Il centrodestra
dei prossimi vent’anni
Se Bersani e lo stato maggiore del Pd non si danno una mossa, rischiano di rimanere tagliati fuori dalla politica italiana per un periodo assai più lungo di quanto possano oggi immaginare. Se all’inizio della stagione politica, concludendo la Festa democratica di Torino, Bersani avesse indicato nell’asse privilegiato con l’Udc il perno su cui costruire una seria politica delle alleanze, forse oggi il Pd si troverebbe meno emarginato. Ma Bersani ha scelto la strada opposta, vagheggiando un “nuovo Ulivo” che, in buona sostanza, si riduce all’alleanza minoritaria con Vendola e Di Pietro.
Il risultato è che Casini ha coltivato in questi mesi un rapporto sempre più stretto con Fini, accompagnandolo per dir così alla rottura con Berlusconi in nome di un disegno comune: la costruzione di un nuovo centrodestra. Non si tratta di un mistero, anzi: Fini ne ha parlato esplicitamente a Perugia e dopo, e Casini lo pose all’ordine del giorno ancor prima della nascita di Futuro e libertà.
Il nuovo centrodestra può formarsi già oggi, se Berlusconi dovesse fare un passo indietro (il che è considerato da tutti assai improbabile), o se una cinquantina di parlamentari del Pdl, guidati da personalità significative di quel partito, decidesse di abbandonare il presidente del Consiglio (il che, al momento, non è verosimile).
Restano dunque le elezioni, e Fini e Casini lo sanno benissimo. Talmente bene da essersi fatti due conti: il Terzo polo, con l’aiuto dell’Mpa di Lombardo in Sicilia, è in grado di impedire a Berlusconi di avere la maggioranza in Senato (è proprio per questo motivo, del resto, che il presidente del Consiglio vorrebbe sciogliere soltanto la Camera). La vittoria del leader del Pdl, che alla Camera è data per scontata, diventerebbe così inservibile. E un suo passo indietro, a favore di un esponente moderato del Pdl gradito a Fini e a Casini, sarebbe obbligato. La nuova maggioranza avrebbe la possibilità di consolidarsi e, libera dai problemi quotidiani di Berlusconi, potrebbe persino esercitarsi nell’arte di governo. Avrebbe i numeri per scegliere il successore di Napolitano e tutte le carte in regola per aprire una lunga stagione politica.
Se Fini e Casini riusciranno nel loro disegno, che ha dalla sua la logica e il buonsenso ma non per questo la certezza del successo, il Pd non toccherà palla per gli anni a venire, e anzi imploderà in una resa dei conti definitiva che Veltroni, a modo suo, ha già annunciato.
Bersani dovrebbe fare qualcosa, e in fretta.


‘che ha dalla sua la logica e il buonsenso’
Ah sì? Di politica non capisco nulla perché avevo trovato logico e di buon senso occupare i tre anni di governo per realizzare il programma e dimostrare che la politica può, se vuole, essere partecipe del buon futuro delle popolazioni che rappresenta.
Ma, ripeto, di politica non capisco un cazzo, tranne che è evidente che, in Italia, è cosa assolutamente inutile.
non vedo che grande futuro possa avere la sinistra se l’unico problema che si pone ed affronta e’ quello delle alleanze.
sopratutto quando spaziano tutti i possibili universi.
e sopratutto quando tutti te la promettono ma nessuno te la da’.
p.s. pensare come fai, bob, che il centrodestra liberatosi dei problemi quotidiani di silvio possa dedicarsi finalmente al governare e’ un’altro di quei strabismi che portano la sinistra a vivere in un mondo virtuale.
la verita’ e’ che casini ha fatto di tutto per ostacolare l’attivita’ del governo quando era lui presidente della camera.
lo stesso copione seguito oggi da fini.
ma anche quello di d’alema col prodi primo e di bertinotti col prodi secondo.
lo stesso copione che seguiranno nel futuro nei confronti di chi sara’ a palazzo chigi. e’ la cultura governativa del cazzo del trentennio dc. quella del parlamentarismo. quella della gloriosa costituzione.
Tranquilli, si ritornerà, a piè veloce, alla bruttacopia della prima repubblica, ancora una volta assisteremo alla nascita di mille partitini, con rispettive mille poltroncine,si tornerà al ricatto, ai tradimenti, ai sottobanco,allo statalismo puro, e si dirà, fra qualche anno: avevano ragione quei pirla di Bossi e Berlusconi..e andremo avanti!..sino a quando un altro pirlone ‘scenderà in campo’, si dirà che lo ha fatto con la benedizione della mafia, si scriverà..bla bla bla…e così per altri anni. e intanto il 70/80% degli italiani continueranno a prenderla in culo!!con la benedizione di tutti, anche della chiesa..e a quel punto ben vengano 10-100-1000 culani (senza alcuna offesa!!) a governarci.Finalmente sapremo che l’italia è un paese del c…..
Il futuro “radioso” non passa per il nuovo asse Fini-Casini-Lombardo: c’è il rischio che l’italia si rompa, perchè una parte del paese non accetterà mai un ritorno al passato tramite gente che vuole ripristinare la “geometrica potenza” del parlamentarismo, i poteri di veto, le nomine in enti pubblici sempre più gonfi ed ipertrofici, le tasse per finanziare non i servizi e lo sviluppo, ma le clientele ed i mandarinati, le verifiche, le staffette, i poteri gestiti consociativamente con la benedizione delle corporazioni…….
Questa gente deve sparire dal panorama politico italiano.
Solo così il paese potrà avere qualche chance di cambiamento e di sviluppo.
Vista l’assenza cronica e la marginalità del PD, toccherà ancora a lega e PDL cercare di spiegare agli italiani che hanno sbagliato molto, hanno fatto poco, ma un asse diverso sarebbe oggi per l’Italia una vera e propria tragedia di proporzioni difficilmente calcolabili.
Stanno giocando davvero con il fuoco in prossimità di una pompa di benzina.
‘Vista l’assenza cronica e la marginalità del PD, toccherà ancora a lega e PDL cercare di spiegare agli italiani che hanno sbagliato molto, hanno fatto poco’
Nessun altro avrebbe saputo fare di più in presenza romanocentrica come la costituzione, il parlamento romano coi suoi ministeri monopolizzati da romani ed un nazionalismo meridionalista desideroso solo di assistenza.
Mah
Roma non c’entra nulla.
In vent’anni abbiamo assistito a ribaltoni, uscite di maggioranza a destra e a sinistra, governi fatti e rifatti senza elezioni.
Berlusconi e Lega sono disponibili a mettere mano a parlamento, magistratura, costituzione e regole?
Vogliono n paese normale?
Vadano alle urne con questi impegni e li mantengano.
Prenderanno più voti di quanto si possa immaginare.
ma chi scrive queste assurdità?
l’italia ha bisogno di SINISTRA di qualcuno che rappresenti il bisogno di buongoverno, di difesa delle categorie deboli, di legalità ambiente e laicità.
non è con il partito del vaticano che si realizza il cambiamento.
Oggi la coalizione di sinistra SENZA udc è vincente se si sceglie Vendola e non si esclude nessun partito e se il pd sosterrà lealmente la coalizione.
Altrimenti sarà destinato a perdere e scomparire.
‘Roma non c’entra nulla’.
Secondo te il personale ministeriale, il vero governo, non è artefice di un ostruzionismo ogni volta che si mette in dubbio la supremazia di questa o quella casta?
Non c’è del razzismo nel frenare le iniziative di un capo del governo del Nord?
‘Berlusconi e Lega sono disponibili a mettere mano a parlamento, magistratura, costituzione e regole?’
Ricordi la Devolution, riforma attuata e poi affossata dalla sinistra? Poi ripresa dalla sinistra con la bozza violante, la stessa su cui si basa il federalismo attuale in via di definizione? Sempre ostacolati da interessi che vedono lo Stato egemone sulla società reale.
Insistere nel non vedere nello Stato un ostacolo alla crescita civile è essere complici di questo sistema di conservazione del peggio.
@Pietro
Buongoverno della sinistra? ma dove? senza tasse e soldi buttati non sono capaci di governare un condominio.
Difesa delle categorie deboli? E gli altri si devono fottere e diventare deboli per poter avere adeguata protezione? Questa e’ la formula Visco, ammazzare la classe media per poter avere voti dagli altri.
Legalita’? quale, quella di Travaglio? o di una Magistratura fatta da comunisti autoreferenziali?
Ambiente e laicita’ si trovano anche all’hard discount oggi