Nichi a Manhattan
Cominciò tutto con Occhetto, il primo segretario del Pci a mettere piedi negli Stati Uniti. Appena arrivato a New York dichiarò: “Sembra di stare in un film di Woody Allen”. Lo accompagnava, allora, Giorgio Napolitano, che in America c’era già stato e che forse, quel giorno, non avrebbe voluto esserci.
Quando molti anni dopo toccò a D’Alema, i cronisti registrarono questa sua dichiarazione nella hall di un albergo di Manhattan: “La Coca-cola qui ha un sapore diverso”.
Ora è Nichi Vendola, candidato in pectore della sinistra a palazzo Chigi, ad aver varcato l’oceano. La segretaria del circolo Pd di New York, Anna Di Lellio, lo ha salutato come l’erede di Berlinguer. “Ho detto a John Kerry, presidente della Commissione esteri del Senato – ha dichiarato Vendola -, che non si deve fuggire dall’Afghanistan, ma si deve fuggire dalla guerra e organizzare una conferenza internazionale di pace. Mi seguiva con interesse”.


anche i poliziotti “seguivano con interesse” Ugo D’Alessio che, in Tototruffa, si professava orgoglioso proprietario della fontana di Trevi…
Forte, oh, sto’ Bob.
Co’ quatro frasi t’ha sputtanato le zecche di ieri e di oggi. Quasi come Francesco. Me piace.
Solo un partito radical chic come il PD poteva avere un circolo a new york… Chi lo ha fondato …. Furio Colombo?
furio a n.y. ci stava a rappresentare gianni.
veltroni ci si e’ pure comperato un appartamentino. a n.y.
ma la peracottad’oro spetta a max. il piu’ cosmopolitano di tutti.
il risotto da vespa, coca cola a n.y.
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Forte Vendola, pero’ qualcuno gli deve spiegare che agli americani non basta l’idea loro vogliono anche le cose pratiche quindi Niki adesso deve spiegare come fa afare la pace o pensa che basta un convegno? Quello basta in Italia ma non in America