rss twitter facebook youtube search
top

Casini e Berlusconi hanno un piano

Difesa e Beni culturali: due ministeri così così, ma che se ci lavori bene possono farti portare a casa qualche bel risultato d’immagine (impossibile fare peggio di Bondi ai Beni culturali) e anche di clientela (non a caso nel 2006 Mastella sarebbe voluto andare alla Difesa, prima di farsi dirottare da Prodi alla Giustizia). E chi è che ci ha già pensato? Chi è che già ragiona sul prossimo governo di centro-centro destra e già ha avanzato i suoi desiderata?

Ovviamente Pierferdinando Casini. Che domenica confidava allegramente che “il Terzo polo è morto” e oggi, mercoledì, ancora più allegramente prendeva parte al vertice con Fini e Rutelli lanciando una creatura che si chiamerà pure Polo della nazione, ma che con il suo acronimo (Pdn) ricorda troppo quell’altro
(Pdl) per non far venire certi pensieri…

Assonanze a parte, il fatto è che la tabella di marcia, per Berlusconi e Casini, è già fissata. Vivacchiamento del governo fino a gennaio-febbraio, forse pure marzo, con l’Udc che (responsabilmente, per carità) non farà mancare il suo apporto ad un certo numero di disegni di legge. Il tutto fino a quando, di comune accordo, ci si accorgerà che non si può andare avanti senza sottoscrivere un patto più solido, magari passando per una prova elettorale.

A quel punto? A quel punto, Casini avrà fatto il terno al lotto. Ingresso al governo con i dicasteri che già ha individuato, e “nei fatti” (l’espressione è di Bonaiuti) l’eredità del centrodestra.

14 commenti a “Casini e Berlusconi hanno un piano”

  1. [...] Leggi l’articolo integrale su Polis Blog: Casini e Berlusconi hanno un piano [...]

  2. gabriele scrive:

    Chiedo cortesemente all’autore dell’articolo di indicare la fonte della notizia sulle dichiarazioni di Casini : “il Terzo polo è morto”. E’ possibile avere il link diretto? Grazie

  3. roberto scrive:

    “Se non ci uniamo, ci impiccano a uno per volta”.
    Buttiglione, atto “fondativo” del Partito della Nazione.
    Sicuramente, da buon democristiano DOC, starà pensando che, intanto, è meglio che impicchino gli altri due.
    Loro hanno il salvacondotto del card.Bertone (vedi sue dichiarazioni odierne).
    Meglio una sana “entry strategy” che farsi mangiare i deputati uno per volta.
    Non è ancora detto, però, che Berlusca non accarezzi l’idea di farsi mandare sotto un paio di volte per poi votare.
    Il PD?
    Off side, naturly!

  4. Marcello scrive:

    Mai fidarsi di un democristiano….!!!

  5. Paolo Pantani scrive:

    Qui di fuori gioco ci siete solo voi!
    Ma come,centinaia di parlamentari in più
    e poi solo TRE? Per giunta da altre file?
    Sentite a me sembra che se c’è un terzo polo è perchè c’è un secondo che tiene.
    Può piacere o non piacere, ma è un riconoscimento, malgrado le ingenuità veltroniane dei clientes nominati, un “galearo” per giunta, NOMEN OMEN.
    Se metteva un “lanzichenecco” era meglio, mandato mantenuto e soldo assicurato.

  6. Grigorij Melechov scrive:

    Beh, aver lasciato al Caimano un mese per la campagna acquisti è stato un vantaggio decisivo.
    Intanto godiamoci il capolavoro Mediashopping, che ai saldi ha partorito il governo Berluska-Scilipoti-Razzi.
    Un pensierino reverente alla “società civile” veltroniana: Riccardo Villari e Calearo.
    Colaninno resiste eroicamente?

  7. maurizio giorgio scrive:

    fini e casini vanno d’accordo quando sono divisi.
    rimettili insieme, come nel precedente governo berlusconi, e verranno fuori le scintille.

    d’alema patetico: vengo anch’io, non tu no.

  8. gabriele scrive:

    Rinnovo cortesemente all’autore dell’articolo la richiesta di indicare la fonte della dichiarazione di Casini “Il Terzo polo è morto”. In caso contrario questa frase dell’articolo dovrà essere derubricata come notizia destituita di fondamento. D’altra parte mi sembra che anche il resto delle informazioni contenute nel post, tese ad accreditare un accordo già avvenuto tra Casini e Berlusconi (“la tabella di marcia”,si dice, “è già fissata”. Da chi? Dove risulta?), mi pare allo stato privo di riscontri rimanendo una mera speculazione.

    CL

  9. Tommaso di Acerno scrive:

    Gabriele (messaggio delle 21:02 del 15 dicembre) mi chiede di citare la fonte della frase di Casini. La fonte sono io, nel senso che quella frase Casini l’ha pronunciata mentre io ero presente.

  10. un esule scrive:

    Bella risposta. Magari anche torquemada la meriterebbe

  11. Liutprando scrive:

    Scenario perfettamente credibile.
    La politica italiana è questa. Sarebbe potuto essere migliore, come la vorrebbe Kuliscioff, ma con l’opposizione fatta da PD, Di Pietro e Fini è l’unica politica possibile.

  12. gabriele scrive:

    Grazie della precisazione. Le chiedo, cortesemente, anche di indicare da dove ha tratto l’informazione di un accordo avvenuto tra Casini e Berlusconi di cui si parla nel post.

    Il “Terzo polo è morto”, avrebbe commentato Casini, però subito dopo si costituisce il “Polo della Nazione”, cioè si rafforza il Terzo Polo. E Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, dichiara all’Ansa il 16 dicembre : ‘C’e’ grande spazio nel Paese per una terza forza alternativa a questo sistema politico. Un’area della responsabilita’, della concretezza e del buonsenso, alternativa al Pdl e anche alla sinistra, perche’ con Di Pietro che incalza e Sel in crescita, il Pd sta spostando l’asse della sua politica a sinistra’.
    Interessante questa situazione. Il Terzo Polo sarebbe morto ma è in grado di risuscitare qualche attimo dopo. Questa è stregoneria politica!

    CL

  13. Mi dicono fonti dalla Liguria che Scajola starebbe costruendo il nuovo “partito” che comprenderebbe Pdl e Udc (alias Terzo Polo). Mah!

  14. Roberto scrive:

    Il terzo polo della Nazione non esiste.
    Esistono Fini, Casini, Rutelli e Lombardo, che temono (Casini molto meno) il Buttiglioniano “ci impiccheranno uno per volta”.
    Ci penserà Repubblica a dargli fiato, nonchè Ballaròinmezz’oraexitannozero e compagnia di giro, sempre a disposizione.
    Peccato che Lombardo sia indagato: toccherà studiare un’opportuna “exit strategy” dalle vicende giudiziarie per toglierlo dagli impicci, ora che sta su sponda antiberlusconiana.
    IL terzo polo esisterà nella misura in cui gli italiani lo voteranno.
    Oggi è l’accozzaglia degli sconfitti.
    Chi ha combattuto in prima linea, è a pezzi, cioè il FLI Fin-bocchin-birgu-granatiano; chi era nelle retrovie, UDC, oggi ha qualche carta in mano.
    Poche, però: meglio di me hanno parlato il card.Bertone, la Confindustria, i Sindacati moderati, la Commissione europea.
    Alle strette, dopo una campagna elettorale durissima, con lo spettro della crisi e della violenza di piazza,con incompatibilità palesi valoriali del nuovo Fini-pensiero con il tradizionalismo cattolico ed il facile giochetto accusatorio di intelligenza con il PD, quanto prenderà il terzo polo?
    L’8? Il 7? Il 6?
    Ciò che Casini prende da solo, in condizioni normali.
    E le condizioni normali per Casini oggi si chiamano: Governo.
    Sai che vanto: “100 Parlamentari”!
    Casini sà bene che ecatombe di questi 100 dopo le urne!
    A Melechov vorrei spiegare una cosa:
    Quando un partito apre alla società civile, fa il suo dovere.
    La cosa ha i suoi rischi: siccome entrano teste pensanti, gente che considera la politica un passaggio e non un mestiere, questi non sono polli di allevamento e tendono ad avere pensiero ed opinioni che mal si conciliano con i rituali e le decisioni assurde di capi bastone, caminetti e comitati centrali.
    Nel caso del PD, poi, capiscono bene di rappresentare la foglia di fico dietro cui si nasconde lo squallore di gente senza futuro, senza idee, senza un progetto.
    E non ci stanno, non sono disponibili.
    Che ci stava a fare nell’area di sinistra Biagi, insultato e vituperato dai suoi da mane a sera, che ci sta a fare Ichino, isolato e disprezzato, che ci stanno a fare tutti quei sindaci che hanno vinto le elezioni, ma hanno commesso il misfatto di stravincere le primarie contro i mandatari, candidati ufficiali del partito, che ci sto a fare io?
    Non tutti reagiscono allo stesso modo.
    Io resto e Calearo se ne va.
    Il giorno in cui i Calearo non se ne andranno più e faremo salti di gioia perchè i Cremaschi ed i Landini se ne vanno, saremo pronti a vincere le elezioni e governare il paese.
    In caso contrario, come sempre,guardiamo Santoro, leggiamo Repubblica, imploriamo Casini di prenderci con lui e di non andare con il caimano e, naturalmente, perdiamo le elezioni.

  15. Liutprando scrive:

    Kuliscioff, ma che ci dici di quel pollo di Dalla Vedova che, per mancanza di liberalismo del PdL, si ritrova nel partito con Buttiglione.

    Ho riso per due ore.

Che ne pensi? Commenta!

top