L’Udc fa scricchiolare Lombardo

In Sicilia la politica non va in vacanza. E per l’ennesima volta, potrebbe influenzare la politica romana. Galeotto fu “l’esercizio provvisorio per utilizzare il bilancio in dodicesimi”. A tre mesi dalla nascita del Lombardo-quater, l’alleanza Terzo polo-Pd inizia a scricchiolare. Stando alla seduta del parlamentino siciliano di ieri, l’Ars ha approvato l’autorizzazione a far ricorso all’esercizio provvisorio, ma la compagine lombardiana non ha ricevuto il sostegno dell’Udc casiniana. Gli eredi della Balena bianca hanno scelto di allontanarsi dall’aula rinunciando al voto contrario, che avrebbe provocato la frattura, preferendo l’astensione. “Siamo delusi che si siano trovate somme ingenti per la formazione e non per pagare la il buono scuola a 25mila famiglie siciliane”, tuona il capogruppo al Senato dell’Udc Giampiero D’Alia.

Ma quello che è successo all’Assemblea regionale siciliana, oltre a compromettere gli equilibri della quarta giunta di Raffaele Lombardo, potrebbe essere letto come un segnale di apertura al Cav. D’altronde non è il primo. Ieri Cesa ha garantito che “se il governo metterà al centro dell’agenda politica la questione famiglia, troverà un Udc pronto al confronto costruttivo in Parlamento”. E dal quartier generale di via Due Macelli il messaggio è stato chiaro: “In questo governo non entreremo mai. E l’unico tavolo possibile per dialogare è il Parlamento”.

Tuttavia Casini è alle Maldive. E per dirla con Alessandro De Angelis del Riformista, ha spento il telefono. Per la sua risposta dovremo attendere l’inizio del nuovo anno.

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