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Vicenza e il Veneto si allagano in silenzio

Mentre la città festeggia Halloween sotto una pioggia battente, il vento di scirocco spinge l’acqua della laguna verso terra e lfa salire la temperatura che scioglie la neve in alta quota.
I fiumi si ingrossano oltre misura e la mattina del 1 novembre (non c’è santo che tenga) svegliano la città berica con acqua e fango che entrano dalle porte.
E’ un brutto risveglio, ma conosciuto. La memoria dei più corre al novembre del 1966. Allora fu un disastro, ma non esistevano nemmeno i cellulari per comunicare. Oggi il disastro si ripete, nonostante tutta la tecnologia.
Passano le ore e la pioggia continua incessante. Il tram-tram sulle ondate di piena in continuo arrivo si ripete incessante. In un clima abbastanza surreale sembra ancora regnare la calma. Troppa si direbbe. E così le ondate di piena arrivano per davvero e si riversano il 2 novembre anche su Padova e Rovigo.
Il Veneto è tagliato in due e si teme per Treviso e la parte orientale della Regione, perché la c’è il Piave, non un fiume come il Bacchiglione; e “se rompe quello, viene fuori un disastro”.
Ma lo stellone d’Italia, d’antica memoria, ci salva tutti ancora una volta. Nell’analisi estenuante dei dati meteo spunta il sole e tutti tirano un sospiro di sollievo.
Sollievo parziale. Il sindaco Variati parla di almeno 200milioni di euro di danni. Il morto non manca: due anziani sono rimasti intrappolati nei garages nel tentativo si salvare il possibile e sono stati portati via dai flutti.
Cresole, una frazione del comune di Caldogno, nel nord vicentino, è stata sommersa da un metro e mezzo di acqua e gli sfollati nella regione sono circa 8000.
Il sottosegretario Bertolaso ha affermato che “la sciagura poteva essere prevenuta se si fossero fatte opere di massima sicurezza che noi (della Protezione Civile) chiediamo da qualche anno”.
Verrebbe da rispondere con la simpatica gag della coppia di comici del programma marchiato Gialappa’s :“cosa avrà mai voluto dire?!”.
Si è addirittura ventilata l’ipotesi che gli argini del Bacchiglione, in località Cresole di Caldogno siano stati fatti volutamente saltare per salvare il capoluogo dal disastro. Molte persone affermano di aver sentito distintamente il rumore di un’esplosione e il punto di rottura risulterebbe più simile ad un taglio dell’argine che ad una rottura da piena.
Ma tutto questo, dall’alluvione alle persone sfollate, alle ipotesi complottistiche, è passato nel silenzio degli organi di informazione nazionale.
L’informazione locale, con i pochi mezzi a disposizione ha provato a monitorare la vicenda, con tutti i limiti del caso. Le notizie sono rimbalzate attraverso la rete dei blogger e i social network. In Facebook già la mattina del 1 novembre si contavano in almeno una 30 i gruppi e pagine dedicate all’alluvione vicentina.
Il resto della stampa dov’era?

Video della località cresole sommersa dall’acqua

Montaggio video da YOUREPORTER

22 commenti a “Vicenza e il Veneto si allagano in silenzio”

  1. sabina scrive:

    ripeto: Vendola ne ha parlato anche nel video messaggio-
    colpisce la pessima gestione del territori al nord. Forse non ne parlano i media , perché la ricerca dei responsabili sarebbe dolorosa, che dici tu?

  2. sabina scrive:

    e se l’immondizia la nascondi creando bombe ecologiche come al sud, non può venire Berlu, lassù a insultare la sinistra e a dire che domani non c’è più acqua. E quindi assistiamo. A me dispiace ovviamente, molto, ma mi fa ridere la mancanza di ragionamento che c’è dietro questi post di protesta sul silenzoio dei media. Ci stiamo occupando delle azioni di governo: prostitute e leggi per sé. Come vuoi che qualcuno riveli ora la fragilità della gestione padana?

  3. Davide C. scrive:

    come a dire che nemmeno in un margine di autonomia dei media si può sperare…
    tra errori e responsaibilità trova spazio solo l’acqua che riempie le case.
    E che ho evitato di fare considerazioni sui consorzi di bonifica e il loro utilissimo operato. O ancora, sulla chiusura per allagamento dell’A4 a VR, passata come un blocco temporaneo, quando le immagini mostrano un argine rotto e un fiume che invade le corsie del corridoio EST-OVEST d’Italia.
    Questi post sono un message in the bottle, sperando che acqua, monnezza e mignotte non si portino via tutto..

  4. andrea lucangeli scrive:

    Caro Davide, tu rappresenti il lato “buono” di noi Veneti, io sono il cattivo…
    Il tuo articolo è certamente corretto MA manca la cattiveria…
    Se ti leggi il mio “pezzullo” (infarcito di parolacce “rafforzative”) diciamo grossomodo la stessa cosa ma con “stile” diverso!
    Se fossimo un Paese “normale” il tuo pezzo sarebbe dirompetente MA – in Italia – è tutto diverso….
    Per farsi sentire biogna “tirare le pietre” oppure (come faccio io) mandare a’fanculo Napolitano, Bertolaso, la Rai, Mediaset & sodali….

  5. Attilio Fruci scrive:

    Il fatto è che i veneti prendono le pale e tolgono il fango. A Napoli assalgono i camion, fiancheggiati dagli sgherri della camorra.

  6. sophia colpiacca scrive:

    Fruci.bravo. hai imparato la lezione.7 +
    Domani ti interrogo sulla data delle regole della Ruby.

  7. un esule scrive:

    Zitti e nuotate

  8. Paolo Pantani scrive:

    Il Veneto invisibile?
    Non mi pare, ma proprio no, fra quote latte, Galan e linguAGGIO a dir poco insulso, ma proprio non mi pare, ma giusto per rispetto alle vittime, senza parzialità.
    E’ la Calabria la Regione a bassa visibilità per antonomasia, niente sede ansa, niente sede rai, niente aeroporto, niente di niente, quando frana la sfasciume pendulo o c’è nei pressi una battaglia aero-navale, non è una notizia, gli aerei abbattuti stranieri si ritrovano sulle montagne dopo settimane, forse c’è anche qualche campo di addestramento segreto, quien sabe?

  9. un esule scrive:

    Pantani, vibo Valetia ha anche collegamenti internazionali.

  10. sabina scrive:

    davide te lo auguro. Figurati se non mi rendo conto che razza di casino. Ma il vosrtro alluvione per ora non fa guadagnare nessuno. FArebbe fare solo qua e là figuracce poco utili. Qundi , che dire, solidarietà e cambiate televsione e padroni

  11. sabina scrive:

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/11/04/foto/rifiuti_il_limone_mutante_-8746209/1/?ref=HRESS-1

    guarda questa foto. E’ per mostrarti quei piagnucoloni di campani contro cosa protestano: la bomba ecologica nascosta sotto terra dopo i casini combinati dall’industrie del nord impregilo, dopo la cattiva amministrazione bassolino,e dopo il miracolo Berlusconi che continua a nascondere bombe ecologiche sotto terra con laiuto dei militari.
    Credo inoltre che hai sbagliato anche sito perché qua è sempre un inno al nucleare alla devastazione dell’ambiente e le lamentale e la difesa dell’ambiente sono considerate roba da magistrati comunisti.

  12. Paolo Pantani scrive:

    Cosicchè se si abita a Reggio, o se si i vogliono vedere i Bronzi, può capitare, si va a Vibo e poi un saltino in autostrada, casello-casello, un dieci minuti, masssimo, ma che dico?
    Un quarto d’ora.
    Ma che ce fotte della Calabria? Perchè devono visitarla, a che servono kilometri e kilometri con tutte ‘ste spiaggie e roccie, nonchè montagne quasi sempre innevate?
    L’ essenziale è avere due aeroporti con i soldi dei fas trafugati al sud per Milano, affinchè le merci loro invadino il mondo con i nostri aero-cargo!
    Rimani all’estero che è meglio, sei fuori dal mondo, se la ridono gli armatori Campani e Cinesi, questo governo è irrazionale, buon per loro.
    Il dramma è nostro, questi ‘so fora asciuti ‘e capa! Dobbiamo mandarli subito a casa, anche con scioperi generali politici: via il governo, dimissioni!

  13. Paolo Pantani scrive:

    E poi si scrive Vibo Valentia, ma si pronuncia Vibo Valenzia, ricorderai, è Latino, la lingua dei nostri antenati, anche tuoi, “I suppose”, ma forse manco questo ti garba, ma cosa vuoi fare, bisogna rassegnarsi, diceva un grande, a
    due cose nella vita, al PASSAPORTO e alla FAMIGLIA.

  14. un esule scrive:

    Pantani, solo un minus habens come lei si aggrappa al fatto che non uso il correttore automatico, perche’ il mio e’ in inglese, per sparare le minchiate senza senso cui ci ha abituato.
    E noto che la sua solidarieta’ di italiano si ferma ai confini del veneto.

  15. Renato scrive:

    No ve par che sia lo stato fato cosita mal ( edi go stato no governo) che fa star mal i Veneti, I Campani, I Lombardi, I Calabresi, I Sardi, I Siciliani, etc.?

  16. [...] l’articolo integrale: Vicenza e il Veneto si allagano in silenzio Post correlati4 novembre 2010 — Gli invisibili (0)Forse in Italia non se n’è accorto [...]

  17. Paolo Pantani scrive:

    Azzo! Ammazza chi sei, c’hai il correttore automatico in Inglese, io manco in italiano.
    Resta il fatto che si scrive Vibo Valentia, tu sei un ingnorante e offendi pure, ma fa attenzione, già una volta ti ho beccato: homo hominis lupus, non lupis, voto: 2–.

  18. un esule scrive:

    Io parlo tutto il giorno in inglese e francese, ci lavoro e ci vivo. Mica mi devo esprimere per vivere nei vari dialetti del meridione, che ben inteso, capisco abbastanza bene. E so benissimo cme si scrive Vibo.

  19. Paolo Pantani scrive:

    Si Gruosso!!!
    “Io parlo in italiano con gli ambasciatori, in francese con le donne, in tedesco con i soldati, in inglese con i cavalli, in spagnolo con Dio.”

  20. un esule scrive:

    Esattamente, diciamo pero’ in francese con gli ambasciatori ed in inglese con le donne. E’ piu’ facile

  21. Paolo Pantani scrive:

    Con le donne basta andare al passo, solo estro, linguaggio del corpo, fanno tutto da sole, noi ci illudiamo.

  22. Attilio Fruci scrive:

    Cara, Sophia, se imparavo la lezione di Saviano prendevo 10?

  23. sophia colpiacca scrive:

    Caro Attilio, se la snocciolavi con meno esitazioni, senz’altro! :)

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