Levate i fiammiferi di mano ai ragazzini arabi
Da circa un mese stiamo assistendo alle rivolte di Tunisia ed Egitto, con qualche sprazzo in Algeria e Giordania. Con gradazioni diverse, a partire dalla Tunisia ad arrivare all’Egitto, si tratta di paesi arabi dove esiste un minimo di laicità e dove esistevano delle grosse interessenze con i paesi europei, una frazione di sviluppo, anch’esso messo in crisi dalle follie di Wall Street e della City, che ha permesso ad una sottile fascia di popolazione di affrancarsi dal tradizionale statalismo dei regimi tradizionali arabi, derivazione del socialismo arabo nasseriano.
L’aumento, legato alle speculazioni sui futures dei cereali, del prezzo degli alimenti base ha innescato le jaqueries cui assistiamo in tv. In tutti questi paesi il prezzo del grano è artificiale, è praticamente una donazione di Stato, nel porto di Suez decine di navi sbarcano grano USA comprato dallo Stato egiziano. Un minimo aumento del prezzo del pane significa fame vera.
Anche se non vogliamo credere a Wikileaks, che riferisce di un piano USA per rovesciare i regimi al potere, siamo testimoni di una strana alleanza tra parte della borghesia cittadina e sottoproletariato urbano, tra teorici liberali e fanatici islamici, creando la stessa situazione alla nitroglicerina già vista in Iran con l’alleanza tra il Bazar e il clero sciita, con tutte le conseguenze che vedemmo e vediamo.
E in questa situazione, che dovrebbe essere soffocata con le buone o con le cattive, cosa fanno gli USA e alcuni utili idioti europei? Come ragazzini che danno fuoco ai formicai, aizzano la folla, chiedono d’imperio le dimissioni dei capi di Stato, decidono, come in Iraq, che la democrazia è più importante della stabilità. Danno fiato ad opposizioni dai motivi oscuri, aiutano coloro che poi obbligheranno le donne a portare il velo. Lo stesso tragico errore che l’Europa ha fatto nei confronti della Turchia, condannata a rinunciare all’ideologia kemalista e avviata a regredire ai tempi della Sublime Porta. Immaginate solo cosa potrebbe succedere se in Tunisia fossero di nuovo ammessi i movimenti salafiti, immaginate se venisse chiuso il Canale di Suez, già vedete cosa succede se viene sabotato un gasdotto.
Intanto un risultato lo abbiamo ottenuto. Scordatevi Sharm o Djerba, le crociere sul Nilo e le visite alle Piramidi. Se continua cosi’ se vorrete navigare nelle cristalline acque del Mar Rosso vi dovrete arruolare in Marina.


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Miiiinkiaaaaaa!!!
Con quante atomiche tattiche su Porto Said ce la caviamo?
Già nel 1956 non andò molto bene, no?
caro Esule,
lei è molto più parente del dr Stranamore di quanto Ruby sia nipote di Mubarak…
Vedo che non ha una sola idea o opinione da opporre alle mie se non una battuta che nemmeno fa ridere.
Caro Esule, come al solito la Storia non insegna nulla…Quello dell’Iran (purtroppo) è un paragone sin troppo calzante…
E Obama (il famoso Premio Nobel per la Pace “a priori”..) invece di preoccuparsi attizza il casino “dimenticandosi” che l’Egitto è un importante partner militare degli USA che – attraverso canali FMS – gli hanno fornito tecnologia militare “sensibile” (come i carri M1 Abrams con corazzatura “classificata”) che – in caso gli islamisti andassero al potere – potrebbe finire in mani nemiche…
E intanto Obama ride…
@GrigorijMelechow: il solito inutile sarcasmo….Se lei non è in grado di commentare argomenti di cui non è a conoscenza non è obbligato a scrivere per forza….
Non so.
In altre epoche, la fortuna del comunismo fu decretata dalla creazione e supporto di regimi impresentabili, nati proprio per contrastarlo.
Il Vietnam è l’esempio principe: il regime del Sud era, a dirne bene, completamente impresentabile, esempio vivente di come si potesse implementare la presa comunista, anzichè depotenziarla.
Anche la democrazia è difficilmente esportabile tout court: credo che la partita Afghana sarà destinata a durare molto a lungo, così come quella Irakena.
Già diversi giorni fa ebbi modo di dire che, quando i magnati e le classi evolute legano con il proletariato urbano e le classi umili, tagliando via il ceto medio, forse qualcosa di poco buono è destinato ad accadere.
almeno questa è la nostra storia, dell’Italia e dell’occidente.
La scommessa sulla libertà e sulla democrazia possibile mi sembrano le uniche che, nel medio e lungo periodo, siano destinate a produrre positività e crescita.
Esistono rischi e anche grossi; ma, secondo me, i rischi saranno infinitamente maggiori sostenendo regimi che, ancorchè diversissimi da Scià e sud Vietnam,non faranno altro che far crescere e proliferare il rifiuto a tutto ciò risultasse in “odore” occidentale, ed esaltare il ruolo di congreghe inquietanti come i “fratelli Musulmani”.
Nella fattispecie, già oggi, con Mubarak ancora in sella, i “fratellini” gestiscono scuole, università, ospedali, pubblica assistenza ed altro ancora, in maniera universalistica (cioè per tutti) ed imprenditoriale.
Ecco, scuola, sanità, servizi sociali sono elementi fondamentali che forgiano il senso di appartenenza ed il rapporto Cittadini-Stato.
Stato assente e “fratellini” presenti, Mubarak o no, sono e saranno un bel problema, una bella gatta da pelare.
“E in questa situazione, che dovrebbe essere soffocata con le buone o con le cattive..”
Il diritto all’autodeterminazionie dei popoli vale per tutti, bianchi, neri ed olivastri. Chi siamo noi per stabilire cosa sia meglio per il popolo egiziano?
Par di leggere Selezione del Reader’s Digest, anni 50.
Bisognerebbe levare i missili ai pensionati padani…
Definire “fiammiferi” in mani ai ragazzini” massicce rivendicazioni di diritti democratici è comunque rappresentativo di una mentalità coloniale degna di Graziani, o di un ottocentesco lanciere del Bengala.
Mi fa ridere che l’unica “analisi” proposta sia quella di perpetuare lo “status quo” proposto da quei “paranoidi dei teocon” (cit generale Mini….) appoggiando in ogni dove regimi dittatoriali, illiberali e corrotti.
Una protesta da “soffocare con le buone o con le cattive”?
Si governa solo con i Servizi e con le loro porcate? Mah…
Comportarsi come durante la Guerra Fredda, quando l’Occidente, in nome della democrazia, nutrì ed appoggiò i peggiori arnesi fascisti?
La tiritera era la stessa: la democrazia? Verrà appena sconfitto il comunismo.
E ora?
Ora verrà appena sconfitto il terrorismo? Campa cavallo…
Quoto Roberto, con alcune riserve:
Non mi permetterei di parlare con sufficienza di “fratellini”o di “congrega inquietante”. Non si stanno agitando “ragazzini arabi”.
Il partito fondato nel 1928 da Hassan el Banna (e assassinato nel 1943 da una operazione sporca, tipo anarchico Pinelli….) è un partito di grande tradizione, glorioso, collaudato da decenni di persecuzioni, radicato nella società ( come e meglio della Lega…) in cui occupa esattamente lo spazio indicato da Roberto.
Come Hamas in Palestina.
Rivendica la tradizione culturale religiosa islamica per l’Egitto, esattamente come la Lega rivendica le “radici culturali cristiane” della Penisola.
Che c’è di strano?
Il problema è il “come” tale rivendicazione verrà proposta.
Non credo in direzione di una negazione della legislazione nasseriana e degli elementi di laicità dello stato, più probabile in una direzione di armonizzazione dolce di tutte queste componenti.
Fatte le debite proporzioni, non è esattamente quanto stà avvenendo in Turchia?
Insomma nell’ipotesi migliore, ossia quella che l’Occidente non si presenti agli egiziani con il viso ed i metodi dell’Esule, i Fratelli Musulmani potrebbero anche diventare una specie di Dc confessionale islamica.
Come poi quest’ipotesi si possa amalgamare con il rispetto della minoranza copta, della pace separata con Israele e della storica funzione di guida dell’indipendenza nazionale dell’esercito, questo per ora nessuno lo sa.
Wait and see.
I fiammiferi sono in mano ad obama, non agli arabi.. leggere almeno il mio articolo.
In Turchia sta succedendo l’esatto opposto, la DC islamica sta erodendo tutte le conquiste civili e sociali del Kemalismo.
E chi puzza di vecchio e’ chi leggeva il reader digest, e chi cita il generale Mini dovrebbe avere capito che costui e’ un pirla, basta averlo ascoltato in TV un paio di volte, totalmnte fuori di testa.
Infatti Hamas, Hezbollah e i Fratelli sono dei terroristi, come appunto piacciono a tanta parte di quelli che scrivono.
@Paolo, le cose si possono anche vedere da un’altra angolatura, perche’ mai io non dovrei pensare a cosa e’ meglio per il popolo italiano?
L’area nord africana sta maturando in modo antagonista all’occidente. Non per desiderio di democrazia o per assicurare diritti umani laici. Tutta l’area si conformerà all’islamismo, radice culturale di rara stabilità, eticamente ordinata ed inflessibile nella disciplina.
Non c’è alcun motivo che nelle terre in cui è nato debbano desiderare il modello occidentale ostentatamente fragile e corrotto dalla una tolleranza malata.
E` preferibile un area forte, senza la presenza politica americana, che il contrario. Il buon senso politico si limiterebbe a far affari con gli arabi anziché “ispirarne” una democrazia improbabile.
Liut.
Anche a piedi, una volta sbarcati a melito porto salvo, in 15 giorni arrivano a Mestre.
fatemi capire:
Dopo la definizione di “abbronzato”, adesso il presidente Obama sarebbe un “ragazzino che gioca col fuoco”?
E i maturi statisti “realisti”,chi sarebbero?
John Wayne e Dick Cheney, il secondo elemento degno di Norimberga?
Semplicemente il “ragazzino abbronzato” eredita una situazione disperata.
Decenni di appoggio alle peggiori dittature militari e di metodica eliminazione golpista di leaders liberali e moderati (Mossadeq in Iran…), hanno ottenuto un mirabile risultato:
tutto il mondo di cultura islamica sauditi per primi, odia, disprezza e diffida dell’Occidente.
Secondo concetto:
è bello notare come il diritto all’”autoderminazione dei popoli” venga persino inserito nel dibattito interno italiano.
La Lega parla correntemente di “popoli padani”, il cui diritto alla secessione sarebbe appunto espressione di “autodeterminazione”.
E’ esilarante (o preoccupante?) vedere come Sia l’Esule che il Padano accordino tale diritto al popolo di Corno Giovine…ma lo neghino al popolo egiziano, notoriamente meno importante di invece
chiedo scusa,
il pezzo è incompleto per un errore di battitura.
Per favore lo si legga così:
… al popolo egiziano, notoriamente meno importante.
Chiedo ancora scusa.
‘Liut.
Anche a piedi, una volta sbarcati a melito porto salvo, in 15 giorni arrivano a Mestre’.
E` possibile, infatti scrivo ‘modello occidentale ostentatamente fragile e corrotto dalla una tolleranza malata’.
Al posto di prestare il fianco ad una invasione come ritorsione ad una “nostra” non meno invadente invasione pseudo culturale, dovremmo essere più responsabile verso noi stessi e più mercanti coi mercanti.
Ci sono cose che mi fanno incazzare. Una e’ il rigirare le parole. Se parliamo di autodeterminazione del popolo egiziano strillare da Washington “dimettiti” a Mubarak che cosa e’? Farsi i fatti propri?
E magari invocare moderazione e soluzioni costituzionali e’ da retrogradi?
Ad Ismailia ci sono gli italiani che fanno funzionare le centrali elettriche dell’Egitto. Dobbiamo fregarcene della loro sicurezza?
Che discorsi a pera. Per dare addosso a me si mettono le frittate anche verticali.
E il governo israeliano farebbe bene a non fidarsi di un presidente USA che non li ama.