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Nichi e Massimo
alla guerra con Silvio

Le primarie pugliesi non sono mai finite, e l’epico scontro fra Nichi Vendola, l’uomo nuovo, e Massimo D’Alema, l’uomo non ancora vecchio, riprende più scoppiettante che mai. La posta in gioco è la leadership della sinistra, o di quel che ne resta. E il terreno di scontro non può che essere Berlusconi.

Ieri Vendola ha indirizzato un serissimo e preoccupato videomessaggio al presidente del Consiglio, non tralasciando di alludere ad un suo eventuale figlio frocio. Oggi D’Alema, che preferisce il Risiko all’Arci Gay, ha convocato Berlusconi al Copasir per discutere della sua (di Berlusconi) “sicurezza”: “Ad occuparsi della sicurezza del presidente del Consiglio – ha spiegato D’Alema – sono i servizi segreti e noi intendiamo tornare su questo tema e riteniamo che sarebbe giusto sentire, su questo e altri temi, il presidente del Consiglio”.

E pensare che tutto era cominciato con una Commissione bicamerale per le riforme istituzionali.

2 commenti a “Nichi e Massimo
alla guerra con Silvio”

  1. [...] l’articolo integrale: Nichi e Massimo alla guerra con Silvio Post correlati3 novembre 2010 — Nichi e Massimo alla guerra con Silvio (0)Le primarie pugliesi non [...]

  2. Attilio Fruci scrive:

    Vendola, con la sua videolettera, ha superato Berlusconi nella gara fra i politici barzellettieri.
    “Decoro”, “moderazione”… manco un vittoriano scandalizzato di fronte ai paradossi di Wilde o un Savonarola alle prese coi Medici. Poi, si sa, fatto fuori Lorenzo per l’Italia non c’è stata più storia.

  3. Giuliano Torrestelli scrive:

    Sia Vendola nel suo videomessaggio, sia D’Alema (come pure molti post in questo blog) hanno alluso alla ricattabilità del presidente del consiglio. Ora, come osservato altrove, mi domando: ricattabile da chi? Se ci si riferisce alle frequentatrici di casa Berlusconi, il ricattato le farebbe tacere cedendo al ricatto. In realtà, noi abbiamo assistito a un altro scenario: le escort fanno a gara a rivelare le sue malefatte (in cambio dei compensi di chi?). Il premier potrebbe essere ricattato dai nemici politici per il suo comportamento, ma abbiamo visto che egli non si è fatto per niente da parte; tutt’altro. E lo stesso vale per le ripetute inchieste promosse dalle procure: Berlusconi non ha ceduto. Chi invece cambia comportamento a seguito di qualche grazie di troppo che ha dovuto dire sono altri. A cominciare da D’Alema che candida al Mugello Di Pietro, dopo che questi si ferma davanti alla porta chiusa di Botteghe Oscure. O Bocchino dopo essere stato messo in mezzo nella ridicola inchiesta su Romeo. O Fini, miracolato da magistrati ai quali deve eterna riconoscenza e pertanto rassicura che mai introdurrà cambiamenti nel sistema giustizia dell’Italia, che com’è noto è perfetto così com’è.

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