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Il giorno che Berlusconi diseredò Fini

Quand’è che Berlusconi ha capito che Gianfranco Fini mai e poi mai sarebbe diventato il suo erede, il successore designato, il naturale leader del centrodestra post-berlusconiano? Non nel 2008 e nemmeno nel 2006, quando Fini e  Casini fecero una campagna elettorale convinti  in partenza che il Cavaliere avrebbe preso una legnata da Prodi.

Fu nel 2005. Il peggiore nemico di allora si chiamava Marco Follini. Fini se ne stava buono buono a fare il ministro degli Esteri, passando più tempo a Gerusalemme che alla Farnesina. Ma un bel giorno Berlusconi se ne uscì con la seguente frase: “Fini non sarà mai leader del centrodestra, perché è più a sinistra di Rutelli”. Curioso. E ancora più curioso a chi lo disse. A Lucio Dalla.

2 commenti a “Il giorno che Berlusconi diseredò Fini”

  1. [...] Leggi l’articolo integrale su Polis Blog: Il giorno che Berlusconi diseredò Fini [...]

  2. celtico scrive:

    ma , è vera la notizia ? cmq bisogna dare atto al cavaliere di avere molta fiducia nel prossimo … come citato , non avrebbe piu’ dovuto sospettare di Fini gia’ dal 2006 ….

  3. Andrea scrive:

    Le solite leggende metropolitane per dare credito al nano e per screditare chi è scomodo alla propria parte politica. Patetici.

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