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Silvio e i giudici,
che barba, che noia

Per battere Silvio Berlusconi alle urne, senza sperare che possa magicamente sparire dalla faccia della terra, mai momento fu tanto propizio. In che modo? Togliendoli l’alibi della persecuzione giudiziaria. Congelare adesso, subito, tutti i processi a carico dell’uomo “più perseguitato dalla magistratura nella storia dell’umanità” significherebbe costringerlo a governare per poi portarlo davanti agli elettori senza il suo cavallo di battaglia: le toghe rosse. Un’occasione più unica che rara.

Anche per il più severo nemico di Berlusconi il ragionamento dovrebbe risultare logico, elementare, eppure ancora non è così. Un errore grossolano, che si ripete all’infinito come nel film Ricomincio da capo, magistralmente interpretato da Bill Murray, che in modo malinconico si trova a dover rivivere perennemente la “giornata della marmotta” in un paesino sperduto.

Così gli italiani sono costretti, ogni volta che li riportano dentro la cabina elettorale, a dover ripetersi nella testa il solito ritornello mentre guardano il foglio colorato con la matita in bocca: eppure se questa volta l’avessero lasciato governare in pace… Invece a poche ore dal giorno del giudizio della Corte costituzionale, dall’ennesimo B-day o No B-day, di che si parla? Di compromesso, di accordicchio. Lo salviamo, ma non troppo. Trasformando così quella che potrebbe essere una legge più o meno condivisibile, ma non scandalosa come qualcuno la vuole dipingere, in un referendum sulla testa del Cavaliere. Che poi si sa come vanno a finire.

I cavalli di battaglia di Berlusconi in campagna elettorale non sono poi tanti: eppure sembra che il centrosinistra si diverta a cavalcarli e si sforzi anche per renderli ancora più forti ed efficaci. Possibile che non si abbia la pazienza di far cadere fisiologicamente il governo di centrodestra per poi fare una campagna elettorale basata su un programma adeguato per le sfide dell’Italia? Tanto più che il Pd, dichiarazioni di facciata a parte, non sembra avere tutta questa premura di ripresentarsi davanti al giudizio degli italiani.

Evidentemente si ha paura del voto anche di fronte a un governo fallimentare agli occhi della stragrande maggioranza. Indubbiamente si ritiene che l’unico modo per sconfiggere il nemico Berlusconi sia di vederlo schiaffato in cella e di buttare la chiave in fondo al mare. Cosa che potrebbe accadere naturalmente qualora il cittadino Silvio, terminata la sua esperienza come presidente del Consiglio, fosse “serenamente e pacatamente” giudicato di fronte alla legge.

Invece ancora una volta ci troveremo costretti a sentire, da una parte e dall’altra, le solite cantilene. Dovremo, nostro malgrado, rivivere l’ennesima “giornata della marmotta”, con il mafioso impunito da una parte e le toghe rosse mangiabambini dall’altra. Uno spettacolo malinconico che, con un po’ di buona volontà, ci avrebbero potuto risparmiare. Almeno questa volta.

7 commenti a “Silvio e i giudici,
che barba, che noia”

  1. rosario scrive:

    E’ vero, che barba e che noia ancora una eventuale campagna elettorale giocata sul ruolo della magistratura verso Berlusconi.
    Come sarebbe bello sentire i pareri e le ricette dei nostri politici sul tema che, secondo me, è il principale e l’unico, una volta risolto, capace di dare nuovo e prepotente slancio al nostro paese: il debito pubblico: una zavorra per la quale non si riesce a capire come mai, come paese, non siamo ancora falliti.

  2. Augusto scrive:

    Inutile!
    Inutile, sono romai anni che le opposizioni puntano sulla via “legale”; con i noti risultati.
    Se ancora non si sono resi conto di quanto é fallimentare questa via, certo non ne saranno capaci adesso.
    Ci sarebbe poi un’altra lettura:
    se é facile proporre il programma “abberlusconi al gabbio”, molto piú difficile é poporsi all’opinione pubblica con un “reale” programma di governo; possibilmente che non sia di 280 (circa) pagine.

  3. Paolo Pantani scrive:

    E vabbuo’, basta con le giustizialiste, basta con ‘sto tedio mortale come si dice qui altrove, proponiamo una moratoria UNILATERALE nazionale e internazionale sui reati del berlusca, rilasciamoci una quietanza liberatoria:
    “facce tutto chello che ca vvuo’… indiffeeeeeerentemente”.
    Visto che tiene in mano TUTTO il paese,lasciamoci tutto quelloche, MALGRADO tutto, resiste.
    Però poi non lamentatevi, l’Italia è il paese più violento del mondo, non riescono le rivoluzioni, ma le vendette ad-personam si, l’anarchico Passanante, Gaetano Bresci e la regina Maria Sofia di Borbone ne sanno qualche cosa.
    Mai sottovalutare l’odio mortale delle donne, influenzano loro gli uomini.

  4. laqualunque scrive:

    BASTA CON LA GIUSTIZIA!!

  5. [...] Link fonte: Silvio e i giudici, che barba, che noia [...]

  6. torquemada58 scrive:

    BASTA CON LA GIUSTIZIA!! W L’INGIUSTIZIA !!

    P.S. Rivelazioni WikiLeaks: “Politici italiani non combattono mafia”

  7. un esule scrive:

    Era la chiesa

  8. Davide79 scrive:

    Beh, due delle cose più sfiziose, di cui il buon Bersani si guarda bene dal parlare, sono i temi della legge elettorale e del conflitto d’interessi. Evidentemente, però, il fu governo catto-comunista (poco catto e molto comunista) anzichè (pre)occuparsi di predisporre dei testi di legge che andassero a regolamentare le due materie, era troppo impegnato a prepararsi – con le solite, trite e tristi argomentazioni contro Berlusconi – per la battaglia elettorale che avrebbe, di lì a poco, (stra)perso. Altro che “che barba”…

  9. [...] l’articolo integrale su Polis Blog: Silvio e i giudici, che barba, che noia Tags: urne, [...]

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