrano, quando si sono stancati del gioco e vogliono cambiarlo.
    Anche oggi i “ventriloqui” sono al lavoro e, naturalmente, riesumano governi tecnici, governissimi, unità nazionali e tutta la paccottiglia che, piano piano, ha drogato la nostra democrazia fino a limiti pericolosissimi.
    Berlusconi non ha combinato nulla e la sinistra si è persa, senza leader e senza identità.
    E’ uno zelig che trova nell’antiberlusconismo la ragione per tirare avanti.
    FR, anch’io spero che i “rottamatori” dimostrino di valere e che valga ancora la pena impegnarsi, uscendo allo scoperto.
    In democrazia contano i voti ed il popolo e se qualcuno a sinistra non l’ha dimenticato, è ora che parli.

  22. Complimenti al boss (nel senso affettuoso del termine: chiariamo!) del blog CV: questo è parlare chiaro su tante cose, dalla ‘compagnia di giro’ alle ‘nomine a go-go’, l’ ‘angoscia’ circa la possibile rivincita da parte di Sua Berlusconità I, l’esortazione (anch’essa condivisibilissima) ai “rottamatori” circa un programma chiaro e robusto. Anche la liberazione dell’Italia da Berlusca è criticabile, specie se avviene attraverso “una congiura di Palazzo”: CV ha ragione da vendere qui se non si matura nel corpo degli Italiani un’alternativa al Cav che passi dal loro voto contrario. Chissà, vedremo…

  23. un esule scrive:

    Roberto, ti sbagli, pare che Cesare abbia tetto “quouque tu Silvius…”

  24. poa scrive:

    viva la balena, abbasso craxi il dilapidatore, via il tiranno di arcore, mamma mia, questi di lse ti lasciano senza parole, ora tutto è chiaro, obrigado

  25. Ciro scrive:

    Concordo pienamente con CV, si devono fare le elezioni subito se questo governo non dovesse più avere la maggioranza.

    In Nessun Paese la gente vota bianco e si ritrova con nero che aveva perso. In nessun paese. Questo è già successo in Italia e non ha portato nulla di buono. Inutile ripetere le azioni fallimentari, meglio resettare tutto e ricontare i voti.

  26. Luigi Rintallo scrive:

    Non per fare il Casini di turno: ma non vi sembra che da tutto quello che è successo emerga con chiarezza che in Italia il bipolarismo sia impraticabile? Prima Prodi con l’Unione va a sbattere per le divisioni interne e per un pm in cerca di gloria (subito trovata a dire il vero). Poi Berlusconi con il Pdl che si scinde per volere di un amministratore immobiliare, anche lui desideroso di gloria. Introdurre in forma ibrida e anomala uno pseudo-bipartitismo è stato fallimentare.

  27. Attilio Fruci scrive:

    Scenario fantastico. Al posto di Berlusconi un leghista (Maroni) per volere di un Napolitano, stanco di manfrine. Formazione di un monocolore che va in aula senza maggioranza precostituita. Non sfiducia di tutti i gruppi, che se la fanno sotto a votare.

  28. Articolo interessante. L’ho salvato così lo leggo con più calma dopo.

  29. grigorij melechov scrive:

    Niente eroica resistenza nel Ridotto Alpino?
    E i fedelissimi della Milizia del Reggicalze della Libertà?
    Tutti a casa come la Milizia fascista del 25 luglio 1943?
    Tutti squagliati come gli Immortali di Reza Palhevi?
    Nessuno come Luca Josi?
    Un sultanato che finisce così,a stracquadanie?
    Per la fine di un pubblicitario,che in 16 anni si è fatto solo i cazzi suoi e che solo dei babbei in malafede potevano ritenere un liberale, un brutto spot.
    Cercansi resistenti anti-comunisti, anche usati.

  30. sophia colpiacca scrive:

    Bravo, come sempre, CV!!!
    Effettivamente pare che B abbia stancato. Non fa più audience, il suo “tiraggio” non tira più le rotative: questo è il problema !
    Come Cogne, come Avetrana la troppa esposizione mediatica, in questo caso delle sue lenzuola, ha fatto disaffezionare il pubblico.
    Però che diamine, rottamarlo così , su due materassi….…
    Bisogna riconoscere che avere avuto un presidente così è servito a tutti: alla sinistra, a corto di argomenti, come avatar del male assoluto, ai cattolici quando fanno i moralisti, a Di Pietro per le sue finte incazzature ,molto pittoreche, ai Casinisti che si sono visti rompere il fidanzamento ad un passo dalle nozze, alla destra di Fini , pronta ad infilzarlo come un tordo quando questi non ha ricevuto gli inviti a cena ad Arcore. A Bossi, come compare d’anello del Nibelungo.
    Ma anche ai sindacati : come avrebbero fatto a fare quella bellissima figura in tutta Europa quando hanno fatto digerire agli italiani e soprattutto alle ITALIANE cambiamenti epocali senza un giorno di sciopero generale?
    Non sono d’accordo sulle cose che non sono state fatte. Il problema, semmai, e che non sono state discusse. E meno male, aggiungo io, se no manco quelle si facevano con un contraddittorio ridicolo come quello della sinistra attuale. Questa è rimasta inchiodata ai no. Come lo zio calabrese di un mio amico che , alla mia domanda come mai dicesse sempre no, rispondeva: “con un no ti liberi, con un si ti impegni”
    E datosichè sono alle prese con un no dato alle discariche anni fa da un certo Pecoraro Scanio…sai che prospettiva puzzolente che c’ ho!

  31. Liutprando scrive:

    Perfetta Sophia.

  32. ginoginetto scrive:

    Ma “ghe pensi mi” non aveva risolto il problema rifiuti a Napoli? Allora basta lagne. Risolto pure il problema terremotati. La situazione economica sembra risolta. 300.000 lavoratori in meno nel settore pubblico 700.000 in meno nel settore privato e con il milione di posti di lavoro ci siamo.Il nuovo miracolo italiano è arrivato: il Berlusconi si ritira a vita privata, (hai voglia…).

  33. Roberto scrive:

    Penso sia giunto il momento di concedere qualche chance alla ripresa della democrazia italiana.
    Ribadisco, serve gente “normale” che sia disponibile a costruire il dopo-Berlusconi per via maestra, cioè le elezioni.
    Anticipate o no, poco importa: è sufficiente l’adesione senza se e senza ma al principio fondante della democrazia stessa: una testa un voto, cade un governo e si torna a votare.
    E’ legittimo per l’opposizione tentare di fare cadere un governo (ridicolo e pericoloso se si utilizzano le escort ed i magistrati dall’avviso di garanzia sempre disponibile) su argomentazioni forti, che pure esistono: il paese è immobile, non si è riformato e non ci sono le condizioni per riformare nulla.
    Incredibile e figlio di una cultura giacobina, illiberale ed elitaria costruire a tavolino alternative improbabili a maggioranze uscite dalle urne.
    Chiamando le cose con il proprio nome, un governo siffatto sarebbe formalmente “corretto”, ma politicamente e democraticamente “illegittimo”.
    Le regole non sono il fine, ma il mezzo attraverso cui rendere possibile la convivenza, i rapporti umani, sociali ed economici, la legittimazione delle istituzioni.
    Spero che i “rottamatori”, prima ancora di accendere le “compattatrici”, facciano chiarezza su questo punto e vogliano, prima ancora che pensare a come riconquistare la fiducia necessaria per governare, ripristinare la democrazia formale e sostanziale.

  34. Paolo Pantani scrive:

    Qualche amico non condivide solo i tempi della caduta del governo, novembre dico io e confermo, al diavolo la finanziaria dei primni di dicembre, tanto non ci porta nessun regalo a noi, già lo sappiamo.
    Ma va comunque bene che non mangi il panettone al Palazzo Chigi, Napolitano si prepari, consultazioni brevi e niente esploratori con il caschetto coloniale e il pentolone, inutile perdere altro tempo in balletti inutili, la nazione è in pericolo.

  35. un esule scrive:

    La nazione non e’ in pericolo, sempre che i golpisti in toga non ci mettano lo zampino, Tutto questo inutile stupido polverone serve solo a Berlusconi, che ha tutte le scuse per accusare media e le toghe rosse. L’italia e’ del tutto indifferente, nelle sue performances, a chi la governa. Vent’anni di fascismo e 50 di cattocomunismo al potere lo hanno dimostrato. La FIAT faceva scatolette di sardine al posto dei carri armati e scatolette di sardine al posto di vere auto.
    Chiaro che se Berlusconi si dimettesse non vorrei vedere un Dini salire al Quirinale, meglio votare.

  36. Paolo Pantani scrive:

    La nazione gode di periodo splendido, simile al boom economico, ma che dico, alla età dell’oro, ma manco Pericle e Elisabeth I!
    Good save the shrimp!
    http://www.angolotesti.it/S/testi_canzoni_sex_pistols_1978/testo_canzone_god_save_the_queen_58754.html

  37. anna scrive:

    E’ inaccettabile il clima da ultimi giorni di Pompei, nemmeno ai tempi del terrorismo i giornali erano così schierati contro il governo. Il ritardo della crisi a chi si deve addebitare? A Fini che non sfiducia Berlusconi o ad altri? Fini non può sfiduciare Berlusconi perchè è in mezzo alla palude. Non può andare a sinistra perchè è incompatibile, non al centro perchè non c’è posto, spera di rientrare da comandante nel PDL, per guidare il dopo Berlusconi. Ci sarebbero gli elettori del PDL disposti a votarlo, dopo che ha portato questo partito sull’orlo dell’implosione? Non credo perchè non è affidabile un politico che crea questo scompiglio adottando mezzi sporchi. Penso che Fini non abbia più tanta voglia di indebolire il PDL, perchè brucerebbe il suo futuro.Ha già fatto tanto per indebolire Berlusconi, creando una situazione grottesca. Tocca agli altri e solo la Lega può decidere le sorti del governo, a patto che si vada subito al voto. In questo caso il futuro centro destra, per essere rivotato per vincere, sarà senza Berlusconi, ma anche con un Fini molto molto ridimensionato, per far largo a tanti talenti presenti in questo governo, alla pari dei Renzi e compagni nel PD. Solo un’uscita dignitosa può ricevere il consenso di Berlusconi e alleggerire la situazione.

  38. Quotiamo Anna: “Solo un’uscita dignitosa può ricevere il consenso di Berlusconi e alleggerire la situazione.”
    Al Pdl e in alto loco un bel po’ di persone si domandano se la Direzione del Pdl medesimi di giovedì 4 si trasformerà in un Gran Consiglio post-datato. Inoltre, sempre quel bel po’ di persone si domandano come e se quella certa persona (parole testuali) “si leverà dalle scatole con qualche garbo”.
    Insomma, pare che l’allergia al berlusconismo non sia più esclusiva di pericolosi dipietristi, ma una specie di malattia contagiosa. Il problema è che gran parte dell’opposizione ‘subisce’ una specie di tabella di marcia politica costruita dal premier, senza dimostrare grande visione e progettualità. Mmmah!

  39. Liutprando scrive:

    Anna ha ragione fino a:
    “Solo un’uscita dignitosa può ricevere il consenso di Berlusconi e alleggerire la situazione.”

    Non v’è alternativa a Berlusconi per la semplice ragione che non c’è nessuno che può far funzionare, in qualche modo, uno gran baracca come lo Stato italiano.

    Rassegnatevi, se si va alle elezioni anticipate vince ancora Berlusconi e con maggiore forza perché con la sconfitta dei socialisti di destra e di sinistra, e dopo che la strategia dello sputtanamento da gossip non avrà funzionato, non sapranno più che pesci prendere.

    Renzi e compagni vanno bene per la grigliata delle salamelle o per i quiz televisivi, per il resto meglio lasciar perdere.

  40. maurizio giorgio scrive:

    x ottodixit: hai un coraggio da leone a dare del conformista a oscar giannino, proprio tu il piu’ prevedibile dei luogocomunisti.

    nel giorno della presentazione del suo nuovo partito che non vuole essere carismatico si scopre che nel simbolo ci sono il suo nome e la sua faccetta di bronzo!

    renzi invece mi interessa : e’ erede di una dc fiorentina che era si di sinistra ma molto anti-comunista. la pira e fanfani. e’ giovane e non ha vissuto direttamente il momento della resa di quella dc al pci/pds. quindi non ha sudditanze psicologiche. non e’una rosybindi, per capirci.
    sulla legge elettorale mi pare di capire che vorrebbe le preferenze(sentina di tutte le corruzioni e ora di tutte le virtu’), ma penso che sia lui che civati non abbiano alcun interesse a un ritorno parlamentar-proporzionalistico fatto apposta per mantenere in vita le mummie che loro vogliono rottamare.
    in un non lontano futuro a lui il porcellum (col suo bel premio di maggioranza) potrebbe fare comodo.
    a lui potrebbe anche fare comodo che berlusconi resista e magari rivinca.
    di fatto , gli interessi di renzi sono all’opposto di quelli di fini.

    comunque sulle elezioni c’e’ anche il fattore napolitano: da una parte potrebbe essere uno scalfaro al cubo, e lo ha dimostrato in anni di tetragona ubbidienza alle botteghe oscure, dall’ altra non c’e’ dubbio che l’uomo,
    a differenza dell’oscarluigi, ha una testa che ragiona. e bene. quindi c’e’ solo da aspettare.
    (e forse qui ancora una volta mi illudo su quest’uomo.)

  41. guido amadini scrive:

    Clima da Goetterdaemmerung, non c’è che dire. Condivido la nota di CV, sperando che l’evocazione di certi fantasmi possa evitarne l’apparizione. Per fortuna c’è Ottodixit, che impersona l’essenza della democrazia: … certo, il popolo, che immaturità e le elezioni, che gran fastidio … evitiamo, rimandiamo …

  42. agostino scrive:

    PER FAVORE MI DITE SE E’ VERO O FALSO CHE BERLUSCA CAPO DI GOVERNO HA FIRMATO CONTRATTI CHE PORTERANNO ALL’ITALIA 800MILIARDI DI € NEI PROSSIMI 30 ANNI?; CHE LE FORNITURE DI GAS RUSSO-ALGERINO-LIBICO CI GARANTISCONO IL 30% DI FABBISOGNO ENERGETICO PER I PROSSIMI 30ANNI E QUINDI MOLTO MINORE DIPENDENZA DAGLI ARBO-AMERICANO-BRITANNICI?
    GRAZIE ATTENDO RISPOSTE CERTE, NON GOSSIP, FANDONIE E…FUFFA.

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