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I giovani Agnelli, che disastro

Tutti invitati all’inaugurazione del Museo nazionale dell’Automobile. Dopo molti anni e molto onerosi lavori di ristrutturazione, tornerà a allietare le giornate dei torinesi e dei turisti che accoreranno in massa. A fare la differenza sarà lo scenografo François Confino che firma l’innovativo spazio espositivo? O l’avveniristica struttura progettata e ideata dall’architetto Cino Zucchi? Niente di tutto ciò. La differenza la farà il nuovo presidente: Lapo Elkann.

Il giovane e vivace erede di Alain, nota firma del giornale posseduto dal figlio John (o Jaki?), e dell’impertinente Margherita Agnelli, ultima e unica discendente diretta dell’Avvocato, subentra all’ex manager Fiat Giuseppe Alberto Zunino, uno tra quelli che offrirono il petto al fuoco implacabile dei pm milanesi negli anni di “Tangentopoli”. Ma quella è un’altra storia e Zunino merita rispetto.

Più interessante sembra invece constatare come cambia il mondo e come cambiano le abitudini della ex Casa Agnelli. La poetica dei giovani rampolli, che vestivano alla marinara (qualcuno se li immagina Lapo o il presidente della Fiat così abbigliati?), impegnati sotto falso nome alle catene di montaggio di fabbriche del gruppo di famiglia è sempre stata poco credibile, ma aveva il suo fascino. Giovannino Agnelli, il figlio bravo di Umberto, si diceva andasse fino in Toscana a lavorare. Lapo invece, forse anche per evitare amicizie imbarazzanti, passa direttamente a una presidenza. Per vedere che effetto fa.

D’altronde il fratello, il predestinato (in morte del già citato Giovannino mai abbastanza rimpianto, o forse non rimpianto per niente…), il numero 1 è già, per citare le più note, presidente della Fiat, di Exor, della quale è anche amministratore delegato, e della Stampa: a quel guascone di Lapo potranno ben dare la presidenza di un museo. Ma tra i tanti cugini e parenti della assai numerosa famiglia notiamo che c’è un altro presidente illustre: Andrea Agnelli, leader della blasonata Juventus, società quotata in borsa e, anch’essa, partecipata dal fantasma del Colonnello di Tripoli.

John e Andrea non sembrano però essere così efficaci nel loro ruolo. Non sembrano avere il passo che fu dei loro avi. Non sembrano avere i numeri per farsi valere. John viene portato a spasso dal manager canadese che parla ormai quasi esclusivamente americano e che vende sempre meno automobili, almeno da questa parte dell’Oceano (che peraltro è il nome di un figlio di Jaki-John: questa famiglia è proprio un florilegio di…). Ogni tanto gli scappa di fare l’editore e lancia ultimatum a questo o quel direttore, ma non risulta che qualcuno si turbi di ciò.

Il povero erede non occupa neanche uno strapuntino nel cuore dei torinesi, ma come potrebbe da quando in città le buste paga che firma sono passate da circa 100mila a poco più di 5mila? E quindi non sa se vivere a Torino, a Parigi, a Hong Kong. Sembra invece deciso nell’escludere l’ipotesi Detroit, giacché la giovane e indaffarata consorte (ricordiamo con entusiasmo una sua memorabile intervista a Claudio Sabelli Fioretti) non gradirebbe.

Andrea dal canto suo non va meglio. La squadra lascia molto a desiderare (e Moggi gode molto più degli ultrà del Toro). La società naviga in mari tempestosi: il primo semestre fa registrare un rosso di oltre 39 milioni di euro e avere l’ex colonia italiana in Africa tra gli azionisti non fa ben sperare per il futuro. E la Ferrari, suo grande sogno, diventa sempre più una chimera.

E allora forse, ancora una volta, il simpatico Lapo sembra aver fatto la scelta migliore nell’interesse di tutti: ritirarsi, pur giovane, in un museo. Se facesse scuola, vorrebbe dire che le orme seguite sono quelle del ramo Elkann. L’ineffabile Alain, un padre che tra le mummie si sente molto a suo agio.

7 commenti a “I giovani Agnelli, che disastro”

  1. [...] l’articolo integrale su Polis Blog: I giovani Agnelli, che disastro Tags: confino, giornate-dei, zucchi, innovativo-spazio, [...]

  2. massimo il superbo scrive:

    Come dimenticare uno striscione del mitico Commando Ultrà Curva Sud che così recitava: “Meglio uno scudetto da lupi che cento da Agnelli”.

  3. [...] Fonte Articolo: I giovani Agnelli, che disastro [...]

  4. un esule scrive:

    peccato per la Juve

  5. Filippo scrive:

    Secondo voi perchè Lapo l’han mandato a giocare con felpe e occhiali firmati?

    Semplice, serviva a tenerlo impegnato per evitare di far danni.

  6. attacco frontale scrive:

    per la juve con Lapo è sempre un anno di “Trans-izione”….

  7. attacco frontale scrive:

    vanno sempre forti i fratelloni…ELLKAN PURGANT consigliata per stitici juventini in astinenza

  8. ciospo scrive:

    non ho grandi antipatie nei vari campi di interesse,per gli agnelli/elkan faccio un’eccezione.
    uno per l’altro ,vecchi o giovani,li trovo il tipico esempio dei ricchi da detestare a priori.se poi si va alla storia della fiat :le connessioni politiche ,gli sperperi con i soldi dello stato,i conti esteri etc…beh a questo punto mi fumano veramente!!!

  9. croupier scrive:

    la fiat ,tenendo in ostaggio 150 mila operai,è stato un macigno che ha contribuito a ridurre l’italia così come è adesso ha soffocato lo sviluppo suggendo risorse allo stato come e quando le pareva ….pure le mie fumano !!!!!

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