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Tutto cambierà, vedrai che cambierà

Il vertice del Pd, dopo un’approfondita discussione e nel pieno di una battaglia politica durissima, ha finalmente trovato una sintesi politica e programmatica capace di unire il partito e di parlare al Paese. Questa sera, nella gremitissima piazza San Giovanni, il nuovo inno del Partito democratico ha deliziato i numerosi e battaglieri manifestanti. Lo riproponiamo per i lettori di FrontPage.

Un’altra notte finisce
e un giorno nuovo sarà
Anna non essere triste
presto il sole sorgerà
Di questi tempi si vende
qualsiasi cosa anche la verità
ma non sarà così sempre perchè tutto cambierà

Per ogni vita che nasce
per ogni albero che fiorirà
per ogni cosa del mondo
finchè il mondo girerà

Già si vedono
lampi all’orizzonte però
nei tuoi occhi io mi salverò
già si sentono tuoni aprire il cielo però
grida forte e sai che correrò
ora mi senti e ti sento
siamo una sola anima
e celebriamo il momento
e il tempo che verrà

Se chi decide ha deciso
che ora la guerra è la necessità
io stringo i pugni e mi dico
che tutto cambierà

Per ogni vita che nasce
per ogni albero che fiorirà
per ogni cosa del mondo
finchè il mondo girerà

Già si vedono
lampi all’orizzonte però
nei tuoi occhi io mi salverò
Già si sentono
tuoni aprire il cielo però
grida forte e sai che correrò

Tutto cambierà
sai che cambierà
tutto cambierà
vedrai che cambierà
vedrai che cambierà
tutto cambierà

(Neffa)

6 commenti a “Tutto cambierà, vedrai che cambierà”

  1. [...] Leggi l’articolo integrale su Polis Blog: Tutto cambierà, vedrai che cambierà [...]

  2. [...] Guarda Articolo Originale: Tutto cambierà, vedrai che cambierà [...]

  3. sophia colpiacca scrive:

    Bene. C’è l’inno. Come dire prima la frusta poi il cavallo.

  4. Luigi Rintallo scrive:

    Come al solito il vero fenomeno è stato Max D’Alema. Passeggiando per Roma, tra i manifestanti, con non chalance parla ai microfoni Rai e dice: in Italia ora tocca all’uno e ora all’altro schieramento vincere le elezioni; la prossima volta tocca a noi. E così, con una battuta, demolisce anni e anni di chiacchiere salottiere, nutrite a Michelesantoro e Sabineguzzanti. Altro che dittatura berlusconiana, in Italia c’è l’alternanza giovani! Smentisce così perfino Bersani che, dal palco, concionava sui sedici anni di Berlusconi al governo e – di colpo – riporta tutti coi piedi per terra.

  5. Luigi Rintallo scrive:

    Il buono del discorso di Bersani è nel cogliere la sterilità della dialettica amico-nemico, alimentata in questi anni. Il meno buono sta nell’attribuirne la totale responsabilità a Berlusconi, senza guardare alla magistratura militante né ai giornali-partito (sempre al servizio di qualcuno, Debenedetti o patto di sindacato RCS che sia). Capisco l’esigenza di compattare la massa, però se il PD non riesce a sganciarsi, finirà per combattere avendo al piede una palla di piombo.

  6. Ciro scrive:

    Il PD è finito o meglio non è mai nato. Quando parli con uno del PD dicono che Berlusconi è al Governo da 16 anni mentre in questi 16 anni berlusconi ne ha gestiti solo 8 e come tutti ben sanno appena berlusca va al governo si scatena il finimondo e dalla sua c’è da dire che non lo fanno muovere, prima casini-follini adesso fini.

    Lui Berlusconi ha la responsabilità di non aver veramente attaccato i totem che bloccano l’innovazione del Paese.

    Questo deve fare il Berlusca:

    1) applicare il risultato del referendum degli anni 80 sulla responsabilità civile per i magistrati
    2) attuare uno spoil system per rivvovare tutto ciò che è pubblico, RAI, IRI, Banche e Fondazioni, ASL fino alla Pubblica Amministrazione. Per ringiovanire questo benedetto Paese e per far ruotare un po di idee e di innovazione. Una boccata di aria fresca può fare solo bene a tutti.

  7. Attilio Fruci scrive:

    Il problema di Bersani, che dice all’Italia “vieni via con me”, è che sceglie come modello ispiratore Fabio Fazio. E così si aliena automaticamente i 2/3 degli elettori. Un conto è porre se stesso a modello o, per lo meno, rifarsi a idee innovatrici. Un altro scegliere di stare al seguito di un guitto televisivo a 2 milioni di euro l’anno.

  8. anna scrive:

    Mi ha convinto con quei “Vergogna, Verogogna, Vergogna, Vergogna”. Siamo alla frutta se si ha bisogno di questo,per risollevare la base. Ci sarebbe da rispondere : ” Ma vergogna a chi? “

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