rss twitter facebook youtube search
top

Omaggio al cowboy (da parte di un indiano)

C’era una volta il film Ombre Rosse. Madre di tutte le scene: una diligenza corre inseguita dagli indiani che tentano a suon di frecce ed urla un mitico assalto. Sulla e nella diligenza, si risponde a disperati colpi di Winchester mentre le signore si coprono il viso dal terrore. In questo marasma epico, c’è un uomo che tiene le briglie energicamente, sprona i cavalli ad andare avanti, guarda dritto la pianura col cappello che vola all’indietro: è il cowboy cocchiere.

La scena non è poi così diversa da quello che caratterizzava (ed ancora caratterizza) le nottate davanti alla commissione Bilancio in occasione dell’esame delle leggi finanziarie. Faccio questo lavoro da 7 anni (non molti ma un po’ sono) e di assalti alla diligenza ne ho visti in verità. Orde di parlamentari aggirarsi freneticamente, assistenti trepidanti e sudati con chili di fascicoli, giornalisti accalcarsi per raccogliere battute fugaci del relatore di turno, lobbisti di aziende ed associazioni di categoria attendere i votanti al varco, maxiemendamenti apparire come ciclopiche visioni notturne.

Ma il grande protagonista è sempre stato Giuseppe Vegas, sottosegretario, viceministro, l’ “uomo della finanziaria”. Mai sopranome in ambito parlamentare fu meno azzeccato: “Las Vegas”. Alto, severo, distinto, preparatissimo. Potrei raccontare numerosi aneddoti su di lui, come di quando a mezzanotte passata davanti all’aula della commissione Difesa (ove si svolge l’esame del ddl finanziaria in Senato) gli illustrai il disposto di un emendamento che prevedeva fiscalità agevolata su una determinata categoria di prodotti di una nuova tecnologia: preparatissimo sulla parte fiscale, mi chiese perplesso lumi sulla tecnologia in questione che evidentemente non conosceva. O ancora di quando lo fermai con altri lobbisti per chiedere anticipazioni sulle intenzioni di voto: ci sorrise sussurrando “chiedete al governo”.

Di lui mi ha sempre colpito l’umiltà e la disponibilità con la quale si fermava a spiegare il contenuto delle proposte emendative e dei singoli articoli, spesso notoriamente incomprensibili. Lo si vedeva in questi momenti ergersi paziente ed imperturbabile ad illustrare con pacata lentezza commi e sottocommi al nugulo di cronisti e lobbisti intenti ad annuire e scrivere su taccuini e blackberry. Più alto di tutti di almeno 20 cm, sembrava il Maestro del libro Cuore. Sempre elegantissimo: usciti dalla commissione Bilancio dopo ardue votazioni, il senatore Azzolini (altro storico protagonista delle leggi finanziarie in Parlamento) aveva il look del giocatore di rugby dopo una partita, Vegas un gentleman all’ora del te. Loro sono gli Holmes & Watson del bilancio nazionale.

Insomma, di tanti attacchi alla diligenza Giuseppe Vegas è di certo stato il cowboy cocchiere che guida eretto mentre il carro corre all’impazzata, l’auriga impavida delle notti western di Bilancio. E noi indiani lo guardiamo con ammirazione e anche un po’ di invidia. L’augurio che gli faccio credo a nome di tutti i lobbisti è di guidare con successo la Consob dagli attacchi dei Sioux che percorrono le grandi praterie della finanza nazionale, quelle che vanno dal Wyoming a, questa volta sì, Las Vegas.

0 commenti a “Omaggio al cowboy (da parte di un indiano)”

  1. [...] L’omaggio al cowboy (da parte di un indiano). [...]

  2. [...] Continua Articolo Originale: Omaggio al cowboy (da parte di un indiano) [...]

Che ne pensi? Commenta!

top