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Quei due deputati che non andarono in bagno

Due, due soli. Per motivi fisiologici. Diciamo, per fare pipì. E come si fa a negare la pipì a due onorevoli, fosse anche nel giorno, nell’ora, nell’istante più importante di tutta la legislatura? Ecco, sarebbe bastato quel segnale e Silvio si sarebbe messo l’anima in pace. Avrebbe detto: okay, è fatta, ci sta davvero. Invece, quel furbastro di Pier ha deciso di tenerlo sulla graticola ancora un po’. Ecco perché lui è incavolato nero: gliel’aveva promesso. Invece, niente.

Parliamo del 14 dicembre, giorno del giudizio, in cui l’angelo infedele, Fini, è sprofondato negli Inferi e lui, Silvio l’Onnipotente, ha avuto la conferma del suo potere (per lo stra-potere deve attendere un altro po’…), circondato dai cherubini e dai serafini che gli cantavano le lodi. Peccato per quel piccolo sgarro. Pier Ferdinando gli aveva promesso che al momento buono due dei suoi avrebbero avuto un attacco di qualcosa che li avrebbe costretti a correre in bagno. Non è successo, il governo ce l’ha fatta lo stesso. Evviva. Ma lui, Silvio, proprio non l’ha mandata giù.

1 commento a “Quei due deputati che non andarono in bagno”

  1. rosario scrive:

    una curiosità. come fa “Tommaso di Acerno” a sapere quello che Casini aveva promesso a Berlusconi?

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