Silvio è il bollito
6 febbraio 1994, il primo discorso di Berlusconi davanti ad una platea cominciava così: I valori che sono il fondamento del nostro impegno civile e politico sono i valori fondanti di tutte le grandi democrazie occidentali.
Berlusconi ha deciso di riproporlo più o meno integralmente alla platea dei Cristiani Riformisti – che non si è ben capito chi siano – con un paio di aggiuntine (che hanno fatto arrabbiare un po’ di gente) per lisciare il pelo al Vaticano. E via andare… Mentre ascolto decido di riutilizzare il bollito del giorno prima. Come lo faccio?… Mah, proverei alla picchiapò.
Noi crediamo nella libertà, in tutte le sue forme, molteplici e vitali: la libertà di pensiero e di opinione, la libertà di espressione, la libertà di culto, di tutti i culti, la libertà di associazione. Crediamo nella libertà di impresa, nella libertà di mercato, regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti. Ma la libertà non è graziosamente “concessa” dallo Stato, perché è ad esso anteriore, viene prima dello Stato. E’ un diritto naturale, che ci appartiene in quanto essere umani, e che, essa sì fonda lo Stato. E lo Stato deve riconoscerla e difenderla – in tutte le sue forme – proprio per essere un Stato legittimo, libero e democratico e non un tiranno arbitrario.
Non è difficile il bollito alla picchiapò, in fondo servono solo basilico, mentuccia romana, sedano, carota, cipolla, maggiorana, polpa di pomodori e del brodo di carne. Aspetta, aspetta che Silvio riattacca…
Crediamo che lo Stato debba essere al servizio dei cittadini, e non i cittadini al servizio dello Stato. Per questo – concretamente – crediamo nell’individuo e riteniamo che ciascuno debba avere il diritto di realizzare se stesso,
di aspirare al benessere e alla felicità, di costruire con le proprie mani il proprio futuro, di poter educare i figli liberamente.
Qui l’inciso che ha fatto incazzare un po’ tutti.
E liberamente vuol dire non essere costretto a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia.
Soffrittino con sedano carota e cipolla, si unisce il bollito avendo cura di separare un po’ le fibre, si copre con brodo a filo e si fa evaporare in parte.
Rieccoci al 1994, in una buffa macchina del tempo che tutto mischia, frulla e rifrulla.
Per questo crediamo nella famiglia, nucleo fondamentale della nostra società.
E di nuovo un inciso. Riporto testuale, con tutta l’incertezza della sintassi.
E nella famiglia crediamo che deve essere fatta come quella che è costituita da un uomo e da una donna che si uniscono nel vincolo dell’amore per potere continuare se stessi attraverso i propri figli.
Qui molla il 1994 e torna ad oggi:
[…] Finché noi governeremo questo Paese le unioni omosessuali non verranno mai equiparate alla famiglia tradizionale. Finché noi governeremo questo Paese non saranno mai possibili le adozioni per i single né per le coppie gay.
Mentre aggiungo polpa di pomodoro, mentuccia romana, maggiorana e basilico, cuocio per una mezz’oretta e tiro le somme.
Allora: Silvio ricicla gli avanzi come me, prima di tutto. Io di ieri, lui di quasi vent’anni fa. Ha l’idea che si debba inculcare ai figli qualche principio, che lo debba fare la scuola… e mi vengono i brividi. Pensa che si debbano fare figli per “continuare se stessi” e tra le libertà che rivendica non include quella degli omosessuali di siglare un contratto d’affetto, pubblicamente riconosciuto.
Un presidente anziano, bollito, contraddittorio e violento nel proprio sentire più intimo va mandato a casa domani.


Già, però, in tema di omosessuali, spiegami anche perchè il PD è terrorizzato dal fatto che Vendola possa vincere le primarie da leader a scapito di Bersani o Bindi.
[...] Articolo completo fonte: Silvio è il bollito [...]
E’ stato esilarante, quando ha invitato quei “preti falsi” al bunga bunga, precisando che si trattava solo di uno spritz e quattro patatine (fritte). Per il resto pugnette fino alla morte, che le Ruby costano care
[...] l’articolo integrale su Polis Blog: Silvio è il bollito Tags: primo-discorso, famiglia, coppie gay, cominciava-cos, [...]
Devo essere malato ed irrecuperabile, perchè condivido tutte le affermazioni di Berlusconi che hai qui citato.
In particolare il capoverso da “noi crediamo nella libertà” Per quanto riguarda educazione dei figli e scuola, ritengo anche io che ciascuno debba poter scegliere una scuola alternativa a quella pubblica (ma se la deve pagare con i suoi soldi e non con quelli pubblici). E’ anche importante che la scuola pubblica cerchi di essere aconfessionale e che gli insegnanti, pur liberi di professare ogni fede politica, si sforzino di mantenere distacco dalle ideologie nell’compimento delle loro funzioni didattiche. Pensarla così è da fascisti?
meglio non mettere il keciap sul bollito..a Silvio il rosso fa malissimo…
a proposito…sulla scuola finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire o ridire le cose che pensiamo tutti!
Guido e AF
Davvero pensate che la scuola debba “inculcare” dei principi? E davvero pensate che i figli debbano essere la “prosecuzione di se stessi?”.
Non la sentite la violenza orrenda in questi concetti? Io sì. Per quanto riguarda i riferimenti alla libertà, difficile non essere d’accordo. Vivessimo in un paese coerente con quelle idee sarebbe meraviglioso. Abbiamo libertà di fare impresa davvero? No. Ci sono regole certe e giuste per il mercato? No. Possiamo costrurci il futuro con gli stipendi che pagano (non tutti sono liberi professionisti)? No.
Di che stiamo parlando?
“inculcare principi” ,”continuare se stessi”….in effetti siamo diventati troppo civili.
qualunque specie animale educa le nuove generazioni a certi comportamenti,in altre parole “inculca principi”.
qualunque specie animale vuole assicurare il futuro della specie figliando “continuare se stessi”.
certo noi umani crediamo di essere il prodotto migliore di dio e il piu’ prossimo allo stesso ma sempre animaletti siamo.
e poi siamo alle solite,il papi si esprime con parole primitive e dichiara principi piu’ o meno condivisibili , ma dice cose chiare che spesso piaciono.
se imparassimo anche noi a dire cose chiare senza far sfoggio della nostra grande cultura e della nostra sensibilita’ intellettuale. (a me lasciatemi fuori!!)
ciospo, senza offesa, noi chi?
Già parlare del “prodotto migliore di dio” mi taglia fuori.
Poi non capisco se è un gioco delle parti (cioè si ci fate o ci siete), ma proprio mi sfugge come si possta tacciare d’intellettualismo il ragionamento di Daniele.
Inculcare è un verbo, non un astrazione del metalinguaggio che secondo il dizionario del Corriere significa:
“Imprimere profondamente, con insistenza, qualcosa. nell’animo o nella mente di qualcuno”.
Conosciamo qualche pedagogo, anche dell’Opus Dei voglio dire, che sottoscriverebbe?
La prosecuzione di sé stessi è una miseria dell’ego, quindi posso temere sia troppo raffinato come concetto. Però provoca mostri e basta dare un’occhiata ai rampolli del nostro capitalismo familiare per rendersene conto.
Come si fa a non essere d’accordo con Daniele senza essere incivili o stupidi? Oppure si parla perché si ha del bagnato in bocca (come dice la capa del salotto buono che frequento assiduamente, mia nonna).
@ orione se invece di “inculcare” ci si mette “insegnare” va meglio?
la prosecuzione della specie e’ un input ancestrale ,profondamente radicato in ogni specie animale.
se invece di “prodotto migliore di dio” scrivo “della natura”o del “fato” va maglio?
posso anche essere incivile o stupido ma so misurare le parole e detesto offendere gratuitamente le persone percio’ caro orione continui a frequentare il salotto buono di sua nonna puo’ essere che la frequentazione la migliori.
Ciospo
Forse siamo diventati troppo civili, magari hai ragione.
Io a mio figlio tento di dare un esempio, sperando sia quello giusto. Non credo produrrebbe buoni risultati inculcargli alcunché…La prosecuzione è della specie, non di se stessi. E’ cosa molto diversa, implica la consapevolezza di vivere in una comunità di cui si è solo una parte, cosa che credo manchi alla logica del nostro Presidente. Mio figlio non proseguirà me stesso, ma perpetuerà il mondo in cui viviamo tutti. Spero migliorandolo.
Ripeto: la violenza delle parole di B mi pare evidente e brutta, ma non tutti la pensiamo così. Viva Dio (la natura, o il fato…come vi pare)
Cambiare le parole significa cambiare il significato caro ciospo.
“Prosecuzione della specie” e “prosecuzione di sé stessi” sono due cose diverse. E basta con ‘sta storia del premier che è buono ma un po’ naif. Non ci credono più neanche i garantisti.
E non mi sono riferito a te né a nessun altro in particolare in modo offensivo, quindi no esserlo tu.
[...] preso, indipendentemente dal loro, finché si parla di tv), altra è non rendersi conto che se al Berlusconi bollito resta soltanto la sponda clericale nuda e cruda, per giunta senza margini di trattativa su nulla, [...]
Non facciamo questioni di lana caprina. Inculcare è forse un termine discutibile: insegnare o instillare potevano essere più corretti. Anche tu insegni (o inculchi) i tuoi principi in famiglia e l’esempio è un modo per farlo. La scuola deve farlo altrimenti.
Alla natura interessa la continuazione della specie, noi poveri mortali, invece, vediamo nei figli la sopravvivenza di qualcosa di noi oltre la morte… anche questo è assodato, non l’ho scoperto io, ne Ciospo, ne Berlusconi. Non fare il sofista, che non attacca: non c’è niente in quelle frasi che non avrebbe potuto essere pronunciato da qualunque persona sinceramente democratica, persino militante nel PD… e ora vi mettete a cercare il pelo nell’ uovo perchè, se le ha pronunciate Berlusconi, devono contenere per forza qualche innominabile orrore. Fate ridere.